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Falsi incidenti per truffare le assicurazioni a Catania, agli arresti anche avvocato e medico

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Quattro persone sono state arrestate da carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria della Procura di Catania nell’ambito dell’inchiesta ‘Fake crash’ su falsi incidenti stradali. Sono il presunto promotore della truffa, Pietro Bellaprima, di 56 anni, condotto in carcere, e altri tre indagati posti ai domiciliari: l’organizzatrice dei ‘sinistri’, Agata Zingarino, di 46 anni, l’avvocato Giuseppina Ferrigno, di 46, e il medico legale Epifanio Rapisarda, di 66. Il Gip ha sospeso per sei mesi dalla professione forense un altro avvocato, Claudia Maria La Porta, di 47 anni. I carabinieri hanno anche notificato un avviso di conclusione indagini della Procura per complessive 36 persone. Secondo i Pm le indagini hanno accertato 18 falsi incidenti, tra Catania e Misterbianco, che erano incardinati con documentazione sanitaria falsa e indottrinando falsi testimoni, e sui quali le compagnie assicurative hanno presentato denunce, costituendosi parte offese. Il danno patrimoniale accertato e’ di circa 100mila euro.

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Bancarotta e riciclaggio, condannato a 8 anni di carcere l’ex senatore Nespoli: è uno dei leader campani della Lega di Salvini

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La terza sezione penale del Tribunale di Napoli (collegio A, presidente Amelia Primavera) ha condannato a otto anni di reclusione Vincenzo Nespoli (difeso dagli avvocati Rosario Pagliuca e Salvatore Pane) ex sindaco di Afragola, ex senatore di Alleanza Nazionale e attualmente uno dei leader della Lega in Campania e al Sud. Nespoli è stato pure condannato alla confisca di circa 1,7 milioni di euro ed assolto dall’accusa dall’accusa di voto di scambio. La Procura di Napoli (pm Woodcock, Varone e Piscitelli, attualmente procuratore aggiunto) ha contestato a Nespoli i reati di voto di scambio (in relazione elezioni alle elezioni politiche 2001 e 2006), riciclaggio (per 4,5 milioni di euro) e bancarotta fraudolenta (della Sean Immobiliare spa, per 10 milioni di euro). Nespoli, durante l’udienza, ha chiesto e ottenuto la facoltà di rendere dichiarazioni spontanee durante le quali ha rinunciato alla prescrizione in riferimento al reato di bancarotta.

I giudici hanno condannato anche il commercialista Maurizio Matacena, a 4 anni e 6 mesi di reclusione, per riciclaggio, all’interdizione dai pubblici uffici per una durata di cinque anni e alla confisca di beni per 306mila euro. Parzialmente accolte le richieste formulate dal pm Daniela Varone che, al termine della requisitoria, ha chiesto 8 anni e 6 mesi di reclusione per Nespoli; 5 anni per il commercialista Maurizio Matacena e 4 anni e 6 mesi per Tommaso Redine. Il pm ha chiesto l’assoluzione dei restanti imputati. Lo scorso 2 maggio la Corte di Cassazione (quinta sezione) ha rinviato ad altra sezione della Corte di Appello di Napoli il procedimento stralcio un’altra bancarotta fraudolenta l’istituto di vigilanza privata “La Gazzella” per 30 milioni di euro, per la quale Nespoli era stato condannato in primo e secondo grado a 5 anni di reclusione. Nel 2010 fu chiesto l’arresto (ai domiciliari) di Nespoli ma il Senato nego’ l’autorizzazione a procedere. Decaduto da senatore, tra il 2011 e 2012 rimase circa 9 mesi ai domiciliari. Il giudice ha deciso di assolvere i restanti imputati: Tommaso Redine, Enrico Esposito e Giuseppe Boemio. La difesa dell’ex senatore ha annunciato il ricorso in Appello.

(Nella foto in evidenza Vincenzo Nespoli è quello seduto sulla sinistra, a destra c’è il deputato Cantalamessa e al centro la deputata ed ex viceministro per il Sud nel primo Governo Conte Pina Castiello)

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Milano (chi)ama Ischia, presto sull’isola un incontro tra il sindaco di Milano Sala e i primi cittadini isolani

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L’ordinanza che i sindaci dell’isola d’Ischia avrebbero voluto varare per impedire lo sbarco di cittadini provenienti dalle aree focolaio di infezione da Coronavirus era un atto amministrativo che rispondeva ad una esigenza: salvaguardare la salute degli isolani e degli ospiti rispetto alla propagazione del coronavirus. Chi ha letto in questa ordinanza, annullata dal prefetto di Napoli, motivazioni discriminatorie o razziste di cinque sindaci di una isola che è simbolo di accoglienza nel Mediterraneo o è in malafede o ha altri interessi poco chiari da assecondare.

I sindaci dell’isola d’Ischia con il sindaco Metropolitano Luigi de Magistris. Da sinistra verso destra Giovan Battista Castagna (Casamicciola), Enzo Ferrandino (Ischia), Luigi de Magistris (città metropolitana di Napoli), Francesco del Deo (Forio), Dionigi Gaudioso (Barano), Rosario Caruso (Serrara Fontana)

Il sindaco di Ischia, Vincenzo Ferrandino, anche a nome dei suoi colleghi primi cittadini (Dionogi Gaudioso, Barano; Francesco Del Deo, Forio; Giovan Battista Castagna, Casamicciola; Rosario Caruso, Serrara Fontana) ha spiegato in tutte le salse che l’unica motivazione era ed è quella di evitare contagi sull’isola che in inverno ha dei servizi sanitari ridotti al minimo, un ospedale sotto organico, malamente attrezzato e certamente non capace di fronteggiare eventuali emergenze epidemiche. L’ordinanza oggi sarebbe anche meno utile stante la quarantena imposta dal Governo a tutti i cittadini dell’area focolaio di infezione. Ma quando i sindaci isolani vararono l’ordinanza che imponeva limitazioni agli sbarchi dei cittadini veneti e lombardi dell’area del contagio non c’era alcun cordone sanitario steso intorno a Codogno, Casal Pusterlengo e gli altri centri del Lombardo-Veneto che stanno affrontando questa emergenza. Diciamo che per una volta alcuni sindaci hanno agito con troppa celerità. Il razzismo o qualunque intento discriminatorio è davvero una accusa senza capo né coda. Purtroppo nella gestione di questa crisi troppe cose non hanno funzionato e come capita in ogni crisi seria, non mancano episodi a dir poco imbarazzanti. Il video che potete vedere qui sotto è stato girato sul porto di Ischia da una persona un po’ su di giri.  Potremmo usare per la protagonista di questo video imbarazzante qualunque epiteto. Ma siamo persone che con serenità riusciamo solo a consigliere alla protagonista della sceneggiata una bella settimana di benessere psicologico. Quello fa bene, a prescindere. I sindaci di Ischia potrebbero invece provare a capire chi è per denunciarla per molestie, violenza privata ed altri reati seri e per i danni di immagine che queste escandescenze possono arrecare alle collettività. Certo, nulla aggiungeremmo all’imbarazzo che questo soggetto procura con questa sua sceneggiata pittoresca.

 

Qui sotto invece c’è un messaggio video di Federico Benassati, consigliere del Consiglio di Municipio 1 Centro Storico Milano. C’è poco da spiegare. Guardatelo, ascoltatelo. Quest’uomo, milanese, è innamorato di Ischia. Non a chiacchiere, con i fatti. E siccome lui ha capito che certe accuse di razzismo ad Ischia sono tanto squallide quanto interessate ed ha anche ben compreso che qualche malato di mente non rappresenta un’isola intera, lancia al sindaco di Ischia (e per lui immaginiamo a tutti i sindaci dell’isola) una bella proposta: vediamoci, parliamoci, vogliamoci bene, facciamo conoscere il vero volto dell’isola. L’idea di Benassati è quella di fare un incontro a Ischia con il sindaco di Milano, Beppe Sala, per far capire anche a qualche giornale e a qualche giornalista che frettolosamente ha liquidato l’ordinanza come una misura discriminatoria che Ischia è ospitale. Ischia ha sempre mostrato affetto ed amore per i cittadini lombardi, veneti, liguri, tutti gli italiani che da sempre la scelgono come luogo di relax, vacanza.

Ma che cosa risponde il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino a questo messaggio così bello, così civile, così intelligente di questo consigliere di municipalità milanese innamorato di Ischia? “Ho visto il messaggio e devo dire che mi ha commosso per la pacatezza, per la semplicità e la onestà intellettuale di questo consigliere. Federico Benassati – spiega Ferrandino – ha compreso che non c’è mai stato alcun intento discriminatorio verso chicchessìa ma solo una esigenza di tutela della salute della comunità isolana che amministriamo. Sono sicuro, come lo è il consigliere Benassati, che questa emergenza passerà e che Ischia era e sarà sempre meta privilegiata dei nostri amici del Nord Italia e di tutti quelli che amano Ischia come luogo di relax, salute e vacanza. Nei prossimi giorni, quando la situazione sarà più tranquilla, certamente mi metterò in contatto con Benassati e con il sindaco Beppe Sala, persona che stimo e ammiro, per creare una occasione di incontro tra Ischia e Milano” ha spiegato Ferrandino, certo di interpretare anche i suoi colleghi primi cittadini. Luigi de Magistris, sindaco metropolitano e amico caro di Beppe Sala e amante dell’isola d’Ischia non solo per ragioni istituzionali ma anche per frequentazioni sin da bambino, si renderà parte attiva per organizzare questo incontro, probabilmente nel mese di luglio. Quando, si spera, questa emergenza sarà alle spalle.

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Coronavirus, de Magistris chiude le scuole di Napoli fino al 2 marzo: massiccia igienizzazione e sanificazione

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Scuole chiuse a Napoli. Si rientra in classe lunedì 2 marzo. Il comune ha inteso effettuare azioni straordinarie di pulizia radicale in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il sindaco, Luigi de Magistris, ha spiegato che l’operazione non deve creare “paura o panico” perché “la massiccia attività di igienizzazione e sanificazione è un modo per alzare ancora di più la sicurezza e la serenità nel nostro territorio”, ha spiegato. “Dal momento che Napoli fino ad ora non ha avuto casi è molto importante anche mettere in campo delle azioni di ulteriore prevenzione per la riduzione dl rischio di contagio” ha proseguito de Magistris che ha istituito presso il Comune di Napoli un tavolo di coordinamento per seguire l’emergenza coronavirus “ai massimi livelli locali con tutte le strutture sanitarie per quello che è di nostra competenza perchè ricordo che il sindaco è responsabile della tutela della salute dei cittadini”. Ma le misure di prevenzione non si fermano con le attività di pulizia straordinaria nelle scuole. Nella giornata di domani de Magistris ha annunciato che predisporrà un provvedimento “con cui indicheremo alla città un’altra serie di misure particolarmente importanti e significative”. Il primo cittadino, nel sottolineare che “ci atteniamo ai protocolli nazionali perchè è un’emergenza nazionale”, ha aggiunto: “Faremo di tutto per fare in modo che chi ha le responsabilità le metta in campo perchè i cittadini devono essere tutelati. Questo non è il momento delle polemiche poi ci sarà il tempo delle analisi”. La misura è stata apprezzata da tante mamme che peraltro avevano richiesto al sindaco una radicale pulizia delle scuole. Altri invece hanno criticato una chiusura così prolungata. Ma si sa, quando si amministra una metropoli, si fanno delle scelte e non tutte possono essere accettate. In ogni caso la chiusura delle scuole si è inserita in due giorni di maltempo, con un livello di allerta alto per piogge battenti e pericoli causati dal vento forte. Il sindaco ha così messo assieme due esigenze: chiudere le scuole per allerta meteo e approfittarne per una pulizia ed una sanificazione straordinarie delle scuole.

(la foto del sindaco Luigi de Magistris è di Salvatore Laporta per Kontrolab)

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