Collegati con noi

Pixel

Ex Malo Bono di Giovanni Ruggiero in mostra a Movimento Aperto

Avatar

Pubblicato

del

Giovanni Ruggiero, comincia a fotografare a 17 anni, una passione che gli rimane e coltiva assiduamente in special modo durante la sua carriera professionale, Giovanni è stato  inviato speciale per il quotidiano l’Avvenire.

Tantissimi paesi raccontati e anche fotografati quando non c’era il supporto del foto giornalista insieme al quale produrre il servizio. Una passione che oggi, lo porta ad esporre in varie mostre nazionali e internazionali.

Ex Malo Bono è il titolo della sua mostra napoletana che inaugura l’8 novembre alle 17,00 presso la galleria Movimento Aperto in via Duomo 290/c

È stato un evento personale molto doloroso a ispirare questa nuova “grammatica visiva”. Nasce da questa sofferenza la sua “offerta” fotografica non tradizionale che è sfociata in un ciclo (mai concluso) che l’autore ha chiamato “Memento”. Tutto ha origine nella necessità di cristallizzare i propri ricordi, quando le circostanze della vita gli hanno fatto temere di perderli e di non avere più davanti a sé il tempo necessario per accumularne altri. «Io assemblo i ricordi – dice Ruggiero del suo lavoro –  Do una forma alle mie emozioni e a quello che è stato perché, in questo modo, restino ancora a rammentarmi una gioia o anche un dolore».

Il titolo della personale napoletana, “Ex malo bono”, sta appunto ad indicare che da questo vissuto sofferto si è aperto un nuovo orizzonte creativo. La malattia patita è tuttavia sempre presente in ogni sua opera ed è rappresentata in modo discreto dalla garza che spesso vela le immagini.  La ricerca vera e propria di Ruggiero – scrive Gaetano Romano che ha curato la mostra napoletana – esorbita dalla sua vita precedente di giornalista; nasce sulle ceneri del dolore che lo ha spinto  definitivamente ad indagare le molteplici valenze e declinazioni del suo privato, in un momento drammatico della sua esistenza quando si è appesi a un esile filo.

 

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

Advertisement

Pixel

“Il greco ci appartiene”, alla riscoperta delle origini della regione Campania

Avatar

Pubblicato

del

Sarà un’intera settimana di incontri, musica e poesia sulla cultura ellenica che tanto hanno influito nelle nostre radici ad essere ospitati al Maschio Angioino dal 9 al 15 febbraio e Napoli avrà modo di riscoprire le sue origini Elleniche. L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Comunita’ Ellenica di Napoli e Campania e dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Palazzo San Giacomo, anche con il patrocinio del Ministero degli Esteri della Repubblica di Grecia in Italia e delle Ambasciate di Grecia e di Cipro in Italia in collaborazione con il Conservatorio di Musica di Napoli San Pietro a Majella. Sara presente una delegazione di parlamentari ellenici, insegnanti di Atene e di Salonicco. La consueta maratona dei Licei classici di Napoli e della Campania che dal 2014 celebra e festeggia la lingua e la cultura greca si arricchisce e si amplia quest’anno con un’intera settimana di attivita’ a cui parteciperanno anche studenti greci a partire dal concerto del Mezzosoprano Alexandra Gravas, ospitato nella prestigiosa cornice della Sala Martucci del Conservatorio. “Si tratta di una iniziativa significativa per valorizzare i legami che ci legano alla cultura greca antica e per renderci componente attiva di un’eredita’ di straordinario rilievo.” dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Eleonora De Majo. Il tema di questa edizione sara’ Il greco ci appartiene, è il titolo dell’intero evento  sta ad indicare la presenza e l’importanza della cultura greca, di quella antica, che ancora alimenta la nostra cultura, ma anche di quella moderna, in segno di apertura, di scambio, per una rinnovata reciproca conoscenza.” ha spiegato la De Majo. L’idea di dedicare un appuntamento annuale fu lanciata dal presidente della Federazione delle Comunita’ e Confraternite Elleniche in Italia, accolta ed istituzionalizzata dal Parlamento della Repubblica di Grecia e fortemente valorizzata solo a Napoli. L’iniziativa ha avuto negli anni un successo crescente, con una partecipazione sempre piu’ ampia dei nostri licei, ma anche con la Greca, si terranno  quest anno iniziative anche in altre localita’ della Campania: mercoledi’ 12 febbraio, alle ore 10,00 a Salerno, incontro pubblico nella sede della Biblioteca DIPSUM dell’Universita’ di Salerno; lo stesso giorno, alle ore 17,30, un Focus sulla letteratura greca con studenti ed insegnanti del Liceo Manzoni, nella sede della Libreria Fenltrinelli di Caserta; venerdi’ 14, alle orte 17,30, evento di “Musica, poesia ed arte” al Liceo Galdi di Cava dei Tirreni.

Tutte le iniziative della Settimana della Cultura Greca sono ad ingresso gratuito

Le foto sono relative alla collezione Magna Grecia in esposizione permanente presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ph. Mario Laporta/KONTROLAB

 

 

 

Continua a leggere

Pixel

“52 hertz” un oceano di colori dove Lucia Gangheri fa fluttuare la sua balena alla ricerca della comunicazione

Avatar

Pubblicato

del

Può una balena fluttuare leggera in un oceano di colore? Provare a comunicare con mondi apparentemente lontani ma inevitabilmente vicini? Può.
Accade nella mostra dell’artista napoletana Lucia Gangheri, dal titolo “52 hertz” – inaugurata il 18 gennaio e visitabile fino al 9 febbraio nella galleria Romberg di Latina – a cura di Simona Zamparelli.
Lucia Gangheri non ha bisogno di grandi presentazioni, non solo perché hanno scritto di lei tante personalità del mondo dell’arte e del giornalismo, ma soprattutto perché è una persona talmente magnetica da riuscire a comunicare con gli interlocutori già con una sola stretta di mano, un sorriso acceso; uno sguardo alle sue tele, i suoi progetti, presentati sempre con appassionata dedizione. La Gangheri è un’artista che, nel tempo, è riuscita a spaziare e dialogare con più temi: dal medialismo allo spiritualismo zen più profondo, dall’artigianalità di un gioiello alla carica diretta ed espressiva di un video. La grandezza della Gangheri sta nel riuscire a raccontare sempre qualcosa di diverso rimanendo fedele a se stessa, alla propria natura, riuscendo a  “sentire” le direzioni artistiche da intraprendere, forte di un unico grande comune denominatore: la comunicazione; delle volte più razionale, altre volte più istintiva, senza particolari filtri. “52 hertz” si pone, a mio avviso, tra queste due dicotomie: l’artista è partita dallo studio approfondito di questo affascinante cetaceo – raccontato già precedentemente ed intimamente in un suo scritto “Lungo la linea del cielo” – per poi raccontarlo, in maniera molto viscerale, nei lavori presentati a Latina. Sono tele di colori pastello espressionista, installazioni forti, messaggi precisi: la balena è sola nella società, emana un suono – i 52hertz – che non le permette di comunicare con i suoi simili. E’ l’espressione emblematica di quello che accade: siamo tutti iper-connessi nella grande rete della comunicazione telematica ma non riusciamo a comunicare davvero. Viviamo nell’epoca – che dura ormai da un bel po’ – dei social network che avrebbero dovuto avvicinarci, farci dialogare con un linguaggio unico, connetterci col mondo intero,ma non riusciamo a parlare più con nessuno. Non ce ne rendiamo conto, presi come siamo dalla realtà effimera che ci appartiene, ma ci stiamo isolando giorno dopo giorno in un grido soffocato di solitudine e discriminazione. La balena della Gangheri, nata diversa, fluttua nel cielo, scava nella terra, alla ricerca di un posto sicuro, lontano dalle nostre paure. Il termine fluttuare, già di per sé, è per me sinonimo di libertà, quella che fingiamo di possedere – per intenderci – soprattutto quando ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso.
Eppure basterebbe poco: basterebbe ricordarsi che la diversità è sinonimo di ricchezza, che la libertà va ricercata attraverso il dialogo.
La balena della Gangheri è la rappresentazione simbolica della condizione umana nella quale siamo tutti imprigionati: è nello stesso tempo una riproduzione allegorica ed un invito a fluttuare negli oceani, nelle esistenze, alla riscoperta di noi stessi attraverso gli occhi degli altri.

Continua a leggere

Pixel

Il 5G sbarca a Roma per ‘spiare’ la salute dei Musei capitolini

Avatar

Pubblicato

del

Il 5g sbarca a Roma per ‘spiare’ la salute dei Musei capitolini. Sensori e connessione ultraveloce per tutelare edifici storici e non solo in caso di terremoti ma anche per prevenire piccoli cedimenti strutturali. Il progetto #Roma5G si arricchisce cosi’ di un nuovo capitolo: il Campidoglio, Fastweb e ZTE, multinazionale cinese delle telecomunicazioni, con il supporto dell’Universita’ degli Studi dell’Aquila, hanno presentato un innovativo scenario d’uso per il monitoraggio con il 5G degli edifici, attraverso una rete di sensori attivata in due sale dei Musei Capitolini. Al Palazzo dei Conservatori e alla Sala Esedra del Marco Aurelio sono stati infatti installati a ottobre scorso 8 sensori che registrano con regolarita’ informazioni sulla struttura. Grazie alla piattaforma integrata che sfrutta le frequenze 5G e all’infrastruttura ultraveloce di Fastweb, alle tecnologie di ultima generazione di ZTE e al know-how dell’Universita’ dell’Aquila, i Musei Capitolini hanno a disposizione un patrimonio di informazioni costantemente aggiornato utile alla programmazione della manutenzione del bene.

Lucio Fedele, chief Operating Officer di Zte Italia, spiega che i sensori in questione “registrano le vibrazioni nella struttura e hanno due funzioni essenziali. Segnalano eventuali disallineamenti troppo evidenti dal modello ideale e quindi pericolosi, prevenendo piccoli crolli o cedimenti strutturali. E poi, in caso di eventi catastrofici, come terremoti, danno informazioni in tempo reale sulla situazione strutturale abilitando alcune risposte come, ad esempio, il blocco dell’erogazione del gas o gli ascensori riportati al piano. A Roma questa possibilita’ per il momento c’e’ solo a Musei Capitolini, ma potrebbe essere estesa. La stessa tecnologia, infatti, puo’ essere applicata anche a ponti e a scuole”. Al momento tale tecnologia, oltre ai Musei Capitolini, e’ operativa anche all’Aquila. “Siamo orgogliosi di essere ancora una volta al fianco di Roma Capitale e mostrare le straordinarie potenzialita’ del 5G”, commenta Andrea Lasagna, Chief Technology Officer di Fastweb. “Il 5G arriva a Roma applicato al patrimonio culturale. Con la citta’ e l’Amministrazione siamo aperti ad accogliere questo uso intelligente della tecnologia che ci aiutera’ a gestire i nostri beni storici” dichiara il vicesindaco con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo. “Questa collaborazione con Fastweb e Univaq e’ motivo di soddisfazione in quanto ha portato a questa importante sperimentazione nel cuore del Comune di Roma. Un perfetto connubio tra la nuova tecnologia e il patrimonio storico”, le parole di Hu Kun, presidente Europa Occidentale ZTE e CEO di ZTE Italia.

Continua a leggere

In rilievo