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Europa League:Ibra-Calhanoglu, Shamrock subito ko e Milan avanti

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Buona la prima: il Milan inizia col sorriso la nuova stagione, vince contro lo Shamrock Rovers una partita insidiosa seppur alla portata e stacca il pass per il terzo turno di qualificazione di Europa League in cui affrontera’ i norvegesi del Bodoe/Glimt, giovedi’ a San Siro. I rossoneri tornano a respirare calcio europeo dopo piu’ di 600 giorni e non mancano l’appuntamento. Merito di Ibrahimovic che trascina e guida – anche con qualche rimprovero – la squadra e sblocca la sfida nel primo tempo, di Calhanoglu che mette in sicurezza il risultato nella ripresa dimostrando di potersi esprimere al meglio nel ruolo di trequartista e di Donnarumma decisivo in tre occasioni quando rimedia alle leggerezze di una difesa rimaneggiata. Senza Leao, Romagnoli, Rebic, Conti e Musacchio, con una preparazione lampo e le difficolta’ di una gara secca, il Milan di Stefano Pioli gioca una buona partita e riprende da dove aveva lasciato. C’e’ ancora da lavorare per raggiungere la condizione fisica migliore ma l’esordio e’ vincente. Buone sensazioni per la prima partita ufficiale, sapendo soprattutto che – oltre ai tanti indisponibili – Tonali e Diaz possono offrire qualita’ tecnica preziosa a Pioli. L’allenatore concede una manciata di minuti ad entrambi, un debutto che lascia ottime impressioni: Tonali si fa vedere in copertura, Diaz si mette in mostra ‘ubriacando’ gli avversari con un pregevole gioco di gambe e lanciando a rete Castillejo. Pioli e il Milan possono festeggiare e voltare gia’ pagina per concentrarsi sulla sfida a San Siro di lunedi’ contro il Bologna. Qualcosa pero’ andra’ comunque limato, soprattutto in difesa. Perche’ lo Shamrock Rovers esce sconfitto ma pur sempre a testa alta con il merito di rendere incerta una partita che sulla carta sembrava gia’ ampiamente decisa ancor prima di scendere in campo. Il primo spavento infatti e’ dei rossoneri: al 14′ Greene sfrutta una disattenzione approssimativa del Milan e calcia in porta impegnando Donnarumma che respinge. Ma al 23′, dopo qualche tentativo senza fortuna, i rossoneri sbloccano la partita grazie a Ibrahimovic.


Lo svedese duetta in velocita’ con Calhanoglu che trova il corridoio giusto per l’attaccante, freddo e infallibile sotto porta. Castillejo ha tra i piedi la palla del raddoppio ma non impatta con convinzione lo splendido passaggio dello svedese favorendo il recupero di McEneff. Gli irlandesi non sono una squadra che si arrende facilmente. Donnarumma deve ancora una volta metterci il guantone: al 28′ ancora Greene sfrutta un errore di Gabbia e calcia in porta trovando l’opposizione del portiere rossonero. Uno spavento che carica il Milan che cerca il 2-0 in piu’ occasioni con Theo Hernandez, Calhanoglu e ancora Ibra ma senza mai inquadrare la porta. Ad inizio ripresa ancora rossoneri vicinissimi al 2-0 ma Calhanoglu scheggia la porta e Calabria non riesce a superare Mannus sul tap-in. Al 22′ azione veloce e corale del Milan  che, dopo una serie di passaggi stretti, trova il raddoppio con un tiro dalla distanza di Calhanoglu. Biglietto per il secondo turno strappato e ora per il Milan testa al Bologna.

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Champions, non c’è Ronaldo e Morata fa due gol: la Juve di Pirlo liquida la Dinamo Kiev

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Manca Ronaldo, ci pensa Morata. E’ lo spagnolo il grande protagonista della Juventus priva del fenomeno portoghese, ancora in isolamento Covid. Dopo la rete di Crotone, l’ex Atletico Madrid si ripete in Champions e la sua doppietta permette a Pirlo di esordire con un successo,in veste di allenatore, in una competizione internazionale. A Kiev, davanti a circa 20mila spettatori, i bianconeri passano per 2-0. Da segnalare, pero’, l’infortunio di Chiellini, uscito dopo venti minuti per un fastidio muscolare che andra’ valutato nei prossimi giorni. Difesa a quattro per il maestro Lucescu, difesa a tre per l’allievo Pirlo: e’ la prima differenza del faccia a faccia tra i due allenatori, che si incrociarono ai tempi del Brescia nel ’96. Un’altra esclusione per Dybala, con Ramsey a supporto di Morata e Kulusevski, anche se dopo pochi minuti i bianconeri cambiano subito pelle. Chiellini accusa un problema muscolare ed entra Demiral, il modulo della Juve e’ molto piu’ simile a un 4-4-2 con Chiesa e l’ex Parma esterni di centrocampo.

Chiesa, all’esordio in Champions dopo qualche apparizioni in Europa League con la Fiorentina, crea scompiglio dalle parti di Kedziora e un paio di volte va vicino a spaventare Bushchan, ma la palla gol migliore e’ di Kulusevski: lo svedese si inserisce e prova il colpo di tacco, il portiere della Dinamo Kiev e’ reattivo sul primo palo ed evita il gol. E anche nell’occasione del vantaggio della Juve, il 2000 e’ protagonista. Il suo tiro e’ respinto centralmente da Bushchan, Morata si avventa sulla ribattuta e segna il primo gol bianconero nella Champions 2020-2021. E’ il primo minuto della ripresa, la Juve passa meritatamente in vantaggio sul campo degli ucraini. Poi, al 10′, il momento dell’esordio stagionale di Dybala: la Joya torna in campo dopo l’ultima apparizione del 7 agosto scorso contro il Lione, gli lascia il posto Kulusevski.

L’argentino si vede poco, la Dinamo prova a cercare il pareggio ma i limiti tecnici della squadra di Lucescu sono evidenti, il raddoppio arriva sull’asse Cuadrado-Morata: perfetto il cross del colombiano, ottimo il tempo di inserimento dello spagnolo che anticipa Zabarnyi e di testa batte nuovamente Bushchan. I tentativi degli ucraini per la rimonta sono affidati alle conclusioni dalla distanza di Sydorchuk ma Szczesny e’ sempre attento, poi nel recupero la punizione di Shaparenko sfiora l’incrocio dei pali. Buona la prima per Pirlo in Champions, ora atteso dall’Hellas Verona in campionato e poi dal big match di mercoledi’ prossimo allo Stadium contro il Barcellona.

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Champions, Lazio irresistibile contro il Borussia Dortmund: 3 a 1

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Nella partita dello storico ritorno in Champions, la Lazio si riscopre bella e vincente come non accadeva prima del famigerato lockdown. I biancocelesti mettono sotto il Borussia Dortmund, favorito nel Girone F di Champions, e partono come meglio non avrebbero potuto nel torneo europeo piu’ prestigioso. Basta un tempo alla Lazio per far capire ai tedeschi l’aria che tira all’Olimpico e soprattutto quanto tenga a questo torneo. Le perplessita’ sorte dopo il tracollo di Genova contro la Samp vengono cancellare da una prestazione maiuscola, assolutamente in linea con l’importanza e il prestigio dell’impegno europeo. Questa Lazio non deve temere alcun avversario. Inzaghi puo’ mandare in campo la migliore formazione possibile, fatta eccezione per l’infortunato Lazzari, il Borussia Dortmund punta tutto sulla stellina Haaland, che ha la media di un gol a partita nella Bundesliga.

La Lazio parte timidamente e al piccolo trotto, tuttavia le bastano solo 6′ per far saltare il dispositivo di difesa dei tedeschi: il gol porta la firma dell’ex Immobile, che raccoglie un suggerimento di Correa da sinistra – su errore in uscita dei tedeschi – e deposita il pallone alle spalle di Hitz con un tocco morbido. Al quarto d’ora Immobile ci riprova, ma questa volta il pallone viene ribattuto. Il Borussia Dortmund prova a reagire, ma paga un approccio alla partita troppo morbido e pertanto risulta poco incisivo. Prima di subire il raddoppio sfiora pure il pareggio con Guerreiro, sul quale e’ bravo Strakosha. Tuttavia capitola ancora al 23′, sugli sviluppi di un angolo di Luis Alberto: la rete porta la firma di Luiz Felipe, che devia di testa e insacca, con la complicita’ del portiere Hitz.

La squadra di Inzaghi non crede ai propri occhi, ma e’ avanti di due gol contro la favorita del girone. La formazione di Favre, invece, e’ troppo brutta per essere vera. Infatti, al 28′, per poco non dimezza lo svantaggio con Meunier, impreciso di pochissimo sull’imbeccata di Haaland. I tedeschi provano a prendere in mano il comando delle operazioni, ma devono fare molta attenzione ai laziali che, come noto, quando il campo si apre, possono diventare devastanti. I gialloneri provano ad alzare il baricentro della manovra, ma e’ la Lazio a creare ancora i presupposti per il gol: al 35′ Luis Alberto impegna in angolo Hitz. E’ una Lazio pimpante, estremamente determinata, assai concreta, che riesce ad andare al tiro con disarmante facilita’.

Il Dortmund e’ in difficolta’ e rischia il tracollo definitivo. Haaland prende per mano il Dortmund gia’ al 5′ della ripresa e impegna Strakosha. Poi Inzaghi e’ costretto a togliere dal campo Luiz Felipe, non ancora al top dopo l’infortunio alla caviglia. Il Dortmund sale di tono, ma la difesa della Lazio e’ attenta e limita gli spazi agli avversari. Il tema della partita e’ scontato: la Lazio si difende e riparte, andando in cerca del gol che chiuderebbe la partita. Gli ospiti attaccano con sempre maggiore continuita’, con forza e in modo prepotente, al punto che riescono a trovare il gol con Erling Haaland (26′), abile a battere Strakosha su assist dello statunitense Reyna. I tedeschi si illudono, ma il franco-ivoriano Akpa-Akpro, inserito coraggiosamente da Inzaghi al posto di uno sfinito Correa, li gela, realizzando il 3-1 su assist di Immobile. E’ il gol che chiude il match.

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L’arbitro di Crotone – Juventus Francesco Fourneau retrocesso a quarto uomo in serie B

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Francesco Fourneau, 36 anni, origini francesi, quest’anno promosso in serie A, era diventato l’idolo della tifoseria anti-Juventus d’Italia per il suo arbitraggio di Crotone-Juventus. Era diventato l’eroe di Crotone-Juve. Un arbitro che era stato capace in una sola partita di dare un rigore contro i bianconeri,  ammonire Bonucci, Portanova e Kulusevski,  espellere Chiesa e persino ad annullare il gol di Morata andando a controllare la Var con una tignosità e una precisione millimetrica. Ogni sua decisione in questa gara, a vederla con l’occhio del Var, può essere considerata corretta. Ebbene, questo arbitro giovane, molto quotato quest’anno, dopo la direzione di gara Juventus, è stato declassato. Il prossimo match che lo vedrà protagonista è Reggina – Cosenza. Non sarà il direttore di gara ma il quarto uomo. Per capirci sarà un collaboratore dell’arbitro (Riccardo Ros di Pordenone) e dei due assistenti arbitrali nella direzione della gara della categoria cadetta. Ecco, a pensare male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca.

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