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Estorsioni, violenze, bagarinaggio, autoriciclaggio: 12 capi banda ultras della Juventus in cella, altri 37 indagati

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Blitz della Polizia nella curva della Juventus: i capi e i principali referenti dei gruppi ultra’ bianconeri sono stati arrestati nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Torino, che ha portato all’emissione da parte del gip di 12 misure cautelari. Le accuse nei confronti degli ultras sono, a vario titolo, associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. In corso anche decine di perquisizioni in diverse città italiane. Si chiama operazione denominata “Last Banner”, al lavoro c’è la Digos di Torino e gli arrestati sono i capi dei “Drughi”, di “Tradizione-Antichi Valori”, dei “Viking”, del “Nucleo 1985” e di “Quelli.. di via Filadelfia” e altri, indagati a vario titolo per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

Riparte Report su Rai 3, la prima inchiesta che fa luce sui rapporti tra società Juventus e ultras legati alla ‘ndrangheta è di Federico Ruffo

 

In corso anche 40 perquisizioni con la collaborazione delle Digos di Alessandria, Asti, Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza, Bergamo e Biella, nei riguardi di 37 fra i principali referenti dei gruppi ultra’ (tutti indagati) in questione (ed anche del “N.A.B. – Nucleo Armato Bianconero”), indagati nell’ambito della stessa indagine. I dettagli saranno illustrati in una conferenza stampa in programma alle 11.30 presso la procura di Torino. “La società della Juventus è parte lesa, ha subito pesanti violenze ed intimidazioni ed è stato grazie alle denunce della Juventus che le indagini sono state avviate e hanno avuto un esito per l’efficienza e la collaborazione della società” ha spiegato Carlo Ambra, capo della Digos di Torino. “Sono state intercettate decine di persone, passate al setaccio  125mila telefonate, pedinamenti. Sono attività di indagine della procura di Torino – spiega Ambra – che hanno consentito di ricostruire le attività illegali degli ultras della curva dello Stadium”. Gli arrestati saranno anche oggetto di investigazioni di natura patrimoniale e beni illecitamente accumulati col crimine saranno sequestrati. Ricostruite anche tutte le violenze, le angherie e i soprusi ai danno dei tifosi della curva dello Stadium, dove gli indagati avevano con la violenza creato aree riservate dove nessuno poteva andare, costringevano i tifosi bianconeri  a intonare cori (taluni disgustosi e razzisti) o a osservare il silenzio del tifoso, non arrivare con magliette se non  con quelle vendute da loro. E altre porcherie ancora che sono oggetto di contestazioni penali.

Inchiesta Report su Juventus e ‘ndrangheta, minacce all’autore Federico Ruffo e all’intera redazione

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Benevento, maestra con meningite è ricoverata in gravi condizioni

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E’ ricoverata in gravi condizioni nell’ospedale “Cotugno” di Napoli una maestra della scuola dell’infanzia di Benevento colpita da meningite secondo quanto riportano organi di stampa. L’insegnante, di trent’anni, e’ stata trasferita dall’ospedale di Benevento al nosocomio napoletano, centro sanitario ospedaliero specializzato per la cura di patologie infettive. In citta’ la notizia ha destato allarme e preoccupazione, soprattutto per i familiari della donna e dei genitori dei bambini, e – pur in assenza di una comunicazione istituzionale ufficiale da parte dell’Azienda sanitaria locale – la stessa Asl ha avviato le procedure della profilassi, consistente nell’assunzione di antibiotici da parte di tutti coloro che sono entrati in contatto con la maestra, a cominciare dai suoi familiari e dai sedici bimbi della scuola in cui la paziente lavora.

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Giornata memoria, l’assessore di Comune di Conegliano ricorda Benito Mussolini

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“Nei giorni in cui si ricorda l’orrore dei campi di sterminio, al quale il nostro paese ha dato un significativo contributo grazie a Benito Mussolini e ai suoi seguaci, l’assessore al sociale di Conegliano inneggia a modo suo al Duce postando un suo motto contro i traditori, che incredibilmente circola in rete come fosse una citazione di un letterato o di un insigne personaggio storico”.

Lo scrive – in una nota – Michele Seno, Segretario provinciale trevigiano di Articolo Uno, “in relazione alle notizie riportate dalla stampa locale ed alle pubblicazioni sui social network in merito alle espressioni di gradimento indiretto formulate nei confronti di Mussolini da parte dell’Assessore al Sociale del Comune di Conegliano (Treviso) Sonia Colombari”. Colombari avrebbe pubblicato su facebook una foto del duce con accanto una sua frase: “il tradito potra’ anche essere un ingenuo, ma il traditore rimarra’ sempre un infame” accompagnata da un cuoricino. “La tradizione fascista individua in Badoglio la figura esecrabile del traditore, per aver firmato l’armistizio con gli alleati e negato l’alleanza con Hitler – scrive Seno -. E per aver quindi interrotto il volenteroso apporto ai campi di sterminio che il Mussolini, con la Repubblica sociale, si impegnera’ alacremente a incrementare. Che ci sia qualcuno, tra gli amministratori pubblici, che rimpianga il nazifascismo e’ allucinante”.

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Sardine e Sarde, a Napoli vanno divisi verso la stessa meta

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Una parte delle Sardine in piazza San Domenico, un’altra parte in piazza del Gesù. Il mare in cui nuotano non è enorme eppure sembra che a Napoli non riescano a nuotare assieme. Alcune delle Sardine napoletane hanno lanciato l’iniziativa per la Pace che si è svolta stasera a Napoli, mentre un’altra parte del gruppo di animatori partenopei ha preso le distanze, aderendo invece al ricordo di Amnesty International in Piazza del Gesu’ per Giulio Regeni.

“In questo momento – spiega Bruno Martirani, la “sardina” che ha lanciato l’iniziativa per la pace – stiamo lavorando tutti insieme, le sardine uniscono e quindi ci sono anche dei dibattiti interni, e’ normale che per stare insieme in democrazia ci sia dialettica interna. In fondo le Sardine restano uno strumento per attivare i segmenti sociali in questo momento disillusi dalla politica”. In Piazza del Gesu’ c’e’ invece Antonella Cerciello, altra organizzatrice del movimento a Napoli: “Non ci sono spaccature – spiega – ovviamente manifestare per la pace e’ importante, si e’ trattato di uno slancio di uno di noi. Ma si lavora insieme in questi giorni sull’incontro di Scampia. Noi abbiamo aderito alla manifestazione di Amnesty ma non parlerei di spaccatura perche’ continuiamo a lavorare insieme”. Il lavoro e’ per l’incontro nazionale delle Sardine in programma il 14 e 15 marzo a Scampia: “La prossima settimana – spiega Riccardo Festa – ci sara’ una riunione per organizzare l’incontro di Scampia. C’e’ un contatto costante e continuo con vertici nazionali, l’idea di Scampia e’ stata lanciata e l’abbiamo condivisa. La organizzeremo meglio nei giorni prossimi, il lancio ha avuto grande rilevanza mediatica perche’ si fa a Napoli e a Scampia ma ora va organizzata bene”.

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