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Ergastolo, Roberti e Gratteri: decisione Corte di Strasburgo cancella caposaldo sistema Falcone

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Le decisione della Corte Europea sull’ Ergastolo ostativo “non brilla per lungimiranza. L’Ergastolo ostativo e’ uno dei capisaldi del sistema Falcone. E assieme al carcere duro e’ il terrore dei mafiosi”. Cosi’ l’eurodeputato ed ex procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, in un’intervista al Corriere della Sera in cui spiega che per ora non si devono scarcerare e risarcire i boss, “pero’ i giudici di Strasburgo invitano il legislatore a intervenire”. Diversamente da quanto hanno ritenuto i giudici europei, secondo Roberti, “lo Stato non impone la collaborazione a tutti i costi. C’e’ scritto nell’articolo 4 bis: si puo’ accedere ai benefici anche se la collaborazione e’ inutile o irrilevante o impossibile”. Per l’ex procuratore antimafia, quindi, una soluzione c’e’ ed e’ quella di “pensare a un moderato allargamento della valutazione dei magistrati di sorveglianza sull’impossibilita’ di collaborare”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri (nella foto sotto).

Con la bocciatura dell’Ergastolo ostativo da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo, “i mafiosi tireranno un bel sospiro di sollievo. E’ passata l’idea che puoi commettere qualunque crimine, anche il piu’ abietto, poi alla fine esci di galera” dice Gratteri, in un’intervista al Fatto Quotidiano richiamata in prima pagina. “Un principio devastante che non possiamo permetterci di accettare: cancellerebbe 150 anni di legislazione antimafia. Per motivi culturali, ma anche pratici, viste le conseguenze che avrebbe non solo in Italia. Ma in tutta Europa”, continua Gratteri. Secondo il procuratore di Catanzaro, “quello che questi giudici non capiscono e’ che un capomafia resta tale per tutta la vita. Anche se e’ detenuto da decenni, anche se e’ vecchio e malato, anche se e’ paralizzato in sedia a rotelle, continua a comandare e a dare ordini muovendo gli occhi”. L’Ergastolo ostativo e il 41bis, invece, sono “la garanzia che il boss non uscira’ mai e non potra’ esercitare il potere. Dunque rimane un capomafia ‘in sonno’, come i massoni”, spiega Gratteri. E aggiunge: “Se cade questa barriera, crolla tutta la lotta alla mafia. Basta la prospettiva di uscire un giorno o l’altro, anche fra 10 o 15 anni, perche’ un boss torni a essere un capo a tutti gli effetti”.

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Imprenditore assassinato come un boss nel box auto sotto casa

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Ucciso come un boss nel box auto sotto casa

Dieci colpi di pistola a distanza ravvicinata. La vittima era alla guida della sua  auto, stava parcheggiando la vettura nel box del condominio dove viveva da tempo, a Cernusco sul Naviglio. Un agguato in stile mafioso.  E’ il primo dato riferito dal medico legale sull’omicidio di Donato C., 63enne trovato senza vita in via Don Milani 17. Il cadavere è stato scoperto attorno alle 19 da un residente che era sceso per recuperare la propria vettura. È stato lui a chiamare i carabinieri, inutile l’intervento dell’ambulanza, l’uomo probabilmente era già morto da alcune ore. Era originario di Taranto ma viveva da anni in Lombardia e in via Don Milani era una faccia conosciuta. Al caso lavorano i militari della compagnia di Cassano d’Adda e del Nucleo investigativo, che stanno cercando testimoni oculari possibili dell’omicidio e immagini delle telecamere di sorveglianza nella zona. Al piano dei box non ci sarebbe un sistema di sorveglianza. Ciò significa che è probabile che il killer lo sapesse e abbia scelto di proposito quel punto. Il primo passaggio degli investigatori è capire il profilo della vittima, le vicende in sospeso che potrebbero fornire un primo indirizzo della vicenda. L’unica macchia sulla sua fedina penale era un piccolo e datato precedente per droga. Ora è necessario ricostruire le ultime ore, gli spostamenti, i possibili appuntamenti riferiti a famigliari o amici. Una prima traccia potrebbe essere il numero dei colpi esplosi. Il numero di colpi fa pensare ad un omicidio di impeto. Ma ciò non fa escludere ad un regolamento di conti nel mondo della criminalità organizzata. L’autopsia nei prossimi giorni farà capire qualcosa in più sull’agguato.

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Navigator Campania, la soddisfazione per le assunzioni dopo mesi di amarezza

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La soddisfazione dei navigator della Campania è tutta in una breve nota per la stampa diramata una volta che è stata ufficializzata l’intesa tra Anpal e Regione. “Dopo mesi di lotta per la difesa dei nostri diritti finalmente è stata raggiunta l’intesa per la nostra contrattualizzazione. In questo giorno speciale, vogliamo innanzitutto ringraziare le Istituzioni nazionali e locali, che collaborando attivamente tra di loro, hanno permesso il raggiungimento di questo risultato. Un ringraziamento speciale – scrivono nella nota – anche ai media, che in questi difficili mesi non hanno mai mancato di darci voce”. E sin qui siamo ai ringraziamenti dopo un paio di mesi di umiliazioni assurde patite. Poi la promessa.  “Siamo pronti per questa nuova sfida e non vediamo l’ora di iniziare. Voi tutti siete stati fondamentali! Ci state inondando di messaggi di gioia e felicità e noi non smetteremo mai di ringraziarvi per il vostro affetto e sostegno!” concludono.

Accordo tra Anpal e Regione Campania per l’assunzione dei 471 navigator finora umiliati, finalmente!

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Accordo tra Anpal e Regione Campania per l’assunzione dei 471 navigator finora umiliati, finalmente!

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Sui contenuti dell’accordo si soffermerà Vincenzo De Luca, presidente della Giunta Regionale della Campania nel corso di una conferenza stampa che si terrà nelle prossime ore a Napoli. Quello che possiamo dire è che oggi c’è una buona notizia per i navigator della Campania dopo circa 3 mesi di assurde e inutili umiliazioni. La notizia ufficiale della firma tra Anpal e Regione Campania su un accordo è arrivata per via traverse dal ministero del Lavoro.  “Esprimo il mio personale apprezzamento per il raggiungimento di un’intesa fra Anpal Servizi e Regione Campania riguardo l’assunzione, da parte di Anpal Servizi, dei 471 navigator vincitori della selezione pubblica che offriranno assistenza tecnica ai cittadini campani, beneficiari di Reddito di Cittadinanza e non solo. Prima da Presidente della Commissione Lavoro del Senato e poi da ministro del Lavoro ho incontrato più volte i navigator, per questo oggi sono molto contenta per loro. Ringrazio le Istituzioni coinvolte”. Questo il contenuto di una nota per i media del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo.

Navigator Campania, la soddisfazione per le assunzioni dopo mesi di amarezza

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