Collegati con noi

Cronache

Ergastolo ostativo, la sentenza della Consulta divide la politica e le associazioni

Avatar

Pubblicato

del

Il Guardasigilli Alfonso Bonafede, non appena appresa la notizia della sentenza della Consulta, ha immediatamente dato impulso agli uffici del ministero di mettersi subito al lavoro per analizzare le possibili conseguenze. “La questione ha la massima priorita’” ha detto, come riferiscono fonti di via Arenula. E siamo a dichiarazioni di principio. Quali saranno le conseguenze della decisione della Consulta si vedranno. Non c’è alcun automatismo tra sentenza e permessi per ergastolani. Perchè a decidere saranno sempre i magistrati di sorveglianza sentite anche le procure antimafia. Ciò detto, se per il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, la sentenza della Corte Costituzionale “è un’altra sconfitta per chi crede che la mafia meriti un doppio binario e quindi una legislazione del tutto particolare ed eccezionale” per Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione Camere penali, la sentenza ha affermato un “principio di civiltà elementare, ed è stata sconfitta un’ossessione carcerocentrica”.

Di “sentenza di straordinario valore” e di giudici che “pongono un limite al potere di punire” e ribadiscono un principio fondamentale della carta costituzionale ovvero che “la pena deve tendere alla rieducazione del condannato” è un concetto  espresso da sempre da Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. Per l’associazione ‘Nessuno tocchi Caino’, da anni impegnata, con il Partito Radicale, per l’abolizione dell’ergastolo ostativo, la Consulta “apre una breccia nel muro di cinta del fine pena mai”.

Netta la presa di posizione di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto. “Rispetto la Corte Costituzionale – scrive Calleri in un post sul Blog della Fondazione – ma mi permetto di contestare duramente la sentenza che permette i permessi premio ai mafiosi che non collaborano. Durante il permesso premio – argomenta Calleri -, chi controllerà che gli ordini dei boss non vengano trasmessi a chi li deve eseguire? Oggi finisce il sistema creato dal pool di Caponnetto. Oggi la mafia ha vinto una battaglia cruciale. Se continua così perderemo pure la guerra”.

Advertisement

Cronache

Ragazzini trovati morti a casa, arrestato il pusher che avrebbe ceduto loro della droga

Avatar

Pubblicato

del

Un ternano di 41 anni e’ stato sottoposto a fermo dai carabinieri con l’accusa di avere ceduto un mix di sostanze che ha provocato morte dei due ragazzi di 15 e 16 anni trovati cadavere nelle loro case. Morte come conseguenza di altro delitto il reato ipotizzato. Il Procuratore di Terni Roberto Liguori ha parlato di ‘dichiarazioni dirimenti e convergenti’ alla base del quadro accusatorio. A casa dell’uomo e’ stato sequestrato materiale ritenuto di interesse investigativo. Non ancora accertata la sostanza causa della morte: tra le ipotesi un mix di sostanze compreso il metadone.

Continua a leggere

Cronache

Superenalotto: centrato a Sassari un 6 da 59 milioni

Avatar

Pubblicato

del

E’ stato centrato a Sassari il secondo 6 del 2020, il primo dopo il lockdown, che vale 59.472.355,48 euro. Il jackpot e’ stato realizzato nella tabaccheria di via Luna e Sole con una schedina da 3 euro. La sestina vincente e’ stata: 16, 24, 29, 53, 73, 88 Jolly 62 – Superstar 50. Con quella di stasera sono 124 i 6 realizzati dalla nascita del Superenalotto. Il jackpot mancava dal 28 gennaio 2020 quando e’ stato vinto ad Arcola, in provincia di La Spezia, un montepremi da 67,2 milioni di euro, il 14/mo montepremi piu’ alto nella storia del Superenalotto.

Continua a leggere

Cronache

Mobilitazione per “Vico Pazzariello” e “Perzechella”, le associazioni che salvano i ragazzi di strada col teatro sono sotto sfratto

Avatar

Pubblicato

del

Hanno fatto il giro del mondo le immagini del panaro solidale, emblema della generosità del popolo napoletano. Eravamo in piena pandemia quando Angelo Picone e Pina Andelora – abitanti del centro storico e artisti di strada – calarono il primo panaro in via Santa Chiara. Conteneva un piatto di pasta per un loro amico senza fissa dimora. La voce si sparse e altre persone in difficoltà iniziarono a radunarsi sotto il balcone di Angelo e Pina. I due tentarono allora un esperimento per allargare la rete della solidarietà. Lasciarono il paniere sospeso a mezz’aria e vi apposero un cartello con la celebre frase di San Giuseppe Moscati: “Chi può metta, chi non può prenda”. Il sistema funzionò e si espanse poi in altre zone della città; ben presto le televisioni di mezzo mondo vennero a raccontare questo piccolo miracolo di solidarietà. 

Ma Angelo e Pina erano noti agli abitanti del centro storico da ben prima del panaro. Sono i presidenti di due associazioni culturali, “Vico Pazzariello” e “Perzechella”, con cui salvano i ragazzini dalla strada e tutelano le tradizioni culturali napoletane, dal teatro all’arte di strada. Angelo è noto in città per aver dato nuova vita al personaggio del Pazzariello, immortalato da Totò ne “L’oro di Napoli”. Il Pazzariello era un imbonitore vestito da soldato che con le sue “sparate” pubblicizzava i prodotti di vinai e macellai. Un testimonial ante litteram, di certo più esuberante e divertente di quelli di oggi. Angelo ha riportato in vita questo personaggio della tradizione e ha trasmesso la sua passione per l’arte di strada a tanti ragazzini che lo seguono nelle sue sfilate. Pina gestisce invece il Teatrino di Perzechella, che prima era una fabbrica di cioccolata e adesso ospita spettacoli teatrali anticipati da una tipica “marenna” napoletana.

Oggi questi due avamposti della cultura napoletana rischiano di scomparire. Agli artisti sono stati infatti recapitati due avvisi di sgombero. Per scongiurare la chiusura delle associazioni, il 23 giugno hanno lanciato una mobilitazione collettiva che andrà avanti sino al prossimo 12 luglio. 

Per Angelo Picone – conosciuto in città come ‘o capitano – gli sfratti sono una conseguenza diretta della gentrification innescata dagli ingenti flussi turistici degli ultimi anni. “Ci vuole un turismo sostenibile, rispettoso degli abitanti e delle tradizioni culturali della città. Stiamo assistendo ad una desertificazione culturale ed artistica – denuncia Angelo -. Se dal centro storico scompare il popolo, Napoli non sarà più la stessa”.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto