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“È stato Paul McCartney a scegliere Napoli e a voler Piazza Pebiscito per il suo concerto”

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“Paul ha scelto Napoli e mi ha detto espressamente che voleva cantare in Piazza del Plebiscito”. È Mimmo D’Alessandro che parla. D’Alessandro è il manager per l’Italia di Paul McCartney. È lui che portò l’ultima volta McCartney al Palapartenope di Napoli. È lui che ha organizzato ora il grande concerto dell’ex Beatles che il 10 giugno sarà in concerto in Piazza del Plebiscito. “Sarà uno spettacolo grandioso, di tre ore, con tutta la musica dei Beatles e il meglio della sua carriera da solista”, racconta il manager. McCartney ha scelto Napoli come prima tappa del suo tour in Italia che toccherà anche Lucca. Sarà un’occasione imperdibile, perchè “si tratta dell’ultimo tour che McCartney farà in Italia e ha voluto fortemente toccare Napoli”. I biglietti venduti, fino a stasera solo online ma da domani anche nei negozi, sono 9.000, ma la piazza si riempirà fino alla capienza che oscillera’ tra i 22 e i 25.000 spettatori. “E’ un grande risultato – ha commentato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – che conferma la destinazione Napoli come una delle top nel mondo”.

Piazza del Plebiscito accoglierà Paul MacCartney con una folla che riempie la spianata e anche una grande tribuna da tremila posti che ha avuto l’ok della soprintendenza per l’allestimento davanti a Palazzo Reale. I biglietti per il concerto di Napoli “sono al prezzo piu’ basso d’Europa”, ha sottolineato il manager D’Alessandro: si va dagli 87 euro per la piazza ai 220 per i posti in tribuna per quello che puo’ essere l’inizio di una grande stagione di musica per Napoli visto che D’Alessandro ha anticipato la volontà di Roger Waters dei Pink Floyd di suonare al Plebiscito nel 2021: “Tutti – aggiunge D’Alessandro – vorrebbero suonare a Napoli, è una citta’ di cui si parla in tutto il mondo”. Un successo, quello della citta’, sottolineato anche dall’assessore a Cultura e turismo Eleonora De Majo: “Napoli e’ ormai inserita tra le grandi capitali della cultura e dell’arte. E’ molto importante anche che il concerto di McCartney si terra’ in piazza, in continuita’ con la caratteristica tipica della nostra citta’ di vivere le piazze ogni giorno. Ci lavoreremo, perche’ questi eventi sono importanti se non finiscono in 24 ore, per questo stiamo ragionando su programmi culturali e musicali di avvicinamento al 10 giugno”. Una data che si avvicina e che gli organizzatori sperano porti il pienone: “A ieri sera – spiega D’Alessandro – eravamo a 9mila biglietti venduti. Tanti li hanno acquistati dagli Usa, da Inghilterra, Spagna, Grecia. Finora ha risposto poco la Campania pero’ i presupposti sono buoni. I manager si aspettavano un sold out immediato ma conoscendo il mercato napoletano penso che si possa raggiungere nelle prossime settimane. Oggi ho fatto un sopralluogo con i dirigenti del Comune in Piazza per studiare la recinzione e fare una verifica sulla parte occupata dal cantiere della Metro, tutto sara’ risolto e si vivra’ questa data bellissima che comincera’ gia’ dal sound check, in cui Paul di solito canta anche O’ Sole mio. Lo fa in tutto il mondo”.

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Stagione sportiva 2020, pioggia di milioni sul calcio

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Decisi i contributi della prossima stagione 2020, quella che porterà alle Olimpiadi di Tokyo. A prendersi la fetta di torta più grande, è la Federcalcio (Figc), a seguire gli altri sport. Ecco la top 10:

  1. Calcio : 36,2
  2. Federazione italiana nuoto (Fin): 13,4 milioni
  3. Federvolley (Fipav): 11,8 milioni di euro
  4. Federazione italiana atletica leggera : 11 milioni
  5. Federazione italiana sport invernali: 10,8 milioni
  6. Federciclismo : 9,6 milioni
  7. Federbasket : 8,9 milioni
  8. Federazione italiana tennis : 8,8 milioni
  9. Federazione judo lotta karate arti marziali e Federsci : 2 milioni
  10. Federazione italiana Danza Sportiva : 1,9 milioni
  11. Federazione italiana Motonautica : 1,9 milioni
  12. FederSquash : 1,2 milioni
  13.  Federazione italiana Armi sportive da caccia : 1,1 milioni

 

Come rivelato dal presidente e ad di Sport e Salute, Rocco Sabelli, dallo schema base sono state estromesse quattro federazioni che per la loro specificità sono state considerate “fuori perimetro” e hanno ricevuto nel complesso circa 6,6 milioni di euro, spartiti secondo quanto segue: Federazione medico-sportiva italiana (2,6), Federazione Italiana Cronometristi (1,5), Aero Club d’Italia (1,3) e Automobile Club d’Italia (1,1). Venticinque milioni vanno allo sport sociale: 7 ai progetti scolastici e circa 18 (all’interno dei restanti 273, in quota parte per ciascun organismo) alle iniziative rientranti in “Sport di tutti”, il programma mirato a diffondere lo sport e gli stili di vita sani in tutte le fasce della popolazione. Sara’ il ventaglio delle iniziative anche federali ispirate al sociale che verranno condivise da Sport e salute.

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Miracolo in Spagna, è stata per 6 ore in arresto cardiaco: rianimata sta bene

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In Spagna, una donna è sopravvissuta a sei ore di arresto cardiaco: letteralmente resuscitata e riportata in vita, dopo l’incredibile esperienza si e’ ripresa, sta bene e non ha riportato conseguenze neurologiche. “E’ un caso eccezionale al mondo”, ha rimarcato Eduard Argudo, del servizio di medicina intensiva dell’Hospital Vall d’Hebron, a Barcellona. Sono miracoli che si spingono “ai limiti della vita, che ancora non conosciamo”.

Si tratta dell’arresto cardiaco piu’ lungo documentato in Spagna. Audrey Mash, una britannica 34enne insegnante di inglese e residente a Barcellona, si era persa sui Pirenei, nella zona di Girona. Accompagnata dal marito, Rohan Schoeman, la donna il 7 novembre scorso aveva lasciato il rifugio di buon mattino con l’obiettivo di raggiungere una vetta vicina. Ma poco dopo, un improvviso cambio del meteo, ha disorientato la coppia e la donna, intrappolata nella tempesta e piegata dal vento e dal freddo, intorno alle 13:00 di quello stesso giorno, prima ha cominciato a perdere la parola e la capacita’ di movimento, poi ha perso conoscenza. L’uomo e’ riuscito a chiamare i soccorsi, che pero’ hanno raggiunto alle 15:40 il posto dove si trovava la coppia. Audrey, che in quel momento aveva una temperatura corporea di 18 gradi, e’ stata trasferita in elicottero ed e’ arrivata all’Hospital Vall d’Hebron alle 17:44. A quel punto il cuore non batteva piu’, i polmoni e i reni erano inerti e il suo corpo non dava piu’ segni di vita. Per ore i medici hanno tentato la rianimazione: nella disperata corsa contro il tempo, hanno anche utilizzato una macchina che ha ossigenato il sangue della donna. Fino a quando, con il corpo tornato a una temperatura di 30 gradi, alle 21:46, un defibrillatore e’ riuscito nel miracolo e il cuore ha ripreso a battere. Proprio la bassa temperatura corporea ha contribuito a salvarla donna, ha spiegato Argudo.

“Sembrava morta. Ma sapevamo che, nel contesto dell’ipotermia, Audrey aveva una possibilita’ di sopravvivere”. L’ipotermia ha protetto il corpo e il cervello, nonostante la donna fosse sull’orlo del precipizio. “Se fosse stata in arresto cardiaco per cosi’ tanto tempo a una temperatura corporea normale, sarebbe morta”. La signora Schoeman e’ stata dimessa il giorno seguente, dopo appena dodici ore di ricovero, con solo lievi problemi di mobilita’ e sensibilita’ alle estremita’, dovute alla prolungata ipotermia. Nella conferenza stampa organizzata giovedi’, con i media spagnoli, Audrey ha voluto ringraziare l’efficienza dei medici e ha raccontato di non ricordare nulla. Tra i casi piu’ estremi di ipotermia e recupero neurologico documentati al mondo, l’arresto piu’ lungo -scrive El Pais citando un articolo pubblicato lo scorso gennaio sulla rivista Intensive Medicine- e’ durato otto ore e 40 minuti: un paziente che ha ottenuto un completo recupero, se si eccettua un deficit di memoria minimo che comunque non influenza la sua vita quotidiana. La temperatura minima documentata e’ di 13,7 gradi, il caso di un escursionista caduto in un burrone con acqua ghiacciata, che ha subito un arresto cardiaco di 45 minuti e poi si e’ completamente ripreso da un punto di vista neurologico. Fonti mediche citano il caso, ancora pero’ non pubblicato su una rivista scientifica, di un polacco la cui temperatura era scesa a 12 gradi.

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Clima, Conte: Italia c’è su sfida, lavoriamo ai tagli Co2

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Tagliare le emissioni di CO2 per riuscire a dare seguito agli impegni presi con l’accordo diParigi e centrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Due elementi su cui “l’Italia c’e'”, e su cui il governo ha messo gia’ sul campo una serie di misure per anticipare il piu’ ampio Piano di un “Green New Deal, declinato nel programma” che nei prossimi mesi sara’ arricchito di contenuti. Il premier Giuseppe Conte fissa alcuni paletti e lo fa partecipando alla Giornata mondiale dedicata al suolo, organizzata a Palazzo Chigi. Conte parla dell’importanza della tutela del suolo per il Pianeta e sposta il ragionamento sulle manifestazioni dei giovani ispirati a Greta Thunberg in difesa del clima: “I giovani ci stanno dando uno stimolo molto importante, anche quando assumono dei toni aspri e ci chiamano alla responsabilita’, dobbiamo assolutamente dialogare e raccogliere il loro appello. Chiedono di proteggere il domani e anche i loro figli. Dobbiamo entrare nell’ottica che noi non possediamo il Pianeta ma lo abbiamo ereditato – osserva il premier – e se ci mostreremo consapevoli e responsabili potremo trasmetterlo e offrire una prospettiva di futuro”. A sancire l’avanzata dei cambiamenti climatici, il Copernicus climate change service dell’Ue che ha certificato che il mese di novembre appena trascorso e’ stato il piu’ caldo mai registrato: la temperatura globale nel mese scorso e’ stata di 0,64 gradi centigradi superiore alla media (come nel 2016). I dati sono atterrati anche sui tavoli dei negoziati della venticinquesima Cop, la Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici dell’Onu, in corso a Madrid. In Europa, novembre e’ stato il terzo piu’ caldo con 1,5 gradi sopra la media, con temperature piu’ elevate soprattutto in Europa centrale e orientale, e particolarmente nel sud-est. In generale da settembre a novembre la temperatura in Europa ha sfiorato gli 1,1 gradi sopra la media, che diventa cosi’ il quarto autunno piu’ caldo, dopo quelli del 2006, 2015 e 2018.

“Il rischio di compromettere la Grande Madre Terra e’ una prospettiva molto concreta – aggiunge Conte – e questo riguarderebbe la qualita’ della nostra vita e delle nostre produzioni apprezzate in tutto il mondo. Viviamo uno scenario particolarmente preoccupante. Se non ripensiamo al nostro modello ci ritroviamo con una prospettiva distruttiva”. “L’Italia – osserva il premier – in tutti i contesti internazionali si sta sempre battendo per essere alla frontiera di questa sfida, anche come Unione europea per avere una posizione di leadership, che riguarda la riconversione ecologica della societa’. La sfida ai cambiamenti climatici non pone affatto un vincolo allo sviluppo ma costituisce invece la migliore opportunita’ per rilanciare la crescita, l’occupazione, e il benessere. Per questo stiamo lavorando su questo Green new deal”. “Il suolo una volta consumato non e’ piu’ possibile recuperarlo – osserva il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – per questo “il mio appello al Parlamento e’ che una volta superata la legge di Bilancio, si metta al centro del dibattito la norma sul consumo del suolo”.

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