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È morto Beppe Bigazzi: aveva inventato la figura del ‘gastronomo’ in tv a La prova del Cuoco

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Addio a Giuseppe Bigazzi, Beppe per tutti: giornalista e gastronomo, presenza che non passava inosservata ne “La prova del Cuoco” con Antonella Clerici. Aveva 86 anni, era malato da tempo; a dare l’annuncio della scomparsa è stato lo chef Paolo Tizzanini, del ristorante L’Acquolina di Terranuova Bracciolini, suo caro amico.

“A cerimonia avvenuta vi comunico la perdita di un amico fraterno un grande uomo in tutti i sensi”, ha scritto Tizzanini su Facebook. Iniziò la sua carriera, la seconda della vita, curando una rubrica di gastronomia sul quotidiano Il Tempo, poi ha scritto libri, in televisione ha portato la “Borsa della spesa” nel 1995; dal 2000 ha partecipato a “La prova del cuoco”: venne sospeso per aver portato intromissione una ricetta con carne di gatto ma poi nel 2013 era tornato in tv.

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Tolta la terza stella Michelin al ristorante di Paul Bocuse

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– Duro colpo ad uno dei ristoranti simbolo della gastronomia francese. Nella sua edizione 2020 la prestigiosa guida Michelin ha retrocesso il ristorante di Paul Bocuse, il leggendario chef transalpino scomparso due anni fa all’eta’ di 91 anni, ritirandogli la preziosa terza stella posseduta per oltre 50 anni, dal 1965 senza interruzioni, un record assoluto. Una decisione che, dall’annuncio, questa mattina, ha suscitato veleni e polemiche, tra chi lo ritiene un inaccettabile oltraggio ad una istituzione intoccabile della Haute Cuisine e chi invece pensa che la ruota debba girare, magari a beneficio di altri chef meno noti ma altrettanto talentuosi. “La qualita’ del locale rimane eccellente ma non piu’ a livello di tre stelle”, questa la spiegazione fornita dal Guide Michelin, che ha confermato la notizia, anche se l’edizione 2020 verra’ presentata solo il 27 gennaio. In un comunicato diffuso dopo l’annunciata retrocessione, i dipendenti dello storico ristorante – l’Auberge de Collonges-au-Mont-d’Or, circa 20 km a nord di Lione – hanno fatto sapere di essere “sconvolti” ma determinati a proteggere “lo spirito di Monsieur Paul”. “Sono due anni che Monsieur Paul ci ha lasciati – si legge nella nota – e anche se la stella non appartiene a uno chef, e’ ovvio che tutti si interrogano sul nostro futuro”. Anche nel piccolo comune di Collonges-au-Mont-d’Or, che diede i natali al cosiddetto ‘Papa” della gastronomia francese – anche la scuola comunale e’ intitolata a lui – prevalgono delusione e tristezza. “Shock, sgomento e sorpresa” sono stati espressi, tra l’altro, dal sindaco di Collonges, Alain Germain. Gia’ prima della morte di Bocuse, alcuni critici gastronomici avevano cominciato a sostenere che l’Auberge non era piu’ all’altezza della terza stella, ma che veniva comunque selezionata al top della classifica solo in quanto ‘istituzione’ intoccabile della Francia. Presidente del Bocuse d’Or, il premio internazionale fondato dall’omonimo chef nel 1987, Olivier Ginon ha espresso “tristezza e rinnovato rispetto per l’opera di Monsieur Paul”. Messaggi di solidarieta’ sono piovuti anche da tanti altri chef transalpini, tra cui il cuoco dell’Eliseo, Guillaume Gomez. Furioso, Marc Veryat, un altro grande chef d’Oltralpe che ha portato in tribunale il Guide Michelin per averlo escluso dalla cerchia ristrettissima delle 3 stelle lo scorso anno. “E’ drammatico e patetico”, ha tuonato ai microfoni di Europe 1, accusando gli ispettori di non conoscere il territorio e i prodotti della regione intorno a Lione, epicentro della cucina francese tradizionale nota ai quattro angoli del mondo. Per il critico gastronomico, Pe’rico Legasse, la Guida Michelin ha commesso “l’irreparabile” e sono in molti ad accusare la direzione di aver orchestrato un colpo mediatico per riprendere terreno rispetto alla concorrenza, a cominciare da quella del web. Accusa respinta al mittente dal Gwendal Poullennec, il capo della guida rossa che oggi si e’ recato al ristorante di Bocuse per annunciare personalmente la decisione. Gli sforzi di modernizzazione messi in atto dopo la morte di Bocuse – “la tradizione in movimento” come definita dalla stessa equipe del ristorante – non hanno evidentemente convinto gli ispettori. Il ristorante riaprira’ il 24 gennaio, dopo importanti lavori di ristrutturazione. E chissa’ se la perdita della terza stella non possa contribuisca a pubblicizzarlo ancora di piu’ rispetto a quella che sarebbe stata una banale riconferma per il 56mo anno consecutivo.

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Giornata mondiale della pizza: omaggio al cibo più amato nel mondo

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Leggera, dolce o salata: l’esordio della ricotta di bufala campana al Sigep di Rimini

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Cannoli, cassate, sfogliatelle, pizze rustiche… e mille altre prelibatezze. Tutte con un comune denominatore. La ricotta. Quella di Bufala Campana Dop. In versione dolce, salata, affidata alle sapienti mani di testimonial d’eccezione: il debutto al Sigep di Rimini in programma fino al 22 gennaio. I visitatori potranno degustarla in tutta la sua versatilità, grazie al programma di eventi messo in campo dal Consorzio di Tutela della Ricotta di Bufala Campana Dop, presieduto da Benito La Vecchia.

“Abbiamo ritenuto strategica la partecipazione all’edizione 2020 del Salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione – spiega il presidente La Vecchia – innanzitutto per diffondere sempre più la conoscenza e l’utilizzo del nostro prodotto nel canale degli operatori dell’ HO.RE.CA., settore che negli ultimi anni ha sempre dimostrato un grande interesse per  questo eccellente ingrediente per la preparazione di dolci, paste alimentari, gelati, pizze e tanto altro ancora”.

Sorella di latte della Mozzarella di Bufala Campana Dop, la ricotta di bufala campana Dop è un alimento ad alta digeribilità, ricco di calcio e fosforo, con un elevato contenuto di siero proteine di latte nel loro stato naturale. Il Consorzio di Tutela, nato nel 2016, oggi conta 16 soci produttori.

Al Sigep, lo stand del Consorzio si trova al Padiglione B 5 n. 111. Fitto il calendario di appuntamenti. Si comincia domani alle 15,30, con lo chef Nino Cannavale dell’Associazione Cuochi che presenterà la sua “Dolce Bufala”, l’unico dolce che si conserva in acqua. Il 19 gennaio alle 12 sarà la volta dello chef Giuseppe Daddio della scuola di cucina “Dolce&Salato” che proporrà una caprese di ricotta di bufala Dop, mentre alle 16,30 il maestro pasticciere prepaprerà “La dolce ricotta in veste di bufala”. Lunedì 20 gennaio tocca allo chef e pasticciere Marco Merola della “Pasticceria Contemporanea” che innoverà la tradizione con la sua Pastiera contemporanea al cioccolato e ricotta di bufala campana Dop. Sempre Merola sarà protagonista martedì 20 gennaio che chiuderà il ciclo di eventi in grande stile con La Pina Colada alla ricotta di bufala Dop e lime.

 

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