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È morta Marie Fredriksson, la voce dei Roxette

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E’ morta a 61 anni Marie Fredriksson, la voce del duo svedese dei Roxette. Lo ha reso noto su Facebook l’account ufficiale del gruppo postando un’immagine dallo sfondo nero con la scritta ‘Marie Fredriksson 1958-2019’. La cantante dal 2002 combatteva contro un tumore al cervello.

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“Segni Distintivi”, la band dei poliziotti musicisti che cantano canzoni di impegno sociale

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“Verso un porto migliore”. È il titolo del primo album dei “Segni Distintivi”, nome che si sono dati due poliziotti/cantautori: Angelo Forni (voce e testi), natali a Salerno ma in servizio a Napoli;  Fabio Sgrò (basso e arrangiamenti musicali), romano de Roma in servizio alla Questura di Milano. Il loro primo lavoro discografico sarà presentato in una conferenza stampa presso l’Ordine dei Giornalisti di Napoli lunedì 20 gennaio 2020, alle ore 10.30. L’album è prodotto dalla Bit&Sound Music e contiene anche il brano “La Pagella”. È un testo molto delicato, che tocca la storia del ragazzino 14enne migrante, morto in mare con la pagella cucita all’interno della tasca della giacca.

Quello dei “Segni Distintivi” è lungo percorso di amicizia e lavoro. “Amicizia nata nella sottosezione della polizia stradale di Milano Ovest, entrambe eravamo assegnati nella stessa pattuglia – ci dice al telefono Fabio Sgrò –. E lì che abbiamo scoperto che condividevamo la passione per la musica. Io suonavo già e Angelo era appassionato di canto con un dono innato nello scrivere i testi. Ebbene – spiega Sgrò – abbiamo inciso una demo ed è piaciuta subito a Tino Coppola (della Bit&Sound Music. Da qui è nato l’album”.

 Come nasce il vostro percorso? “Abbiamo iniziato a trasformare in musica le emozioni e ciò che vivevamo ogni giorno a contatto con una metropoli complessa e sempre più multietnica come Milano, dieci anni insieme suonando presso amici, feste a volte in piccoli club e pub”. Il primo vero concerto si terrà insieme anche ad altri artisti il prossimo 25 gennaio al Teatro Augusteo di Salerno, dove da alcuni anni ha scelto di tornare il poliziotto/vocalist Angelo Forni. Di cosa parlano i testi del vostro album? Risponde Fabio Sgro. “Verso un porto migliore – spiega Sgrò – non vuole portare un messaggio di dissenso, o di una qualsiasi visione politica, piuttosto vuole tradurre una reazione di forte indignazione davanti ai fatti reali a cui per lavoro assistiamo ogni giorno, che non possono lasciarci indifferenti. Penso al ragazzo rimasto intrappolato nel carrello dell’aereo  o al piccolo siriano che ha ispirato il brano la Pagella”. “I nostri concerti – continua Sgrò – sono totalmente devoluti in beneficenza, come questo di Salerno che sarà devoluto al Centro di accoglienza La Tenda, perché pensiamo che bisogna lavorare sulla percezione dei giovani verso l’inclusione ed è per questo motivo che abbiamo intenzione di farne un progetto rivolto agli studenti dal titolo La Pagella nelle scuole con cui saremo in visita nelle scuole italiane per parlare di migrazione, solidarietà ed accoglienza a partire dal mese di febbraio”. Ed è evidente che parlare di questi temi con poliziotti che ogni giorno sono a contatto con questi drammi ha un sapore diverso delle chiacchiere di accademia di chi racconta cose viste da altri.

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Marc Bolan, Bowie, Roxy Music, 50 anni di Glam rock

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Paillettes, piume, zatteroni, trucco, un recupero della leggerezza nelle canzoni dopo l’impegno degli anni Sessanta. All’alba degli anni Settanta appare un nuovo genere nel variegato mondo del rock: e’ il glam rock, abbreviazione di “glamour”, strettamente intrecciato alla moda tanto da diventare anche un fenomeno di costume. Il capostipite e’ Marc Bolan, leader dei T-Rex, ma tra gli esempi piu’ popolari ci sono David Bowie e i Roxy Music. E a 50 anni dalla nascita lo stile decadente e alcune canzoni sono sopravvissute al tempo. L’inizio del movimento coincide con l’apparizione, tra fine anni Sessanta e i primi anni Settanta, sulle scene musicali di Marc Bolan, con riccioli, glitter, satin e occhi bistrati, voce melodica e chitarra elettrica. Un misto di sensualita’ e androginia che colpi’ le ragazzine dell’epoca. Dopo un inizio in sordina Bolan e i T-Rex pubblicano il disco Hot Love che scala le classifiche, a incoronare il cantante e il movimento glam l’apparizione nello show musicale della Bbc Top of the Pops. Ma se Bolan e’ considerato il capostipite, il musicista simbolo del ‘glam rock’ e’ senza dubbio David Bowie nelle vesti del suo alter ego Ziggy Stardust. I vestiti eccentrici, il trucco ispirato alle geishe, il modo di stare in scena che gli aveva insegnato Lindsay Kemp, l’ostentata bisessualita’, portano una ventata di aria nuova. “E’ nata una stella”, scrive la rivista Melody Maker e i fan lo vedono come un simbolo di liberazione, che li esorta ad essere quello che desiderano. Bowie nei concerti dal vivo raccontava spesso uno dei momenti clou della sua vita, proprio l’incontro con Marc Bolan e il segreto del loro look: “La sera facevamo shopping nei bidoni della spazzatura a Carnaby Street, era un periodo d’oro”. Il fenomeno annovera pero’ altri artisti come Mott the Hoople, Faces, Slade, Gary Glitter e soprattutto i Roxy Music. Nati nel 1970, sono i principi decadenti del ‘glam’, il lato intellettuale del fenomeno, con un background da classe operaia. Il gruppo combina lo stile dandy del frontman Brian Ferry al genio di Brian Eno che anni dopo, in una stagione musicale totalmente diversa, collaboro’ con Bowie diventando determinante nella trilogia berlinese. Con il singolo Virginia Plain arrivano dritti nella Top 10 britannica, poi Eno esce dal gruppo e indugiano piu’ sul lato estetico che su quello sperimentale. Tra gli esponenti del ‘glam rock’ meno ricordati c’e’ Suzie Quatro, mentre nei primi anni della loro carriera anche Elton John, Rod Stewart e Freddie Mercury adottano stili glam. Cosi’ come influenze si intravedono nel celebre musical The Rocky Horror Picture Show. Il fenomeno, inoltre, molto piu’ marcato in Gran Bretagna, suggestiona anche alcuni musicisti americani come Alice Cooper, i New York Dolls, Lou Reed e Iggy Pop, dal look piu’ estremo che anticipa il punk. E in Italia Renato Zero. Il ‘glam rock’ declina a meta’ degli anni Settanta e molti dei suoi massimi esponenti a partire da Bowie cambiano stile (Bolan mori’ nel ’77 in un incidente stradale), ma getta il seme per altri generi come il ‘new romantic’ e il ‘synthpop’ dei primi anni Ottanta, in particolare Duran Duran, Abc, Ultravox e Japan. Cosa rimane del ‘glam’ nella musica oggi? “La fissazione con la fama come soluzione o via d’uscita, l’idea di decadenza”, ha spiegato a Billboard Simon Reynolds, critico musicale e autore del libro ‘Polvere di stelle. Il Glam Rock dalle origini ai giorni nostri’, che individua in Marilyn Manson, Lady Gaga e Kanye West gli epigoni attuali del ‘glam’.

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Lutto nel mondo della musica, è morto il batterista dei Rush Neil Peart

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E’ morto in California all’eta’ di 67 anni Neil Peart, batterista e paroliere del famoso gruppo rock progressive Rush; aveva un cancro al cervello. Lo ha annunciato ieri la band canadese. “E’ con il cuore spezzato e il piu’ terribile dei dolori che condividiamo la terribile notizia che il nostro amico, fratello e partner Neil ha perso martedi’ la sua battaglia di tre anni e mezzo contro i glioblastoma”, hanno scritto i Rush in una dichiarazione pubblicata sul loro account Twitter. “Coloro che desiderano esprimere le proprie condoglianze possono scegliere un’organizzazione di ricerca sul cancro e fare una donazione per conto di Neil”, ha aggiunto la band nata nel 1968 e a cui Peart si era unito nel 1974 in sostituzione di John Rutsey, iniziando cosi’ la sua avventura con il cantante-bassista Geddy Lee e il chitarrista Alex Lifeson. Partendo dall’hard-rock per spostarsi gradualmente verso il jazz-rock, Neil Peart aveva uno stile brillante e una tecnica molto precisa, che lo rendeva uno dei batteristi piu’ rispettati e apprezzati dai suoi colleghi e musicisti. I Rush sono entrati nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2013. Hanno venduto 25 milioni di album negli Stati Uniti.

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