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Divergenze sull’uso di farmaci anti-cancro, primario a giudizio per abusi e maltrattamenti verso due colleghe

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Il primario del reparto di oncologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, Maurizio Cantore, 63 anni, e’ stato rinviato a giudizio oggi per i reati di abuso d’ufficio e maltrattamenti nei confronti di due colleghe oncologhe. Il processo si terra’ il 4 giugno prossimo. Il primario sarebbe responsabile di presunte vessazioni e discriminazioni ai danni delle due dottoresse per divergenze sull’utilizzo di farmaci anticancro sui pazienti. Una situazione che e’ andata avanti per molto tempo, tra ingiurie ed esclusioni delle due dottoresse dalle riunioni di reparto, fino al loro trasferimento in un altro ospedale poi risoltosi con un reintegro.

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Trapiantata bimba un anno colpita leucemia e positiva al Covid

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Una bambina di un anno e cinque mesi, positiva al Coronavirus, e’ stata sottoposta lo scorso agosto a un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche per curare una forma di leucemia mieloide ad altissimo rischio. Lo rende noto l’Azienda ospedaliero universitaria del pediatrico Meyer di Firenze dove e’ stato effettuato il trattamento. “Una scelta difficile” si sottolinea,, quella fatta dai medici del Meyer che si sono trovati ad affrontare un caso che “non ha precedenti in Italia”. La piccola, si spiega, doveva essere sottoposta a trapianto in tempi rapidi, ma i tamponi rino-faringei a cui e’ stata sottoposta nell’arco degli ultimi mesi continuavano a dare sempre lo stesso responso di positivita’ al virus.

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Tumori pancreas, scoperto biomarcatore per cure su misura

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Contro il cancro del pancreas i ricercatori dell’Universita’ di Verona hanno scoperto un nuovo biomarcatore per personalizzare la terapia con farmaci nanotecnologici. Il biomarcatore, chiamato IL8, quale fattore predittivo di risposta al nuovo farmaco e’ stato individuato dal gruppo di ricerca diretto da Davide Melisi, oncologo della Sezione di Oncologia medica del dipartimento di Medicina dell’Universita’ di Verona, e gli esiti sono stati recentemente pubblicati sulla rivista scientifica Clinical Cancer Research. “Il tumore del pancreas e’ la neoplasia maggiormente resistente ai trattamenti chemioterapici convenzionali – spiega Melis -.Le nanotecnologie hanno dato a oggi i migliori risultati sperimentali sia nel trattamento dei pazienti di nuova diagnosi che in quelli gia’ trattati, ma avere a disposizione un biomarcatore che possa far decidere quale terapia possa essere piu’ indicata e’ quanto mai indispensabile”. Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, ha dimostrato che la semplice misurazione, nel plasma dei pazienti, del fattore circolante IL8 sia il piu’ importante indicatore dell’attivazione, nel tumore, di TAK1, una componente di una delle vie di segnalazione maggiormente responsabili di chemioresistenza in queste neoplasie e identificata proprio dal gruppo di ricerca veronese.

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Con nuove cure più sopravvivenza contro il tumore al fegato

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L’avvio tempestivo dei trattamenti e il sequenziamento ottimale della terapia sistemica allungano la vita di piu’ di due anni nei pazienti che hanno un tumore epatocellulare (Hcc) non resecabile. E’ questo il contenuto di una dichiarazione globale di rivalutazione e aggiornamento delle modalita’ di cura del tumore, lanciata durante un meeting dell’Ilca, l’International Liver Cancer Association, supportato da Bayer. Con la collaborazione di sette esperti di carcinoma epatocellulare, la dichiarazione vuol fornire una guida per implementare un approccio clinico relativo al sequenziamento del trattamento sistemico dei pazienti con questo cancro. “Con le molteplici terapie sistemiche ora disponibili per il tumore del fegato avanzato in prima e seconda linea, comprese le recenti approvazioni dei trattamenti in combinazione con le terapie immune-oncologiche, ci sentiamo in dovere di rivalutare e aggiornare le strategie di trattamento sistemico per migliorare la sopravvivenza globale e i risultati per questi pazienti” spiega Catherine Frenette, capo del gruppo di lavoro di esperti e direttore medico del programma di trapianti di fegato dello Scripps Green Hospital. Il tumore del fegato e’ il sesto tumore piu’ frequente e la quarta causa di morte per tumore in tutto il mondo. L’incidenza del tumore del fegato e’ globalmente in crescita, una tendenza osservata solo in alcuni tumori, con un aumento del 38% tra il 2006 e il 2016, dove il carcinoma epatocellulare rappresenta il 75-85% dei tumori del fegato. La prognosi e’ in genere sfavorevole e il tasso di sopravvivenza stimato a 5 anni e’ del 14%. Nel trattamento del carcinoma epatocellulare in stadio intermedio, e’ stata notata una considerevole variazione nelle caratteristiche del paziente, della malattia e della risposta tumorale all’attuale standard di cura costituito dalla chemioembolizzazione transarteriosa (Tace). Un passaggio in tempi appropriati da Tace alle terapie sistemiche, puo’ permettere al paziente, spiegano gli studiosi, di ricevere altre linee di terapia che possono allungare la sopravvivenza globale.

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