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Disney accelera, sposta “Hamilton in streaming”

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Con i teatri di Broadway chiusi almeno fino a settembre per l’emergenza coronavirus e nessuna data certa per la riapertura delle sale cinematografiche, la Disney preme sull’acceleratore e anticipa l’uscita in streaming di “Hamilton”. Il musical di Lin-Manuel Miranda sul “padre della patria” il cui volto appare sulla banconota da dieci dollari sara’ disponibile in streaming su Disney+ a partire dal 3 luglio, la vigilia dell’ Independence Day, con un anno di anticipo rispetto alla data prevista di uscita al cinema. L’annuncio da Burbank e’ stato musica per le orecchie degli spettatori, ma ha lasciato molto meno entusiasti gli esercenti. La Disney ha rinviato la distribuzione di quasi tutti i suoi film piu’ importanti – da “Black Widow” della Marvel al remake di Mulan – per quando i grandi schermi potranno riaprire in condizioni di sicurezza. Spostando “Hamilton” online la casa di Topolino ha fatto capire di essere pronta a sperimentare con le sue produzioni di ‘serie A’ particolarmente se, come sembra probabile nei maggiori mercati, gran parte delle sale non potranno accogliere spettatori per qualche tempo.

I segnali da Broadway dove il musical sul primo Segretario al Tesoro ha fatto per mesi il tutto esaurito, non sono incoraggianti: i teatri della ‘Lunga Strada Bianca’ resteranno chiusi per coronavirus almeno fino al 6 settembre, un colpo da 30 milioni di dollari di perdite alla settimana in mancata vendita dei biglietti. La Disney e’ sbarcata relativamente da poco nel mercato dello streaming e Disney+ si e’ rivelata una gallina dalle uova d’oro in una fase in cui a causa della pandemia i suoi parchi a tema e i negozi sono chiusi, la linea di crociere ha fermato le operazioni, cosi’ come i set cinematografici e televisivi. La scorsa settimana la piattaforma in streaming ha annunciato di aver raccolto oltre 54 milioni di sottoscrittori su scala globale. Mettendo “Hamilton” online la speranza e’ di consolidare gli abbinamenti e costruire una base sicura di spettatori da casa in attesa del debutto della nuova stagione del popolare serie “The Mandalorian” della franchise di “Guerre Stellari”. “Hamilton” e’ stato registrato durante una performance dal vivo del cast originale al Richard Rogers Theatre di New York. La Disney ha pagato 75 milioni di dollari per assicurarsi i diritti mondiali sul film con l’intesa che sarebbe stato mostrato nelle sale.

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I 50 anni di Naomi Campbell, la Venere nera senza età

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 In tempi di pandemia anche festeggiare i 50 anni di una dea dell’Olimpo come Naomi Campbell, seppure in grande albergo, non e’ stato possibile. Gli amici avrebbero voluto organizzare un party a sorpresa per lei nel lussuoso hotel Myfair di Londra, citta’ dove Noami vive. Ma gli amici vengono da tutto il mondo, gli assembramenti sono vietati, ergo la festa non si fara’. Certo, Naomi non e’ una che si lascia abbattere dalla quarantena, anche se di recente con i selfie che lei stessa ha postato sui social, in cui si mostra tutta coperta da tuta sanitaria, visiera-casco, mascherina, guanti, mentre viaggia in aereo, ha scatenato un pandemonio di critiche. Ma lei va avanti e in questo periodo ha perfino realizzato la prima copertina self-shot per Essence, che pure festeggia 50 anni di attivita’, utilizzando un iPhone e FaceTime. Naomi ha realizzato e disegnato tutte le foto segnando una vera prima volta: una cover scattata con i selfie dal telefonino. Trucco e parrucco, tutto da sola. Tanto, le lancette del tempo sembrano non avere avuto effetti sulla sua statuaria bellezza, ma il calendario indica che Naomi, inserita da People tra le 50 donne piu’ belle del mondo, compira’ 50 anni il 22 maggio. Nata nel 1970 nel quartiere di Streatham a Londra, dalla diciottenne Valerie Morris, una ballerina di origini giamaicane, Naomi e’ ancora molto richiesta sulle passerelle delle grandi griffe e nelle pubblicita’, tanto che il suo patrimonio sembra che oggi si aggiri attorno ai 60 milioni di dollari. E lei qualche soddisfazione ha voluto togliersela, come quella di aver acquistato nel paese di origine di sua madre, in Giamaica, villa Goldeneye, la tenuta giamaicana in cui Ian Fleming scrisse i libri di James Bond. Le definizioni per Naomi si sprecano, Perla Nera, Venere Nera, ma lei ha voluto dimostrare di essere non soltanto una donna bellissima e ricca, ma anche una persona impegnata nel sociale, in particolare attiva nella lotta contro la poverta’ in Africa. Nel 2005 ha partecipato anche alla raccolta di aiuti per i sopravvissuti dell’uragano Katrina. Inoltre con Iman e Bethann Hardison e’ portavoce della campagna Diversity Coalition, che denuncia le case di moda che discriminano le modelle di colore.

La carriera di modella. Naomi e’ apparsa per la prima volta nell’aprile 1986 sulla copertina di Elle. Nello stesso anno era tra le modelle che hanno posato per Terence Donovan per il calendario Pirelli 1987. Nel 1988 e’ stata la prima donna di colore ad apparire sulla cover di Vogue (prima in Francia poi in GB) e di Time Magazine. E’ stata testimonial nelle campagne pubblicitarie di prestigiose maison, per le quali ha anche sfilato, da Fendi a Prada, da Ralph Lauren a Burberry, da Valentino a Versace, da Yves Saint Laurent a Dolce & Gabbana fino a Louis Vuitton. Ha anche posato senza veli per la rivista Playboy ed ha partecipato al noto libro fotografico di Madonna, Sex. Nel 1996, ’97, ’98, 2000, 2002, 2003 e 2005 e’ stata una degli angeli delle sfilate di Victoria’s Secret. Nel 2009 e’ stata testimonial di Dsquared con Linda Evangelista. Nello stesso anno era con Claudia Schiffer ed Eva Herzigova nella campagna di Anthology Fragrance, prima collezione di profumi di Dolce & Gabbana. I talent. Nel 2013, Naomi ha partecipato al talent show The Face, accanto a Karolina Kurkova e Coco Rocha nel format americano, e con Caroline Winberg ed Erin O’Connor in quello britannico, talent per trovare la top model del futuro. Nel 2015, a 45 anni, e’ tornata a sfilare a Parigi per Givenchy ed e’ stata scelta come testimonial di Burberry. Nel 2016 la casa editrice Taschen le ha dedicato un libro in due volumi dal titolo L’arte della bellezza. L’ascesa di Naomi Campbell all’Olimpo delle celebrita’, tra i grandi della moda e della fotografia, in cui si ripercorrono i suoi 30 anni di carriera. Il libro, a cura di Josh Baker, costa 2000 euro. Nel settembre 2017 e’ tornata in passerella a Milano per rendere omaggio a Gianni Versace nel ventennale della sua scomparsa, assieme a Carla Bruni, Claudia Schiffer, Cindy Crawford e Helena Christensen. Nel 2018 Naomi e’ apparsa per la quarta volta sul Calendario Pirelli, dopo le edizioni del 1987, 1995 e 2005, fotografata da Tim Walker e ispirato alla fiaba Alice. Nel 2018 ha ricevuto il Fashion Icon Award, dal Council of Fashion Designers of America.

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È morto Sandro Petrone: persona perbene, grande inviato del Tg2, musicista di blues e napoletano doc

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E’ morto questa notte il giornalista Sandro Petrone, aveva 66 anni, era un napoletano sognatore. Da circa cinque anni combatteva con una microcitoma che aveva colpito i suoi polmoni e contro il quale aveva combattuto con grande forza, sottoponendosi anche a cure sperimentali. Inviato speciale del Tg2, ha seguito gli avvenimenti piu’ importanti degli ultimi decenni: dall’attentato a Giovanni paolo II alla guerra nel Golfo, dalla caduta del Muro di Berlino agli attacchi alle Torri Gemelle, dagli attentati a Madrid a quelli di Oslo, fino alla ‘primavera araba’ in Tunisia e Libia. Dal 1996 ha trascorso lunghi periodi negli Stati Uniti seguendo le elezioni presidenziali. Risale al 1979 l’inizio della collaborazione con la Rai, nel 1987 ha lavorato a Telemontecarlo, per poi tornare definitivamente in Rai. Nel suo percorso professionale anche il lavoro di cronista al Quotidiano di Taranto, Brindisi e Lecce.

Negli ultimi anni ha insegnato alla facolta’ di Scienze della Comunicazione a La Sapienza, al Master dello Iulm e nella Scuola di Giornalismo di Perugia. In particolare in quest’ultima istituzione che ha proprio la Rai come socio fondatore, Petrone si e’ dedicato con abnegazione e umanita’ agli studenti, trasmettendo loro tutte le sue conoscenze sul mondo televisivo e la sua passione per le news. Ha scritto il libro “Il linguaggio delle news”, insegnando strumenti e regole del linguaggio televisivo. Tra i suoi hobby la musica, la passione per il blues, ed ha collaborato con i grandi della canzone napoletana, da Edoardo Bennato a Pino Daniele.

Ultimamente era tornato alla musica, pubblicando il disco “Solo Fumo”, che lui stesso definiva come una raccolta di “nove quadri di vita”. “Sono un guerriero, non temo la morte”, scriveva nell’introduzione ai testi, alcuni dei quali riportano la sua calligrafia: “Il guerriero non va per vincere o perdere, va per combattere. Guardando indietro, dopo quasi tre decenni di conflitti in giro per il mondo, mi sono accorto che quella lezione ha lavorato dentro di me. A cominciare dall’idea di prendere la morte come compagna e renderla testimone delle proprie azioni, scelta che dissolve anche la paura. La spinta a viaggiare per essere testimone del mondo, dei contrasti, si rivela come esigenza di lotta contro il Male, tanto ineluttabile da far passare in secondo piano il sacrificio personale”. L’ultimo brano che aveva scritto lo ha inviato qualche giorno fa ad alcuni amici tramite un audio Whatsapp, mentre era gia’ in ospedale: “Gioia che danza tra nuvole alate”, sono le ultime parole della canzone, accompagnate dalle note del suo pianoforte.

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È stata la Tv compagna del lockdown, 140 milioni di ore viste sul web

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Un’esplosione di ascolti, fino a oltre 15 milioni di media, e quasi 140,3 milioni di ore viste via web. Al giro di boa dei sessanta giorni di quarantena, la tv si conferma la piu’ fedele compagna per gli italiani costretti a casa per le misure di contenimento del coronavirus. E se l’andamento sembra seguire quello dei contagi, con un calo progressivo che ha visto nell’ultima settimana l’ascolto medio piu’ basso di tutto il periodo del lockdown, a impressionare e’ proprio la fruizione in digitale, con la crescita nel consumo sia in streaming sia on demand. E’ il racconto di due mesi di #iorestoacasa attraverso l’analisi dell’Auditel ai tempi del coronavirus elaborata dallo Studio Frasi. Dal decreto del 9 marzo a oggi gli ascolti tv sono cresciuti in modo esponenziale specie nelle prime tre settimane, raggiungendo una media di 15 milioni 61mila spettatori nel giorno medio dal 23 al 29 marzo, il 48% in piu’ rispetto alla stessa settimana del 2019. Un andamento in qualche modo parallelo a quello dei nuovi contagi: in particolare il picco – fa notare lo Studio Frasi – e’ stato registrato tra il 26 e il 27 marzo, con un ascolto di 5 milioni superiore alla media e oltre 6.100 nuovi contagiati. Da quel momento e’ iniziata la discesa: ancora oggi l’incremento medio e’ di oltre 3 milioni di persone sullo scorso anno (+16%), ma rispetto alla settimana di punta quest’ultima appena trascorsa (4-10 maggio) fa segnare una diminuzione di 3 milioni 307mila spettatori e raccoglie l’ascolto medio piu’ basso delle nove settimane di quarantena (11 milioni 754mila). Una curva discendente sulla quale ha influito probabilmente anche il gran numero di repliche che le tv hanno pescato in magazzino per riempire i palinsesti facendo i conti con lo stop alle produzioni. Non a caso la classifica dei programmi piu’ visti e’ ormai saldamente in mano al Tg1 della sera (che vanta una media da 7,1 milioni di spettatori in quarantena, +2,1 milioni rispetto all’anno scorso), seguito dal Tg5 (6,1 milioni, +2 milioni). Le repliche – segnala ancora lo Studio Frasi – sembrano influire negativamente anche rispetto ai post sui social degli editori televisivi generalisti a vantaggio degli Over the Top (Netflix, Prime video, TimVision, ecc.). Secondo i dati Nielsen tutto l’insieme dei canali tv e’ sceso da 134 milioni di post a febbraio a 87 milioni ad aprile: in termini percentuali i post dedicati alla tv free sono diminuiti dal 58% al 43%, mentre si sono triplicati quelli delle piattaforme (dal 6% al 18%, record assoluto per questi operatori). “A questo punto della pandemia la crescita degli ascolti televisivi si va attenuando – commenta Francesco Siliato, responsabile dell’Osservatorio dello Studio Frasi – con la tendenza ad assestarsi sui valori precedenti alla quarantena, mentre si rileva la crescita nel consumo degli Over the Top e dell’online delle televisioni generaliste”. In generale, infatti, e’ boom per la fruizione televisiva sul web, con un totale di oltre 140 milioni 255mila ore viste via Internet. Domina la Rai, con 57,6 milioni di ore per l’offerta web, di cui 41,1 milioni per la visione on demand e una media di oltre 13mila device collegati. Per Mediaset le ore complessive di visione sono 43 milioni, di cui 24 milioni on demand.

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