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Delirio allo stadio di La Plata per il primo allenamento di Maradona: più di 20 mila sugli spalti

Marina Delfi

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È bastato che mettesse il piede sul terreno di gioco per scatenare i fan, gli oltre 20 mila che hanno riempito El Bosque per assistere alla presentazione di Diego Armando Maradona allenatore del Gimnasia La Plata. È tornato ad allenare in Argentina dopo 10 anni ed ha trovato l’amore di sempre, anzi di più. Gente in delirio per averlo rivisto su un terreno di gioco e fa niente se è imbolsito, se dimostra quasi tutti i suoi 60 anni, se nei primi tempi dovrà dirigere la squadra da casa o via Internet o Skype per motivi di salute. Diego è sempre el Diez. In città a La Plata lunghi cortei hanno invaso gioiosamente le strade, c’è chi si è tatuato il logo della squadra o l’immagine di Maradona persino sulla testa, i media erano tutti alla presentazione del Diez alla squadra: basta pensare che i giornalisti accreditati erano più di 500. Per Maradona un compito non facile visto che la squadra, pur vantando titoli e blasone, è ultima in massima divisione con un punto solo dopo cinque partite.

 

 

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Esteri

Virus Cina, Ue convoca Comitato sicurezza sanitaria

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“Stiamo seguendo molto da vicino gli sviluppi della situazione sul coronavirus e ho convocato per lunedi’ una riunione del Comitato per la sicurezza sanitaria dell’Ue”. Lo ha annunciato su Twitter la commissaria europea alla salute, Stella Kyriakides, sottolineando che l’incontro di lunedi’ servira’ a “discutere le opzioni di risposta e i bisogni degli Stati membri”. Sempre su Twitter, Kyriakides ha detto di essere “in stretto contatto con i Paesi membri dell’Ue, l’Oms e l’Ecdc (Centro di controllo europei per le malattie)”, specificando che quest’ultimo “sta aggiornando la sua valutazione del rischio”. “Siamo pronti ad agire e rafforzare la nostra risposta se necessario”, ha dichiarato la commissaria. Il Comitato per la sicurezza sanitaria dell’Ue e’ stato creato nel 2001 come gruppo consultivo informale sulle questioni di sicurezza sanitaria a livello europeo. Fra i suoi compiti c’e’ anche la gestione delle crisi in coordinamento con le varie autorita’ nazionali. Per l’Italia ne fa parte il Ministero della salute.

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Cultura

Musei, 55 milioni di visitatori nel 2019. Pompei è il sito archeologico che cresce più di tutti

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Oltre 55 milioni di visitatori nel 2019 per i musei italiani. Con un lieve calo rispetto al 2018 in gran parte dovuto alle ondate di maltempo, che ha fatto soffrire i parchi archeologici e siti all’aperto, ma anche alla parziale cancellazione delle domeniche gratuite, poi ripristinate e rese permanenti da Dario Franceschini con il suo ritorno al Collegio Romano a settembre di quest’anno. Al top c’e’ sempre il Colosseo, da sempre il monumento piu’ iconico e gettonato d’Italia, nel 2019 con 7,5 milioni di presenze, circa 100 mila in meno rispetto ad un anno fa. Seguono le Gallerie degli Uffizi – per la prima volta considerate nel loro insieme, cioe’ con il giardino di Boboli e Palazzo Pitti che si aggiungono alla celeberrima pinacoteca – con 4,5 milioni di visite, e quindi gli Scavi di Pompei, di fatto l’unico sito archeologico che non risente nemmeno di pioggia e bufere riuscendo nel miracolo di 160 mila presenze in piu’, per un totale che ormai si avvicina ai 4 milioni di biglietti staccati (erano 2,5 milioni non piu’ di cinque anni fa). Tant’e’, risultati comunque ” straordinari” commenta Franceschini, che mercoledi’ prossimo presentera’ alla stampa i nuovi 12 bandi internazionali per altrettanti musei (dentro ce ne sono 8 che sono stati appena promossi, dal Complesso dei Gerolamini al Palazzo Reale di Napoli, dalla Pinacoteca di Bologna al duo romano di Palazzo Venezia e Vittoriano).

Colosseo

Il ministro Pd al suo secondo mandato alla guida del ministero fondato da Spadolini sottolinea soddisfatto il successo dell’autonomia gestionale – perno della riforma che porta il suo nome – che ha permesso il rilancio di tanti gioielli della cultura, dalle Gallerie Nazionali delle Marche al Museo di Capodimonte, che oggi sono in buona posizione nella top ten dei 30 musei piu’ visitati. “A qualche anno dalla riforma dei musei – dice – i risultati straordinari si vedono sempre di piu’ grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale”. Se il numero dei visitatori quest’anno per la prima volta dopo anni di costante ascesa non e’ aumentato, sono comunque cresciuti gli introiti per le casse statali, con un +5% che equivale ad un incremento di circa 12 milioni di euro, in parte dovuti ai nuovi piani tariffari proprio dei tre big Colosseo, Uffizi e Pompei. “Piu’ incassi vogliono dire piu’ risorse per tutela e ricerca, servizi museali” ribadisce quindi Franceschini annunciando che si proseguira’ “sul percorso dell’innovazione”. Nella top 30, che da sempre fa la parte del leone per numero di visitatori e incassi, ci sono conferme e novita’. Con i casi piu’ che positivi delle Gallerie Nazionali delle Marche (+36,8% ingressi) e del circuito dei musei napoletani (Museo Capodimonte +34,2%, Castel Sant’Elmo +18,7%, Palazzo Reale + 11% , Museo archeologico Mann da 616 mila a 670 mila visitatori) ma anche delle Terme di Caracalla a Roma (+10,9%) e il Museo di Miramare a Trieste (+10,7%). Dall’altra le situazioni piu’ deludenti riguardano la Reggia di Venaria (che perde 120 mila visitatori), la Reggia di Caserta (che perde 125 mila persone) e a Firenze le Gallerie del Bargello (che perdono 60 mila visitatori) mentre a Roma la Galleria Borghese vede diminuire le sue presenze di circa 40 mila unita’. Tra i record segnalati dagli esperti del ministero anche quello del Pantheon a Roma , dove non si paga il biglietto e dove i visitatori sono stati nel 2019 piu’ di 9 milioni (+4% rispetto al 2018). E poi Matera, che pur non entrando nella top 30, con l’anno della cultura ha visto crescere di 50 mila unita’ gli ingressi nel suo museo (+20%). Quanto alla soppressione parziale e temporanea delle domeniche gratuite, il riflesso negativo sul numero totale di visitatori c’e’ indubbiamente stato, ma secondo gli esperti di statistica Mibact ha colpito di piu’ i musei piccoli, gia’ svantaggiati in partenza anche dal fatto di trovarsi lontano dalle rotte piu’ battute del turismo. Tra le regioni, infine, si conferma il primato del Lazio, regina assoluta della top, seguita dalla Campania che con il successo ritrovato di Pompei e il nuovo appeal di tanti istituti napoletani ha ormai strutturalmente scavalcato la Toscana, terza davanti alla Lombardia.

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Cronache

Gli studenti di Ischia in piazza a Napoli: basta prenderci in giro, vogliamo scuole dignitose

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I ragazzi nella foto sono gli studenti dell’isola d’Ischia.  Sono giovani battaglieri che hanno voglia di studiare e vorrebbero farlo in strutture decenti, non tuguri. Vorrebbero farlo con strumenti didattici non avveniristici ma almeno decenti. Questi ragazzi per invocare decenza delle istituzioni nei loro confronti sono andati a Napoli per manifestare fuori il palazzone della Città Metropolitana di Napoli. Non hanno fatto filone a scuola. No, si sono svegliati prima del solito. Hanno comprato un biglietto di andata e ritorno Ischia-Napoli-Ischia. Per andare sotto gli uffici della città metropolitana di Napoli a Piazza Matteotti. E per dire al sindaco metropolitano Luigi de Magistris, ai consiglieri della Città Metropolitana di Napoli, ai funzionari e ai burocrati che “noi studenti e studentesse  dell’isola d’Ischia non siamo più disposti a farci prendere in giro come accade da decenni su un tema tanto importante come l’edilizia scolastica. Tutte le scuole hanno i loro problemi, il tempo passa e la situazione non fa che peggiorare”. Così scrivono in una nota per i media dove provano a riassumere i mille problemi che soffrono e per reclamare un po’ di attenzione.

Al Liceo Statale Ischia la situazione è paradossale. A causa della mancanza di manutenzione ordinaria della sede di Lacco Ameno, i liceali si sono ritrovati a dover fare un orario compattato con alcune classi obbligate a dover usufruire dell’ospitalità della vicina scuola media “Scotti”.E’ una situazione assurda visto che proprio al Polifunzionale di Via delle Ginestre c’è la cosiddetta “Verticale”, un’ala quasi completamente inutilizzata dello stabile proprietà del Comune di Ischia che, se acquistata dalla città metropolitana e messa in condizione di essere utilizzata, risolverebbe per sempre tutti i problemi dei liceali mettendo tutti i ragazzi sotto lo stesso tetto e mettendo a disposizione di altri la sede di Lacco Ameno in Via Lacco-Fango.La soluzione quindi appare molto semplice eppure l’iter d’acquisto della Verticale non sembra mai sbloccarsi definitivamente lasciando i ragazzi nel disagio e nell’incertezza. Ed ecco una scheda tecnica, pulita, lineare, senza chiacchiere inutili, che i giovani hanno reso noto e consegnato agli uffici della città metropolitana di Napoli in un documento:

All’IPS “V.Telese” gli studenti sono a doppio turno da più di vent’anni ormai. Mancano 24 aule all’appello, esattamente la metà delle aule che occorrerebbero per soddisfare una platea studentesca ogni anno più numerosa.Molte classi presentano inoltre numerose macchie di muffe e segni d’umidità e perfino i bagni sono ridotti in una condizione pietosa ma la cosa pare di non interessare molto a chi di dovere.

L’IIS “C. Mennella” dopo tanti anni passati a girovagare tra una sede di fortuna ed un’altra ha ottenuto l’ex liceo in via Michele Mazzella però anche qui la situazione è tuut’altro che rosea.Se infatti alla nuova sede sono stati effettuati da poco dei lavori per il miglioramento dell’impiantistica appare invece ben più problematica la situazione delle altre due sedi del Mennella situate a Forio d’Ischia.Mentre a farla da padrone nella sede del nautico di Forio sono muffe ed infiltrazioni la sede occupata dall’indirizzo del turistico rappresenta un esempio perfetto di cosa non dovrebbe essere una scuola: cavi scoperti, scale pericolanti, classi mal divise, laboratori non funzionanti: tutto questo in una meravigliosa struttura in affitto che era un ex convento di monache.

 Su questi problemi, i giovani che hanno protestato e che protesteranno ancora, hanno spiegato che sono sono già disposti a continuare ad aspettare in silenzio che qualcosa cambi. Non sono più disposti a non parlare “di fronte alla negazione per noi tutti di una scuola sicura e dignitosa”. I ragazzi e le ragazze di Ischia sono andati a Napoli, fuori al palazzone del potere della defunta Provincia di Napoli “per far capire a tutti che non esistono cittadini di serie B. Siamo Isolani ma non saremo isolati!”.

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