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Cronache

Critiche pesanti a Gratteri, il Csm apre la procedura di trasferimento del procuratore generale di Catanzaro Lupacchini

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Rischia di dovere lasciare il suo posto il procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini per aver pesantemente criticato la procura guidata da Nicola Gratteri con riferimento all’ultima grossa operazione contro la ‘Ndrangheta, che ha portato a 300 arresti. La Prima Commissione del Csm ha aperto nei suoi confronti la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale. Secondo la Commissione avrebbe delegittimato pubblicamente l’operato di Gratteri. Lupacchini è stato convocato per lunedi’ prossimo al Csm. All’audizione di lunedi’ Lupacchini potra’ farsi assistere da un difensore. E oltre che sulle dichiarazioni rese a Tgcom su Gratteri dovrà rispondere anche di altri comportamenti che secondo la Prima Commissione appannerebbero la sua immagine del magistrato e la sua capacita’ di operare con la necessaria indipendenza ed autonomia nel Distretto. A chiedere l’intervento del Csm dopo le dichiarazioni di Lupacchini erano stati i togati di Area e di Magistratura Indipendente. La Prima Commissione – presieduta dal togato di Autonomia e Indipendenza Sebastiano Ardita – ha anche ricevuto la richiesta di apertura di una pratica a tutela di Lupacchini, presentata dal suo avvocato.

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Chiara Giamundo, è lei la prima palombara nella storia della Marina militare italiana

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Una donna palombara della Marina militare: non era mai successo prima. Venerdi’ prossimo, nel quartier generale degli incursori del Comsubin, alla Spezia, Chiara Giamundo, 23 anni compiuti da poco, realizzera’ “un sogno”: quello di indossare il basco blu del Gos, il Gruppo operativo subaquei, reparto d’elite della Marina militare cui sono affidati compiti delicatissimi e rischiosi, come la neutralizzazione delle mine e degli ordigni esplosivi trovati in mare. Nei 170 anni della Scuola Palombari, istituita il 24 luglio 1849 a Genova, nessuna donna ha mai compiuto questa impresa. Alla Marina, non a caso, parlano di “traguardo storico”: dopo le donne paracadutiste, nei sommergibili e in tutti i reparti schierati in prima linea, un altro baluardo del ‘machismo’ militare che cade. Laziale di Tarquinia, Chiara e’ stata una campionessa regionale di nuoto, con eccellenti risultati anche a livello nazionale.

Due anni fa, poi, l’ingresso nella Marina militare e l’accesso alla prestigiosa Scuola Subacquei del Comsubin, dove la selezione e l’addestramento sono durissimi. Altre ragazze prima di lei hanno tentato l’impresa, ma nessuna ci e’ riuscita. I palombari del Gos sono addestrati ad operare fino a 300 metri di profondita’ chiusi nei loro scafandri e i veicoli subacquei del reparto – robot filoguidati, minisommergibili – possono scendere anche a 1.500. L’addestramento rende questi militari idonei ad intervenire in una vasta gamma di operazioni subacquee: solo l’anno scorso hanno svolto 252 bonifiche d’urgenza che hanno consentito di rimuovere 71.970 ordigni esplosivi dai nostri mari, laghi e fiumi. Ma gli ultimi dieci anni li hanno visti impegnati al Giglio, in occasione del naufragio della Costa Concordia; a Genova, per il crollo della Torre piloti; a Lampedusa e nel Canale di Sicilia, per le attivita’ di recupero dei migranti morti e in tanti altri interventi. Sono sempre loro, i palombari del Gos, ad immergersi sui relitti – come sulla nave affondata nel 1795 durante la battaglia di Capo Noli, al largo di Savona, dal comandante Horatio Nelson – e a coordinare tutte le immersioni compiute nell’ambito delle spedizioni italiane in Antartide. Insomma, un vasto spettro di interventi – sia in ambito militare che civile – che rendono questo reparto un fiore all’occhiello della Difesa.

Un corpo d’eccellenza che venerdi’ accogliera’ ufficialmente tra i suoi ranghi 15 nuovi palombari, Chiara compresa. Un evento “storico”, dunque, che vedra’ la partecipazione del capo di stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, mentre il sindaco Matteo Cozzani consegnera’ alla giovane neo palombara il “Premio Porto Venere Donna”, edizione speciale.

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Sesso in piazza, multa fino di 10 mila euro e daspo urbano

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La storia arriva dalla bella Sicilia. Precisamente dalla Cittá dello Stretto, Messina. Una coppia è stata sorpresa dagli agenti della polizia municipale a fare sesso in piazza Repubblica. Si erano appartati a pochi metri dalla stazione ferroviaria. Per loro è scattata una sanzione. Alla donna 5.000 euro e al maggio 10.000 euro é il daspo urbano con obbligo di non frequentare la zona per 48 ore. Diciamo che é costata cara ad entrambi.

 

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Suicida come la sorella, l’autopsia: Simona Viceconte è morta per asfissia

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Si è uccisa, ma sul suo corpo non ci sono segni di percosse o altre tracce di maltrattamenti. Simona Viceconte, la donna di 45 anni trovata morta giovedi’ pomeriggio nella sua abitazione di Teramo, si e’ suicidata con le stessa modalita’ e ad un anno di distanza dalla sorella Maura ex campionessa di atletica leggera. L’esame necroscopico, eseguito dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra all’ospedale di Teramo, ha confermato infatti che il decesso e’ stato causato da asfissia da impiccamento. La donna era stata trovata nel sottoscala della sua abitazione con un foulard stretto intorno al collo.

Quell’immagine, apparsa a una vicina che rincasava, di lei senza vita nel sottoscala, un foulard attorno al collo assicurato alla ringhiera della scalinata condominiale, ha riportato indietro l’orologio del dolore, per questa famiglia, al 10 febbraio 2019 quando la campionessa Maura Viceconte, sorella maggiore di cinque anni di Simona, aveva scelto le stesse modalita’ per porre fine alla sua vita, densa di successi sportivi: azzurra all’Olimpiade di Sydney 2000 e primatista italiana sui 10mila, era ritenuta forse la migliore mezzofondista nazionale di sempre. Dall’esame autoptico inoltre non e’ emersa inoltre evidenza di altre tracce, cosi’ come di patologie in corso: l’unico quesito chiesto al perito dalla procura teramana era di stabilire la causa della morte. Il perito ha poi prelevato altri campioni biologici, che serviranno per gli approfondimenti di laboratorio tesi a individuare eventuali tracce di farmaci.

All’accertamento irripetibile non ha partecipato un consulente di parte del marito della donna, che non lo ha nominato. Il marito della donna nel frattempo era stato iscritto sul registro degli indagati in un fascicolo giudiziario aperto dal pm Enrica Medori: l’ipotesi di reato era di maltrattamenti e l’articolo 42 comma 3 del codice penale sulla responsabilita’ obiettiva nel reato. Il legale dell’uomo, Antonietta Ciarrocchi, pero’ ha voluto precisare che “Non c’e’ stata mai denuncia per maltrattamenti e l’unica questione in piedi tra la coppia era la imminente udienza di comparizione per la separazione consensuale”. Una iscrizione quindi dovuta, si apprende negli ambienti giudiziari, per permettere di disporre l’autopsia e di chiarire alcuni aspetti ancora irrisolti dalle indagini. Ma che non nasce quindi da denuncie che non ci sono mai state, precisa il legale. Gia’ ieri per gli investigatori, passando al setaccio l’appartamento che Simona Viceconte condivideva con il marito impiegato di banca e le due figlie, non sarebbero emersi elementi tali da far ipotizzare un gesto violento da parte di alcuno. Il ritrovamento del biglietto destinato alle giovanissime figlie, ma soprattutto un malessere interiore acuitosi negli ultimi tempi, pur in una persona che oggi tanti definiscono solare e portata ai rapporti amicali, hanno definitivamente indirizzato il filone investigativo sul suicidio.

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