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Così fan tutti, razziati nelle scuole mantovane 52 computer

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A Mantova li hanno ribattezzati “ladri delle scuole” perche’ in due settimane hanno colpito in due scuole, al comprensivo di Volta Mantovana e alla Bertazzolo in citta’, portando via 52 pc. L’ultimo bottino e’ di 20 Mac Apple. Gli agenti di polizia stanno cercando di ricostruire i colpi e ritengono che ad agire, probabilmente su commissione, siano sempre gli stessi componenti della banda.

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Ucciso con la roncola, fu teste processo Piazza Loggia

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Da ottobre vivevano insieme e i litigi erano all’ordine del giorno. L’ultimo, ieri sera, e’ finito nel sangue. Siamo a Esine, paese della Vallecamonica, nel bresciano, dove Bettino Puritani, 53 anni aveva deciso di ospitare in casa l’amico Vincenzo Arrigo, 59enne che era finito agli arresti domiciliari per maltrattamenti e stalking nei confronti della ex compagna. Quella tra i due uomini e’ stata una convivenza difficile segnata dal degrado e dalla mancanza di denaro. Ieri sera la discussione sarebbe scaturita dalla necessita’ di trovare in strada dei mozziconi di sigaretta da fumare. Dalle parole e gli insulti i due uomini sono passati prima agli spintoni e poi sulla scena e’ comparsa una roncola usata per tagliare la legna da utilizzare nella stufa di casa. Vincenzo Arrigo e’ stato colpito piu’ volte in testa, non frontalmente, ed e’ morto in strada. “Il mio assistito si e’ difeso perche’ il primo ad impugnare l’arma e’ stata la vittima come dimostrano i segni che Puritani ha sulle braccia” ha spiegato l’avvocato Marino Colosio, legale del 53enne dopo l’interrogatorio davanti al pm Paolo Savio che contesta l’omicidio volontario. Resta da capire come il sistema giudiziario sia arrivato a decidere in merito alla collocazione ai domiciliari della vittima, a casa di una persona senza lavoro e reddito e in un appartamento che non aveva nemmeno l’energia elettrica. “Finalmente dopo cinque giorni di digiuno forzato, perche’ non avevamo nulla in casa, sono riuscito a mangiare qualcosa una volta entrato in carcere” ha detto al suo legale Puritani che alle spalle ha dei precedenti. Cosi’ come la vittima che era stato compagno di cella di Maurizio Tramonte e che durante l’ultimo processo per la strage di Piazza della Loggia era stato ascoltato come testimone proprio contro l’ex informatore dei servizi segreti poi condannato all’ergastolo. “Arrigo ha riferito a questa corte – si legge nelle motivazione della Corte d’appello di Milano del 22 luglio 2015 – che Tramonte gli aveva mostrato una foto nella quale erano raffigurate delle persone domandandogli se lo riconoscesse. A fronte della sua titubanza, l’imputato gli aveva indicato uno dei soggetti ritratti affermando che era lui stesso e che “quella mattina” era effettivamente in Piazza Loggia”. Una rivelazione risultata poi determinante per la condanna di Tramonte. “Arrigo – scrisse la Corte – non si limita a riportare un’esternazione di Tramonte sulla sua presenza in Piazza della Loggia, ma da’ concretezza alla stessa, indicando, fra le tante sottoposte al suo esame, una foto sicuramente riproducente la scena della strage, nella quale individua il soggetto in cui l’imputato si era riconosciuto”.

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Trovata morta in casa il magistrato Laura Siani, era stata sostituto procuratore a Palermo fino a due mesi fa

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Nelle scorse ore, nella sua casa di Lecco in via Cavour, e’ stata trovata morta Laura Siani, sostituto procuratore arrivata in citta’ due mesi e mezzo fa dopo l’incarico alla procura di Palermo. Sul caso indagano i carabinieri. Gli inquirenti non escludono il gesto volontario che avrebbe portato il pm alla morte.

Sul posto si sono portati subito i Carabinieri di Lecco, con il tenente colonnello Claudio Arneodo e il capitano Alessio Zanella insieme all’ex procuratore capo Antonio Chiappani (trasferito nelle scorse settimane alla Procura di Bergamo) e i sostituti procuratori Andrea Figoni e Giulia Angeleri.  Originaria di Mandello del Lario, in provincia di Lecco, il magistrato era figlia del noto musicista Dino Siani, scomparso nel 2017 e noto al grande pubblico, nonché sorella di Giorgio Siani, ex sindaco di Mandello. Prima di arrivare a Lecco era stata in servizio a Palermo e prima ancora a Lodi. La salma è stata trovata la scorsa notte su segnalazione di un vicino di casa. Sono intervenuti il procuratore capo Antonio Chiappani con i suoi più stretti collaboratori e i carabinieri. Sono ancora in corso indagini per risalire alle esatte modalità e cause dell’accaduto

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Crolla un muro di contenimento, sepolti vivi due lavoratori: due morti estratti dalle macerie

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Colpa delle piogge e del sole cocente. Così una massa enorme di terra si è staccata dalla costa della collina ed ha colpito e ucciso due operai che lavoravano sotto. La tragedia si è consumata in un cantiere edile di Pianura, quartiere occidentale di Napoli, area ad altissima densità abitativa, spesso oggetto di speculazioni edilizie e lavori abusivi. A perdere la vita sono stati Ciro Petrucci, un 61enne del posto, ed un giovane immigrato, dall’apparente età di 20 anni, che però non è stato ancora identificato. Altri due stranieri che lavoravano nel cantiere sono rimasti illesi. E certamente loro potranno dire come sono andate le cose. I quattro stavano lavorando in un cantiere di via Archimede, dove si era provveduto alla ristrutturazione di un fabbricato. Una costruzione che si trova sulle pendici della collina, con un dislivello di alcuni metri rispetto alla costruzione confinante. E proprio lungo il confine, i quattro operai edili stavano realizzando un muretto di contenimento. La base era gia’ stata realizzata e poi mattone dopo mattone avrebbero dovuto raggiungere l’altezza di una decina di metri. Ma alle 12.30 e’ arrivata la morte. Una parte del costone si è staccata e per Petrucci ed uno degli operai stranieri non c’e’ stato nulla da fare. Sul posto sono giunti i carabinieri, gli uomini della polizia locale ed i vigili del fuoco che con un escavatore hanno dovuto rimuovere centinaia di metri cubi di terriccio prima di recuperare le due salme. I corpi erano uno accanto all’altro, sembravano abbracciati. Forse le sue vittime hanno capito del pericolo imminente ed hanno provato a stringersi per proteggersi. I parenti di Petrucci sono giunti poco dopo. Del giovane immigrato i carabinieri della compagnia di Bagnoli hanno preso gli effetti personali con la speranza che i suoi compagni di lavoro – nelle prossime ore e non appena si saranno ripresi dallo choc – potranno dire qualcosa in più. Petrucci, 61 anni, che viveva non lontano dal luogo della tragedia era solito collaborare per qualche lavoretto di edilizia in casa di vicini o di amici per arrotondare le sue entrate. Sposato, tre figli, da appena un paio di settimane era diventato nonno ed era ben voluto da tutti. Tocchera’ agli agenti della polizia locale la verifica sui titoli autorizzativi dei lavori mentre ai carabinieri presso il ministero del Lavoro l’accertamento sul rispetto delle norme sulla sicurezza.

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