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Coronavirus: Wuhan vieta carne di animali selvatici per 5 anni

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Wuhan opta per la svolta e vieta la caccia e il consumo di carne di animali selvatici per 5 anni. In una nota postata sui social network, la citta’ epicentro in Cina della pandemia del Covid-19 ha deciso la stretta che include anche il commercio illegale di animali selvatici. Le nuove norme, in vigore con effetto immediato e strutturate su 10 punti, mirano a rendere piu’ difficile le licenza per chiunque punti ad allevare, cacciare o vendere animali selvatici. All’indomani dello scoppio della crisi, il governo decise un bando temporaneo al commercio di fauna selvatica nel mercato Huanan di Wuhan, sospettato di essere all’origine del contagio. La nuova disciplina, tra l’altro, tutela la fauna in via di estinzione, proibisce la caccia agli animali selvatici, vigila sugli allevamenti di animali selvatici e rafforza la pubblicita’ e l’educazione alla protezione della fauna selvatica. La Cina ha intensificato da febbraio la repressione su caccia illegale e sfruttamento della fauna selvatica, sotto la direzione della National Forestry and Grassland Administration.

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Nuovi contagi in Germania durante le feste, Gottinga richiude le scuole e a Berlino sale la paura “perché il virus circola”

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L’euforia per la fine del Ramadan, festeggiato senza troppa attenzione alle regole anti-coronavirus da qualche famiglia, costringe Gottinga al passo indietro: la città universitaria tedesca ha deciso di richiudere le scuole per una settimana, in via precauzionale, dopo l’esplosione di un focolaio di coronavirus. Una misura finora inedita per una città. E anche a Berlino il ministro della Salute Jens Spahn ha messo in guardia dai party, dopo la grande manifestazione sui canotti nel canale di Kreuzberg, dove almeno 1500 giovani hanno lanciato una protesta “per la cultura rave” nel weekend. Nella capitale, è intanto risalito il tasso di contagio, e il ministro del Gabinetto Merkel ha ammonito: “In occasione delle feste il virus si trasmette piu’ facilmente. Le immagini dei giorni scorsi mi preoccupano. Siamo ancora nel mezzo della pandemia. Consolidiamo i risultati raggiunti e continuiamo a prestare attenzione”. Parole che arrivano proprio mentre la Germania decide di rimuovere l’allerta sui viaggi in Europa dal 15 giugno, sostituendola con avvisi da ponderare paese per paese. A Gottinga, si sono registrati 80 nuovi contagi nel giro di pochi giorni, tutti collegati a un paio di incontri di famiglie numerose, che hanno celebrato la festa dello zucchero, evento che chiude il Ramadan islamico, alla fine di maggio: prima in casa e poi in un shisha bar. Il risultato e’ l’ordinanza con cui sono state chiuse le scuole per questa settimana, a Gottinga come in un paio di circoscrizioni della Bassa Sassonia. Si tratta di una misura precauzionale, scattata per consentire di procedere tempestivamente ai test a tappeto nel complesso residenziale coinvolto, nel nord della citta’, e alla ricostruzione delle catene di contagio. Fra i positivi al virus ci sono infatti anche diversi bambini e adolescenti. Complessivamente, sono state messe in quarantena 200 persone nella cittadina in cui insegnarono i fratelli Grimm, e 140 nel resto del Land. Approvata dalle associazioni dei genitori, la chiusura delle scuole ha sollevato molta indignazione nelle famiglie, con rumorose polemiche sul fatto che il mancato rispetto delle regole da parte di alcuni penalizzi tutti, ai tempi della pandemia. Anche a Berlino, dove nel weekend si e’ tenuta la protesta nelle acque del Landwehrkanal – migliaia di giovani sui canotti hanno manifestato per salvare la cultura rave della capitale, a viso nudo a violando le regole sulle distanze – il fattore R0 torna a salire, toccando l’1,95. “Sappiamo che questo indicatore e’ soggetto a forti oscillazioni, ma anche il numero di nuovi contagi e’ in aumento, e dunque dobbiamo riconoscere un cambio di tendenza”, ha affermato oggi la senatrice delegata alla Salute dell’amministrazione locale Dilek Kalayci, esortando a rispettare le regole. A Berlino il Robert Koch Institut ha segnalato 35 nuovi casi di infezione, rispetto al giorno precedente. In Germania, il tasso di riproduzione del coronavirus e’ pero’ nuovamente sceso sotto la soglia critica dell’1: i casi di contagio ufficialmente registrati, nel paese che ha finora tenuto testa meglio degli altri alla pandemia, sono 182.370, mentre le vittime sono 8.551.

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Professionisti discriminati, alle 10:30 parte la protesta virtuale i streaming sul sito www.professionitaliane.it

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La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’esclusione (avvenuta “all’ultimo minuto”) nel decreto rilancio dei professionisti iscritti ad Ordini e Collegi dal contributo a fondo perduto, concesso, invece, ai titolari d’impresa. Ma l’indignazione era gia’ salita alle stelle al momento dell’introduzione, nel marzo scorso (col provvedimento Cura Italia), del ‘bonus’ da 600 euro per sostenere chi aveva avuto danni all’attivita’ a causa del Covid-19, erogato con specifici vincoli reddituali per gli associati alle Casse previdenziali private, al contrario di quanto e’ stato disposto per i lavoratori autonomi, che effettuano i versamenti alla Gestione separata dell’Inps, indennita’, peraltro, adesso pure ‘congelata’, perche’ si attende (da giorni) un decreto interministeriale che stanzi i fondi per coprire le mensilita’ di aprile e maggio. E’ questo il “carburante” dell’inedita protesta virtuale che si terra’ in streaming questa mattina, a partire dalle 10:30, orario in cui sono stati convocati gli Stati generali delle professioni: sul sito www.professionitaliane.it (e sul canale Youtube Professioni italiane, nonche’ sui profili ‘social’ di 23 Ordini) andra’ in scena una richiesta formale alle Istituzioni di metter da parte le “discriminazioni” e di garantire “pari dignita’ del lavoro in tutte le sue forme”, e di “rispettare il principio di equiparazione tra attivita’ di impresa e libero-professionale, gia’ sancito a livello europeo e nazionale”. E sara’ l’occasione per i vertici delle categorie (guidate da Marina Calderone ed Armando Zambrano) per illustrare il ‘Manifesto per la Rinascita dell’Italia’, che contiene alcune sollecitazioni per la ripartenza economica dell’intero tessuto produttivo nazionale, dopo l’emergenza sanitaria, tra cui la realizzazione di “un piano credibile di semplificazione normativa”, la “riduzione della pressione fiscale”, nonche’ l’avvio di un “green new deal” per progettare “opere innovative e promuovere un fondo per lo sviluppo professionale sostenibile”. Uno scatto ritenuto necessario, anche alla luce di uno studio diffuso dall’Osservatorio del Consiglio e della Fondazione nazionale dei commercialisti, proprio alla vigilia degli Stati generali: prima ancora che si abbattesse il Coronavirus, si legge, la crisi economica globale aveva inciso assai negativamente sui guadagni dell’intero comparto, che dal 2008 ha registrato “un calo di produttivita’ di oltre il 20%, a fronte di una media nazionale con perdite pari a 2.384 euro, rilevando una flessione del 3,8%”.

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Lombardia, ancora troppi morti e contagiati in una Italia dove ci sono 55 decessi e 321 positivi al covid 19

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Sono 71 le vittime del Coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, in aumento rispetto alle 55 di ieri. In Lombardia nell’ultima giornata se ne sono registrate 29, in aumento rispetto alle 12 di ieri. I morti salgono così a 33.601.

Stabile l’aumento dei contagiati per il Coronavirusin Italia: sono complessivamente 233.836, con un incremento rispetto a ieri di 321 casi. Ieri si era registrato un aumento di 318. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 237 in piu’, in aumento rispetto a ieri quando erano 187, pari al 73,8% dell’aumento odierno in Italia. Oltre alla provincia di Bolzano, ci sono 8 Regioni a zero nuovi contagi: Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata. In Campania un solo contagio.

Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza è salito a 12 il numero delle Regioni che nelle ultime 24 ore non hanno registrato vittime per il Coronavirus. Dai dati della Protezione Civile emerge infatti che non ci sono morti in Veneto, Marche, Campania, Trentino Alto Adige, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata.

Sono 39.297 i malati di Coronavirus in Italia, 596 meno di ieri, quando il calo era stato di 1.474. Il dato e’ stato reso noto dalla Protezione Civile.

Nel dettaglio – secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile -, gli attualmente positivi sono 20.224.

Lombardia (-31),

4.686 in Piemonte (-142),

2.839 in Emilia-Romagna (-73),

1.387 in Veneto (-16),

973 in Toscana (-38),

514 in Liguria (-32),

2.818 nel Lazio (-29),

1.310 nelle Marche (-16),

869 in Campania (-21),

1.036 in Puglia (-15),

222 nella Provincia autonoma di Trento (-61),

880 in Sicilia (-86),

233 in Friuli Venezia Giulia (-11),

736 in Abruzzo (-7),

120 nella Provincia autonoma di Bolzano (0),

31 in Umbria (0), 146 in Sardegna (-9),

13 in Valle d’Aosta (-0),

110 in Calabria (-2),

127 in Molise (-6),

23 in Basilicata (-1).

Quanto alle vittime, sono in Lombardia 16.172 (+29), Piemonte 3.898 (+14), Emilia-Romagna 4.147 (+11), Veneto 1.921 (+0), Toscana 1.055 (+2), Liguria 1.473 (+5), Lazio 747 (+6), Marche 987 (+0), Campania 415 (+0), Puglia 511 (+3), Provincia autonoma di Trento 463 (+0), Sicilia 275 (+0), Friuli Venezia Giulia 336 (+0), Abruzzo 414 (+1), Provincia autonoma di Bolzano 291 (+0), Umbria 76 (+0), Sardegna 131 (+0), Valle d’Aosta 143 (+0), Calabria 97 (+0), Molise 22 (+0), Basilicata 27 (+0). I tamponi per il Coronavirus sono finora 3.999.591, in aumento di 37.299 rispetto a ieri. I casi testati sono finora 2.497.337.

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