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Coronavirus, Tokyo in ansia: a rischio le qualifiche in Cina

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L’emergenza coronavirus continua a investire anche il mondo dello sport, con numerose cancellazioni di appuntamenti in Asia – vedi oggi la maratona di Tokyo riservata ai dilettanti, prevista per il primo marzo a Tokyo – e allunga la sua ombra anche sulle Olimpiadi in programma da fine luglio. L’evento al momento e’ confermato, ma non per questo a Losanna, sede del Cio, si dorme tranquilli. La principale preoccupazione riguarda le qualificazioni ai Giochi per molte discipline, dalle quali sono esclusi gli atleti della Cina che non si possono muovere dal loro Paese. “E’ una ingiustizia dal punto di vista sportivo – spiega il presidente dell’Asoif ed ex membro Cio Francesco Ricci Bitti – che ancora si sta cercando di affrontare e risolvere”. Meno allarme crea invece la decisione della agenzia cinese antidoping, Chinada, di sospendere i controlli sugli atleti perche’ i medici del paese sono tutti impegnati sul fronte sanitario per il coronavirus. L’agenzia antidoping mondiale, che ha gia’ affrontato lo scandalo del doping in Russia e fatto escludere il Paese dai principali eventi sportivi per quattro anni, ha fatto sapere che la situazione in Cina e’ seguita costantemente. La Chinada viene sostenuta nell’attuazione di un piano che difende l’integrita’ del programma antidoping e gli atleti continueranno ad essere testati, sottolinea la Wada. “L’eventuale rischio su questo fronte non crea grattacapi” dichiara Ricci Bitti, quanto invece l’impossibilita’ per tanti atleti di partecipare alle qualificazione. Va considerato che la Cina e’ ormai una potenza sportiva e a Rio 2016 aveva chiuso al terzo posto nel medagliere. “Se per molti sport le qualificazioni sono legate al ranking – spiega il dirigente sportivo – per altre discipline derivano da specifici eventi in programma da qui ai prossimi mesi. I cinesi ne sono esclusi e chi si qualifica in loro assenza acquisisce comunque un diritto. Non e’ pensabile rinviare tutto alla ipotetica fine dell’emergenza, ne’ gli organizzatori in Giappone sono disposti ad ampliare il numero dei partecipanti. Soluzioni? Per ora non se ne vedono all’orizzonte”.

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Torna Agorà, Serena Bortone parla di pandemia con politici, giornalisti e scienziati: dagli Usa sarà collegato Antonio Giordano

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Torna domani, lunedì 6 aprile, il programma del mattino di Rai3, Agorà, condotto da Serena Bortone. Dalle 8 alle 10 si parlerà, ovviamente, di coronavirus, della emergenza sanitaria in Italia, del momento delicato che sta attraversando il paese e di come il Covid 19 sta colpendo il mondo intero, mettendo in difficoltà gli Usa, dove Donald Trump, a New York, ha schierato l’esercito. Gli ospiti di Agorà saranno, Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute – M5S; Maurizio Martina, Partito Democratico; Giulio Gallera, assessore al Welfare Regione Lombardia; Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia Romagna – PD; Maurizio Gasparri, Forza Italia; Marco Marsilio, presidente Regione Abruzzo – FDI; Maurizio Molinari, direttore La Stampa.  Sin qui il parterre della politica e del giornalismo. Ci saranno poi gli scienziati che proveranno a far capire a che punto è il contagio e come lo si sta combattendo. Ci saranno Giuseppe Remuzzi – direttore Istituto Mario Negri; Eleonora Lombardi, infermiera Ospedale Maggiore Bologna; Nicola Cilloni, responsabile Terapia Intensiva Ospedale Maggiore Bologna e dagli Usa,  Antonio Giordano, ricercatore e direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia che spiegherà la situazione sempre più difficile negli States,  le scelte del virologo capo della Casa Bianca, Anthony Fauci, e le sperimentazioni di un vaccino a Pittsburgh da parte di un ricercatore italiano, Andrea Gambotto, barese ma da anni come Giordano negli States.

 

Lunedì 6 aprile, dalle 8 alle 10, Agorà, Rai 3

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Contagio sotto controllo in Campania, ma ecco il bilancio di sangue: 189 morti e 3068 contagiati

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L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati:

– Ospedale Cotugno di Napoli: 406 tamponi di cui 20 positivi;

– Ospedale Ruggi di Salerno: 203 tamponi di cui 23 positivi;

– Ospedale Sant’Anna di Caserta: 99 tamponi di cui 3 positivi;

– ASL di Caserta presidi di Aversa e Marcianise: 92 tamponi di cui 12 positivi;

– Ospedale Moscati di Avellino: 94 tamponi di cui 17 positivi;

– Ospedale San Paolo di Napoli: 17 tamponi di cui 2 positivi;

– Azienda Universitaria Federico II: 125 tamponi di cui 5 positivi;

– Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: 178 tamponi di cui 1 positivo;

– Ospedale di Nola: 170 tamponi di cui 20 positivi;

– Ospedale di Eboli: 61 tamponi di cui 5 positivi.

  • Positivi di oggi: 108
  • deceduti 199
  • Tamponi di oggi: 1.445
  • Totale complessivo positivi Campania: 3.068
  • Totale complessivo tamponi Campania: 24.584

 

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In Lombardia primo giorno di mascherine obbligatorie

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 All’insegna del “piuttosto che niente e’ meglio piuttosto”, vale a dire copritevi come potete, anche con una sciarpa o un foulard, se non avete una mascherina, come suggerito dal governatore Attilio Fontana, in Lombardia ci si adegua all’ordinanza che prevede l’uso obbligatorio di una protezione su bocca e naso per uscire di casa. Una misura che lascia un po’ perplesso il sindaco di Milano: “Lasciatemi dire – si e’ espresso sui social – che e’ un po’ disorientante ricevere questa disposizione dalla Regione Lombardia e sentire Borrelli, il capo della Protezione Civile persona che stimo, dire ‘io non la mettero’ e terro’ le distanze'”. Questo non significa che il sindaco non si adeguera’: “voglio rimanere fedele a cio’ che ho detto dall’inizio e cioe’ le ordinanze, le direttive vanno applicate e non discusse percio’ non posso che dirvi applichiamo questa ordinanza della Regione Lombardia”. La polemica sull’uso obbligatorio delle mascherine si era accesa ieri quando il capo della protezione civile Angelo Borrelli aveva detto che, per quanto lo riguardava, lui non la usa “perche’ rispetto le distanze”.

“Non voglio fare polemica con Borrelli, ma se Borrelli viene in Lombardia si copre naso e bocca”. gli ha risposto il vicepresidente della Regione Fabrizio Sala, spiegando che la misura lombarda e’ nata dopo un confronto con la comunita’ scientifica e prendendo “esempio dalla Cina o da New York”. In serata, Borrelli ha chiarito il suo pensiero, spiegando di essere stato “nuovamente frainteso”. “E’ importantissimo l’uso della mascherina e l’ordinanza della Regione Lombardia – ha detto – va rispettata, e’ importante dove non si riesce a rispettare la distanza”. In Toscana, il presidente Enrico Rossi annuncia che domani firmera’ un’ordinanza sul modello lombardo e che la Regione distribuira’ gratuitamente 10 milioni di mascherine alle amministrazioni comunali. La Lombardia, dopo l’ok dall’Iss, attraverso la Protezione civile ha iniziato a distribuire i tre milioni di mascherine ‘made in Lombardia’ gia’ pronte. Per molti, ma non per tutti, come chiarito dall’assessore alla protezione civile Pietro Foroni: “La mascherina sara’ data a chi ne e’ privo – ha spiegato – o a determinate categorie di persone fragili”.

In pratica “chi non ne ha bisogno non la prende, non e’ un gadget, e’ per utilita’ pubblica”. “Abbiamo deciso un’ordinanza cosi’ importante – ha spiegato l’assessore Giulio Gallera – a tutela della salute. Nei prossimi mesi dovremo uscire sempre con la protezione”. Anche perche’ con i dati sul contagio da Coronavirus in Lombardia “siamo in pianura e – ha aggiunto il governatore Fontana – bisogna stringere i bulloni per cominciare la discesa”. Se i dati di oggi per Gallera sono “confortanti”, con 50.455 positivi (+1337), 7 nuovi ricoveri non in terapia intensiva per un totale di 12.009; 9 letti occupati in meno in intensiva, i numeri di Milano invece “non ci fanno stare tranquilli” perche’ solo ieri in citta’ ci sono stati 171 nuovi positivi, arrivati cosi’ a 4.533, mentre considerando la citta’ metropolitana i contagiati sono 11.230, 411 piu’ di ieri.

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