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Coronavirus, restano fuori Australia 100mila studenti cinesi

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Oltre 100 mila studenti cinesi in possesso di visto australiano per motivi di studio e che programmavano di cominciare gli studi questo mese, sono bloccati fuori d’Australia a causa del divieto di ingresso imposto dalle attivita’ di Canberra lo scorso primo febbraio in seguito all’emergenza coronavirus. Lo scrive il Guardian Australia online, precisando che il bando, originariamente disposto per 14 giorni, e’ stato appena prorogato di un’altra settimana e la misura sara’ rivista “su base settimanale”. Immediata la reazione dell’ambasciata cinese a Canberra, che ha espresso “profondo rincrescimento e insoddisfazione”, affermando che la Cina ha adottato “le misure di prevenzione e controllo piu’ comprensive e rigorose” contro la malattia. “Solo l’Australia e un piccolo numero di paesi hanno preso misure cosi’ estreme, che sono indubbiamente spropositate”.

Intanto la Cina ha accettato di rilassare le restrizioni su internet, dietro pressione delle maggiori universita’ australiane, per consentire di studiare online agli studenti cinesi mentre sono banditi dall’Australia durante l’insorgenza del Coronavirus, riferisce ancora il Guardian.

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Coronavirus, le banche italiane faranno la loro parte: stop per un anno ai default per crediti deteriorati

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L’Abi chiede alle autorita’ europee e italiane competenti di “sospendere fino a un anno l’applicazione delle definizioni di “default” per l’individuazione dei crediti scaduti e rivedere la tempistica degli accantonamenti automatici a fronte dei crediti deteriorati”. Lo si legge in una nota dell’Associazione bancaria con riferimento all’emergenza Coronavirus che sottolinea come “gli interventi di sostegno alle imprese si debbano inquadrare all’interno delle attuali regole europee che disciplinano l’erogazione del credito e le modalita’ di individuazione e trattamento dei cosiddetti crediti deteriorati”. “Il Comitato di Presidenza, in relazione all’emergenza in atto – si legge – ha deliberato di proporre alle Associazioni di rappresentanza delle imprese sottoscrittrici dell’accordo del 15 novembre 2018 di estendere gli interventi di sostegno ai finanziamenti in essere al 31 dicembre 2019, ampliando quindi la platea dei finanziamenti interessati anche a quelli stipulati successivamente al 15 novembre 2018 nei confronti delle imprese che non presentino posizioni deteriorate”. L’Abi ricorda che l’accordo del 2018 “ha previsto la possibilita’ per le banche e gli intermediari finanziari aderenti di poter sospendere fino ad un anno il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti e di allungare la scadenza dei finanziamenti per le micro, piccole e medie imprese operanti in Italia che, al momento della richiesta, non presentano posizioni debitorie nei confronti della banca classificate come deteriorate (“non performing”)”. Il Comitato di Presidenza, in relazione all’emergenza in atto, ha deliberato di proporre alle Associazioni di rappresentanza delle imprese sottoscrittrici dell’accordo di estendere gli interventi di sostegno ai finanziamenti in essere al 31 dicembre 2019. Rimangono invariate tutte le altre condizioni dell’accordo. “Il Comitato di Presidenza – conclude la nota – ha convenuto altresi’ di proporre al Governo di ampliare l’operativita’ del fondo di garanzia per le PMI, aumentando tra l’altro la quota garantita per le linee di credito a breve in considerazione delle potenziali tensioni sul fronte della liquidita’ delle imprese. Andrebbero altresi’ massimamente e tempestivamente utilizzati i Fondi Europei stanziati per le calamita’ naturali”.

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Coronavirus, 2 ciclisti italiani positivi ed è subito stop alle ultime due tappe del tour negli Emirati

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Gli Emirati arabi Uniti hanno deciso di cancellare le ultime due tappe dell’UAE Tour dopo che due ciclisti italiani sono stati trovati positivi al coronavirus. Lo riporta la Bbc. Organizzatori, partecipanti, membri dello staff e chiunque sia venuto in contatto con i due corridori italiani stanno adesso effettuando il test per verificare che non siano stati contagiati.

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Coronavirus, nessun contagio in Campania: i tre ricoverati al Cotugno infettati in Lombardia stanno bene

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Non c’è alcun contagio in Campania. Nessun contagio da Covid19, il famigerato coronaviurs. Sono questi i risultati dei tamponi effettuati dai medici del laboratorio del Cotugno di Napoli, unico ospedale polo di riferimento regionale per le malattie infettive che può verificare i casi sospetti di coronavirus e darne comunicazione. Una settantina i test eseguiti ieri, quattordici le risposte ancora attese, ventitré chiesti e ottenuti solo per individuare possibili altri contagi dopo i primi tre accertati. Sono state infatti identificate, e temporaneamente messe in quarantena, le persone che hanno avuto contatti con le due ragazze e l’ avvocato napoletano che hanno contratto l’ infezione in Lombardia prima di rientrare nella regione.
Già dall’altra sera “è stata tempestivamente ricostruita l’intera filiera di collegamenti”, è il messaggio diffuso da Palazzo Santa Lucia che puntualizza si tratta comunque di accertamenti non definitivi: innanzitutto per i tempi di incubazione del virus (non certi) e per il rischio di falsi esiti. Per questo, l’esame viene ripetuto. A Napoli e a Roma.
Completato anche l’iter per i familiari del terzo caso, quello del cinquantenne napoletano che si è presentato l’altra notte al pronto soccorso specializzato e poi è tornato a casa. Quando un paziente non ha sintomi non è previsto il ricovero. I medici in questi casi prescrivono l’isolamento fino al riscontro diagnostico. E, anche se positivo, l’ammalato può restare nella sua abitazione, se continua a non avere la febbre. Si aspettano, comunque, le contro-analisi dell’ Istituto superiore di sanità. E alla vigilanza provvede l’Asl di competenza. Gli operatori di Napoli si occupano dell’avvocato che, al momento, non è grave. E sono in buone condizioni anche le due ragazze trasferite al Cotugno e sistemate nelle camere a pressione negativa allestite per la Sars, la precedente emergenza. Entrambe si alimentano regolarmente, possono parlare e usare lo smartphone. Si tratta della ventiquattrenne casertana, di ritorno da un viaggio in auto a Milano organizzato assieme a un’ mica con il fidanzato e la biologa ventiseienne proveniente da Vallo della Lucania dopo essere stata a Cremona, con tappa in treno a Bologna e Salerno.

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