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Corona Virus

Coronavirus: isolati i ceppi del virus nelle feci dei pazienti

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Due diversi gruppi di ricercatori, guidati dai migliori scienziati cinesi, hanno isolato in laboratorio alcuni ceppi del nuovo Coronavirus da campioni di feci di pazienti contagiati dalla sindrome COVID-19. Lo hanno reso noto oggi in conferenza stampa alcuni studiosi coinvolti, di vari istituti, fra cui il prof. Zhao Jincun dello State Key Laboratory of Respiratory Disease della Guangzhou Medical University. Il campione, ha detto il docente e membro del gruppo di ricerca dell’esperto pneumologo cinese Zhong Nanshan, e’ stato fornito dal Fifth Affiliated Hospital dell’Universita’ Sun Yat-Sen. Allo stesso tempo, secondo Wu Nanping, vicedirettore dello State Key Laboratory for Diagnosis and Treatment of Infectious Diseases, anche un altro gruppo di ricercatori guidato dalla nota epidemiologa e direttrice del laboratorio cinese Li Lanjuan ha isolato tre ceppi del nuovo Coronavirus da cinque differenti campioni di feci di pazienti contagiati.

“Abbiamo compiuto alcune scoperte in laboratorio, che necessitano ancora di ulteriori conferme da parte degli epidemiologi”, ha sottolineato il vicedirettore Wu. “Saranno inoltre necessarie ulteriori ricerche sui i livelli di infettivita’ del virus e per capire se la presenza di quest’ultimo nelle feci sia la conseguenza di ingestione orale o dalla proliferazione nelle cellule intestinali. Saranno inoltre necessarie nuove indagini sulla relazione del virus nelle feci con il sangue o con le particelle di saliva e sull’insorgenza e lo sviluppo di malattie”. Secondo il professor Zhao, queste scoperte confermano per ora solo che le feci dei pazienti contengono il virus circolante, sebbene manchino ancora prove sufficienti per dimostrare una trasmissione oro-fecale.

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Coronavirus, le banche italiane faranno la loro parte: stop per un anno ai default per crediti deteriorati

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L’Abi chiede alle autorita’ europee e italiane competenti di “sospendere fino a un anno l’applicazione delle definizioni di “default” per l’individuazione dei crediti scaduti e rivedere la tempistica degli accantonamenti automatici a fronte dei crediti deteriorati”. Lo si legge in una nota dell’Associazione bancaria con riferimento all’emergenza Coronavirus che sottolinea come “gli interventi di sostegno alle imprese si debbano inquadrare all’interno delle attuali regole europee che disciplinano l’erogazione del credito e le modalita’ di individuazione e trattamento dei cosiddetti crediti deteriorati”. “Il Comitato di Presidenza, in relazione all’emergenza in atto – si legge – ha deliberato di proporre alle Associazioni di rappresentanza delle imprese sottoscrittrici dell’accordo del 15 novembre 2018 di estendere gli interventi di sostegno ai finanziamenti in essere al 31 dicembre 2019, ampliando quindi la platea dei finanziamenti interessati anche a quelli stipulati successivamente al 15 novembre 2018 nei confronti delle imprese che non presentino posizioni deteriorate”. L’Abi ricorda che l’accordo del 2018 “ha previsto la possibilita’ per le banche e gli intermediari finanziari aderenti di poter sospendere fino ad un anno il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti e di allungare la scadenza dei finanziamenti per le micro, piccole e medie imprese operanti in Italia che, al momento della richiesta, non presentano posizioni debitorie nei confronti della banca classificate come deteriorate (“non performing”)”. Il Comitato di Presidenza, in relazione all’emergenza in atto, ha deliberato di proporre alle Associazioni di rappresentanza delle imprese sottoscrittrici dell’accordo di estendere gli interventi di sostegno ai finanziamenti in essere al 31 dicembre 2019. Rimangono invariate tutte le altre condizioni dell’accordo. “Il Comitato di Presidenza – conclude la nota – ha convenuto altresi’ di proporre al Governo di ampliare l’operativita’ del fondo di garanzia per le PMI, aumentando tra l’altro la quota garantita per le linee di credito a breve in considerazione delle potenziali tensioni sul fronte della liquidita’ delle imprese. Andrebbero altresi’ massimamente e tempestivamente utilizzati i Fondi Europei stanziati per le calamita’ naturali”.

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Coronavirus, 2 ciclisti italiani positivi ed è subito stop alle ultime due tappe del tour negli Emirati

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Gli Emirati arabi Uniti hanno deciso di cancellare le ultime due tappe dell’UAE Tour dopo che due ciclisti italiani sono stati trovati positivi al coronavirus. Lo riporta la Bbc. Organizzatori, partecipanti, membri dello staff e chiunque sia venuto in contatto con i due corridori italiani stanno adesso effettuando il test per verificare che non siano stati contagiati.

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Coronavirus, nessun contagio in Campania: i tre ricoverati al Cotugno infettati in Lombardia stanno bene

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Non c’è alcun contagio in Campania. Nessun contagio da Covid19, il famigerato coronaviurs. Sono questi i risultati dei tamponi effettuati dai medici del laboratorio del Cotugno di Napoli, unico ospedale polo di riferimento regionale per le malattie infettive che può verificare i casi sospetti di coronavirus e darne comunicazione. Una settantina i test eseguiti ieri, quattordici le risposte ancora attese, ventitré chiesti e ottenuti solo per individuare possibili altri contagi dopo i primi tre accertati. Sono state infatti identificate, e temporaneamente messe in quarantena, le persone che hanno avuto contatti con le due ragazze e l’ avvocato napoletano che hanno contratto l’ infezione in Lombardia prima di rientrare nella regione.
Già dall’altra sera “è stata tempestivamente ricostruita l’intera filiera di collegamenti”, è il messaggio diffuso da Palazzo Santa Lucia che puntualizza si tratta comunque di accertamenti non definitivi: innanzitutto per i tempi di incubazione del virus (non certi) e per il rischio di falsi esiti. Per questo, l’esame viene ripetuto. A Napoli e a Roma.
Completato anche l’iter per i familiari del terzo caso, quello del cinquantenne napoletano che si è presentato l’altra notte al pronto soccorso specializzato e poi è tornato a casa. Quando un paziente non ha sintomi non è previsto il ricovero. I medici in questi casi prescrivono l’isolamento fino al riscontro diagnostico. E, anche se positivo, l’ammalato può restare nella sua abitazione, se continua a non avere la febbre. Si aspettano, comunque, le contro-analisi dell’ Istituto superiore di sanità. E alla vigilanza provvede l’Asl di competenza. Gli operatori di Napoli si occupano dell’avvocato che, al momento, non è grave. E sono in buone condizioni anche le due ragazze trasferite al Cotugno e sistemate nelle camere a pressione negativa allestite per la Sars, la precedente emergenza. Entrambe si alimentano regolarmente, possono parlare e usare lo smartphone. Si tratta della ventiquattrenne casertana, di ritorno da un viaggio in auto a Milano organizzato assieme a un’ mica con il fidanzato e la biologa ventiseienne proveniente da Vallo della Lucania dopo essere stata a Cremona, con tappa in treno a Bologna e Salerno.

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