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Coronavirus, iniziato lo sbarco dei passeggeri sani dalla Diamond Princess

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Dopo 14 giorni di quarantena, i passeggeri che sono risultati negativi al coronavirus e non manifestano sintomi influenzali hanno iniziato oggi a lasciare la nave da crociera ferma in Giappone con oltre 540 casi di contagio a bordo. E’ atteso lo sbarco di circa 500 persone nelle prossime ore. Il ministero della Salute nipponico ha detto che la procedura durera’ fino a venerdi’, mano a mano che verranno resi noti gli esami dei laboratori. I test medici sono stati condotti su tutti i circa 3.200 passeggeri della Diamond Princess e le persone che sono state in contatto con chi e’ risultato infetto, anche se risultano negative, dovranno rimanere a bordo per un ulteriore periodo di osservazione.

Le autorita’ sanitarie hanno spiegato che le persone autorizzate a scendere dalla nave potranno tornare a condurre una vita normale, ma saranno contattate dagli ufficiali medici per un periodo breve per un controllo sulle loro condizioni di salute. Il numero delle infezioni sulla nave si e’ assestato a 542, mentre sono 61 le persone trovate positive al virus nel resto dell’arcipelago giapponese. Il periodo di quarantena a bordo della Princess Diamond era iniziato il 5 febbraio, dopo che un passeggero sbarcato a Hong Kong era stato trovato positivo al coronavirus, originato nella citta’ cinese di Wuhan.

 

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Mascherine-divisori, via limiti capienza bus: le regioni contro il Covid19

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Divisori in plexiglass ai lati delle sedute tra i passeggeri sui bus extraurbani e treni regionali affinche’ tornino a pieno carico, mascherine per tutti i passeggeri, turnazioni per gruppi scaglionati di alunni in orari diversi, che in alcuni casi potrebbero anche anticipare l’entrata negli istituti. Le Regioni lanciano un appello al governo per un test dei trasporti a settembre, che punta a deroghe al Dpcm per scongiurare il caos della mobilita’ in vista del rientro a scuola e della ripresa delle attivita’, quando altri dieci milioni di persone si rimetteranno in moto tra studenti, professori e famiglie. L’obiettivo dei governatori e’ quello di ottenere – grazie a divisori e mascherine obbligatorie a bordo – una deroga al distanziamento e a quel limite del 60% di passeggeri, per permettere a bus e convogli regionali di tornare a viaggiare sfruttando la normale capienza consentita prima del Covid. “Bisogna rivalutare l’obbligo del distanziamento di un metro a bordo dei mezzi in presenza di condizioni operative e di condotta che consentano adeguata protezione da contagio, a partire dall’uso obbligatorio della mascherina”, chiedono le Regioni. Le richieste al governo sono arrivate durante l’incontro tra i governatori, gli enti locali e i ministri di Trasporti, Salute e Autonomie. Il problema, poi, riguarderebbe secondo i governatori proprio gli studenti: “Il Dpcm e gli allegati ripropongono di fatto le limitazioni del decreto precedente – dicono – Di fatto queste regole rendono impossibile portare gli studenti a scuola se non in misura pari alla meta’ per quelli degli istituti superiori, senza considerare l’impossibilita’ di fatto di portare pendolari e turisti nelle ore di punta”. Ma Francesco Boccia assicura con ottimismo che tra un mese il trasporto pubblico locale “tornera’ alla fase pre-Covid”, pur essendo il virus ancora in circolo. Questo purche’ ci sia un “coordinamento forte e una collaborazione massima” tra tutti “per evitare ordine sparso”. E il primo passo e’ stato fatto: per il trasporto pubblico locale sono stati messi a disposizione 700 milioni per il 2020. Il governo ha “rispettato gli impegni presi”, ha aggiunto la ministra De Micheli mentre Speranza avverte che bisogna avere “prudenza anche nel gestire la ripartenza a settembre”. Il ministro della Salute sa che adesso bisognera’ lavorare per “trovare un punto di equilibrio tra le valutazioni del Comitato tecnico scientifico e le istanze, anche politiche, di Regioni e Comuni”. E’ per questo che sta per essere redatto un documento condiviso con gli enti locali che sara’ sottoposto al Cts. Pronte ad entrare nella bozza ci sono gia’ diverse novita’, come l’installazione di parafiati laterali tra le sedute sui treni regionali e sugli autobus extraurbani per permettere una deroga, laddove e’ possibile installarli, ai limiti sul carico di passeggeri sui mezzi del trasporto pubblico locale. In quei casi, la cancellazione del limite sul 50% di persone a bordo potrebbe riportare ad un graduale ritorno alla normalita’. Un’alternativa al plexiglass -tra le ipotesi- sarebbe quella di installare dei separatori leggeri come divisori in stoffa o altro materiale. Ma la proposta e’ in attesa del parere degli scienziati e in particolare dell’Inail, per gli aspetti riguardandi la sicurezza dei passeggeri a bordo. Dall’ autorizzazione dei mezzi turistici per svolgere i servizi di linea agli interventi sulle tratte extraurbane, sono tante le nuove disposizioni che aiuteranno il Paese a ripartire in strada e sui treni. Si punta anche ad una soluzione “condivisa” tra governo, regioni e Comuni sul servizio di scuolabus per garantire a tutti gli alunni di poter tornare in classe, come chiarisce lo stesso presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini: “Chiudiamo con una soluzione in tempi brevi, entro la prossima settimana”, spiega. Nei prossimi giorni, infatti, Regioni, Province e Comuni predisporranno un tavolo con il Ministero del’Istruzione dove proporre, per far fronte alle esigenze del Tpl, una modifica dei tempi di entrata nelle scuole nell’arco di fasce orarie comprese tra le 7.30 e le 9.30 per le scuole secondarie (medie e superiori) e – laddove necesario – maggiori linee bus nelle fasce orarie di entrata e uscita dagli istituti, tra le 7.30 e le 9.30 e tra le 13.00 e le 15.00. Tali misure potrebbero essere accompagnate con la proposta di prevedere una riorganizzazione degli orari delle lezioni: in alcune scuole potrebbero anche essere anticipate alle 8 del mattino. Maggiore flessibilita’ emerge anche da quanto stilato negli allegati all’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte e dedicato esplicitamente alle “linee guida per il trasporto scolastico dedicato”: gli scuolabus potranno viaggiare con la capienza massima consentita “nel caso in cui la permanenza degli alunni nel mezzo non sia superiore ai 15 minuti” e “nel caso in cui sia possibile l’allineamento verticale degli alunni su posti singoli e sia escluso il posizionamento cosiddetto faccia a faccia”. In tutti gli altri casi, sottolinea il protocollo dovra’ essere rispettata la distanza di un metro. Tutti gli studenti, ad eccezione di quelli di eta’ inferiore ai sei anni e a coloro che hanno delle disabilita’, dovranno indossare obbligatoriamente la mascherina “al momento della salita sul mezzo”.

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Frenano contagi, già pronti i test rapidi per quelli che rientrano dall’estero

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Test rapidi di ultima generazione per diagnosticare il virus. Maggiori  controlli  in aeroporti, porti e valichi di frontiera a tutti coloro che entrano in Italia. Il ministero della Salute si muove per evitare che i casi di positivi di rientro dalle vacanze – un centinaio nell’ultima settimana soprattutto tra i giovanissimi – facciano esplodere nuovamente la curva dei contagi e compromettano la ripartenza a settembre, a partire dalla riapertura delle scuole. I test sono in corso di validazione e, se supereranno le verifiche del Comitato tecnico scientifico, potrebbero finire in un provvedimento per ampliare le verifiche. La frenata nei numeri odierni – con 259 casi in 24 ore a fronte dei 463 di domenica – non deve ingannare: sono stati fatti pochi tamponi, solo 26mila, come accade ogni fine settimana, e sono in risalita tutti gli altri dati: i positivi (+105), i ricoveri (+16) le terapie intensive (+1) e le persone in isolamento domiciliare (+88) . Anche le vittime sono in leggero aumento: dalle 2 di domenica, minimo storico da febbraio, alle 4 registrate nelle ultime 24 ore. Non solo. Il bollettino dell’Istituto superiore di sanita’ relativo agli ultimi 30 giorni fotografa un abbassamento dell’eta’ media dei contagiati a 38 anni, con la fascia d’eta’ 0-19 al 13,2% del totale e quella 19-50 che rappresenta il 55,2%: il 22 giugno, nel bollettino precedente, la fascia 0-19 era al 2,3% e quella 19-50 al 28,7%; la prima e’ piu’ che quintuplicata, la seconda e’ quasi raddoppiata. Sono dunque i giovani a preoccupare di piu’, tra movida e vacanze senza alcuna precauzione tanto che sui social e’ partita una campagna di artisti del mondo della musica, del cinema e dello spettacolo con l’hashtag #iorispettoleregole proprio per spiegare ai ragazzi che servono comportamenti responsabili. “Grazie, avanti con giudizio” commenta Roberto Speranza. La preoccupazione del ministro e del governo trova conferma nelle segnalazioni che arrivano dalle Asl di tutta Italia: 5 ragazzi salentini positivi di ritorno dalla Grecia, un ragazzo calabrese che ha preso il virus in Croazia, 4 giovani laziali con Covid rientrati da Ibiza e Malta (dopo gli 8 di domenica sempre di ritorno da La Valletta), 5 positivi a Carloforte, e 45 persone in quarantena, dopo i 3 ragazzi contagiati in discoteca. Numeri che hanno spinto il sindaco dell’isola nel sud ovest della Sardegna, dopo la chiusura dei locali, a dare un’ulteriore stretta alla movida: stop a tutte le attivita’ di vendita di bevande dalla mezzanotte. Piu’ controlli arriveranno anche sulla riviera romagnola e piu’ su’, fino alle spiagge venete: sabato al ‘Muretto’, la storica discoteca di Jesolo, c’erano 1.800 giovani assembrati, tanto che e’ partita la segnalazione dei carabinieri alla prefettura. E a spingere per una maggiore vigilanza sono anche le Regioni. Il Piemonte, col presidente della Commissione Sanita’ Alessandro Stecco, chiede che vengano fatti “pagare i danni a chi favorisce il contagio” e invoca controlli alle frontiere “perche’ non si puo’ lasciare alla buona o alla cattiva volonta’ del singolo evitare o meno comportamenti a rischio”. Di “stretta rigorosa indispensabile su controlli e test sierologici” parla anche Vincenzo De Luca, sostenendo che l’80% dei nuovi contagi in Campania derivi da “contatti provenienti o rientranti dall’estero”. Altrimenti, dice, “diventera’ inevitabile la chiusura delle frontiere”. Chi si sta portando avanti, e’ il Lazio: la Regione sta predisponendo la possibilita’ di sottoporre a test chi rientra dalle vacanze in aree ad alta incidenza di contagi per Covid in attesa che il provvedimento, come auspicato dal presidente e segretario del Pd Nicola Zingaretti, sia esteso a tutta Italia. E i test dovrebbero interessare non solo gli aeroporti ma anche le stazioni dell’alta velocita’

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Virus corre in Europa, boom contagi tra bimbi in Usa

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L’estate del covid-19 viaggia a velocita’ diverse in Europa, con i paesi del nord gia’ sottoposti al grande test della riapertura delle scuole, la Germania in testa, dove in queste ore si torna fra i banchi anche a Berlino mentre continua il dibattito serrato sulle misure di contrasto alla diffusione del virus. Perche’ la pandemia e’ tutt’altro che arginata, l’altalena dei numeri fa ancora paura e anche il monito dell’Oms resta risoluto: parla di seconda ondata in corso in Europa, “inevitabile” dice e avverte che questo virus “se si allenta la tensione, ritorna”. Un messaggio che e’ diretto anche oltre l’Atlantico, dove la ‘tregua estiva’ non c’e’ stata, al punto che negli Usa adesso l’allarme e’ anche per i bambini dopo che un rapporto dell’American Academy of Pediatrics, ha segnalato che dal 16 al 30 luglio 97.078 mila sono risultati positivi al Covid-19. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), la maggior parte dei minori che si ammala e’ asintomatica o presenta sintomi lievi, ma quando vengono ricoverati in ospedale quasi uno su tre finisce in terapia intensiva. Bambini che in Germania tornano nelle aule, anche all’asilo, senza l’obbligo della distanza: le classi tornano al completo e per tutta la giornata scolastica, mentre l’obbligo di portare la mascherina e’ al momento soltanto fuori dalle aule, sebbene su questo punto la discussione sia aperta e anche a tratti accesa. Piu’ a sud fanno intanto paura i focolai, che per l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ vanno gestiti con il massimo rigore per evitare nuovi affanni e eventuale panico scatenato dalle impennate nei numeri. E’ accaduto in Spagna dove i ricoveri sono quadruplicati in un mese e i focolai fuori controllo sono 580 in tutto il paese, secondo quanto riferisce El Pais. Gli ospedali sono particolarmente affollati in Aragona, la regione di Saragozza, mentre Preoccupa la movida sulle spiagge piene di giovani senza mascherina e distanziamento. Risultati positivi anche due giocatori dell’ Atletico Madrid. La pandemia continua a correre negli Usa, con circa 1000 decessi al giorno nell’ultima settimana. E se per raggiungere il primo milione di contagi sono stati necessari 99 giorni, per passare da 4 a agli attuali 5 milioni ne sono bastati 17, secondo i dati della Cnn. In Brasile intanto oltre ai timore per i numeri si alza anche il livello dello scontro politico:politico: il presidente Jair Bolsonaro ha accusato la stampa di aver “celebrato” la notizia del superamento delle 100 mila vittime “In modo codardo e irrispettoso. Questa tv ha festeggiato il risultato come una vera finale di Coppa del mondo, incolpando il presidente per le morti”, ha affermato, “La disinformazione uccide piu’ del virus stesso”, ha aggiunto, in un’apparente allusione alla Rede Globo, con la quale e’ da tempo in contrasto. Nel fine settimana, il Brasile ha superato la soglia dei 100 mila decessi e tre milioni di contagiati da Covid-19.

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