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Coronavirus, il grande cuore del Napoli: il presidente De Laurentiis dona apparecchiature al Cotugno. La solidarietà del calcio

Valeria Grasso

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La SSC Napoli scende in campo nella lotta contro il coronavirus. La città chiama…il presidente Aurelio de Laurentiis risponde e con lui tutta la Società. Non ci si può e non ci si vuole tirare indietro in un momento così difficile per molti paesi nel mondo e anche per Napoli. E alla fine la notizia è girata nonostante il desiderio del patron azzurro di non voler apparire, per discrezione, perché le azioni di solidarietà per lui si fanno ma non necessariamente si dicono.

A woman with a mask near the infectious disease emergency room of the Cotugno hospital, in Naples city.

Un sostegno concreto consentirà all’ospedale Cotugno di Napoli di dotarsi di attrezzature utili all’allestimento di nuovi posti letto in terapia intensiva: ventilatori polmonari, caschi e tubi endotracheali.
Non è nuovo, De Laurentiis a donazioni importanti. A maggio del 2013 infatti elargì una somma pari a € 200.000,00 alla Città della Scienza di Napoli dopo che un rogo doloso rase al suolo (il 4 marzo 2013) il Science Centre, luogo di divulgazione culturale e sperimentazione scientifica per ragazzi, studenti e famiglie.

Rino Gattuso

Anche l’allenatore del Napoli Rino Gattuso non ha fatto mancare il suo sostegno per alleviare i problemi causati dall’espansione del covid-19. L’ex campione del mondo ha destinato un cospicuo contributo per l’acquisto di un’ambulanza attrezzata per la Calabria, nello specifico per il Comune di Corigliano e Rossano, il luogo in cui è nato e dove ancora vive la sua famiglia. Inoltre il mister azzurro, con i suoi ex compagni di Nazionale campioni del mondo nel 2006, grazie ad una iniziativa ideata dal capitano, Fabio Cannavaro, ha avviato la sottoscrizione per la Croce Rossa Italiana per raccogliere un milione di euro. Lo stesso Cannavaro, attuale allenatore del Guangzhou in Cina, ha ieri terminato il suo periodo di quarantena, la prossima settimana dovrebbe riprendere gli allenamenti ma nonostante la lontananza dimostra affetto e generosità per la sua terra. In questi giorni è molto attivo con delle dirette instagram dove incontra vip, personaggi e amici per lanciare massaggi di solidarietà. Nel concreto ha donato 30 mila mascherine all’ospedale Cotugno di Napoli.

Tanti gli episodi di solidarietà, dopo le donazioni dei calciatori del Napoli proprio per il Cotugno, le iniziative lanciate da Ibrahimovic e da altri sportivi da registrare il bel gesto del capitano del Pordenone, calcio, serie B: Mirko Stefani ha messo a disposizione del personale sanitario del Covid Hospital di Jesolo la sua casa di vacanza nella località balneare. Con il suo gesto permetterà a medici e infermieri giunti come rinforzo a Jesolo di poter usufruire di un appoggio: a lui sono andati i  sentiti ringraziamenti della direzione della Ulss4 Veneto Orientale.

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Luce verde alla A, 127 partite e in campo ogni giorno

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Dopo una lunga astinenza, il calcio italiano ripartira’ giocando quasi ogni giorno. Ricevuto il via libera dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora per il 20 giugno, ora la Lega Serie A deve decidere con quali sfide si aprira’ la fase 3 che conta 127 partite da disputare: le ultime dieci giornate, quattro recuperi e tre sfide di Coppa Italia, finale compresa. Le ipotesi per il primo fischio d’inizio erano sul tavolo anche prima dell’incontro: cominciare con i quattro recuperi della 25ma giornata, tutte le dieci partite della 27ma, oppure le due semifinali di coppa Italia che Spadafora ha auspicato si possano giocare tra il 13 e il 17 giugno. Con il via alla A il 20, la soluzione e’ di fatto chiara: domani l’Assemblea dei club varera’ un calendario con le due semifinali di Coppa (Juventus-Milan e Napoli-Inter, sfide di grande prestigio trasmesse in chiaro su canali Rai). il 13 e 14 giugno e la finale il 17. Poi, si definira’ con quale partite di campionato ricominciare la corsa a scudetto, zona Champions e salvezza, sapendo che le 124 sfide che rimangono saranno distribuite su otto fine settimana e 5 finestre infrasettimanali. Gli ultimi gol risalgono al 9 marzo, Sassuolo-Brescia 3-0. In attesa di conoscere anche le decisioni sugli spostamenti fra regioni, la prima partita potrebbe essere una delle quattro della 25ma giornata, rimasta monca nel fine settimana in cui si accendevano i primi focolai dell’epidemia nel Nord Italia: Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria e Torino-Parma. Spinge per questa ipotesi in particolare l’Inter (terza a 8 punti dalla Lazio che insegue a -1 la capolista Juventus), ma anche le altre squadre convinte che sia necessario armonizzare quanto prima la classifica, anche nell’eventualita’ di un nuovo stop. Altre societa’ vogliono ripartire dalla 27ma giornata (il clou e’ Atalanta-Lazio), per sfruttare al massimo la grande attesa spalmando dieci partite su un intero fine settimana, per poi recuperare la 25ma immediatamente dopo con un turno infrasettimanale. C’e’ ancora una dozzina di big match in calendario: Milan-Roma alla 28ma, caldissima sara’ la 30ma con il derby di Torino, Lazio-Milan e Napoli-Roma, alla 31ma Milan-Juventus, alla 32ma Napoli-Milan, alla 34ma la sfida scudetto Juve-Lazio e Roma-Inter, alla 37ma Inter-Napoli, e l’epilogo si annuncia spettacolare con Juventus-Roma e Napoli-Lazio. L’unica certezza e’ che l’obiettivo e’ concludere il campionato il 2 agosto, il termine del 20 fissato dalla Federcalcio servira’ come margine per eventuali recuperi. Considerando il caldo estivo, l’idea e’ quella di utilizzare tre finestre orarie: 17.15, 19.30 e 21.45. Il calendario si annuncia inevitabilmente fitto: iniziando il 13 giugno, serviranno 8 turni nel fine settimana (spalmati su venerdi’, sabato, domenica e talvolta lunedi’) e 5 infrasettimanali (martedi’, mercoledi’ e giovedi’), cercando di evitarne quando possibile due di fila, oltre alle finestre per la coppa Italia. In certi frangenti ci potrebbero essere partite ogni giorno.

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Spadafora tira dritto sulla quarantena di chi è contagiato ma fa ripartire il calcio: il 13 la Coppa Italia e dal 20 il campionato

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“Il campionato riprende il 20 giugno”. Al termine dell’incontro i videoconferenza con le componenti del mondo del calcio, e dopo un confronto col premier Conte, Vincenzo Spadafora ufficializza la data per la ripresa della Serie A, sospesa a causa della pandemia di coronavirus a 12 giornate dal termine. L’auspicio di sfruttare la settimana dal 13 al 20 per la Coppa Italia e’ subito accolto dalla Lega di A, che domani fissera semifinali (13 e 14) e finale (17 giugno). “Sarebbe un bel segnale, si assisterebbe a tre importanti partite che andrebbero in chiaro attraverso il servizio pubblico, quindi sarebbe anche una ripartenza a beneficio di tutti quanti gli italiani” le parole di Spadafora, che spera di poter convincere Sky e Dazn a trasmettere qualcosa in chiaro del finale della Serie A. “Sono in corso contatti con i broadcaster che hanno i diritti delle partite di campionato, le prime interlocuzioni sono state positive – evidenzia il ministro -. Mi auguro che anche da Sky arrivi un segnale di conferma, vediamo in che termini e ovviamente nei limiti del possibile, che possa andare incontro alla volonta’ di tutti gli italiani di vivere questa ripresa con passione e anche evitando nel modo piu’ assoluto assembramenti in luoghi pubblici per andare a vedere le partite”. Dopo l’ok del Comitato tecnico scientifico del governo al protocollo stilato dalla Figc per le partite, Spadafora sottolinea anche che “se l’emergenza sanitaria dovesse ritornare con delle curve di contagio diverse da quelle attuali si dovrebbe risospendere il campionato”, e proprio per questo ha chiesto rassicurazioni in caso di nuova interruzione o di stop definitivo: “La Figc mi ha assicurato che esiste sia un piano B, con play off e play out, sia un piano C con la cristallizzazione della classifica. Il metodo con cui tutto questo sara’ fatto sara’ deciso in autonomia dalla Federcalcio il prossimo 4 giugno in Consiglio federale”. Su tavolo resta sempre il nodo legato ai tempi (due settimane) dell’isolamento del gruppo squadra in caso di positivita’ al Covid-19. “Al momento il Cts esclude che si possa allentare e ha confermato oggi la necessita’ imprescindibile della quarantena fiduciaria nel caso in cui un calciatore dovesse risultare positivo, cosa che chiaramente non ci auguriamo” puntualizza Spadafora, non escludendo in futuro possibili modifiche alla norma. “Ho avuto anche la garanzia che tutto il percorso dei tamponi previsto per i calciatori non deve in nessun modo ledere le necessita’ generali di tutti i cittadini italiani e non deve avere vie preferenziali di nessun tipo – conclude il ministro -. Mi piace ricordare quello che e’ stato da sempre il mio auspicio, ovvero che potesse ripartire tutto il mondo dello sport appena le condizioni sanitarie lo avessero consentito. Oggi smentiamo le storielle secondo cui il Governo e il sottoscritto avremmo avuto dei dubbi nel rispettare l’importanza del calcio. Abbiamo lavorato veramente per garantire tutti e far ripartire lo sport in sicurezza. Ora l’Italia sta ripartendo, lo sport e’ protagonista di questa ripartenza, ed e’ giusto che anche il calcio riparta”.

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Calcio, l’Atletico Madrid perde pezzi: out anche Correa

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Dopo il portoghese Joao Felix è toccato ad Angel Correa. L’Atletico Madrid di Diego Simeone continua a perdere pezzi a causa di infortuni, dopo la ripresa dell’attività fisica. Gli esami strumentali ai quali è stato sottoposto l’argentino classe 1995 hanno evidenziato una lesione muscolare alla gamba sinistra. Un contrattempo che potrebbe impedire a Simeone di poter contare su Correa per la ripresa della Liga, quando il ‘suo’ Atletico Madrid andrà a far visita all’Athletic Bilbao, sul terreno dello stadio San Mames.

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