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Coronavirus, il capo virologo Usa Fauci: ipotizzabile vaccino fra fine autunno e inizio inverno

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– E’ ipotizzabile che fra l’autunno e l’inverno prossimi gli Stati Uniti disporranno di un vaccino contro il Coronavirus. Lo ha dichiarato l’infettivologo statunitense e membro chiave della task-force sul Coronavirus della Casa Bianca, Anthony Fauci, durante un’audizione davanti alla sottocommissione congiunta di Camera e Senato per il Coronavirus. “Speriamo che fra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno avremo un vaccino e, sebbene non si possa mai garantirne la sicurezza o l’efficacia, sono cautamente ottimista che il vaccino contro il Coronavirus sviluppato da Moderna e dalla sua agenzia avra’ successo perche’ la prima fase di studi sugli umani ha mostrato chiaramente che gli individui vaccinati hanno sviluppato una risposta immunitaria positiva”, ha detto Fauci, confermando che e’ iniziata la fase tre dello sviluppo del vaccino.

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Da plasmaterapia anti-Covid pochi effetti collaterali

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Modesti effetti collaterali e facilmente dominabili. A confermarlo è anche uno studio condotto negli Stati Uniti su oltre 20mila pazienti, dove sono stati riscontrati effetti collaterali in una percentuale inferiore all’1 per cento, e comunque sempre decisamente inferiore a quella che si manifesta con alcuni farmaci antivirali utilizzati contro il Coronavirus. A spiegarlo e’ il professor Cesare Perotti, primario del servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del San Matteo di Pavia. Il Policlinico pavese, insieme all’ospedale di Mantova, ha condotto una ricerca sull’utilizzo del plasma da donatori convalescenti come terapia per i pazienti critici affetti da Covid-19. Lo studio, svoltosi tra il 17 marzo e l’8 maggio, ha visto l’arruolamento di 46 pazienti ricoverati a Pavia e Mantova (ad esclusione di uno proveniente da fuori regione). Come e’ emerso dai dati recentemente pubblicati su “Haematologica” (una delle piu’ prestigiose riviste del settore in ambito internazionale), il tasso di mortalita’, che prima oscillava tra il 13 e il 20 per cento tra i malati ricoverati in terapia intensiva con Covid-19, e’ sceso al 6 per cento una volta applicata la terapia con il plasma iperimmune. “E’ fondamentale che i risultati della nostra sperimentazione siano stati pubblicati da ‘Haematologica’ dopo un rigoroso controllo – sottolinea Perotti – il nostro protocollo e’ a disposizione della comunita’ scientifica mondiale. In particolare stiamo cercando di aiutare i Paesi con minore risorse, come Paraguay. Messico, Tagikistan e Kenya. A chi ha criticato il fatto che il nostro studio non sia stato ‘randomizzato’, replichiamo che per seguire quel tipo di procedura sarebbero serviti diversi mesi, mentre quando abbiamo avviato il protocollo, in marzo, non c’era tempo da perdere visto che si registravano centinaia di morti ogni giorno. E’ stato giusto, dal punto di vista medico ed etico, non avviare una ‘randomizzazione’ in piena tragedia. La nostra esperienza, condotta anche sulla scorta di anni di lavoro con il plasma per altre patologie, potra’ comunque aprirsi a tutte le randomizzazioni che si vorranno fare in futuro. Non a caso l’Unione Europea ci ha incaricato di stilare le linee guida per armonizzare la plasmaterapia tra tutti gli Stati membri”. Il primario del San Matteo ricorda che “il plasma utilizzato a Pavia, come in generale in Italia, e’ assolutamente sicuro grazie alla severa applicazione delle regole stabilite dal Centro Nazionale Sangue. Tra l’altro al Policlinico abbiamo anche introdotto, grazie alla sinergia con il Laboratorio di Virologia Molecolare, un test di neutralizzazione virale che offre ancora piu’ garanzie. La terapia con il plasma inoltre ha anche il vantaggio di essere poco costosa: per ogni sacca di plasma si spendono 86 euro”. Sino ad oggi sono state 370 le donazioni di plasma effettuate al San Matteo da pazienti convalescenti. In 180 casi il protocollo e’ stato applicato con l’infusione di plasma ricco di anticorpi particolarmente efficaci nel combattere il Covid-19. “Fuori protocollo – aggiunge Perotti – abbiamo distribuito anche in numerosi ospedali di altre regioni un plasma con una carica leggermente piu’ bassa di titolo neutralizzante, che comunque ha dato ottimi risultati nella cura dei pazienti. In previsione di un’eventuale seconda ondata di contagi in autunno, che naturalmente ci auguriamo non si verifichi, abbiamo stoccato un numero di sacche in grado di infondere il plasma in circa 800 pazienti”.

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Picco in Grecia, Londra pensa a lockdown per over 50

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Nella lotta contro la pandemia ora e’ la volta della Grecia, mentre la Gran Bretagna, da mesi in prima linea, pensa a misure inedite anti Covid. Nella conta dei Paesi dove piu’ o meno improvvisi si alzano i picchi dei contagi da coronavirus, Atene e dintorni registrano un balzo in avanti dei casi che impongono un drastico giro di vite alle misure di contenimento sociale. Finora relativamente immune rispetto ai cugini europei (4.500 contagi e 206 vittime), la Grecia ha registrato venerdi’ 78 nuovi casi in 24 ore, un numero record dalla fine del lockdown, che ha convinto il governo a imporre l’obbligo della mascherina in tutti i luoghi pubblici chiusi incluse le chiese. Dal 3 al 9 agosto saranno vietati gli assembramenti nei locali al chiuso – ha comunicato il vice ministro della Protezione civile Nikos Hardalias – e fino al 15 agosto sono sospese le visite in ospedale. Stop anche alle feste religiose fino a fine mese. Una stretta che pesera’ non poco sui flussi turistici appena ripresi in un Paese che ha un quarto della sua economia dipendente proprio dal turismo. Solo ieri il governo ellenico aveva annunciato la riapertura di sei dei suoi porti principali ( Pireo, Rodi, Heraklion, Volos, Corfu’ e Katakolo) alle navi da crociera dopo che aveva riaperto in giugno i confini terrestri e in luglio aveva ripreso i voli sull’Europa. Intanto in Gran Bretagna, ancora al quarto posto nel mondo per numero di morti con oltre 46.200 decessi, milioni di ultracinquantenni potrebbero essere obbligati a restare chiusi in casa se sul Regno Unito si abbattera’ una seconda ondata di Covid-19. E’ la drastica opzione cui starebbe pensando il premier Boris Johnson, scrive il Sunday Times, per evitare un nuovo lockdown nazionale. E in Francia, con le dovute correzioni, si pensa a quell’immunita’ di gregge che Johnson aveva incautamente evocato all’inizio della pandemia. Per il professor Eric Caumes, noto infettivologo del piu’ importante ospedale parigino, il Pitie’-Salpetrie’re, e’ ora di cambiare strategia per la lotta al Covid-19 “prima di andare a sbattere”. Primario del reparto malattie infettive, pensa a una sorta di immunita’ di gregge solo per i giovani, che potrebbero contaminarsi durante l’estate evitando i contatti con i familiari. Ma arrivando alla riapertura delle scuole gia’ immunizzati. Il coprifuoco, ultima spiaggia del contenimento sociale, e’ stato imposto a Melbourne, seconda citta’ piu’ popolosa dell’Australia, dopo che una nuova ondata di contagi ha costretto lo stato di Victoria a dichiarare lo stato d’emergenza. Archiviati i primi successi contro il Covid ( poco piu’ di 17.200 casi e circa 200 morti) i casi sono in rapido aumento e nel solo stato di Victoria in 24 ore ci sono stati 671 contagi. Oltre al coprifuoco notturno, a Melbourne saranno in vigore fino al 13 settembre rigide misure restrittive come la possibilita’ di uscire di casa una sola volta al giorno senza allontanarsi per piu’ di 5 km e, addirittura, il divieto di celebrare matrimoni. E continua l’assedio del coronavirus agli Stati Uniti, incapaci di controllare la diffusione della pandemia. Per il quinto giorno consecutivo si sono registrati piu’ di 60 mila casi che portano il totale dei contagi a oltre 4, 6 milioni e i morti – 1.051 in 24 ore – a quasi 155 mila.

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Calo dei contagi, in isolamento due navi da crociera

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Contagi ancora in calo, per il secondo giorno di fila, pur tenendo conto del crollo dei tamponi (-17 mila) in 24 ore, e 8 vittime tutte in Lombardia: l’andamento del coronavirus in Italia segue un andamento oscillante, ma per la prima volta dopo settimane si registrano nuovi casi in tutte le regioni, nessuna esclusa. Intanto si moltiplicano le segnalazioni di positivi e potenziali focolai, spinti dalle piu’ disinvolte abitudini estive. A Civitavecchia due navi da crociera, senza passeggeri, sono state messe in isolamento dopo la scoperta di tre casi fra gli equipaggi. A Roma e’ stato chiuso un centro estivo. Per un giorno la Lombardia torna a far parlare di se’ registrando tutti i deceduti in Italia, ma per numero di nuovi contagiati individuati con 38 e’ dietro a Emilia Romagna (49) e Veneto (45). Tra le prime regioni anche il Lazio con 17 casi, il Piemonte con 15 e il Friuli Venezia Giulia con 10. Tutte le altre hanno aumenti di persone infette a una sola cifra, per un totale di 239 (o 238, considerando un caso cancellato in Emilia Romagna che il ministero della Salute segnala con una nota, ma non conteggia nella tabella). Nei giorni precedenti i nuovi contagiati in Italia erano stati rispettivamente 295 e 379. Come di consueto nel weekend sono stati fatti molti meno tamponi (da oltre 60 mila e poco piu’ di 43 mila), il che influisce sul dato dei nuovi positivi. Il totale dei casi da inizio emergenza sale a 248.070, mentre le vittime lentamente sono arrivate alla sempre piu’ spaventosa cifra di 35.154. Sono pero’ 200.460 (+231 rispetto a ieri) le persone guarite dal Coviv, 42 (-1) i pazienti in terapia intensiva. Aumentano lievemente invece i ricoverati con sintomi, che sono 708 (+3). In isolamento domiciliare sono 11.706 (-3), gli attualmente positivi 12.456 (-1). Al porto di Civitavecchia, a nord di Roma, una vicenda riporta alla mente i primi giorni della pandemia in altre parti del mondo, ma stavolta la situazione appare sotto controllo. “Sono state poste in isolamento due navi da crociera che stavano riarmando gli equipaggi in vista della riapertura delle crociere – fa sapere l’assessore alla Sanita’ della Regione Lazio Alessio D’Amato -. Riguardo alla Costa Deliziosa e’ arrivato un gruppo di 28 persone dell’equipaggio dalle Filippine e due sono risultate positive: ora si trovano allo Spallanzani. La Costa Favolosa ha un caso positivo tra l’equipaggio, sempre dalle Filippine”. Nessun passeggero era ancora a bordo, insomma. Altro caso in un centro estivo a Roma, che la Asl ha chiuso temporaneamente in zona Tor Vergata, in periferia: due i casi positivi. Sono state testate 33 persone tra operatori, ragazzi e genitori. “Il centro non fa attivita’ dal 29 luglio”, fa sapere la Regione. Sempre nel Lazio, a Sabaudia, sul litorale a sud di Roma, prosegue il tracciamento dei contatti di un bagnino trovato positivo. Si segnalano tra gli altri tre casi tra i dipendenti di un albergo in Alto Adige, con test a tappeto e la sanificazione della struttura. Inoltre quattro nuovi casi in Sardegna, che fino a pochi giorni fa sembrava quasi Covid free. Dopo il dissidio sui treni, il governo si appresta con il prossimo Dpcm a prorogare l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, dai negozi appunto ai convogli ferroviari, anche oltre ferragosto. In sostanza, secondo quanto trapela, saranno tutte confermate le misure anti-contagio, a partire da quelle valide per i mezzi di trasporto. “Il rischio c’e’, attenti ai comportamenti irragionevoli”, ammonisce da Bari la virologa Maria Chironna, “ci aspettano 2-3 settimane critiche”.

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