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Coronavirus, i razzisti della Curva Nord dello stadio del Brescia si scusano per i cori squallidi contro Napoli

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Hanno atteso 24 ore i cosiddetti tifosi dello stadio di Brescia che nel corso della partita di calcio Brescia-Napoli oltre a intonare i soliti cori razzisti contro Napoli e i napoletani, hanno anche ragliato idiozie irripetibili sul Coronavirus all’ombra del Vesuvio. Dopo 24 ore i razzisti (ed idioti) della curva nord bresciana hanno partorito un comunicato stampa da diffondere sui media italiani. E sono riusciti a scriverlo dopo che per 24 ore hanno preso sputi da qualunque parte del mondo per il loro comportamento inqualificabile. Persino a casa loro, a Brescia, qualcuno ha fatto notare agli idioti della curva bresciana che in Lombardia stava diffondendosi il coronavirus, che c’erano anche dei morti.

A cominciare da Brescia. Che cosa dicono i trogloditi razzisti nel loro comunicato? “Il nostro voleva solo essere uno sfottò goliardico con cori che ci sono da 50 anni a questa parte e che non hanno mai fatto del male a nessuno… Ci rendiamo conto però di avere sbagliato dato che il nostro Paese sta affrontando il possibile sviluppo di questo male e chiediamo scusa alle famiglie italiane coinvolte”.

Questo il comunicato diramato dalla Curva Nord del Brescia che ieri sera aveva fatto partire il coro “Napoli Coronavirus” all’indirizzo dei tifosi partenopei. Che dire? Che hanno ammesso di essere idioti e razzisti. Che lo sono da 50 anni. E che da 50 anni fanno del male al prossimo senza manco capire quanto fanno male i loro cori razzisti. Ma sono sempre possibili forme di resipiscenza e di ritorno all’umanità. Noi lo auspichiamo. E lo auspichiamo per loro. Meglio vivere da cittadini piuttosto che da asini che vanno allo stadio per ragliare. Perchè loro, questo signori della Curva Nord, non rappresentano assolutamente una città civile e colta come Brescia. Anzi, sono un corpo estraneo, sono una minoranza da educare.

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Julie, uccisa a 16 anni dal virus che stermina gli anziani ma uccide anche i giovani

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La pandemia fa stragi di anziani anche in Francia. Qui, il primo ministro Edouard Philippe, ha già annunciato che le misure di distanziamento sociale dureranno fino al 15 aprile e saranno  prolungate se le condizioni sanitarie lo consiglieranno. Loro seguono il modello italiano. I morti sono poco più di 2mila, per ora. Sono spesso anziani. Ma ci sono anche storia sconvolgenti  come quella di Julie Alliot, 16 anni, la vittima europea più giovane del Covid-19.
Julie era una ragazzina liceale nell’Essonne, poco chilometri da Parigi.
Julie “aveva solo un po’ di tosse la settimana scorsa”, ha raccontato la mamma Sabine ai media francesi .
“Ha preso lo sciroppo per la tosse, le hanno fatto il tampone per ben due volte, ma era negativo. Lunedì – spiega la mamma . l’abbiamo accompagnata dal nero medico di famiglia, che ha constatato difficoltà respiratorie. Fino a quel momento Julie è sempre stata benissimo, non ha mai avuto malattie gravi o croniche”. Da questo momento in poi la situazione è via via diventata sempre più drammatica. Julie è stata prima ricoverata nell’ospedale di Longjumeau,  poi trasferita d’urgenza all’ospedale pediatrico Necker di Parigi. Qui, al terzo test di accerta che è positiva al Covid-19. Viene intubata, ma entrambi i polmoni di Sofie sono compromessi dalla aggressione del virus. Quando i medici hanno chiamata Sabine, le hanno detto di andare a salutare la figlia. Il tempo di stringerle la mano con i guanti, senza sentire il calore. Il tempo di guardarla negli occhi, sotto la maschera di ossigeno e Sofie si è spenta per sempre.
La morte di Julie Alliot mette in dubbio la convinzione di molti giovani francesi che se ne infischiano del Covid 19 e continuano a dare vita ad assembramenti, di essere immuni per la loro giovinezza. Anche in Francia, al decimo giorno di confinamento,  i francesi combattono anche loro la “guerra” contro un nemico spietato, implacabile e invisibile. Anche Francia, si combatte senza o con poche armi: mancano respiratori e mascherine, ma il governo sta cercando di correre ai ripari. Secondo Le Monde , Parigi ha quasi raggiunto un accordo con aziende di Shenzen per l’ acquisto di 600 milioni di mascherine, da portare in Francia con un ponte aereo. Ma poi c’è la questione dei ventilatori polmonari e di altre misure di protezione che servono oggi e che serviranno anche domani in questa battaglia contro il Covid 19 che durerà molti mesi ancora.

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Italia del Nord sotto la sferza del virus: più di 10mila morti in meno di un mese e quasi 100mila contagiati

Marina Delfi

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L’Italia é ancora sotto la sferza del contagio che almeno in Lombardia sembra tutt’altro che sotto controllo. Oggi in Protezione Civile, il commissario Angelo Borrelli (rientrato in servizio dopo tre giorni di kappao tecnico dovuto a un po’ di febbre) ha fornito dati per nulla incoraggianti. Ci sono 3651 nuovi contagi. I morti sono stati 889. Un dato impressionante che fa sfondare il muro anche psicologico dei 10mila decessi causati dal virus Covid 19 o che hanno questo virus come concausa del decessi. Siamo per la macabra contabilità quotidiana dei morti arrivati a 10023 nostri concittadini falcidiati da questo angelo della morte che si chiama Coronavirus.

Sono 1434 guariti e più di 70 mila gli italiani sottoposti a sorveglianza attiva risultati essere positivi al contagio. Questi uomini e donne sono a casa o in ospedale e dobbiamo portarlo fuori dalla malattia. Salvarli. La notizia positiva che abbiamo colto é che in Lombardia cala la crescita dei ricoveri. Quella che fa invece accapponare la pelle é che ci sono in tutto 92472  contagi dall’inizio di questa emergenza. E  12384 sono guariti. Ma pesano i 10023 deceduti dei quali 5994 in Lombardia e 1344 in Emilia, le due regioni più colpite. L’altro numero che fa paura sono i 3856 nostri concittadini in terapia intensiva.

Sono persone che combattono con la morte e che noi speriamo i nostri medici e infermieri possano salvare. Altri 26676 sono ricoverati in ospedale ma hanno una aspettativa di vita sicuramente migliore rispetto a chi lotta per la vita attaccato ad un ventilatore polmonare. Altro dato importante é il numeri di tamponi totali eseguiti in Italia che é di circa 430 mila. Ad oggi, e questo é un dato fornito da Borrelli sono stati raccolti dalla protezione civile ben 61 milioni di euro. Sono donazioni degli italiani. Sul fronte delle dotazioni di sicurezza a medici e infermieri in trincea, al momento sono state smistate mascherine e altro Max. Ma siamo sempre a poca roba rispetto alle reali necessità. Ricordare quanto medici e infermieri sono morti per mancanza di questi mezzi di protezione é importante. Per rendere merito a chi non é stato pavido e ricordarci che passata la tempesta Covid poi dobbiamo fare chiarezza come Paese rispetto a quel che é accaduto. Infine ma non per ultimo, parliamo di solidarietà dei paesi confinanti. Oggi ci piace sottolineare due cose, tra i tanti atti di solidarietà ricevuti. La Germania ha accolto 7 pazienti nei suoi ospedali liberando posti letto in terapia intensiva in Italia. E l’arrivo a Roma di molti medici dall’Albania, Paese fragile, alle prese con un dopo terremoto devastante ma Paese amico, Paese fratello.

Il commissario Borrelli ha fatto il punto anche sulla solidarietà: sul conto corrente del Dipartimento della Protezione Civile sono arrivati più di 61 milioni di euro, di questi 7 milioni e 325mila euro sono stati spesi per acquistare dispositivi di protezione per il personale in prima linea e sono stati acquistati 465 ventilatori polmonari. Infine per la ricerca di infermieri sono arrivate circa 8 mila domande.

 

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Bilancio del contagio in Campania: 1752 positivi, per i morti la Regione non fornisce cifre ma siamo sopra i cento morti

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L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica i seguenti esiti delle analisi sui tamponi:
– Ospedale Cotugno di Napoli: sono stati esaminati 426 tamponi di cui 73 risultati positivi;
– Ospedale Ruggi di Salerno: esaminati 242 tamponi di cui 16 risultati positivi;
– Ospedale Moscati di Aversa: sono stati esaminati 25 tamponi, nessuno è risultato positivo;
– Ospedale Moscati di Avellino: sono stati esaminati 117 tamponi, di cui 21 risultati positivi;
– Ospedale San Paolo di Napoli: sono stati esaminati 63 tamponi di cui 16 risultati positivi;
– Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli: sono stati analizzati 67 tamponi di cui 13 risultati positivi;
– Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola: sono stati esaminati 62 tamponi di cui 11 risultati positivi;
– Azienda ospedaliera San Pio di Benevento: sono stati esaminati 25 tamponi di cui 10 positivi;
– Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: sono stati esaminati 59 tamponi di cui 10 risultati positivi.
Totale tamponi di oggi: 1086
Totale positivi di oggi: 170
Totale complessivo positivi: 1752
Totale complessivo tamponi: 11679

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