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Coronavirus, dimessi i 20 turisti cinesi in osservazione allo Spallanzani: stanno tutti bene

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“Posti Covid esauriti all’Ospedale Cotugno, subito restrizioni perchè in Campania la situazione è fuori controllo”

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“Oggi non possiamo più parlare di casi di importazione per i soggetti che sono tornati dalle vacanze, abbiamo dei focolai autoctoni che si sono generati nella nostra regione e che stanno determinando un incremento del numero dei contagi e dei ricoveri. La cosa che più mi preoccupa, rispetto alla fase iniziale, è che molti siano asintomatici o che comunque presentino una scarsa sintomatologia”  ha detto Maurizio Di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – Cotugno di Napoli a Radio Crc, annunciando un incontro, oggi alle 13, con il presidente De Luca. Di Mauro ha spiegato perchè, a suo modo di vedere “deve scattare assolutamente qualche elemento più restrittivo”. “Al di fuori dei nostri ospedali – aggiunge – sembra che non ci sia più nulla. Ho seguito eventi come quello di San Gennaro, ho visto troppe persone non indossare la mascherina e non rispettare il distanziamento. Non c’è più controllo. L’età media si sta rialzando e ciò vuol dire che a pagarne le conseguenze sono le persone più anziane o che hanno patologie pregresse. La Campania è una regione che ha dimostrato un grande senso di civiltà durante il lockdown, ora però ci siamo totalmente lasciati andare”. “Il Cotugno in questo momento è pieno per quanto riguarda i posti Covid – ha concluso Di Mauro – non voglio che torni ad essere l’ospedale Covid-19, abbiamo anche altri pazienti da curare. Occorre una programmazione su scala regionale. Bisogna dare assistenza a tutti i malati, nella prima fase infatti sono triplicati i morti per infarto. Siamo in tempo, abbiamo pochi pazienti in terapia intensiva, per questo la situazione deve restare sotto controllo, garantendo tutti i livelli assistenziali”.

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Coronavirus, i dati del contagio: 1640 positivi e 20 morti. La Campania ha il numero maggiore di contagiati

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Sono 1.640 i nuovi casi di  coronavirus registrati in Italia, a fronte di 103.696 tamponi (dato record, in aumento rispetto ai 87.303 effettuati nella giornata di martedì). La Regione con più contagi (248) è la Campania. Nelle ultime 24 si registrano 20 morti in più, per un totale di 35.758 dall’inizio dell’epidemia. Aumentano di 5 unità i pazienti ricoverati in terapia intensiva (244 in tutto).

Dall’inizio della pandemia non erano mai stati eseguiti così tanti tamponi in un unico giorno e sono stati circa 16mila in più rispetto a martedì. Complessivamente i ricoverati per il Covid sono attualmente 2.658, in crescita rispetto ai 2.604 di ieri, e i pazienti in terapia intensiva 244 contro i 239 del giorno prima. Balzo in avanti anche per i casi di persone in isolamento domiciliare: oggi sono 43.212 (ieri 42.646).  Nessuna delle regioni italiane, oggi, è rimasta immune da nuovi casi di coronavirus. La regione più colpita è la Campania, seguita dalla Lombardia con 196 nuovi contagi e poi il Lazio con 195. In Veneto i nuovi positivi sono 150, 108 in Liguria mentre in Emilia Romagna 101. La regione con meno incremento di contagi è la Valle d’Aosta dove si sono registrati 2 casi.

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Salgono i contagi e Speranza pensa a test rapidi salivari nelle scuole

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 Tornano a salire i contagi per Covid 19 nel giorno in cui si registra il record di tamponi: oltre 103 mila in 24 ore, mai cosi’ tanti dall’inizio dell’emergenza. E il ministro della Salute Roberto Speranza annuncia al question time alla Camera che i test rapidi per l’individuazione dei positivi al virus arriveranno a breve nelle scuole, dopo i risultati “incoraggianti” ottenuti negli aeroporti da quanto e’ stato disposto il tampone obbligatorio per chi arriva dalle aree considerate piu’ a rischio. Non solo. L’annosa questione delle mascherine, sottolinea, e’ stata “affrontata e superata” una volta per tutte: “l’Italia oggi non e’ piu’ in balia del mercato internazionale perche’ ha messo in piedi una produzione pubblica di 30 milioni di pezzi al giorno”. Il bollettino giornaliero del ministero della Salute registra dunque una nuova crescita dei contagiati, con un incremento di 1.640 casi, 250 circa piu’ di martedi’, per un totale dall’inizio dell’emergenza di 302.537. Ed e’ ancora la Campania, per la seconda volta in una settimana, ad avere l’incremento piu’ alto, con 248 casi, seguita dalla Lombardia (+196) e dal Lazio (+195). Sul dato ‘pesa’ pero’ il numero di tamponi: 103.696, mai cosi’ tanti da febbraio e oltre 16mila piu’ di martedi’. Un record che potrebbe essere infranto presto dopo quanto affermato da Speranza in Parlamento: “i test sono un tema strategico per affrontare i prossimi mesi. Abbiamo rafforzato le nostre capacita, con oltre 100mila tamponi al giorno e prevediamo di aumentare tale numero”. Il bollettino del ministero conferma poi quello che e’ il trend delle ultime settimane, l’aumento costante degli attualmente positivi e, di conseguenza, dei ricoverati in terapia intensiva e nei reparti ordinari. Oggi sono 46.114 i malati, 625 in piu’ in 24 ore, con 5 pazienti in piu’ nelle rianimazioni, che portano il totale a 239, e 54 in piu’ negli altri reparti (per un totale di 2.604). In aumento rispetto a ieri anche il numero delle vittime, 20 in un giorno mentre martedi’ erano state 14. Ecco perche’ Speranza alla Camera e’ tornato a ripetere che “ancora per alcuni mesi dovremo assolutamente resistere” senza abbassare la guardia. E in quest’ottica la capacita’ di diagnosticare nel piu’ breve tempo possibile i positivi e’ un fattore fondamentale. “Il tema dei test e’ assolutamente strategico per affrontare i prossimi mesi” dice il ministro. Per questo “la valutazione del ministero della Salute e’ di iniziare ad utilizzare” i test rapidi “anche fuori dagli aeroporti, e quindi il tema delle scuole va esattamente in questa direzione”. C”e’ poi un’altra novita’ che riguarda i piu’ giovani. “C’e’ la possibilita’ di riscontrare il virus semplicemente attraverso l’analisi della saliva in modo non invasivo, cosa che renderebbe chiaramente tale strumento piu’ idoneo per i piu’ piccoli – spiega il ministro – ma abbiamo bisogno che il processo di validazione da parte delle autorita’ competenti possa completarsi”. In attesa della validazione, il governo lavora anche al rafforzamento dell’intero sistema sanitario, altro elemento fondamentale per contrastare efficacemente il virus. Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha incontrato le regioni per cominciare ad attuare l’articolo 2 del Dl rilancio, quello che prevede un piano per il potenziamento della rete ospedaliera. Per il 2020 ci sono a disposizione quasi 1,5 miliardi di cui 54 milioni sono per le 4 strutture mobili ognuna delle quali con 75 posti di terapia intensiva per un totale di 300 da dislocare in caso di emergenza in determinare aree gia’ individuate dalle regioni. Spetta ai governatori presentare i piani, che poi dovranno essere attuati dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Intanto resta ancora aperta la partita sulla presenza dei tifosi negli stadi. A tornare sulla questione e’ il viceministro della Salute Pierpapolo Sileri secondo il quale negli stadi si puo’ arrivare “ad un terzo della capienza” e dunque, nel caso dell’Olimpico dove domenica e’ in programma Roma-Juventus, si potrebbe arrivare a circa “20-25 tifosi”. Ipotesi che gia’ diverse volte ha visto il parere contrario sia del ministro Speranza sia del Comitato tecnico scientifico, con gli esperti che continuano a ripetere che non ci sono le condizioni epidemiologiche per consentire il ritorno dei tifosi.

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