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Coronavirus, Ciarambino a De Luca: basta fare il Masaniello e indicare nemici, collabori col Governo per prepararci al meglio all’emergenza

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Il capo del Movimento Cinquestelle in Campania, Valeria Ciarambino, persona equilibrata, mai una parola fuori posto, ha definito lo sfogo di Vincenzo De Luca nei confronti del premier Giuseppe Conte “vergognoso”. Ha usato questo termine, “vergognoso”. “Non c’è rabbia. Non c’è alcun risentimento nelle mie parole” spiega Ciarambino. “Quello che io penso di De Luca è noto, ma oggi a me interessa dare una mano alla Campania in un momento delicato, non fare polemiche di basso cabotaggio che sono inutili oggi. Perché oggi pancia a terra si rema tutti per la Campania e per difendere la salute dei campani da questa epidemia” sostiene Ciarambino.  La lettera di De Luca al premier, in cui parla di prospettiva ormai reale di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud “è fuorviante”, dice la Ciarambino.

Vincenzo De Luca. Ogni giorno un nemico da indicare: quest’oggi il problema della Campania è il Governo

“De Luca non potendo esibire null’altro che chiacchiere in queste settimane di parole, in cui ha prodotto solo fumo, ora prova ad indicare con i suoi metodi un nemico della Campania, del Sud, invece di preparare la guerra al covid, invece di aiutare e proteggere medici e infermieri in prima linea che dovranno salvarci da questa epidemia. É miserevole criticare il Governo, penoso, perchè Conte farà di tutto e di più per la Campania e per il Sud” spiega Valeria Ciarambino. “Mentre De Luca spendeva, spandeva, prometteva mari e monti, a chiacchiere comprava mascherine,  sistemava terapie intensive virtuali, il premier – aggiunge Ciarambino -, assieme ai ministri e al suo staff, in tre settimane ha portato i posti in terapia intensiva in Italia da 5343 a 8370. Mentre De Luca faceva il Masaniello sui social network, Conte aumentava i posti in terapia subintensiva da 6500 a 26.169. Non si capisce dunque – argomenta la Ciarambino – dove vuole andare a parare De Luca con questa missiva a Conte. O meglio si capisce bene: buttarla  in caciara per evitare di parlare della realtà disastrosa in cui ha cacciato la sanità della nostra regione. Oggi però non è il momento delle caciare. De Luca – termina la Ciarambino – deve lavorare, smetterla di fare chiacchiere e mettersi a disposizione per risolvere problemi e aiutare il Governo a preparare anche la Campania ad una fase emergenziale. Le polemiche le potrà fare dopo. Oggi dobbiamo tacere e lavorare”.

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Giovanni Tommasino e Giuseppe Esposito, uccisi dal coronavirus nello stesso giorno

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Giuseppe e Giovanni, due storie, due persone stroncate dal virus maledetto: tutte e due vegliavano sugli altri. il primo, luogotenente della polizia municipale partenopea, l’altro medico di base. Uccisi nello stesso giorno a quasi 800 chilometri di distanza.

“Sono affetto da infezione da Coronavirus. Adesso sono ricoverato in attesa di trasferimento in una rianimazione. Spero di tornare presto tra voi. Non uscite, è l’unica arma che avete, non potete immaginare quanto è brutto. Io dovevo uscire per forza”. Lo scriveva su Facebook due settimane fa il dottor Giovanni Tommasino, medico di base a Castellammare di Stabia ed ex assessore, mentre era in attesa di entrare in terapia intensiva. L’ambulanza lo aveva trasportato all’ospedale di Sorrento dove venne accertato il contagio poi venne trasferiti a Scafati. Dove il virus bastardo lo ha ucciso. E pensare che qualche giorno fa sembrava migliorato al punto che i suoi amici sui social ne avevano annunciato presto l’uscita dalla rianimazione.

Lui aveva messo tutti in guardia ed aveva curato i suoi assistiti fino a pochi giorni prima di scoprire di essere stato contagiato. Magari proprio da qualcuno di loro. Lascia moglie, figli e nipotini. Sul suo profilo social sono stati tanti i messaggi lasciati dai suoi concittadini, uno per tutti: “Con lei dottore è andato via un pezzo di storia… Grande medico e grande uomo la sua immensa umanità lo ha sempre contraddistinto… Che il Signore lo abbia in gloria caro dottore,siamo tutti veramente distrutti dalla notizia”.

 

Giuseppe Esposito era luogotenente della Polizia Municipale di Napoli, 33 anni di servizio: era andato a Bergamo nel mese di febbraio per un intervento al ginocchio e per la successiva riabilitazione e non è più tornato a casa. Ucciso anche lui dal covi-19. ”Prendiamo parte al grande dolore per la tragica morte di Giuseppe Esposito, Luogotenente di Polizia Locale” scrive  il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, annunciando l’arrivo del corpo a Napoli da Bergamo “accolto dal Comando di Via Santa Maria del Pianto a sirene spiegate come segno di omaggio per un collega amato da tutti e sempre in prima linea nelle delicate attività affidate al Comando della Polizia Locale” . Che riposino in pace tutti e due.

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Casa Azzurri da lunedì ospita chi lotta col virus

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Fermo ma non immobile davanti al dramma pandemia, il mondo del calcio tende la mano a chi lotta e soffre non solo con donazioni e iniziative di sostegno ma mettendo a disposizione anche i suoi ‘templi’. Il Real Madrid ha offerto il Santiago Bernabeu, Rio il mitico Maracana’ ma e’ la Casa degli Azzurri di Coverciano a tagliare il traguardo della operativita’, visto che da lunedi’ 6 al Centro tecnico, reso disponibile dalla Figc alla citta’ di Firenze per l’emergenza, arriveranno i primi ospiti. La struttura ha avuto il via libera ad ospitare persone clinicamente guarite e dimesse dall’ospedale, ma che risultano ancora positive al tampone. Devono stare in isolamento domiciliare ma per coloro che sono impossibilitati a risiedere nella propria abitazione ecco che si aprono le porte del Centro tecnico. Sono 54 le camere che potranno esser utilizzate, insieme con tutti gli spazi comuni della Casa delle Nazionali, che e’ famosa anche all’estero come l’Universita’ del calcio. Prende cosi’ forma l’iniziativa voluta dal presidente della Figc, Gabriele Gravina grazie, si spiega, “alla collaborazione con il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha ribattezzato il Centro la ‘Casa della solidarieta”, e l’Azienda Usl Toscana Centro, che ha preso in carico la struttura, gestita con il coordinamento sanitario di zona e della Societa’ della salute”. “Sono felice che la nostra disponibilita’ sia stata accolta con tanto entusiasmo dal sindaco – dichiara Gravina -. Siamo a disposizione, con tutti i nostri mezzi, per contribuire alla gestione dell’emergenza. Mi auguro che l’accoglienza nel Centro federale possa favorire la piena guarigione di tutti coloro che saranno ospitati”. “Ringrazio il presidente Gravina e la Figc per aver messo la struttura di Coverciano a disposizione della citta’ – ha detto Nardella -. E’ la prima volta che questo complesso viene utilizzato a fini sanitari: rimarra’ nella storia, ma soprattutto ci aiutera’ a gestire tutta la fase di emergenza da lunedi’ in poi”.

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Ecco le linee guida dell’ospedale Gaslini per i bambini malati di covid-19

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L’Istituto Gaslini ha elaborato un Protocollo per la gestione assistenziale dei pazienti COVID- 19 in età perinatale, pediatrica e negli adolescenti. Lo ha annunciato il direttore generale Paolo Petralia: “Un team multidisciplinare dell’IRCCS Istituto Giannina Gaslini di Genova ha elaborato un protocollo interno per la gestione dei pazienti pediatrici affetti da COVID-19. È già operativo e disponibile per la Comunità medico scientifica. Un lavoro collettivo approfondito, messo a disposizione dai professionisti dell’ospedale pediatrico genovese per neonati, bambini e adolescenti e per coloro che se ne prendono cura” ha detto il direttore generale dell’Istituto Gaslini Paolo Petralia.


Il Gaslini, il nostro Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in ambito pediatrico, si conferma un’eccellenza nazionale e internazionale – afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – non solo sotto l’aspetto della diagnosi e cura ma anche nella ricerca scientifica. Il mio ringraziamento va a tutti i professionisti che hanno lavorato e collaborato per garantire le migliori cure possibili anche ai più piccoli”.
Siamo orgogliosi della forte integrazione e della pronta e fruttuosa collaborazione clinico scientifica messa subito in atto dagli specialisti del nostro ospedale pediatrico con i colleghi nazionali e in particolare liguri, che – aggiunge lavicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale – con il coordinamento di Alisa, sono tutti uniti in questo momento di grande difficoltà dovuto alla pandemia e hanno saputo fare rete mettendo a sistema dati, competenze, esperienze, per offrire a chi ne ha bisogno le cure più efficaci”.
La letteratura scientifica non fornisce al momento indicazioni chiare sulle terapie somministrabili ai pazienti affetti da COVID-19, sia nella fase di degenza sia nella fase di dimissione o di isolamento domiciliare (pazienti positivi al tampone o altamente sospetti). Attualmente vengono utilizzati farmaci resi disponibili per COVID-19al di fuori delle indicazioni terapeutiche, utilizzabili empiricamente con schemi e protocolli terapeutici suggeriti da società scientifiche ed enti regolatori, che però spesso non sono sovrapponibili.
Esistono sempre maggiori evidenze che la complicanza più severa dell’infezione da COVID-19 sia legata ad una risposta esagerata dell’organismo, che determina una tempesta infiammatoria a livello polmonare.
Il Gaslini rappresenta un centro di eccellenza per lo studio delle malattie infiammatorie, con una grande esperienza nell’uso dei farmaci indicati per condizioni di tempesta infiammatoria molto simili a quella osservata in COVID19. Nel corso di queste settimane di contagio gli specialisti del Gaslini si sono coordinati con i più importanti centri di ricerca Italiani e con i diversi ospedali liguri. L’Istituto ha istituito un osservatorio permanente per monitorare in tempo reale l’andamento dei dati provenienti dalle esperienze dei trattamenti dei diversi ospedali liguri e nazionali e le evidenze emergenti ogni giorno dalla letteratura scientifica.
Unendo l’esperienza diretta con i pazienti seguiti attualmente presso il Gaslini, ad una grande esperienza nella cura delle malattie infiammatorie, gli esperti dell’ospedale pediatrico si sono confrontati con i colleghi immunologi, infettivologi, rianimatori, pneumologi e reumatologi interni all’ospedale Gaslini e con quelli operanti negli ospedali dell’adulto, fornendo la loro esperienza per bloccare il più precocemente possibile lo scatenamento di questa risposta infiammatoria, prima che essa determini un danno severo a livello polmonare.
Mettendo a sistema i dati dei pazienti trattati presso l’ospedale pediatrico genovese e i dati che emergono dall’esperienza nel trattamento degli adulti, il team multidisciplinare del Gaslini ha elaborato un protocollo primariamente dedicato alla gestione ospedaliera di eventuali casi severi, che dovessero colpire l’età pediatrica, in particolare per i soggetti più fragili come chi è sottoposto a terapie immunosoppressive, pazienti oncologici, pazienti con gravi patologie polmonari.
Riguardo alle terapie attualmente disponibili il team ha messo a punto la modalità di approccio alla terapia antinfiammatoria, ai farmacia antivirali, alla profilassi antitrombotica, e alle modalità di assistenza respiratoria in età pediatrica.
Nel protocollo per quanto riguarda la terapia antinfiammatoria vengono indicate alternative terapeutiche al tocilizumab, come gli inibitori di interleuchina IL-1 (anakinra) per i quali sono già in corso sperimentazioni cliniche.

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