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Coronavirus, c’è fame di medici per combattere il male: Anaao chiede di sbloccare le assunzioni di specializzandi

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Sbloccare, con un intervento legislativo e ministeriale, le assunzioni dei medici specializzandi, in modo che possano lavorare come dipendenti accanto ai medici lombardi. A lanciare l’appello e’ Stefano Magnone, segretario generale di Anaao-Assomed (Associazione dei medici dirigenti) Lombardia. “Dopo 4 settimane di emergenza Covid-19 – rileva in una nota – gli ospedali delle zone piu’ colpite della Lombardia, quali Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, sono allo stremo delle forze in termini di personale, e di posti letto in terapia intensiva, e la soluzione di allestire ospedali da campo nelle citta’ non e’ praticabile”. Non e’ pensabile, secondo Magnone, “che le aziende sanitarie possano trovare ulteriori forze da mettere a disposizione delle nuove strutture di emergenza che si stanno progettando. I professionisti per questi nuovi ospedali certamente non possono provenire dagli ospedali lombardi”. Il segretario di Anaao-Assomed Lombardia dice che si ha notizia di diversi “specializzandi che vorrebbero venire a lavorare in Lombardia da altre regioni, ma cio’ non e’ consentito dalla legge – continua – In tempi di guerra non si ragiona come in tempi di pace: ci sono giovani medici che vorrebbero lavorare con noi e non gli e’ concesso. Questo e’ inaccettabile”. Secondo il decreto del 9 marzo infatti, per gli specializzandi e’ prevista solo l’assunzione come liberi professionisti e “solo con il placet del consiglio della scuola, quest’ultimo non dovuto, se assunti con contratto atipico – conclude – Il nostro appello e’ forte e preciso: e’ necessario un intervento che sblocchi le assunzioni degli specializzandi, in modo che possano lavorare come dipendenti accanto ai medici lombardi, dove l’emergenza richiede maggiormente la loro presenza”.

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Esteri

Merkel, Ue davanti abisso, serve intesa entro estate

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La presidente di turno della Ue, Angela Merkel, arriva a Bruxelles e prende subito in mano le redini del negoziato sul futuro dell’Europa. Davanti al Parlamento europeo chiede un accordo su Recovery fund e bilancio pluriennale entro l’estate, ma sa che non sara’ facile convincere alcuni dei suoi colleghi, ad esempio i frugali del Nord, che in quelle stesse ore si riunivano per rialzare le barricate in vista del vertice della prossima settimana. Oppure i Visegrad, con l’ungherese Orban che gia’ azzera le aspettative sull’appuntamento del 17-18. “L’obiettivo comune e’ trovare un’intesa rapidamente”, cioe’ “entro l’estate” sul Recovery fund “perche’ tutti abbiamo un monito davanti agli occhi: l’abisso della crisi economica, non possiamo perdere tempo”, ha detto la Merkel nella sua prima visita alle istituzioni europee da presidente di turno della Ue. Le priorita’ del suo semestre coincidono perfettamente con il programma di lavoro della Commissione: digitale e green deal in testa a tutto, per modernizzare l’Europa e renderla competitiva col resto del mondo. Ma niente si puo’ muovere, se prima non c’e’ l’accordo sul bilancio 2021-2027 e sul Recovery fund. Per questo la cancelliera invita piu’ volte i suoi colleghi capi di Stato e quelli delle istituzioni europee a fare uno sforzo: “Tutti sono chiamati a mettersi nei panni nell’altro”. Il suo non e’ l’unico appello che riecheggia nell’aula del Parlamento Ue. Anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, al termine di due settimane di consultazioni con i leader Ue si rivolge a loro: “Sto facendo tutto il possibile per un accordo”, ma “resta tanto lavoro, potremmo fare un passo avanti solo a un patto: che gli Stati membri siano decisi a collaborare di piu’ gli uni con gli altri”. E racconta di “consultazioni intense” dopo le quali e’ risultato evidente che il negoziato deve ancora entrare nel vivo. Tutti sono occupati a prepararsi: si sono incontrati il premier Conte e il collega spagnolo Sanchez da una parte, e dall’altra i leader di Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Austria, i cosiddetti ‘frugali’. Michel riassume i punti della discordia. Praticamente tutti: le dimensioni del bilancio pluriennale, le sovvenzioni, il legame con le riforme, i ‘rebates’ o sconti, la dotazione del Recovery. La Merkel ribadisce il suo sostegno alla proposta franco-tedesca, che prevede 500 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto. Un cifra destinata molto probabilmente a calare, ma compensata dalla parte di prestiti proposta dalla Commissione. C’e’ anche un altro punto che cambiera’ a brevissimo, non appena Michel presentera’ nei prossimi giorni la sua proposta, cioe’ il documento dal quale partira’ il negoziato del vertice Ue: la restituzione del debito comune del Recovery fund. Bruxelles ha proposto di rimborsarlo nel prossimo bilancio, cioe’ dal 2028, per capire nel frattempo come reperire le risorse. Ma anche la Merkel invita a non indugiare sui debiti, che vanno ripagati subito, e quindi Michel sta studiando come accelerare la restituzione senza imporre nuove tasse europee. (ANSA). DEF 08-LUG-20 20:03

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Esteri

Hong Kong, Cina apre la sua agenzia per la sicurezza

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 Pechino apre la sua agenzia per il presidio di Hong Kong: e’ l’Ufficio per la tutela della sicurezza nazionale del governo centrale del popolo, secondo il nome ufficiale, scelto nel luogo altamente simbolico di Causeway Bay. In tempi record, considerando che l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale per l’ex colonia britannica e’ della notte del 30 giugno, la sede e’ stata individuata nell’ex Metropark Hotel, in un punto che si affaccia su Victoria Park, il luogo che per anni ha ospitato le numerose manifestazioni a favore della riforme democratiche e le veglie oceaniche per il ricordo della repressione di Piazza Tienanmen. L’edificio di staglia come un monito verso chi vorra’ mettere in discussione l’autorita’ del governo centrale e come un simbolo della nuova fase della citta’ che vede inesorabilmente ridimensionato il modello seguito finora di ‘un Paese due sistemi’. L’apertura a Hong Kong della sede dell’agenzia rappresenta “un momento storico”, parte degli sforzi per proteggere la sicurezza nazionale. “La cerimonia d’inaugurazione di oggi e’ un momento storico perche’ stiamo assistendo a un’altra pietra miliare nell’ istituzione di un solido sistema legale e di un meccanismo applicativo per mantenere la sicurezza nazionale a Hong Kong”, ha affermato la governatrice Carrie Lam, nel discorso inaugurale. L’ufficio consentira’ agli agenti di intelligence cinesi di operare a Hong Kong, senza controlli e con pieni poteri, scardinando l’autonomia dell’ex colonia britannica quanto alla sua polizia e al suo sistema giudiziario autonomo. L’Ufficio e’ presieduto da Zheng Yanxiong, un ‘falco’ di 56 anni cresciuto tra le fila del partito comunista nel vicino Guangdong, servendo come segretario generale del comitato provinciale del Pcc: parla cantonese ed e’ noto per aver piegato nel 2011 le violente proteste anticorruzione a Wukan. Ha assicurato, nel suo intervento, che la nuova agenzia avrebbe “rafforzato il lavoro di collegamento e di coordinamento” con le altre istituzioni della Cina continentale nella citta’, come la guarnigione dell’Esercito di liberazione popolare. I suoi due vice sono Li Jiangzhou, funzionario di pubblica sicurezza di lungo corso dell’Ufficio di rappresentanza di Pechino, e Sun Qingye, funzionario senior dell’intelligence cinese. Intanto, contro la stretta sulla liberta’ d’espressione, alcuni ristoranti di Hong Kong, ha scritto il South China Morning Post, hanno rimosso i messaggi dai cosiddetti “Lennon Wall”, i muri ispirati a quello apparso a Praga nei primi anni ’80, ricoperto dai testi delle canzoni dei Beatles e dai messaggi contro il regime comunista, e diventati popolari nelle proteste partite a giugno 2019. Ora ci sono post-it colorati e senza scritte, mentre il messaggio diventato virale sui social e’ uno solo: “Non abbiamo bisogno di parole per protestare”.

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Corona Virus

Coronavirus, tracce del virus nelle acque di scarico di Parigi

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Tracce di Coronavirus sono state ritrovate negli ultimi giorni nelle acque di scarico di Parigi, anche se a livelli minimi. Si tratterebbe di un indicatore di una ripresa dei contagi, che infatti hanno fatto segnalare una piccola ripresa in alcuni dipartimenti nella banlieue della capitale. Dall’inizio della pandemia, le acque di scarico, che vengono poi ritrattate negli stabilimenti di “Eau de Paris” sono attentamente osservate per valutare la circolazione del virus. I ricercatori hanno notato un collegamento fra il livello del virus nelle acque di scarico e il numero di casi di Covid-19: “il dato riflette parzialmente lo stato di salute della popolazione – spiegano a Eau de Paris – e sono un indicatore ‘anticipato’, cosi’ come i ricoveri sono un indicatore ‘tardivo'” di un aumento dei contagi. D’altra parte, nonostante il tasso di infezione sia stabile nella regione della capitale, la curva dei contagi e’ leggermente aumentata in alcuni dipartimenti di banlieue, come le Yvelines, le Hauts-de-Seine, la Val-de-Marne e la Val-d’Oise: “non abbiamo segnali importanti su una ripresa dell’epidemia”, rassicura l’Agenzia della Salute regionale.

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