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Esteri

Coronavirus, Boris Johnson finge di seguire il modello italiano per tenere sotto controllo il contagio

Sal Sparace

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Ho letto su molti giornali italiani che Boris Johnson  applica il modello italiano per combattere la diffusione del Covid 19. In realtà non è così. Magari fosse così. C’è una vita parallela che continua ad andare avanti. Si continua con piani che mantengono i servizi essenziali in funzione. I treni continuano a portare gente a lavoro ed è in partenza il sistema di volontariato del NHS (il servizio sanitario nazionale) al quale continuano ad iscriversi in tanti per cercare aiutare quelli che devono restare a casa in auto isolamento.

I volontari del Servizio sanitario nazionale sono stati istituiti per supportare il paese durante l’epidemia di COVID-19.  Si scarica l’app GoodSAM (GoodSAM ) e si puo’ cominciare. Sul sito si legge: “Abbiamo bisogno di un ‘esercito” di volontari che possano sostenere le persone di 1,5 milioni in Inghilterra che sono maggiormente a rischio per il virus.. Nell’app sui cellulari si va su “in servizio” e vedono le attività di volontariato in diretta e locali tra cui scegliere. Nel Regno Unito si può ancora andare nei parchi una volta al giorno per fare esercizi fisici. La polizia blocca solo se ci sono gruppi di persone per strada. Quindi non si ferma tutta l’Inghilterra ma parte di essa mentre la parte che rimane in funzione cerca di mantenere il Paese in moto. Inoltre Boris punta su un test che dovrebbe stabilire chi ha già avuto il virus senza saperlo e quindi queste persone potrebbero ritornare a lavoro.

Boris Johnson è stato recentemente accusato di mettere l’ideologia della Brexit davanti ai pazienti dopo aver rifiutato di aderire al programma dell’UE per l’acquisto di apparecchiature chiave per combattere il coronavirus. Il Regno Unito è stato invitato a prendere parte al programma, che sta sfruttando l’enorme potere d’acquisto del mercato unico di 500 milioni di persone per garantire ordini più veloci ed economici. Ma i funzionari britannici hanno confermato mercoledì 25 marzo che la Gran Bretagna non avrebbe preso parte al programma. Quindi l’amarezza rimane. Certo che questa crisi e tragedia umana porterà anche dei grossi cambiamenti.

Credo che la grave situazione potrebbe porterà alla fine dell’Unione Europea. I vantaggi di farne parte si riducono sempre di più. Ho paura per l’Italia che sta subendo una batosta economica notevole. Il governo inglese ha tanti piani di emergenza e fondi che permetteranno un impatto economico meno apocalittico.

Nonostante tutto la preoccupazione di contagio cresce e sinceramente non so se l’approccio del governo inglese verso il contenimento della situazione sia efficace. Ho parlato con mia figlia che è infermiera all’ospedale di Brighton e lei mi ha riassicurato che hanno tutto per proteggersi e per aiutare chi fosse affetto dal Virus. Tutto sembra una preparazione lenta anche se nei minimi dettagli. Secondo Sky News circa altri 10 siti simili all’ExCel di Londra nel Regno Unito potrebbero diventare ospedali improvvisati. Per adesso pensiamo a salvare la vita, che per tutti quelli che la sottovalutavano prima, è l’unica cosa che conta.

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Esteri

Deutschland über alles, questo dice la sentenza della Corte Costituzionale tedesca: Germania, al di sopra di tutto. Ora vi è tutto chiaro?

Giovanni Mastroianni

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La governance teutonica non sa davvero più come dirlo a noi altri: la Germania è superiore sia all’Unione Europea che alle nazioni che ne fanno parte. Eppure lo sentiamo ogni volta quando ascoltiamo l’inno tedesco che tradotto così inizia “La Germania sopra tutto, sola al mondo senza par, se fedele, se concorde, le sue lotte sosterrà”. Cosa non ci è ancora chiaro? Allora, con santa pazienza il 5 Maggio scorso, quando eravamo in piena transizione pandemica tra la fase 1 e la fase 2, si è dovuta persino scomodare la Corte Costituzionale tedesca che con un secco verdetto di sette voti contro uno, nell’accogliere parzialmente i ricorsi contro il quantitative easing presentati, tra gli altri, da autorevoli esponenti del partito conservatore bavarese (CSU), ha colto l’occasione per statuire che l’acquisto di titoli di Stato da parte della  Banca Centrale Europea viola la Costituzione tedesca in quanto tange irrinunciabili interessi nazionali. Proprio così, la Corte di Karlsruhe ha consacrato anche a livello costituzionale che la Germania, quando non gradisce norme o indirizzi europei, semplicemente non li applica. La bomba è così innescata e c’è anche di più,  perché dal tono e dal tenore di questa dirompente sentenza si avvisa che d’ora in poi gli amici d’oltralpe non si scomoderanno neanche più ad indirizzare le politiche comunitarie, soprattutto economiche e finanziarie, attraverso la loro influenza diretta o indiretta (le stesse che hanno permesso di distruggere la Grecia garantendo però il recupero dei capitali Franco Tedeschi in modo “straordinario”) ma si pretende che dovranno essere le sovranazionali Istituzioni Comunitarie a chiedere gradimento o permesso ogni qual volta avranno l’ardire di immaginare azioni che potranno incidere sui loro affari. Tutti in ginocchio insomma, perché la Germania è uber alles. Forse qualche distrattone lo stava tralasciando.

Karlsruhe. La sede della Corte Costituzionale tedesca

Ma c’è un piccolissimo problema. Il fragore di un simile provvedimento è stato tanto e tale che gli altri paesi europei, anche quelli più servili, non potranno più fare finta di niente, ma soprattutto non potranno più farlo i burocrati di Bruxelles, che a Berlino si sono sempre rivolti guardando sempre dal basso verso l’alto.

Così la Commissione europea, nell’annunciare una inevitabile procedura d’infrazione contro la Germania vede costretta Ursula von der Leyen a dover rammentare, addirittura (!), il basilare concetto del primato del Diritto comunitario su quello nazionale di tutti, ma proprio di tutti gli stati membri. Staremo a vedere cosa accadrà a breve perché di qui si segna davvero il futuro dell’Europa, con buona pace dei padri fondatori del calibro, tra gli altri, di Churchill, De Gasperi, Iotti, Jean Monnet, Schuman, Weiss, Kohl,  Mitterrand, in quanto se tale esempio giudiziario sarà replicato da altri Stati (invero qualche tentativo passato si è già registrato) o addirittura ribadito dalla stessa Corte Costituzionale del regno dei Goti anche per altre questioni, allora non sarà più possibile arrestare il processo di autodistruzione della UE che questa pronuncia ha già innescato. E l’assordante silenzio che si protrae da quasi un mese ad oggi rimbomba ancor più forte della recentissima uscita della Gran Bretagna dall’Unione. Figuriamoci se il fiero popolo inglese poteva tollerare tutto ciò.

Intanto, cosa ne pensa la politica italiana? L’occasione sarebbe stata ottima per intraprendere tutta una serie di azioni da condividere con gli altri partner europei e così avviare un serio tavolo di riforma dell’Europa che sta tradendo gli stessi principi di solidarietà, fraternità e libertà sui quali è stata fondata. Ma salvo qualche intervento senza seguito, sporadiche frasi abbaiate qua e là ed un puntuale anche se moscissimo monito di Gentiloni (Commissario europeo per l’economia), poi solo il nulla, perché adesso l’attenzione dei governanti italici è tutta rivolta sulla pandemia nostrana che dopo morte e distruzione, non di certo scongiurata, offre ghiotte prospettive del business da ripresa che già rinsalda atipiche alleanze politiche ed amministrative tutte made in Italy. E così attendiamo le prossime mosse della Commissione europea, mentre tutti ci sorbiamo questo amaro provvedimento che mortifica ogni nazione dell’Unione, tutte tranne ovviamente la Germania che si conferma sopra tutto, sola al mondo senza par.

Giovanni Mastroianni

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Trump pronto a firmare un decreto per limitare il potere di Twitter, Facebook e altri social

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“Le grandi imprese dell’hi-tech stanno facendo tutto quello che è in loro potere per censurare le elezioni del 2020. Se questo dovesse succedere perderemmo la nostra libertà, e io non permetterò che accada!”. Lo twitta Donald Trump che aggiunge: “Ci hanno provato nel 2016 e hanno perso. Ora impazziranno. Restate sintonizzati!!”, scrive il presidente americano che rafforza l’ipotesi di una stretta sui social in arrivo nelle prossime ore.  Il presidente americano Donald Trump è pronto a firmare nelle prossime ore un decreto che contiene una stretta sui social media. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany senza pero’ rivelare alcun dettaglio. L’annuncio dopo che Trump ha accusato i social media, da Twitter a Facebook, di reprimere le voci dei conservatori, minacciando addirittura una loro chiusura.

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Proteste e tafferugli a Minneapolis contro i poliziotti accusati di aver ucciso l’afroamericano George Floyd

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 Lanci di sassi e di bottiglie contro la polizia e alcuni negozi saccheggiati nella seconda serata di proteste a Minneapolis, dove centinaia di persone hanno manifestato davanti al commissariato di polizia a cui appartenevano i quattro poliziotti licenziati e accusati di aver ucciso George Floyd, un afroamericano di 46 anni. Altre centinaia di persone si sono ritrovate davanti all’abitazione del poliziotto immortalato in un video in cui si vede che soffoca Floyd premendo sul suo collo con un ginocchio.

La polizia si e’ schierata in tenuta antisommossa e ha minacciato il lancio di gas lacrimogeni e l’uso di proiettili di gomma come la sera prima. Il capo della polizia ha lanciato un appello invitando i manifestanti ad esprimere la propria rabbia e le proprie ragioni in maniera pacifica, ma alcuni negozi sono stati saccheggiati, con diverse persone fuggite con televisori, capi di abbigliamento e generi alimentari.

La folla davanti al commissariato e quella davanti alla casa del poliziotto che ha soffocato George Floyd ha intonato incessantemente slogan chiedendo il carcere per gli agenti coinvolti e protestando per il fatto che siano ancora a piede libero, anche se licenziati in tronco. I muri davanti la casa dell’agente nel mirino, Derek Chauvin, sono stati riempiti con le scritte “killer” e “assassino”.

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