Collegati con noi

Sport

Conte abbraccia Young ma Inter non si ferma

Avatar

Pubblicato

del

L’Inter accoglie il suo primo acquisto Ashley Young, lavora per definire l’acquisto di Christian Eriksen ma frena sul trasferimento di Leonardo Spinazzola: dopo giorni di colloqui e trattative Inter e Roma non trovano un intesa sullo scambio di prestiti Politano-Spinazzola e il difensore fa ritorno nella capitale. Servira’ qualche giorno in piu’ quindi per capire meglio poi il futuro di Giroud, il cui approdo in nerazzurro dovrebbe essere strettamente legato alla partenza di Politano. E, come alternativa a Spinazzola, Beppe Marotta sta valutando Moses del Chelsea. Operazioni,trattative e colloqui per regalare a Conte una squadra competitiva in grado di lottare fino alla fine per lo scudetto. Per ora, l’allenatore nerazzurro puo’ abbracciare Ashley Young. L’esterno ormai ex United e’ arrivato a Milano in tarda mattinata, ha svolto le visite mediche e poi ha raggiunto la sede del club nerazzurro per firmare il contratto di sei mesi con opzione di rinnovo. Allo United vanno 1,5 milioni di euro e il tecnico dell’Inter puo’ contare su un terzino d’esperienza e duttile, in grado di giocare sia a destra che a sinistra come esterno d’attacco o centrocampista. L’ex capitano dei Reds verra’ alternato a Biraghi, D’Ambrosio e Candreva. Una lista che poteva comprendere anche Spinazzola se Inter e Roma avessero trovato un’intesa oggi. Invece le due societa’ restano distanti sulla formula del trasferimento, e il club giallorosso non nasconde di essere indispettito per la richiesta di un supplemento di verifica sulle condizioni fisiche del giocatore. Amareggiato, Spinazzola e’ ripartito per Roma nel pomeriggio evitando commenti dettagliati al suo arrivo: ”Come e’ andata? Bene. Ora mi vado ad allenare, penso a domenica e basta”.

Non e’ escluso che la trattativa in futuro possa riaprirsi ma per il momento i due giocatori tornano ai rispettivi club. L’attenzione dell’Inter ora e’ tutta rivolta all’affare Christian Eriksen. Marotta, che ieri ha cenato con l’agente del giocatore a Milano, ha gia’ l’accordo con il centrocampista e deve trovare quello con la societa’. Mourinho, tecnico del Tottenham, dall’Inghilterra spegne gli entusiasmi: ”Dovete chiedere all’agente e all’Inter perche’ loro sanno piu’ di me. Nerazzurri ottimisti? Vuol dire che sono pronti a farci un’offerta, cosa che non e’ ancora avvenuta. Quando vedo gente con responsabilita’ che ne parla, rimango un po’ sorpreso: questa e’ l’unica cosa che posso dire. Il giocatore sta cercando di fare del suo meglio ed e’ normale fino al 31 gennaio non sara’ completamente concentrato. E’ una normale conseguenza della situazione. Continuo a non capire quell’ottimismo. Per alcune partite, la gente dira’ che sta giocando la sua ultima partita ma domani sara’ in campo”. I prossimi giorni saranno decisivi, per un colpo che potrebbe fare la differenza nella lotta per lo scudetto. Bisognera’ aspettare, poi, per capire il destino di Giroud. Lampard, tecnico del Chelsea, pensa che il testino dell’attaccante sia segnato: ”Se tutto dovesse andare per il verso giusto dovrebbe partire”. E in quel verso giusto c’era la cessione di Politano, ora bloccata. I prossimi giorni saranno chiarificatori, con un’Inter attivissima e pronta a essere protagonista.

Advertisement

In Evidenza

Ringhio Gattuso carica gli azzurri: rispetto per Messi e compagni ma nessuna paura, col Barcellona ce la giochiamo

Valeria Grasso

Pubblicato

del

“Siamo vicini alle persone che stanno avendo problemi a causa del Coronavirus”. Rino Gattuso inizia la conferenza stampa di presentazione della partita di Champions League, Napoli-Barcellona, testimoniando la vicinanza sua, della società e della squadra a quanti, soprattuto nel Nord Italia, stanno vivendo momenti di difficoltà a causa dell’epidemia.

“Siamo vicini a tutti – ha detto Gattuso -, al Governo per quello che sta facendo e speriamo che tutti i problemi si riusciranno a risolvere al più presto”.

Poi il tecnico calabrese che allena il Napoli da pochi mesi passa ai temi strettamente legati al calcio e al match contro il Barça di Lionel Messi. “Affrontiamo una grande squadra. Ringrazio Ancelotti – ha detto Gattuso – che mi ha dato questa possibilità. C’è tanta preoccupazione per questa gara perché i campioni di Quique Setién riconquistano palle dopo 6-7 secondi. Per poter sperare di andare avanti, dobbiamo fare grande partita sia in fase offensiva che difensiva” spiega Ringhio. Che prima fa i complimenti a Lorenzo Insigne e poi lo sprona a far meglio. “Insigne è un giocatore che al di là della tecnica eccellente ha un motore importante, ripiega in maniera intelligente tatticamente. Deve migliorare come capitano – argomenta Gattuso -, deve farsi sentire di più magari parlando di meno, entrando nell’anima dei suoi colleghi. Lorenzo però è uno che apprende subito”.

“Domani sera – dice Ringhio ai giornalisti che lo bombardano di domande –  sarò soddisfatto se vedo una squadra che non ha paura, che rispetta l’avversario ma che se la gioca fino alla fine. Quanto a Messi, è un grande giocatore, ha vissuto una carriera bellissima. Mai una parola fuori posto. Gli vedo fare cose impensabili, ha qualità incredibili” sostiene Gattuso, inondando di complimenti l’asso argentino che nell’ultimo match sostenuto dai blaugrana in Spagna ha messo a segno un poker.

“Stamattina mentre bevevo il caffè ho pensato a tutto quello che ho fatto, ai sacrifici sostenuti per arrivare fino a qui. Domani ci giochiamo una cosa importante. Ovviamente non posso dirvi quale sarà l’assetto tattico del Napoli, quello lo vedrete in campo. Quello che posso dirvi – argomenta sempre Gattuso con i giornalisti – è che grazie al lavoro quotidiano, alle priorità che ci siamo dati, alle regole, al rispetto, alla coerenza, riesco a tenere la squadra sul pezzo. La cosa brutta è quando devo dire ai giocatori che non verranno in panchina” conclude Gattuso, concentratissimo sul match del San Paolo

Continua a leggere

In Evidenza

Champions, Insigne: “Il Napoli se la può giocare con il Barcellona”

Valeria Grasso

Pubblicato

del

C’è la folla delle grandi occasioni nella sala stampa del Napoli a Castel Volturno in attesa del match di Champions fra Napoli e Barcellona per gli ottavi di finale. Incoerenza con Gattuso c’è Lorenzo Insigne

“La viviamo serenamente, ha detto il capitano del Napoli ai giornalisti italiani e spagnoli,  affrontiamo una grandissima squadra quindi dobbiamo preparare la partita al meglio. La champions ha un grande fascino dobbiamo essere al 100%. Messi è un grande campione: dobbiamo provare a limitarlo, facendo una grande prestazione ma non è il solo, il Barcellona è una squadra forte. Il Napoli se la può giocare, ha detto Lorenzo Insigne,  a Brescia ha ribaltato il risultato”.

“Insieme al mister dobbiamo affrontare tutte le.partite allo stesso modo sia che si tratti del  campionato che della Champions. Abbiamo perso punti con le piccole… dobbiamo usare la giusta cattiveria con tutte le squadre, il Barcellona come il Genk. Se chiudo gli occhi – ha detto Insigne ai giornalisti – penso solo che dobbiamo fare una grande partita sia all’andata che al ritorno. Ci vuole la giusta mentalità: dobbiamo fare goal ma soprattutto non prenderne”.

Ai giornalisti spagnoli che gli chiedevano di Messi, Insigne ha risposto così: “Messi per me oggi è il giocatore più forte al mondo. Maradona è sacro ovviamente… Quanto a noi ovviamente spero domani di fare goal ma anche se fa goal Ospina va bene uguale. Importante è fare grande prestazione al di là se faccio goal io oppure no. Non bisogna avere paura, ci dobbiamo provare affrontiamo grandi campioni. Occorre grande partita e grande risultato: proverò a dormire  e a stare tranquillo in attesa di domani”.

 

Continua a leggere

Sport

Psicosi coronavirus, rischio stop al campionato di calcio di serie A ma Sky spinge per i match a porte chiuse

Avatar

Pubblicato

del

L’emergenza coronavirus potrebbe fermare la Serie A e altri campionati, non solo di calcio. Quattro le partite della 25/a giornata rinviate: dopo le tre già annunciate in tarda serata, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari e Inter-Sampdoria, per lo stop del Governo alla competizioni in Lombardia e Veneto, è toccato al Piemonte fermare lo sport. E di conseguenza è slittata Torino-Parma, in programma  all’Olimpico granata. ‘Salve’ invece Genoa-Lazio, regolarmente disputata all’ora di pranzo e Roma-Lecce.. “Con questo decreto ci siamo adeguati e convinti che la valutazione sia quella più giusta, al momento”, ha confermato il presidente del CONI Giovanni Malagò. Difficilmente, sembra di capire, l’emergenza si limiterà a questo weeekend. Complicato al momento fare previsioni, tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione nelle zone considerate a rischio. Intanto c’è da capire quando verranno recuperate le gare saltate. La partita del Bentegodi inizialmente si è pensato di farla giocare già domani, ma in serata i sardi hanno deciso di far ritorno sull’isola. Segno che al momento è tutto fermo. Nell’individuazione delle date in un calendario già intasato occorre ricordare che non si può andare oltre domenica 24 maggio, ultima giornata del campionato che poi lascerà spazio ai preparativi per l’Europeo. Sul problema dei calendari intasati, il presidente del CONI ha ricordato: “Non sono regolati dal sottoscritto e si incastrano anche con quelli internazionali”.

Giovanni Malagò.  Il capo del Coni, padrone dello Sport italiano

La situazione più complicata è quella legata all’Inter, formazione che oltre al campionato è in corsa in Coppa Italia e Europa League. Il che rende problematica la ricerca della prima finestra utile: se i ragazzi di Conte proseguissero in tutti i fronti, la prima data utile per il recupero cadrebbe mercoledì 20 maggio. Ovvero, pochi giorni prima dell’ultimo turno di campionato: non proprio il massimo, se si intende garantire la regolarità del torneo. “Fino a tarda sera ho sentito alcuni dei dirigenti coinvolti, l’ultima telefonata con Marotta è stata in piena notte. Il discorso delle porte chiuse è stato preso in considerazione ma ci sono delle problematiche”, ha detto ancora Malagò. Al di là dal nodo-recupero, le istituzioni del pallone si interrogano sulle prossime partite e sul modo di impedire altri rinvii nel caso l’emergenza persistesse nelle zone a rischio. I riflettori ovviamente sono puntati sul big match di Juventus-Inter di domenica 1° marzo, all’Allianz Stadium di Torino, mentre alle 12.30 il calendario prevede Milan-Genoa a San Siro. Ma una decisione dovrà essere presa anche per l’impegno che attende i nerazzurri in settimana, il ritorno dell’andata dei sedicesimi di Europa League con il Ludogorets a San Siro. L’Uefa propende per San Siro.

Simone Inzaghi. Il tecnico della Lazio dice no agli stadi chiusi

“C’è un interesse primario che è la salute, ma è chiaro che l’obiettivo è di ristabilire la normalità il prima possibile. Per ora si naviga a vista, altri interessi devono andare un attimo in secondo piano”, ha spiegato ancora Malagò presente all’Olimpico per Roma-Lecce. Escluso drasticamente il rinvio, la gara potrebbe disputarsi a porte chiuse o, come alternativa, in un campo neutro di una zona non considerata a rischio. A tale proposito il club bulgaro ha annunciato di aver “formalmente chiesto a Uefa e Inter” informazioni “sulla situazione nella regione Lombardia”, ricordando che “più di 600 sostenitori dovrebbero sostenere la squadra a San Siro, molti di loro hanno già acquistato biglietti aerei e ci sono viaggi organizzati in autobus dalla Bulgaria all’Italia”. La possibile chiusura degli impianti al pubblico, al vaglio in queste ore da Governo, ministero dello Sport, Lega A e Figc non solo per evitare contagio ma per salvare gli affari delle pay tv troverà la opposizione certa del tecnico della Lazio Simone Inzaghi. “La soluzione non sono le gare a porte chiuse, perché i tifosi sono il cuore del nostro sport”, ha spiegato il tecnico dopo la sfida vinta in casa del Genoa. “È giusto condividere il calcio con le tifoserie, bisognerà trovare un rimedio alternativo a questa problematica”. Chissà se la pensa allo stesso modo anche Claudio Lotito e gli altri presidenti delle squadre di calcio di serie A che in queste ore vengono pressati da Sky e Dazn, le pay tv che si dividono i profitti della torta del calcio.

Continua a leggere

In rilievo