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Contagio in Campania, salgono a 1242 i positivi e a 74 i morti del coronavirus

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Coronavirus, Madrid si prepara ad un secondo lockdown

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A partire da lunedì, alcune zone di Madrid saranno soggette al lockdown per frenare l’aumento del Covid-19 mentre i casi in tutta Europa continuano a crescere. Lo riferisce la Bbc online. Il provvedimento riguarda oltre 850mila persone nella regione di Madrid che saranno sottoposte a restrizioni per i viaggi e agli assembramenti. La Spagna ha il maggior numero di casi di coronavirus in Europa e Madrid è di nuovo la regione piu’ colpita. Secondo i dati della Johns Hopkins University, i nuovi casi sono 625.651 e i tassi di infezione nella regione di Madrid sono piu’ del doppio della media nazionale, afferma il governo spagnolo. Il Paese e’ stato tra i piu’ colpiti dalla prima ondata di infezioni con 30mila morti. Da lunedi’, 37 dei distretti sanitari piu’ a rischio nella regione saranno soggetti a restrizioni. I residenti potranno lasciare la loro zona solo per andare al lavoro, a scuola o per assistenza sanitaria. Gli incontri sociali saranno limitati a sei persone, i parchi pubblici saranno chiusi e le attivita’ commerciali dovranno abbassare la saracinesca entro le 22.

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L’OMS denuncia: livello del contagio da Covid in Europa allarmante

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Il livello di trasmissione del Covid-19 in Europa e’ “allarmante”: e’ l’allarme lanciato dall’Oms, preoccupata per la riduzione del periodo di quarantena deciso o previsto in diversi Paesi tra cui la Francia. “I dati di settembre dovrebbero servire da allarme” in Europa dove il numero di nuovi casi e’ ora superiore a quelli di marzo e aprile, secondo il direttore della sezione europea dell’Organizzazione, Hans Kluge. L’Oms esclude raccomandare una quarantena inferiore a 14 giorni. La pandemia ha finora ucciso piu’ di 941.000 persone in tutto il mondo e sono stati diagnosticati piu’ di 29,9 milioni di infezione. La Francia e’ tornata sopra i 10 mila casi giornalieri, registrandone 10.593 nelle ultime 24 ore. Lione e Nizza, dove il numero di nuovi casi e’ 4 volte e 3 volte superiore al “grado di allerta” di 50 casi per 100.000 abitanti, sono state inserite nella lunga lista delle zone a rischio e entro e entro sabato saranno decise nuove restrizioni. La Gran Bretagna conferma l’aumento giornaliero di 4 mila casi.

Il governo corre ai ripari davanti ai “preoccupanti” tassi di contagio e annuncia lockdown locali nel Nord-Est dell’Inghilterra che riguarderanno circa 10 milioni di persone. Dalla mezzanotte, ha spiegato il ministro della Salute, Matt Hancock entreranno in vigore restrizioni ai contatti sociali e riduzioni degli orari di apertura dei pub e dei locali pubblici in sette aree, tra cui Newcastle, Sunderland, South Tyneside e Gateshead. E non é escluso in Uk un altro lock down nazionale. “I dati dicono che dobbiamo agire ora”, ha detto Hancock alla Camera dei Comuni. A Sunderland l’attuale tasso di infezione e’ di 103 casi ogni 100.000 persone, mentre a South Tyneside, Gateshead e Newcastle le cifre sono tutte superiori a 70. Ai residenti non sara’ consentito incontrare altre persone al di fuori delle loro famiglie. I ristoranti potranno offrire solo servizio al tavolo, cosi’ come i pub, chiuderanno alle 22:00. Le autorita’ di Newcastle, hanno spiegato che le misure temporanee dovrebbero “evitare di ricorrere al confinamento totale”. Ci sono riscontri secondo i quali il virus si sta diffondendo piu’ velocemente nei pub, nelle case delle persone e tra i praticanti degli sport di base”. In Spagna le autorita’ di Madrid annunceranno domani nuove misure per “limitare la mobilita’ e ridurre le attivita’” nelle zone dove e’ stata accertatata una “maggiore trasmissione del virus”. La Comunidad del Madrid ha registrato negli ultimi 14 giorni 598 casi di contagio ogni 100 mila abitanti (673 nell’area della capitale) e 21.991 nuove infezioni. In Germania i contagi giornalieri hanno nuovamente superato quota 2 mila, il dato piu’ alto del mese e che non era stato raggiunto dalla seconda meta’ di agosto.

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Da analisi sangue si può prevedere decorso del Covid

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Una semplice analisi sul sangue potra’ bastare per capire quale sara’ il decorso della Covid-19 in un soggetto e individuare cosi’ i pazienti piu’ a rischio di sviluppare forme gravi. Lo dimostra lo studio ‘Covid-Ip’, condotto da un team internazionale del King’s College London e del Francis Crick Institute di Londra con la partecipazione di Francesca Di Rosa dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma, pubblicato su Nature Medicine. I ricercatori hanno identificato alcune alterazioni immunologiche che potranno essere sfruttate per identificare mediante un esame del sangue i pazienti destinati ad aggravarsi. L’infezione da virus Sars-Cov-2 puo’ essere asintomatica, oppure causare la malattia denominata Covid-19, le cui manifestazioni cliniche sono estremamente eterogenee: da una patologia respiratoria lieve a un quadro clinico grave, in alcuni casi fatale. Analizzando il sangue dei pazienti si possono pero’ ottenere previsioni sul decorso della malattia. Un punto di forza dello studio, spiega Di Rosa, “e’ l’uso di un test per analizzare nel sangue il ciclo cellulare dei linfociti T, cellule fondamentali della risposta immunitaria specifica. Il test ci ha consentito di identificare alcuni sotto-tipi di linfociti T proliferanti nei pazienti piu’ gravi”. Questi risultati aprono la strada a una “migliore comprensione delle funzioni dei linfociti T in questa malattia. In particolare, le alterazioni dei linfociti T potrebbero riflettere la capacita’ del virus Sars-Cov-2 di tenere sotto scacco la risposta immunitaria, nonostante quasi tutti i pazienti – rileva – abbiano anticorpi specifici nel sangue, prodotti dai linfociti B”. Nel Covid-19 “la risposta dei linfociti T appare disregolata”, prosegue la ricercatrice del Cnr-Ibpm. Altro elemento correlato con la gravita’ del decorso clinico, spiega, “e’ anche la notevole riduzione dei granulociti basofili e delle cellule dendritiche plasmacitoidi. Inoltre, e’ stato dimostrato che l’aumento dei livelli di una triade di molecole specifiche (chemochina IP-10, interleuchina-10 e interleuchina-6) e’ un segnale premonitore dell’aggravarsi della malattia piu’ attendibile di quelli finora analizzati”. Le potenziali implicazioni di questo studio, condotto su 63 pazienti ricoverati con Covid-19 presso gli ospedali Guy’s e St Thomas’ di Londra, appaiono interessanti. “Se confermate in un numero piu’ elevato di pazienti, queste informazioni – conclude Di Rosa – potranno rivelarsi utili a scopi prognostici, consentendo di prevedere quali siano i pazienti maggiormente a rischio di aggravarsi e di mettere cosi’ in atto tempestive e adeguate misure”.

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