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Economia

Commissione bicamerale sulle banche: pronti a fare controlli su liquidità trasferite alle piccol e medie imprese

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Controllore ma anche garante. Dopo il decreto Cura Italia e l’iniezione di liquidita’ a favore delle piccole e medie imprese attraverso il canale bancario, la Commissione bicamerale di inchiesta sulle banche avoca a se’ un nuovo ruolo: quello di assicurare che le risorse promesse arrivino effettivamente alle pmi e ai cittadini colpiti dall’impatto economico del coronavirus. A tracciare i possibili nuovi compiti della Commissione, istituita per facilitare il lavoro della magistratura sugli scandali bancari ed in particolare concentrata ultimamente sul caso della Popolare di Bari, e’ la presidente Carla Ruocco. “La Commissione – spiega – si vuole assicurare che la liquidita’ messa a disposizione dallo Stato, dalla Bce e dalla Commissione Ue arrivi direttamente e velocemente, senza oneri e aggravi burocratici, nelle tasche di cittadini e imprese, profondamente provati da questa terribile emergenza. E’ questa l’assoluta priorita’”. Ruocco ha quindi invitato i componenti dell’ufficio di presidenza a incontrarsi via Skype lunedi’ mattina per discutere su come procedere per riorientare i lavori della commissione. L’obiettivo e’ quello di essere di supporto ai cittadini che si stanno interfacciando con il settore bancario. Il Decreto Cura Italia, a partire dagli articoli 26, 49 e 56 per i mutui e i finanziamenti alle famiglie e alle imprese, ha infatti potenziato l’operativita’ del Fondo di solidarieta’ per i mutui per l’acquisto della prima casa e sospeso le rate dei prestiti dei mutui delle Pmi. “Le banche sono chiamate ad applicare immediatamente questa nuova ed emergenziale disciplina. – evidenzia Ruocco – Ci arrivano diverse segnalazioni da parte dei cittadini disorientati rispetto alle istruzioni che ricevono dagli istituti di credito. E questo, ovviamente, in un momento gia’ di profonda incertezza non e’ quello di cui hanno bisogno le persone”. Dunque “la Commissione – insiste ancora l’esponente del Movimento 5 Stelle – potrebbe farsi carico di controllare che l’operativita’ delle banche sia in linea con la normativa. Un indirizzo in tal senso rientra pienamente tra le attivita’ che la commissione puo’ cominciare a seguire con sistematicita’”. L’idea sarebbe quella di iniziare il lavoro con le audizioni, probabilmente in videoconferenza, di Abi e Bankitalia. Proprio dall’Abi arriva intanto l’ennesimo invito ai correntisti a svolgere il piu’ possibile le operazioni di cui hanno bisogno da casa. La banca via Internet, accessibile da Pc o in mobilita’ da smartphone e tablet, o tramite telefono – sottolinea l’associazione bancaria – consente di collegarsi con la propria banca velocemente e in tutta sicurezza, senza bisogno di andare in filiale. Da casa si puo’ consultare il proprio conto in modo semplice e sicuro, eseguire pagamenti, gestire le proprie carte di pagamento, verificare lo stato del mutuo e la propria situazione patrimoniale. Per eventuali inderogabili esigenze che richiedessero l’ausilio della filiale, Abi invita a telefonare alla propria banca per ricevere tutto il supporto necessario ed evitare assembramenti e fissare un eventuale appuntamento.

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Vertenza Jabil, domani i sindacati tornano al tavolo con i ministeri. Tensione fra i lavoratori

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Si ritorna al tavolo anche se solo con i rappresentanti sindacali: i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico hanno infatti convocato per domani i  rappresentanti dei lavoratori di Jabil Marcianise in videoconferenza per una riunione. Probabilmente verranno resi noti i particolari della trattativa fra i due ministeri e i vertici dell’azienda negli Usa. Non ci sono indiscrezioni ma i 190 lavoratori licenziati in un comunicato con cui denunciano- scrivono- “brogli evidenti che non tengono conto dei criteri stabiliti dalla legge oltre a spostamenti di alcuni su attività strategiche, all’ultimo minuto, trasgredendo quanto stabilito dalla procedura, ovvero la cristallizzazione dei reparti all’atto dell’apertura della procedura”.

La lista dei criteri utilizzati dalla Jabil per stabilire l’elenco dei licenziati avrebbe dovuto rimanere segreta invece così non è stato provocando tensioni fra gli stessi lavoratori.

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Economia

Fase 2, i tributaristi: troppi adempimenti, rifare calendario del fisco

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I tributaristi chiedono un aggiornamento totale del calendario fiscale, che tenga conto della situazione conseguente al lockdown. Giugno si presenta particolarmente complesso per i consulenti tributari, sia per le scadenze che caratterizzano questo periodo e sia per gli adempimenti rinviati per l’emergenza coronavirus. “E’ nostra intenzione evidenziare che, in un quadro estremamente complesso caratterizzato da una mole considerevole di scadenze – avverte il presidente dell’Ancot. Associazione nazionale Consulenti tributari, Celestino Bottoni – gli studi dei consulenti tributari sono impegnati ormai da diversi giorni, dopo la riapertura di tutte le aziende, a gestire una serie di attivita’ straordinarie che permettono alle famiglie, alle imprese e ai professionisti di avere la documentazione necessaria per ottenere il sostegno al reddito e la liquidita’ prevista dai decreti Cura Italia, Liquidita’ e Rilancio predisposti in questi mesi dal Governo. A completare il quadro c’e’ poi la situazione legata alla sempre piu’ limitata liquidita’ da parte delle aziende e dei professionisti”.

Fisco rapace. Le file umilianti sin dalle prime luci dell’alba per la rottamazione di debiti spesso già prescritti

Il 30 giugno e’ prevista la prima scadenza per il pagamento di imposte derivanti dal modello redditi 2020, il versamento del diritto annuale della camera di commercio. Lo stesso giorno scadono anche i termini precedenti, soggetti alla proroga decisa per il coronavirus e quindi: l’invio della dichiarazione Iva 2020, l’invio della Lipe relativa al primo trimestre 2020, i modelli Intrastat in scadenza a marzo aprile e maggio 2020, l’esterometro e i modelli Eas. Oltre alla scadenza dell’Imu prevista per il 16 giugno, la predisposizione dei bilanci a seguito della proroga, le ritenute alla fonte, i modelli per il pagamento dei contributi, il modello Intrastat. Se le entrate tributarie e contributive, secondo le rilevazioni del Mef, nei primi tre mesi del 2020 mostrano nel complesso una crescita di 5,668 miliardi di euro, pari al +3,6 per cento – ragiona l’associazione – le conseguenze del lockdown hanno aperto scenari molto diversi. Basti pensare che tra le imposte indirette, nel documento del ministero delle Finanze si evince che il gettito registra una flessione, a seguito dell’impatto sulle entrate tributarie delle misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria e le entrate Iva ammontano a 24,573 miliardi pari a -1,146 miliardi in valori assoluti e pari a -4,5%”. L’Ancot “richiede pertanto una razionalizzazione dell’agenda fiscale con una proroga delle dichiarazioni dei redditi e dei relativi versamenti, in modo da non avere un collo di bottiglia che creerebbe solo dei problemi anche dal punto di vista finanziario, per le tante imprese che stanno tentando di ripartire dopo il lockdown. Allo stesso tempo, chi non ha avuto cali di fatturato, reddito, e’ giusto che rispetti le scadenze gia’ in essere”.

Queste richieste dell’Associazione nazionale Consulenti Tributari sono dettate da due importanti fattori: da una parte garantire carichi di lavoro adeguati per gli studi professionali che devono far fronte alle vari incombenze e nel contempo tener conto delle esigenze dei contribuenti. “Nello scenario attuale caratterizzato dall’emergenza Covid-19 – ha detto Celestino Bottoni – e’ fondamentale avviare un confronto costruttivo con l’amministrazione finanziaria per individuare i possibili slittamenti dei termini degli adempimenti. Ad esempio, nel documento predisposto con la Confederazione Aepi relativo alle Osservazioni in merito al contenuto del disegno di Legge AG2500, con l’emendamento numero 13 abbiamo chiesto lo spostamento a novembre delle scadenze fiscali, che permette ai contribuenti di avere piu’ tempo a disposizione per l’adempimento ai versamenti delle imposte dopo un lungo periodo di chiusura. Ovviamente questo provvedimento non deve prevedere maggiori oneri di natura economico finanziaria”. Va anche aggiunto, conclude il presidente Bottoni, che “i tributaristi, come gli altri professionisti del settore, saranno parte attiva nell’elaborazione e presentazione telematica dei modelli necessari al perfezionamento delle domande di erogazione dei contributi a fondo perduto previsti dal D.L. Rilancio, un ulteriore adempimento che pero’ va a ad inserirsi in un calendario di scadenze complicato sotto tutti i punti di vista, quasi insostenibile. Per le aziende, il cash flow generato dalle previste entrate dei contributi a fondo perduto, di per se’ esiguo nella sostanza, non puo’ essere richiesto a soddisfacimento delle pretese tributarie stante le imminenti scadenze”.

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Whirlpool: un anno da vertenza, continua lotta operai

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“Whirlpool Napoli non molla” e’ il coro che continua a risuonare nelle manifestazioni, assemblee, incontri degli operai della fabbrica di Napoli est. E’ lo slogan di un anno di lotta, iniziato quando, in un incontro a Roma, i vertici della multinazionale americana comunicarono alle Rsu l’intenzione di chiudere la fabbrica di Napoli. E’ in quel momento che si apri’ un baratro per oltre 400 operai. Ad oggi, l’unica certezza e’ la data del 31 ottobre, fissata dagli americani come ultimo giorno prima della dismissione. L’accordo sottoscritto nel 2018 tra azienda e Mise, che prevedeva investimenti per 17milioni, e’ diventato carta straccia. E mentre in Italia andavano avanti le trattative tra Whirlpool e Governo, in America, veniva comunicata anche all’Autorita’ di Borsa la volonta’ della chiusura del sito. Oggi, in occasione del primo compleanno di una strana ricorrenza, gli operai hanno organizzato una manifestazione a meta’ tra la fabbrica e i social dal titolo “Un anno di lotta, un anno di speranza”. Riprendere al piu’ presto le trattative tra azienda, Governo e sindacati, e’ la posizione unitaria espressa da Fiom, Uilm e Fim. A un anno dall’inizio della lotta degli operai di Napoli est, i leader nazionali, rispettivamente, Francesca Re David, Rocco Palombella e Marco Bentivogli, chiedono una posizione ‘forte’ del Governo per evitare che inizi la dismissione del sito e che si arrivi in autunno senza una soluzione. Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, ha ricordato che, nonostante la proposta di un accordo quadro e un investimento di 20milioni, dalla multinazionale “non e’ arrivata alcuna risposta”. Contro la possibilita’ di prendere fondi pubblici e poi lasciare il territorio, il senatore Sandro Ruotolo ha annunciato l’intenzione di presentare un disegno di legge, scritto con lavoratori e sindacati. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha fatto sapere che “negli incontri con il Governo stiamo sottolineando le sofferenze”, ma “finora dall’altra parte ho trovato una inadeguatezza ad affrontare questo momento storico”. “Tocca a noi – ha affermato – essere non solo pungolo, ma protagonisti”. Per Roberto Saviano, “serve un lavoro di tutte le parti, con la consapevolezza che chiudere la Whirlpool di Napoli avra’ effetti devastanti su un territorio che merita investimenti”. Sostegno anche da parte del cardinale Crescenzio Sepe che si e’ detto pronto “a fare la propria parte, senza ingerenze”.

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