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Cultura

Ceramica di Capodimonte: dalla crisi possono nascere opportunità per la cultura

Valter Luca De Bartolomeis

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Nell’attuale situazione di crisi, generata dall’emergenza Coronavirus, il mondo dell’artigianato artistico si è trovato a vivere una condizione di particolare fragilità. Penso a quello che stanno vivendo i tanti artigiani custodi di antichi saperi e di quel Know how che ha reso il nostro Paese unico e che ancora ci identifica nel mondo, a tutti i prosecutori di antiche manifatture ed eccellenze del Made in Italy impegnati oggi in una battaglia di resistenza.

Per un artigiano non è possibile produrre in smart working e con l’arresto del settore turistico si sono ridotte, in modo consistente, anche le opportunità per veicolare e vendere le produzioni. È quindi a rischio la sopravvivenza di un importantissimo patrimonio culturale e produttivo, un’eccezionalità tutta italiana.

Tuttavia proprio per l’artigianato e, più in generale, per il mondo della produzione di oggetti, potrebbero verificarsi opportunità nuove. Un nuovo posizionamento di senso. Siamo tutti chiamati a riflettere su un mondo nuovo, più attento ai valori duraturi e alla bellezza delle cose destinate a permanere, partendo da quello che abbiamo vissuto in questi giorni di isolamento.

Il virus ha rallentato tutto, assisteremo probabilmente ad un arresto nella manifattura dei beni di consumo. Tutto ciò è preoccupante ma, confinati nelle nostre città, potremmo assistere proprio ad un rilancio dell’artigianato, le persone potrebbero tornare ad apprezzare maggiormente i beni prodotti localmente. È necessario trasformare questa minaccia in un’opportunità di crescita collettiva che rilanci le produzioni locali e restituisca un senso nuovo al nostro rapporto con gli oggetti d’uso e con gli spazi di vita. Dobbiamo ripartire con modalità nuove e con un nuovo senso di comunità!

Per questo, in occasione dell’evento nazionale ‘Buongiorno Ceramica 2020’, abbiamo deciso di non parlare tanto delle nostre collezioni. Riteniamo invece fondamentale ricordare a tutti e in particolare al nostro comparto produttivo di riferimento, quello della ceramica di Capodimonte, che fare rete in questo momento non è più un’opzione, è necessario. Che la nostra Istituzione è un ente pubblico e come tale ha il dovere di sostenere il territorio. Le nostre risorse umane e strumentali sono disponibili per quanti avranno bisogno, per ripartire, per costruire insieme un futuro nuovo per il comparto basato sul dialogo, per dare forma a processi di innovazione adeguati alle necessità e alle condizioni della collettività.

 

Costruiamo una rete che sia un’”agorà”, un luogo privato e pubblico al tempo stesso. Per tornare a interrogarci, dove anche le sofferenze private possano essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici. Abbiamo la possibilità di sostenere le imprese non solo sul fronte della produzione ma anche della formazione, continua, per la costruzione di nuove competenze legate anche all’evoluzione del digitale. Partirà quest’anno, ad esempio, un nuovo Corso per adulti dedicato alla ceramica artistica e industriale per l’aggiornamento professionale e per offrire opportunità formative lungo tutto l’arco della vita.


In questo particolare momento storico, l’Istituto ad indirizzo raro Caselli-De Sanctis e Real Fabbrica di Capodimonte vuole riportare l’attenzione sul progetto del “Forno Civico”, sostenuto e potenziato grazie ad un importante finanziamento dell’Assessorato alla pubblica Istruzione e alle Politiche Sociali della Regione Campania. Sarà di nuovo possibile ammirare sia le produzioni delle aziende del territorio sia quelle degli allievi della scuola, oltre ai magnifici oggetti disegnati per le collezioni della Real Fabbrica di Capodimonte. Ora dobbiamo sottolineare e ricordare, con più urgenza, la nostra disponibilità ad essere un riferimento, con il Forno Civico, un supporto all’intera filiera, con uno scopo sociale alto. Costruiamo insieme un modello di impresa sociale dove il pubblico intervenga a sostegno del privato per determinare non solo una rigenerazione culturale ma anche economica e di mercato. Così si costruisce un futuro possibile e di qualità per gli artigiani già operativi e per le nuove generazioni, perché solo con queste premesse ha senso una scuola che tramandi competenze stratificate a giovani che possano poi rintracciare una domanda concreta di un mercato finalmente sostenibile.

Dirigente dell'Istituto ad indirizzo raro Caselli - De Sanctis e della Real Fabbrica di Capodimonte. Laurea in architettura, Dottore di ricerca in Tecnologia dell'Architettura, Perfezionamento in Arredamento, Design e Grafica, Specializzazione in Disegno industriale, presso la Facoltà di Architettura di Napoli Federico II. Ha partecipato all'organizzazione e al coordinamento scientifico di workshop, seminari, mostre e convegni. Ha collaborato ad iniziative della rete nazionale SDI, Sistema Design Italia, nella Unità di Napoli "Federico II". Membro del comitato scientifico del Wd Workshop design selezione Compasso d'oro 2004 e del progetto di ricerca-azione INPORCELLANE per il comparto della porcellana di Capodimonte. Autore di numerosi libri e saggi su design e comunicazione per la valorizzazione del patrimonio culturale e del territorio. Docente di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Frosinone.

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Riaprono i luoghi d’arte, tutti emozionati in fila a Napoli, Venezia, Roma, Firenze e…

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Mentre passavano le Frecce Tricolori a Roma per festeggiare il 2 giugno si riaprivano le porte della grande mostra dedicata a Raffaello alle Scuderie del Quirinale, chiusa per l’emergenza sanitaria. A spingere quella porta con gesto altamente simbolico il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini, che ha fatto entrare la prima visitatrice di una lunga coda. “La parte difficile dell’emergenza e’ superata, adesso si tratta di essere prudenti, di rispettare le regole, ma l’Italia puo’ ripartire guardando alla sua forza che e’ l’arte, la bellezza, la storia”. Sono stati in molti a pensarla come lui e si sono messi in coda per tornare ad ammirarne le meraviglie fino alla Sicilia dove la riapertura dei musei e delle aree archeologiche ha fatto registrare oltre 7 mila presenze nell’ultimo week end e quasi 30 mila prenotazioni fino al 7 giugno. In testa alla classifica dei siti piu’ visitati Selinunte, con oltre mille presenze (per l’esattezza 1.171) che ha superato perfino la Valle dei Templi di Agrigento.

FIRENZE – Visitatori in fila alla Galleria dell’Accademia di Firenze che ha riaperto con una diminuzione del prezzo del biglietto, al massimo 50 visitatori per volta in un percorso in sicurezza, a senso unico. Sempre a Firenze dopo 85 giorni di chiusura imposta dal lockdown, domani riaprira’ la Galleria degli Uffizi di Firenze. Per il celebre museo si trattera’ di una riapertura graduale, ‘slow’, con nuove modalita’ di visita per il rispetto delle norme anticontagio. Il numero massimo di visitatori che potranno visitare contemporaneamente la Galleria sara’ ridotto della meta’, passando da 900 a 450.

VENEZIA – Per la Festa della Repubblica la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ha riaperto le porte al pubblico con ingresso gratuito dalle 10 alle 18. In poco piu’ di 48 ore, 400 persone, numero massimo di accessi consentito nell’arco della giornata, hanno prenotato l’ingresso, gratuito. La direttrice Karole P. B. Vail e lo staff hanno accolto i visitatori all’apertura dei cancelli, felici e emozionati. A giugno, il museo sara’ aperto nei fine settimana, dalle 10 alle 18.

NAPOLI – Non ci sono ancora i turisti ma sono molti i cittadini che hanno scelto di trascorrere la giornata festiva, rigorosamente in mascherina, nei siti riaperti, tutti con prenotazione obbligatoria e visite contingentate. A cominciare dal Museo Archeologico Nazionale di NAPOLI dove in una atmosfera di festa sono arrivati in 250 (il 60% abbonati) tutti con biglietto on line, ad accoglierli il direttore Paolo Giulierini. Aperti anche molti siti napoletani del Polo Museale campano e i musei Civici Maschio Angioino e PAN (Capodimonte riaprira’ il 9 giugno).

TORINO – Apertura eccezionale per un giorno al Museo Egizio, dopo tre mesi di chiusura, cosa che non era mai successa dopo ll secondo conflitto mondiale. ”E’ stata un’emozione grandissima”, ha detto il direttore Christian Greco accogliendo i primi visitatori dopo il lockdown, tutti prenotati online e con biglietto gratuito. Da venerdi’ 5 giugno, l’Egizio sara’ aperto al pubblico tre giorni alla settimana, dal venerdi’ ala domenica, con tariffe scontate. E’ stata un successo la giornata della Festa del 2 Giugno alla Reggia di Venaria (Torino) con 1400 gli ingressi.

GENOVA – Il successo non e’ stato sempre legato ai grandi numeri ma anche all’eccezionalita’ dell’evento come, a palazzo Ducale di Genova, le visite guidate alla Cappella dogale del Palazzo aperta in occasione della Festa della Repubblica. con la guida d’eccezione della direttrice Serena Bertolucci che a sorpresa ha ricevuto anche mazzi di fiori da alcuni visitatori. ”Oggi sono potute entrare solo 30 persone ma avremmo potuto averne 300. Le persone arrivavano qui e non facevano altro che dire ‘grazie’. Questo significa che il bisogno di cultura e’ tanto e va soddisfatto”.

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Addio a Roberto Gervaso, scrittore e giornalista ironico e colto

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Ironico, colto e sempre elegante con il suo immancabile papillon. Sara’ ricordato cosi’ Roberto Gervaso, giornalista e scrittore di successo morto oggi a Milano dopo una lunga malattia all’eta’ di 82 anni: era nato a Roma il 9 luglio 1937. Lascia la moglie Vittoria e la figlia Veronica, giornalista mediaset, che ha voluto ricordarlo cosi’ su Twitter: “Sei stato il più grande, colto e ironico scrittore che abbia mai conosciuto. E io ho avuto la fortuna di essere tua figlia. Sono sicura che racconterai i tuoi splendidi aforismi anche lassù. Io ti porterò sempre con me”.  Autore di numerose biografie, Gervaso ha collaborato a lungo con Indro Montanelli, soprattutto per i primi volumi della Storia d’Italia, quelli che vanno dal Medioevo al Settecento. Tra i suoi piu’ grandi successi, anche la biografia su ‘Cagliostro’ (Rizzoli), mago ciarlatano e massone, con cui si aggiudico’ il premio Bancarella nel 1973. Molti i personaggi incrociati nel suo lungo percorso di divulgatore storico, da Nerone a Claretta, dalla monaca di Monza a Casanova. Ma la sua vena ironica spiccava soprattutto nei titoli di altri celebri libri dedicati al rapporto di coppia: ‘La vita e’ troppo bella per viverla in due (breve corso di educazione cinica)’ e ‘L’amore e’ eterno finche’ dura’. Nonostante il successo e la poliedricita’, Gervaso ha pero’ combattuto piu’ volte contro il ‘male oscuro’, fino a scriverne un libro: ‘Ho ucciso il cane nero. Come ho sconfitto la depressione e riconquistato la vita’ pubblicato da Mondadori nel 2014. Tra le sue grandi passioni, spiccava quella per gli aforismi, come del resto ricordato anche dalla figlia Veronica nel suo messaggio di addio. ‘Il grillo parlante’ e ‘La volpe e l’uva’ furono entrambi pubblicati da Bompiani negli anni Ottanta. Come giornalista, ha scritto per il Corriere della Sera e ha collaborato con numerose testate. Ma il grande pubblico lo ricorda anche per il suo programma televisivo ‘Peste e corna’, andato in onda di primo mattino per dieci anni su Rete4. Numerosi i messaggi di cordoglio per la sua scomparsa, primo fra tutti quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha voluto ricordarlo come “un uomo di finissima cultura, protagonista, per lunghi anni, del giornalismo e della vita culturale del nostro Paese”.

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Gli editori tagliano posti ad Ansa, Sole 24 Ore, Radio Capital e…

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C’è stato di agitazione al Sole 24 Ore. Il comitato di redazione ha messo in campo un pacchetto di dieci giorni di sciopero su deliberazione dell’assemblea di redazione (106 voti favorevoli, 2 astenuti e 1 contrario) in risposta alla richiesta dell’azienda “di un taglio del costo del lavoro per la seconda metà del 2020 nell’ordine del 25%”. La busta paga, per capirci, deve dimagrire di un terzo secondo la proprietà del giornale.

Il piano è stato respinto dalla redazione perché “incompatibile con una corretta organizzazione del lavoro” e con “la sostenibilità dei molti prodotti realizzati, in una situazione di grande emergenza. Prodotti che sostengono i ricavi del gruppo”. Il livello dello scontro è salito al punto che la redazione ha affidato al cdr il mandato “di valutare la proclamazione di un voto di fiducia sull’attuale direttore del quotidiano”, Fabio Tamburini. Intanto, si discute se realizzare nelle prossime settimane altre forme di protesta per rendere evidente cosa potrebbe accadere con un taglio così radicale della forza lavoro: bloccare le newsletter, i podcast, i turni di supporto al sito, le iniziative speciali come guide, libri ed ebook. Come dire: vuoi tagliare il costo del lavoro? Bene, taglia anche il volume del lavoro.

Due settimane fa sono stati i giornalisti dell’Ansa a protestare con 48 ore di sciopero contro il management che ha intenzione di coprire le perdite di bilancio con 24 giorni di cassa integrazione per tutti i redattori, a partire da giugno, più un taglio del 25% del budget dedicato ai collaboratori. Come dire: ai precari già malpagati tagliamo pure quel poco che davamo. O peggio, tagliamo proprio le collaborazioni. “Le misure avanzate – ha ribattuto l’assemblea dei giornalisti – comprometterebbero gravemente la capacità dell’Ansa di assicurare un notiziario qualitativamente e quantitativamente adeguato in un momento in cui il ruolo dell’informazione è quanto mai essenziale”.

Tagli annunciati anche a Radio Capital del Gruppo Gedi, passato sotto il controllo della famiglia Agnelli. L’editore ha comunicato l’intenzione di “dimezzare il numero dei giornalisti per tagliare i costi”. Una decisione che stravolge l’identità della radio così come l’aveva impostata l’ex direttore, Vittorio Zucconi. “La garanzia di tutelare i posti di lavoro – fa sapere la redazione – non rende meno negativo il giudizio sulla riduzione degli spazi informativi e dell’organico”. Repubblica e La Stampa, pure loro Gruppo Gedi, si sono schierate con i giornalisti di Radio Capital. Del resto nella testata ammiraglia i malumori per il cambio di assetto proprietario avevano provocato assemblee e un giorno di assenza dalle edicole. Mentre il neodirettore de La Stampa, Massimo Giannini, era subentrato a Zucconi a Radio Capital, adesso affidata a Linus.

Più grave la situazione de La Gazzetta del Mezzogiorno, quotidiano di punta in Puglia e Basilicata con 133 anni di storia. L’esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti si riunirà l’8 giugno a Bari in vista dell’udienza fallimentare del giorno successivo che deciderà le sorti della testata. La procura del capoluogo pugliese ha chiesto il fallimento della società editrice Edisud, della famiglia Ciancio Sanfilippo, ma con la concessione dell’esercizio provvisorio.

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