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Cronache

Cellulari e tumori, 20 anni di studio ma nessuna conferma

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Non ci sono al momento, dopo 20 anni di studi, prove scientifiche sul nesso tra l’uso del cellulare e l’insorgenza di tumori. L’uso prolungato dei telefoni cellulari, su un arco di 10 anni, non e’ infatti associato all’incremento del rischio di tumori maligni (glioma) o benigni (meningioma, neuroma acustico, tumori delle ghiandole salivari) secondo quanto emerso dall’ultimo Rapporto Istisan ‘Esposizione a radiofrequenze e tumori’ curato da Istituto superiore di sanita’ (Iss), Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea pubblicato lo scorso agosto, che arriva dunque ad una conclusione differente rispetto a quella della Corte d’Appello di Torino secondo cui l’uso prolungato del telefono cellulare puo’ causare tumori alla testa. I dati attuali, tuttavia, si precisa nello studio Iss, “non consentono valutazioni accurate del rischio dei tumori intracranici e mancano dati sugli effetti a lungo termine dell’uso del cellulare iniziato durante l’infanzia”. In base alle evidenze epidemiologiche attuali, spiegano i ricercatori nel Rapporto, “l’uso del cellulare non risulta associato all’incidenza di neoplasie nelle aree piu’ esposte alle Radiofrequenze durante le chiamate vocali. La meta-analisi dei numerosi studi pubblicati nel periodo 1999-2017 non rileva, infatti, incrementi dei rischi”. Anche rispetto alla valutazione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Onu nel 2011 – che ha classificato le Radiofrequenze nel gruppo 2B (“possibili cancerogeni”) – le stime di rischio considerate in questa meta-analisi, si precisa nel Rapporto, “sono piu’ numerose e piu’ precise”. Sempre nel Rapporto Iss, gli esperti affermano inoltre che “i notevoli eccessi di rischio osservati in alcuni studi non sono coerenti con l’andamento temporale dei tassi d’incidenza dei tumori cerebrali che, a quasi 30 anni dall’introduzione dei cellulari, non hanno risentito del rapido e notevole aumento della prevalenza di esposizione”. Tuttavia, attualmente “sono in corso ulteriori studi – si precisa nello studio – orientati a chiarire le residue incertezze riguardo ai tumori a piu’ lenta crescita e all’uso del cellulare iniziato durante l’infanzia”. Nel rapporto si evidenzia pure che “l’ipotesi di un’associazione tra Radiofrequenze emesse da antenne radiotelevisive e incidenza di leucemia infantile, suggerita da alcune analisi di correlazione geografica, non appare confermata dagli studi epidemiologici con dati individuali e stime di esposizione”. La questione resta pero’ dibattuta e nel gennaio 2019 il Tar del Lazio ha stabilito, accogliendo parzialmente un ricorso proposto dall’Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog, che i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione devono adottare una campagna informativa sulle corrette modalita’ d’uso di telefonini e cordless e sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un loro uso improprio. La sentenza stabiliva anche che tale campagna informativa dovesse essere attuata “entro sei mesi”. Sulla questione dell’uso di questi dispositivi si e’ espressa con un ‘position paper’ anche la Societa’ Italiana di Pediatria. Il consiglio e’ di evitare l’esposizione prolungata, anche se in questo caso, piu’ che i rischi legati alle radiazioni, sulla raccomandazione pesano quelli, invece gia’ accertati, per lo sviluppo cognitivo, il sonno e il metabolismo.

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Cronache

Papa Francesco: ricchezza va condivisa perchè accumulare dà abbrutimento

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“Una ricchezza da condividere, non da accumulare solo per se'”: e’ il punto-chiave del Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2020. “Anche oggi e’ importante richiamare gli uomini e le donne di buona volonta’ alla condivisione dei propri beni con i piu’ bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo piu’ equo – afferma il Papa -. La condivisione nella carita’ rende l’uomo piu’ umano; l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo”. “Mettere il Mistero pasquale al centro della vita – rileva il Pontefice – significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che e’ una forma di idolatria”. Bergoglio indica quindi che “possiamo e dobbiamo spingerci anche oltre, considerando le dimensioni strutturali dell’economia”. Per questo motivo, spiega , “nella Quaresima del 2020, dal 26 al 28 marzo, ho convocato ad Assisi giovani economisti, imprenditori e ‘change-makers’, con l’obiettivo di contribuire a delineare un’economia piu’ giusta e inclusiva di quella attuale”. “Come ha piu’ volte ripetuto il magistero della Chiesa – osserva -, la politica e’ una forma eminente di carita’ (cfr Pio XI, Discorso alla Fuci, 18 dicembre 1927). Altrettanto lo sara’ l’occuparsi dell’economia con questo stesso spirito evangelico, che e’ lo spirito delle Beatitudini”. Nel Messaggio il Papa sottolinea anche che “la Pasqua di Gesu’ non e’ un avvenimento del passato: per la potenza dello Spirito Santo e’ sempre attuale e ci permette di guardare e toccare con fede la carne di Cristo in tanti sofferenti”. Chi crede, inoltre, nell’annuncio della morte e resurrezione di Gesu’ “respinge la menzogna secondo cui la nostra vita sarebbe originata da noi stessi, mentre in realta’ essa nasce dall’amore di Dio Padre, dalla sua volonta’ di dare la vita in abbondanza (cfr Gv 10,10)”. “Se invece si presta ascolto alla voce suadente del ‘padre della menzogna’ (cfr Gv 8,45) – aggiunge – si rischia di sprofondare nel baratro del nonsenso, sperimentando l’inferno gia’ qui sulla terra, come testimoniano purtroppo molti eventi drammatici dell’esperienza umana personale e collettiva”. Dopo aver evidenziato l'”urgenza della conversione” e l’importanza della preghiera nel tempo quaresimale, il Papa sottolinea che “malgrado la presenza, talvolta anche drammatica, del male nella nostra vita, come in quella della Chiesa e del mondo, questo spazio offerto al cambiamento di rotta esprime la tenace volonta’ di Dio di non interrompere il dialogo di salvezza con noi”. Puntando infine il dito contro l’atteggiamento attribuito negli Atti degli Apostoli agli abitanti di Atene, i quali “non avevano passatempo piu’ gradito che parlare o ascoltare le ultime novita’”, Francesco avverte che “questo tipo di chiacchiericcio, dettato da vuota e superficiale curiosita’, caratterizza la mondanita’ di tutti i tempi, e ai nostri giorni puo’ insinuarsi anche in un uso fuorviante dei mezzi di comunicazione”. (

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Terremoto, forte scossa avvertita in Calabria: terrore tra Cosenza e Rende, in centinaia in strada

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Corona Virus

Effetto coronavirus, stop al Carnevale e musei chiusi: a Venezia il 40% disdette

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Vaporetti pieni di turisti e lavoratori, come una “normale” giornata nel centro di Venezia. Piazza San Marco non gremita ma ancora teatro di sfilate di maschere, nonostante lo stop agli eventi. Ma gli alberghi cominciano a fare i conti con questa interruzione forzata, e la stima è pesante: 40% di disdette, con dato in crescendo. Cosi’ la città lagunare sta vivendo il “day after”, la conclusione forzata del Carnevale imposta dalle ordinanze anti-Coronavirus, per i tre casi ricoverati all’ospedale Civile. Nei mezzi di trasporto acquei il consueto convivere dei lavoratori e dei visitatori, alcuni con la mascherina protettiva. Mentre in piazza san Marco si smonta con due giorni di anticipo il grande palco della festa, non si e’ fermato l’afflusso di gente, meno intenso di quel che si attendeva ma comunque tale da non far sembrare vuoto il ‘salotto buono’ della citta’. E non sono mancate le persone e i gruppi che non hanno voluto rinunciare a mettersi in maschera, e compiere una sfilata, circondati da altri visitatori in ‘borghese’ che li hanno tempestati di fotografie e di selfie. Sono vuoti o quasi i tavolini all’esterno dei caffe’, anche se all’interno la clientela non manca. I camerieri incrociano le braccia e scrutano, in attesa di qualche turista in avvicinamento. Per chi non ha allestito i tavolini, come al Florian, il viavai di clienti non manca, come ha ricordato il direttore, Renato Costantini, che rassicura anche sulle misure di prevenzione per i dipendenti, con guanti e detergenti. Inutile cercare di entrare nella Basilica di San Marco, interdetta alle visite e anche alle celebrazioni strettamente religiose. La chiesa dai mosaici d’oro e’ chiusa, e in mattinata gli addetti della Procuratoria hanno affisso i cartelli, in italiano e inglese, che avvertivano della decisione presa “per motivi di sicurezza pubblica”. Stessa situazione alla Porta della Carta, ingresso per le visite al Palazzo Ducale, che e’ stato utilizzato come ‘quinta’ per ritratti ai costumi piu’ eleganti. Al Teatro La Fenice, anch’esso interdetto al pubblico, stamani si e’ tenuta una lunga riunione organizzativa, presieduta dal soprintendente Fortunato Ortombina, nel corso della quale sono state prese la decisioni operative per riprogrammare il calendario artistico, e per i rimborsi a chi aveva acquistato i biglietti per L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti e per gli altri eventi programmati fino a domenica e poi cancellati. Si prospetta molto pesante la ricaduta delle mancate feste e della psicosi da Coronavirus per gli albergatori veneziani. “E’ difficile in queste ore avere un quadro preciso – ha affermato il vicedirettore dell’Ava-Federalberghi, Daniele Minotto – ma si stima che al momento le disdette superino il 40%. E il dato va crescendo. Le difficolta’ riguardano in particolare gli eventi gia’ programmati: se le cene in hotel, al pari di quelle dei pubblici esercizi, possono essere confermate, dovranno invece essere cancellati balli in maschera, feste, dibattiti e proiezioni”.

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