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Cronache

Capri, l’elicottero arriva ma è troppo tardi: la donna entra in ospedale a Napoli già morta

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Una donna di 50 anni di Anacapri ricoverata d’urgenza all’ospedale Capilupi di Capri, attesa la gravità delle condizioni cliniche (la donna aveva una grave crisi respiratorio) ne è stato disposto il ricovero in terraferma, a Napoli. In attesa dell’arrivo dell’elicottero per il trasporto d’urgenza la donna colpita anche da arresto cardiaco è stata rianimata due volte con l’uso di un defibrillatore. Nel mentre era stata richiesta con urgenza l’eliambulanza. Un servizio non disponibile per problemi di atterraggio legati all’impianto di illuminazione della piazzola di decollo e atterraggio. L’idroambulanza in dotazione però ad Ischia (è ferma sul porto e serve le tre isole del Golfo), è stata una ipotesi scartata perché i tempi erano troppo lunghi per attivarla, farla arrivare da Ischia e poi salvare la donna in condizioni gravissime.  È stato chiesto un elicottero militare da Pratica di mare, con l’attivazione di una procedura speciale attraverso la Prefettura. Un elicottero del 118 che fa base a Pontecagnano che però non è adibito a voli notturni. Tutto questo mentre i medici del Capilupi provavano a tenere in vita la 50 enne che ha subito due arresti cardiaci. Quando è arrivato l’assenso a far partire da Capodichino un’eliambulanza per Damecuta, pista di atterraggio di Capri, erano già trascorso due ore dal ricovero della donna. E così quando l’eliambulanza ha preso la donna e l’ha portata al Cardarelli, era tardi. La paziente dell’isola di Capri era morta. Ed anche questo è uno dei tanti primati della buona sanità in Campania. Se stai male, non importa dove abiti, non importa chi sei, hai buone probabilità di morire perchè non è facile accedere alle cure. E il dolore per la morte di una donna di 50 anni, non è la prima volta che lo provano a Capri. E dire che il servizio di eliambulanza costa tanto. E i contribuenti lo pagano per salvare vite. In questo caso, in attesa di permessi, autorizzazioni, piste, illuminazione, una donna è morta.

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Voghera, il virus falcidia una famiglia intera: padre e due figli morti, mamma gravissima

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È una intera famiglia quella che è stata falcidiata dal Coronavirus. Siamo a Voghera. Ed è la famiglia Bertucci ad aver subito perdite pesantissime. Prima sono morti i due figli di 54 e 46 anni, Daniele e Claudio Bertucci, che per il Coronavirus erano stati ricoverati all’ospedale di Voghera. Ieri è toccato al papà Alfredo Bertucci, 86 anni, storico fabbro della cittadina in provincia di Pavia, mentre la moglie è ricoverata in gravi condizioni. I due fratelli sono morti a distanza di due giorni l’uno dall’altro. Si erano ammalati quasi contemporaneamente e insieme erano stati ricoverati in ospedale, a Voghera. Anche il padre, Alfredo Bertucci, fabbro molto conosciuto a Voghera: è morto ieri mattina all’età di 86 anni. La moglie è grave in ospedale.

Tutto è cominciato con una lieve febbre, che si è fatta sempre più insistente e non accennava a scendere.
Una mattina le condizioni di Daniele Bertucci si sono aggravate ed è stato necessario il ricovero in ospedale. Nel frattempo si era ammalato anche il fratello, Claudio. Un decorso analogo, fino alla morte, arrivata inaspettata.
Al fratello Daniele, che era già provato dalla malattia, i parenti hanno tenuto nascosto il dramma familiare.
Mercoledì è arrivata dall’ospedale la notizia dell’aggravamento improvviso delle condizioni di salute e anche Daniele, come il fratello, è morto.

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Lutto nell’Arma dei Carabinieri per la morte del Luogotenente Mario D’Orfeo e del Maresciallo Maggiore Fabrizio Gelmini: vittime del coronavirus

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Nella ultime ore, a causa delle complicanze di polmoniti da coronavirus, sono deceduti il Luogotenente C.S. Mario D’Orfeo, 55enne, e il Maresciallo Maggiore Fabrizio Gelmini, 58enne, rispettivamente, comandante della Stazione Carabinieri di Villanova d’Asti (AT) e addetto alla Stazione Carabinieri di Pisogne (BS). Il maresciallo Gelmini lascia una moglie e due figli di 22 e 18 anni. Entrambi impiegati presso stazioni carabinieri, hanno dedicato la propria vita al dovere, alle istituzioni e soprattutto ai cittadini e alle comunità su cui erano chiamati a vigilare. Il luogotenente D’Orfeo è stato impiegato alcuni anni a Palermo, sia come addetto a stazione che presso il nucleo radiomobile, successivamente, presso la Scuola Allievi Carabinieri di Fossano (CN), come istruttore e dal 2015 aveva assunto il comando della Stazione di Villanova d’Asti. Il maresciallo Gelmini, prima come carabiniere e successivamente come sottufficiale, è sempre stato impiegato presso stazioni carabinieri. A quella di Pisogne era giunto nel 1994. Il Comandante Generale e tutta l’Arma si stringono compatti intorno al dolore delle famiglie dei militari.

 

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Bilancio dei contagi in Campania: 1582 positivi al coronavirus e 94 morti

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L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica i seguenti esiti delle analisi sui tamponi:
– Ospedale Cotugno di Napoli: 190 tamponi esaminati, 19 dei quali risultati positivi
– Ospedale Ruggi di Salerno: 302 tamponi esaminati, 53 dei quali risultati positivi
– Ospedale Sant’Anna e San sebastiano di Caserta: 48 tamponi esaminati, 4 dei quali risultati positivi;
– Ospedale Moscati di Aversa: 57 tamponi esaminati, 1 dei quali risultato positivo
– Ospedale Moscati di Avellino: 78 tamponi, 36 dei quali positivi;
– Ospedale San Paolo di Napoli: 27 tamponi esaminati, 3 dei quali positivi;
– Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli: 100 tamponi esaminati, 5 positivi;
– Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola: 63 tamponi, 7 dei quali positivi
Totale tamponi di oggi: 865
Totale positivi di oggi: 128
Totale complessivo tamponi: 10593
Totale complessivo positivi: 1582​​
Il numero di morti è di 94. Dato aggiornato a 48 ore fa. Aspettiamo numeri ufficiali forniti dalla Regione.

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