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Economia

Campari trasferisce sede legale in Olanda, quella fiscale resta in Italia

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Campari trasferisce la sede legale in Olanda, come gia’ la galassia Fca, che ad Amsterdam ha Exor e Cnh, e cosi’ come Mediaset sta cercando di fare per la nascitura holding MediaforEurope. La controllata di Lagfin si trasforma dunque in una societa’ di diritto olandese, con assemblea per l’approvazione straordinaria prevista il 27 marzo, mentre la residenza fiscale resta in Italia, “mercato chiave per il futuro del gruppo”, cosi’ come la societa’ rimane esclusivamente quotata a Piazza Affari. La holding lussemburghese della famiglia Garavoglia, titolare del 51% del capitale e del 65,3% dei diritti di voto, conferma il proprio supporto alla strategia e alle prospettive del gruppo e s’impegna ad acquistare azioni oggetto di recesso sino a un massimo di 76,5 milioni di euro. “Col trasferimento della sede legale in Olanda e il potenziamento del sistema di voto maggiorato con l’introduzione di un nuovo schema di azioni a voto speciale – ha spiegato il ceo, Bob Kunze-Concewitz – intendiamo adottare una struttura flessibile del capitale sociale, che possa ulteriormente supportarci nel perseguire opportunita’ di crescita anche per linee esterne e valorizzare in misura crescente un azionariato con orizzonte d’investimento a lungo termine, coerentemente col nostro orientamento strategico”. Cio’ “senza alcun impatto riguardo a organizzazione, gestione e operativita’ in Italia, ne’ in alcuna altra regione in cui opera il gruppo” ha aggiunto. I conti del 2019 hanno intanto fatto registrare vendite per 1.842,5 milioni con crescita organica del 5,9% e variazione totale del 7,6%, considerati l’effetto cambi e di perimetro. L’utile netto rettificato si e’ attestato a 267,4 milioni (+7,3%), il risultato netto a 308,4 milioni (+4,1%). In forte aumento (+10%) il dividendo a 0,055 per azione. Proseguira’ il buyback per un importo fino a 350 milioni nei prossimi 12 mesi.

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Economia

Fondo garanzia per le piccolo e medie imprese con 7 miliardi, prestiti in pochi giorni  

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 Prestiti garantiti al 100% e senza istruttoria e senza costi fino a 25.000 euro per le piccole e medie imprese. E poi garanzia totale fino a 800mila euro mentre per le concessioni maggiori la garanzia scendera’ al 90% ma moduli semplificati di valutazione economico finanziaria. Passera’ per il fondo di garanzia delle Pmi una parte della liquidita’ che arrivera’ alle imprese italiane, quelle medio piccole che rappresentano il tessuto economico piu’ diffuso in Italia. Il fondo sara’ rifinanziato con 7 miliardi garantendo liquidita’ per 100 miliardi. “E’ uno strumento che le banche conoscono bene – ha detto il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli – e tutto sara’ piu’ rapido: tempo qualche giorno e le persone potranno recarsi presso gli istituti i credito”. A valutare le grandi imprese, invece, sara’ chiamata la Sace. Sono queste le ultime novita’ del decreto Imprese che approda domani al Cdm che, oltre al capitolo liquidita’, conterra’ anche le norme per il rinvio delle scadenze fiscali e lo scudo del Golden Power per evitare scorrerie pirata sulle aziende italiane di settori strategici.

LIQUIDITA’, PRESTITI E GARANZIE: Una delle parole chiave e’ liquidita’. Le attivita’ imprenditoriali in lock down non hanno incassi ma devono ancora fronteggiare pagamenti certi. Finanziarle sarebbe dare ossigeno all’economia. E’ qui che entra in campo il Fondo di Garanzia per le Pmi che agira’ su tre filoni principali: garanzia al 100% per i prestiti fino a 25.000 euro, senza alcuna valutazione del merito di credito; garanzia al 100% per i prestiti fino a 800.000 euro, con la valutazione del merito di credito; garanzia al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro, potendo arrivare al 100% con la controgaranzia dei Confidi Prestiti piu’ facili anche per le partite Iva. Sulla soglia del 90% c’e’ stata un confronto su chi da una parte riteneva che questo potessi bloccare molti prestiti verso imprese che hanno avuto qualche difficolta’, legando le mani al sistema bancario.

IL RUOLO DI CDP: In campo, su questo fronte della liquidita’, il governo chiamera’ di nuovo Cdp, che gia’ nel decreto Cura Italia ha ottenuto risorse per 500 milioni in grado di sostenere prestiti per 10 miliardi. La dote sara’ ora alimentata in modo sostanzioso. Si e’ definito anche il ruolo di Sace, che da Cdp e’ controllata e che rimarra’ partecipata dalla Cassa anche se si sarebbe valutato lo spostamento per un controllo diretto dal parte del ministero dell’Economia. Sace, specializzata nel garantire le imprese nei loro impegni internazionali, avra’ un ruolo chiave nella valutazione delle garanzie per i prestiti nei confronti delle imprese medio-grandi, alle quali viene esteso l’intervento con il decreto imprese.

RINVIO DELLE TASSE: Un secondo capitolo del decreto, finalizzato a lasciare risorse nelle casse delle imprese, e’ quello fiscale, con il rinvio di scadenze ora fissate al 31 maggio e un ampliamento della platea non solo alle filiere piu’ colpite ma anche a chi abbia registrato perdite consistenti del fatturato, insieme alla creazione di un fondo per i futuri ristori. E, accanto a questo, si sta ipotizzando anche di abbassare gli acconti delle tasse di giugno-luglio – lasciando ad esempio ai Comuni la possibilita’ anche di rinviare l’Imu-Tasi-Tari – vista la riduzione di tutte le attivita’ per le misure restrittive di contenimento del virus. Le norme fiscali sarebbero poi accompagnate da un alleggerimento della stretta per i rimborsi fiscali. Salterebbe anche l’esame di ‘fedelta’ fiscale’ che le amministrazioni pubbliche devono fare sui propri fornitori prima di pagarli.

IL GOLDEN POWER: A difesa delle imprese italiane, infine, e’ in arrivo un rafforzamento dei ‘poteri speciali’ per evitare che, con il calo dei titoli borsistici, le imprese italiane di settori strategici possano essere acquistate all’estero a prezzi di saldo. E’ prevista un’estensione del golden power, che gia’ esiste sui settori della difesa, telecomunicazioni, energia, anche per alimentare, sanita’, banche e assicurazioni. Il governo potrebbe utilizzarlo anche per tutelare le imprese medio-piccole, con meccanismi preventivi senza attendere la notifica di un take-over, proteggendo le societa’ anche in ambito europeo.

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Settimana mercati, occhi su coronabond e greggio

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La settimana che precede la Pasqua si preannuncia movimentata sui mercati, con il crescere dell’emergenza coronavirus e in attesa dei verbali della Fed e della Bce. Sullo sfondo la proposta italiana sui coronabond, avversati da Germania e Olanda, che spaccano in due il Continente. In arrivo dati Usa sul greggio, altro nervo scoperto che dovrebbe essere affrontato in settimana da una videoconferenza dei paesi dell’Opec+, inizialmente ipotizzata per lunedi’ e che molto probabilmente slittera’ avanti nella settimana Proprio in Germania sono previsti lunedi’ 6 aprile gli ordini industriali di febbraio, insieme alla fiducia dei consumatori inglesi, alla fiducia degli investitori Ue (Sentix) e dei manager delle costruzioni negli Usa. In quel giorno le borse asiatiche saranno a ranghi ridotti, con Shanghai e Mumbai chiuse. Martedi’ 7 si riunisce la commissione Attivita’ Produttive della Camera sui giochi olimpici e sull’emergenza Covid. In arrivo salari e consumi delle famiglie dal Giappone e la produzione industriale in febbraio insieme alle vendite al dettaglio dall’Italia, mentre alle 12 si riunisce l’Eurogruppo a Bruxelles. Attesi dagli Usal’ottimismo economico e le scorte settimanali di petrolio. La parola mercoledi’ 8 passa alla Fed, che diffonde i verbali dell’ultimo Fomc, mentre in Italia si riunisce la Commissione Bilancio in Senato ed e’ attesa l’asta di Bot a 12 mesi. In arrivo dagli Usa le richieste settimanali di mutui e ulteriori dati su scorte di greggio e produzione di idrocarburi. Giovedi’ 9 la Bce diffonde i verbali dell’ultimo direttivo, preceduti dalle esportazioni, dalla fiducia dei manager delle importazioni e dalla bilancia commerciale in Germania. In arrivo dall’Italia la produzione industriale e dagli Usale richieste di sussidi, la fiducia dei consumatori dell’Universita’ del Michigan, le scorte e le vendite all’ingrosso. Tutto chiuso il 10 aprile per il venerdi’ santo, salvo che a Tokyo e a Shanghai.

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Coronavirus, Airbnb offre alloggi per i medici e 250 milioni di sostegno agli iscritti per le cancellazioni delle prenotazioni

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Una mail firmata dal CEO Brian Chesky per avvisare gli host, i “padroni di casa”, quelli che ospitano turisti, viandanti, viaggiatori d’affari nei loro alloggi, che Airbnb gli è vicino. Il portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con privati che dispongono di uno spazio extra da affittare, prova ad assistere i suoi ‘host’ in tutto il mondo.

“Gentile host, scrive Chesky che con Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk. nel 2007 aprì il sito che oggi conta su milioni di iscritti che viaggiano in ogni dove, gli ultimi due mesi sono stati molto difficili per tutti noi. Come molte persone, mi sveglio ogni giorno lontano da amici e colleghi, chiedendomi cosa succederà nel mondo. Mentre ascolto le notizie del giorno, il mio pensiero va a tutti i Paesi, le comunità e le famiglie che sono sopraffatti dalla portata e dall’impatto di questa crisi. Anche l’intero settore dei viaggi ha subito un brusco arresto: le compagnie hanno sospeso i voli e le frontiere sono chiuse. La maggior parte di noi, inclusi i nostri ospiti, dice il CEO di Airbnb, è in isolamento imposto dal governo, impossibilitata a lasciare la propria casa. Viaggiare è quasi impossibile”.

 

Per questo motivo Airbnb si  è posto il dilemma delle cancellazioni di soggiorni: chi avrebbe pagato? “Così l’11 marzo, scrive sempre Brian Chesky a tutti gli iscritti come ‘host’, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia, sapevamo che permettere agli ospiti di cancellare le prenotazioni e ricevere un rimborso avrebbe inciso in modo significativo sulla vostra attività. D’altra parte, non potevamo lasciare che ospiti e host corressero dei rischi, diventando un ulteriore pericolo per la salute pubblica. Ne abbiamo concluso che dovevamo consentire agli ospiti di cancellare le proprie prenotazioni e di ricevere un rimborso totale, incluse tutte le nostre commissioni. Vogliamo sottolineare che non si è trattato di una decisione di carattere commerciale, quanto piuttosto di una decisione volta a tutelare la salute pubblica”.

Poi visto il momento il capo di Airbnb ha annunciato il lancio di alcuni iniziative: “Sappiamo, ha detto, che molti di voi stanno affrontando un momento di grande difficoltà e che avete bisogno di azioni concrete da parte nostra. Ecco quindi alcune iniziative che stiamo lanciando per supportarvi nel superamento della crisi.

Doneremo 250 milioni di dollari agli host per aiutare a coprire il costo delle cancellazioni dovute alla pandemia di COVID-19 e Stiamo creando un fondo di assistenza per i Superhost da 10 milioni di dollari. Tale fondo è destinato a quelli che affittano il proprio alloggio e hanno bisogno di aiuto per pagare l’affitto o il mutuo, o che cercano di far quadrare i conti”.

Fra le altre iniziative Aiurbnb si è fatto promotore per offrire alloggi agli operatori sanitari in prima linea nella lotta alla pandemia aiutando a ospitare oltre 100.000 operatori sanitari, di assistenza e di primo soccorso, fornendo loro un alloggio gratuito o sovvenzionato. In 40 mila si sono proposti. Con l’invito a chi non avesse ancora offerto il proprio alloggio in zone dove può servire dare una mano a medici e personale sanitario a visitare la pagina airbnb.it/medicieinfermieri.

Infine la società che gestisce Airbnb ha stretto una collaborazione con esperti ed epidemiologi sugli standard di pulizia da mantenere nelle strutture affinché gli host e i loro ospiti siano al sicuro.

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