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Cronache

Camorra, i clan impongono merce ai supermercati di Caivano: 17 arresti

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I carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 17 affiliati al clan Sautto – Ciccarelli, attivo in Caivano e comuni limitrofi. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza aggravata dal metodo mafioso eporto e detenzione illegale di armi clandestine.

Caivano, i carabinieri circondano il Parco Verde: perquisizioni e arresti

L’indagine ha consentito di documentare l’esistenza e l’operatività di un’associazione per delinquere di tipo mafioso, con base nel rione popolare ‘Parco Verde’ di Caivano, dimostrando il coinvolgimento dell’intera struttura di vertice del sodalizio; accertare più estorsioni, tentate e consumate, ai danni di imprenditori locali, sia attraverso il pagamento di somme di denaro, sia mediante l’imposizione di assunzioni di persone vicine al clan; verificare l’illecita concorrenza nell’ambito del commercio di prodotti caseari, attraverso il divieto ad un imprenditore di vendere i propri prodotti nel territorio di Caivano, così favorendo il monopolio del settore di altro soggetto colluso con l’organizzazione criminale, i cui prodotti venivano imposti ad un supermercato locale.

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Vigilante Francesco Della Corte ucciso, la Cassazione annulla le condanne e dispone nuovo processo in Appello

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La Corte di Cassazione ha annullato le sentenze emesse e disposto un nuovo processo davanti ad altra sezione della Corte di Appello di Napoli per i tre giovani ritenuti responsabili della morte del vigilante Francesco Della Corte, avvenuta il 16 marzo 2018 in ospedale, dopo una aggressione subita 13 giorni prima all’uscita della metropolitana di Piscinola di Napoli. I tre furono condannati in primo e secondo grado a 16 anni e 6 mesi di reclusione. Luigi Carrozza, Kevin Ardis e Ciro Urgillo (minorenni all’epoca dei fatti), sono stati difesi, rispettivamente, dagli avvocati Covelli, dall’avvocato Musella e dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Nicola Pomponio.

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Sgombero per morosità per i canoni dei mesi di lockdown marzo e aprile, l’avvocato Pisani difende il locatario: è abuso del diritto del locatore e provoca danni psico-fisici

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C’è un’intimazione di sgombero dei locali per morosità inoltrata al Tribunale di Napoli dal locatore. Una intimazione per  il mancato pagamento di due canoni di fitto. Sono i canoni di locazione di marzo e aprile. Erani i mei del  lockdown per coronavirus. Le attività commerciali in genere erano chiuse per ordine del Governo nazionale ed altre restrizioni sono state imposte dal governo regionale per gli stessi motivi: la lotta al covid 19. La  proprietaria dell’immobile, nonostante non siamo parlare di mesi e mesi di morosità ma dei due mesi del lockdown, ha voluto notificare lo sfratto per morosità a un imprenditore che si è subito rimesso al lavoro per riattivare l’azienda rimasta ferma causa epidemia virale. Il locale in questione si trova al Vomero. Era stato completante ristrutturato a  spese dall’inquilino senza mai dare un problema alla proprietaria. Parliamo di un negozio di servizi /impianti per ambienti . Il fitto è fissato da contratto, a 1000,00 euro mensili. E per i mesi di marzo e aprile il titolare dell’attività non è riuscito a farvi fronte. Ora l’avvocato Angelo Pisani, difensore dell’imprenditore che si intende sfrattare, protagonista anche di una reazione civile di fronte alle cause di sfratto, si è deciso a passare al contrattacco a fronte delle minacce ed azione del locatore. Ecco perché ha deciso di poetare in tribunale il locatore per abuso del diritto e danni psico fisici al suo assistito.

“Siamo stati, non dimentichiamolo, in piena emergenza Covid-19 che ha innescato il lockdown con ripercussioni pesantissime per l’economia, sull’intero territorio nazionale. Tra coloro che hanno pagato maggiore dazio, proprio gli imprenditori, che hanno visto bloccate ed ancora oggi crollare le entrate, già dalla fine del mese di febbraio. Nonostante le pesanti ripercussioni  della crisi innescata dal lockdown – sostiene Pisani – a differenza di altre attività che hanno dovuto abbassare le serrande, licenziando o mettendo in cassa integrazione i dipendenti, il destinatario del temerario attacco e sfratto per morosità salvo i canoni dei due mesi infernali ha sempre pagato tutto e tutti e fatto sacrifici per salvare l’attività e tutelare i dipendenti ma il colpo e la mortificazione dello sfratto ha colpito gravemente e causato grave stress e depressione all inquilino tacciato di morosità e minacciato di finire con l’attività in mezzo alla strada” spiega Pisani che prova a tracciare l’identikit del suo assistito, persona perbene e sempre puntuale nel pagare i canoni di locazione. Insomma non uno moroso patologico, anzi!

Ma Pisani sottolinea anche che “l’azione del proprietario della struttura si registra in un periodo ancora emergenziale (a livello planetario), periodo in cui il Governo ha varato un provvedimento di congelamento delle procedure di sfratto, e (detta azione) avviene in seguito alla mancata corresponsione solo di due canoni, da parte del titolare del imprenditore oggi affiancato dai suoi avvocati intenzionato a chiedere giustizia e rispetto anche come esempio di resistenza per tutti quelli che stanno soffrendo e sacrificandosi sotto il peso di debiti e pretese assurde senza alcun aiuto ed assistenza dallo stato e per mancanza totale di buon senso nella società”. Ed ecco perché spiega Pisani “a fronte di appena due canoni arretrati per causa di forza maggiore, la richiesta di sfratto per morosità appare assai eccessiva e solo un ulteriore aggravio di spese e carico di stress ed ansia per la malcapitata vittima di un palese esempio di abuso di diritto. Fortunatamente – conclude Pisani – il nostro assistito crede nella legge ed ha una grande forza morale ma questa provocazione e temerario attacco in questi giorni così difficile appaiono ingiustificabili e vanno stigmatizzati e sanzionati perché può considerarsi quasi al limite dell’istigazione a gesti estremi da parte del fragile debitore di turno”.  “Se si giustificano tali pretese e non si pone rimedio alla provocazione e temerarietà di qualche creditore – sottolinea Pisani -, che soprattuto con il buon senso oltre che con correttezza ha sempre il diritto di tutelare i suoi interessi , di questo passo, tutti si sentiranno legittimati a distruggere il tessuto produttivo, commerciale e imprenditoriale cittadino, aprendo le porte alla recessione, che sarà ben più grave dell’emergenza sanitaria che in Campania, si è riusciti ad arginare”.

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Grave una bimba di 18 mesi caduta con il padre in una buca profonda 4 metri nel Frusinate

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La buca in cui è caduto era profonda quattro metri. E la caduta rovinosa è avvenuta mentre aveva in braccio la figlioletta di 18 mesi. Il fatto è successo Castrocielo, nel Frusinate, poco prima delle 12 di oggi. La bimba ha riportato gravi ferite. L’hanno trasportata d’urgenza in elicottero a Roma. Il padre è stato trasferito presso l’ospedale di Cassino. L’uomo, residente a Colfelice, un paese limitrofo, si trovava all’interno di un’attivita’ commerciale specializzata nella vendita di prodotti agricoli. Mentre passeggiava nel piazzale con la figlia si è trovato il vuoto sotto i piedi. Che cosa sia accaduto. Come si è aperta questa buca. La dinamica precisa del del fatto sono cose da accertare. E lo stanno facendo i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo che su ordine della procura hanno sequestrato l’intera area per consentire una ricognizione precisa di quanto accaduto. La prima cosa da sperare è che sia la bimba che il suo papà possano rimettersi presto.

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