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Cronache

Cambiamenti climatici, non solo Greta Thunberg: al Mann una mostra interattiva contro le minacce ambientali

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Se l’odio contro una sedicenne, argomentato con le più improbabili considerazioni, ha scoperto nervi che addirittura gli psicoanalisti hanno dovuto analizzare, non si capisce il perché, tale odio, non sia accompagnato dalla constatazione, quella si vera e ineccepibile, che dica la verità sul  nostro pianeta che è messo veramente male in questi ultimi anni. Un pianeta dove si registra una brusca accellerazione di condizioni climatiche estreme e fuori era. Purtroppo, ci si concentri solo su sentenziare cattiverie nei riguardi di milioni di giovani che in tutto il mondo cercano di sensibilizzare se stessi e i loro coetanei sui problemi ambientali.

Non c’è solo Greta, che alcuni vorrebbero vedere impiccata, come chiaramente è stato detto a Roma, ma tanti come lei sono della stessa idea, scienziati e studiosi, ma prima di tutto cittadini abitanti di questa terra responsabili sulle reali difficoltà che affronta il pianeta e non quei pochi haters che alimentano, ma senza successo, la campagna di odio contro ogni forma di sensibilizzazione e difesa della nostra casa comune.

Il MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha ben chiara la minaccia che incombe sulla terra e in maniera prettamente scientifica si schiera e si interroga su queste problematiche con una mostra che il titolo stesso  ne indica il percorso, accompagnando i visitatori  tra cause ed effetti del riscaldamento globale.

“Capire il cambiamento climatico” per cambiare il nostro futuro,  è questo l’esaustivo  titolo della mostra esperienzale , una vera e propria Experience Exhibition che si tiene da oggi al 31 Maggio 2020 nelle sale 91 e 93 del museo. Prodotta da OTM Company e Studeo Group, in collaborazione con National Geographic Society, la mostra è realizzata con la curatela scientifica di Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana.

Con “Capire il cambiamento climatico” i temi più scottanti della contemporaneità irrompono nelle sale del Museo, dimostrando che passato e presente non sono così lontani come ci si aspetta. «La sfida è grande e invita i musei ancora una volta a confrontarsi con l’attualità: ambiente e clima sono oggi i temi centrali nel dibattito globale e coinvolgono in un crescendo entusiasmante i giovani di tutto il mondo.  Ed è a loro (ma non solo) che abbiamo voluto dedicare una mostra viva, per ‘Capire il cambiamento climatico’ in collaborazione con National Geographic, da ottobre e per tutta la durata dell’anno scolastico, con incontri e iniziative. Da dicembre l’esposizione ‘Thalassa’ sull’archeologia marina racconterà la storia del Mediterraneo come risorsa e le meraviglie che ha conservato: è l’approdo di un progetto sognato con Sebastiano Tusa, un grande archeologo che al binomio cultura e ambiente ha dedicato una vita, realizzato anche in suo nome insieme alla Regione Sicilia. Tutte occasioni per ricordare che il rapporto tra uomo e ambiente è stato conflittuale sin dall’antichità. Sullo sfondo di questi primi significativi passi c’è il MANN che vogliamo e per il quale stiamo lavorando: un  museo ‘ecologico’, dal punto di vista dell’energia ma anche  nei comportamenti e negli stili di vita, dal plastic-free ai consumi idrici,  un museo sempre più soggetto attivo nella vita della città», commenta il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini.

Una mostra che è anche una mostra fotografica, composta da centinaia di immagini dei grandi fotografi che hanno lavorato per National Geographic, la più importante rivista naturalistica, etnica e sociale del mondo,

«Viviamo in un momento cruciale della storia dell’umanità – spiega Luca Mercalli – in cui la presa di coscienza delle popolazioni, la posizione dei governi, la rivoluzione tecnologica delle energie rinnovabili e la scelta etica di consumi più moderati rappresentano l’unica possibilità di invertire una marcia che ci porta verso tempi ostili. Come sottolinea l’IPCC occorrono al più presto “misure senza precedenti”».

Non solo Greta, ma a dispetto dei denigratori, che la vogliono vedere solo come una adolescente viziata e manovrata, milioni di persone , giovani in gran parte, ma anche adulti e appartenenti a qualsiasi classe sociale, sono oggi impegnati a sensibilizzare i governi e le amministrazioni e le industrie a intraprendere scelte ambientali che almeno rallentino la folle velocità cui abbiamo spinto i cambiamenti climatici e sociali.

In Francia, a Parigi, proprio in questi giorni è in atto una protesta, pacifica, sulle strade che hanno visto in passato scontri e feriti durante le marce dei Gilet Gialli, che ha come protagonisti gli attivisti di Extinction Rebellion, che da lunedi scorso bloccano le principali strade della capitale francese  attorno all’Hotel de la Ville, le Chatelet, Rue de Rivoli, Boulevard de Sebastopol, questi ragazzi ballano, cantano e discuteno di ambiente e futuro, bloccando le strade con fioriere e reti di pescatori a comunicare  la volontà di salvaguardare le ricchezze marine. Questo è un giovane movimento, meno mediatico, ma non meno importante, nato l’anno scorso nel Regno Unito   che si sta mobilitando attualmente in 60 grandi città in tutto il mondo. Il mondo cambia, il clima cambia, a noi il compito per capire questi mutamenti  per cambiare, ma sarebbe meglio dire per migliorare, il nostro futuro e quello delle prossime generazioni.

Le foto delle manifestazioni di Parigi inserite nella Gallery sono di Ana Gloria Salvia/KONTROLAB

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Tragedia in una clinica a Pompei, mamma muore a 39 anni dopo aver preso in braccio la bimba appena messa al mondo

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Sono notizie che non vorremmo mai dare. Sono notizie che si fa veramente fatica a dare. La cronaca, amara cronaca, però, è questa. E tocca raccontarla con ogni precauzione. Parliamo di un parto, che dovrebbe essere motivo di gioia, ed invece è il più grande dolore che possa accadere a chiunque. Una donna di 39 anni, originaria di un piccolo comune alle falde del Vesuvio, ricoverata 48 ore fa nella Casa di Cura Maria Rosaria di Pompei (nella foto sotto), è deceduta dopo aver messo al mondo una bambina. Il suo terzo figlio in un matrimonio bellissimo, ci dicono.

La bambina è nata  con un cesareo,  un intervento chirurgico che, per quanto abusato in Campania, consente l’estrazione del neonato da un’apertura ottenuta chirurgicamente nelle pareti addominali e uterina. Quello della donna pare che fosse un intervento programmato, dunque tutto è stato eseguito seguendo un protocollo medico normale, non c’era alcuna urgenza. Ovviamente trattandosi di un intervento chirurgico c’è bisogno di una anestesia. Non sappiamo dirlo con certezza ma sembra sia stata  eseguita una anestesia subaracnoidea, con la paziente sveglia e cosciente durante l’intervento. Dunque la donna ha avuto non solo la consapevolezza della nascita della figlia ma ha anche visto la sua bambina. Poi però, dopo aver dato la vita, ha perso la sua vita.

Giustizia. La procura di Torre Annunziata ha già aperto un fascicolo di inchiesta

Come è successo? Nel rispetto assoluto del dolore della famiglia che ha subito una così grave perdita e rispettando anche chi ha operato nella Clinica, diciamo che la procura di Torre Annunziata ha aperto una inchiesta che dovrà accertare le cause del decesso e capire se si è trattato di un accidenti della vita o se ci sono responsabilità o negligenze – e in capo a chi eventualmente- per questa assurda morte che devasta dal dolore una famiglia che oggi avrebbe dovuto gioire per la nascita di una bambina. Nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia sul corpo della donna. Saranno nominati tecnici di parte, saranno indagati medici, infermieri e si aprirà un capitolo giudiziario che dovrà accertare se esistono delle responsabilità in ordine a questa morte. Toccherà ai giudici stabilirlo. Noi proveremo solo a raccontare, senza offendere nessuno e senza criminalizzare alcuno. Vogliamo raccontare la verità rispettando tutti in una vicenda così dolorosa. La notizia, questa notizia, però, fa parte di quelle notizie che non vorremmo mai dare.

 

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Incinta al 5 mese segregata in casa con la figlia di un anno: arrestato il compagno

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Una donna segregata in casa con la figlia di un anno, rinchiusa dal compagno ogni volta che si allontanava dall’abitazione. Questa la segnalazione giunta ai Carabinieri della stazione di Afragola che hanno raggiunto un appartamento di Via San Giorgio e tentato di entrare in contatto con la donna. Questa, parlando dalle grate di una persiana, ha risposto di essere stata chiusa in casa e di non avere le chiavi per uscire. Il compagno – 29enne incensurato del posto – è stato contattato telefonicamente: era a Secondigliano e impossibilitato a raggiungere Afragola in tempi brevi.
Considerate le scuse banali e poco credibili, i carabinieri – insieme ai vigili del fuoco – hanno forzato la porta e liberato la donna.
Le condizioni igieniche dell’appartamento erano pessime e non vi erano prodotti alimentari o prodotti specifici per la piccola di 1 anno.
Al 5° mese di gravidanza, la donna ha confessato ai carabinieri di non aver mai sostenuto alcuna visita medica ginecologica e di non uscire di casa da tempo perché era il compagno a provvedere alla spesa e alle altre esigenze familiari.
Rientrato  a casa dopo più di un’ora dalla chiamata dei militari, l’uomo è stato arrestato per maltrattamenti e sequestro di persona.
In attesa di giudizio è stato sottoposto ai domiciliari.
La donna e la bambina sono state affidate ad una struttura protetta.

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Scacco alla ‘ndrangheta, 65 arresti: in cella anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Domenico Creazzo

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E’ in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, per l’esecuzione di 65 ordinanze di custodia cautelare a carico di capi storici, elementi di vertice e affiliati di un “locale” di ‘ndrangheta dipendente dalla cosca Alvaro, considerata tra le piu’ attive e potenti dell’organizzazione criminale.

C’è anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Domenico Creazzo, eletto nella consultazione elettorale del 26 gennaio scorso e sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte, tra le 65 persone arrestate dalla Polizia nell’ambito dell’operazione contro la ‘ndrangheta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria.

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