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Calcio, pareggio Samp al debutto di Ranieri, Roma frenata dagli infortuni

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La Samp  di Ranieri ferma sullo 0-0  la Roma. Una Roma, segnata da una serie di infortuni che hanno costretto ad un cambio già dopo neanche 8′ minuti (out Cristante) e a far giocare per un tempo intero Dzeko nonostante l’infortunio allo zigomo al posto di Kalinic (botta al ginocchio), ha provato solo nei primi venti minuti della ripresa a farsi pericolosa senza però mai trovare lo spunto per l’ultimo passaggio.

‘Colpa’ di una Sampdoria composta, equilibrata, ben disposta in campo e capace di non prendere reti dopo averne subiti 16 in 7 partite. Per Ranieri un bel compleanno (oggi compie 68 anni) nel suo debutto al Ferraris, per Fonseca una Roma che finisce per essere troppo condizionata dagli infortuni.Al posto di Dzeko, che nonostante la frattura allo zigomo parte dalla panchina, Fonseca fa entrare dal primo minuto Kalinic, supportato dal trio Florenzi-Zaniolo- Kluivert. Cristante stringe i denti e occupa il suo posto in mezzo al campo al fianco di Veretout. Confermata la linea difensiva vista con il Cagliari (Spinazzola-Mancini-Smalling-Kolarov). Ranieri bada all’essenzialità, facendo tornare la Samp a una linea difensiva a quattro (con la coppia centrale Murillo-Colley). In attacco, spazio al tandem Quagliarella-Gabbiadini, mentre a centrocampo si registra il debutto dal primo minuto del nuovo arrivato Bertolacci al fianco di Vieira.Il match nel primo tempo fila via senza emozioni.

Effettuati solo tre tiri e nessuno nello specchio della porta. Un piccolo record a favore della noia. La Roma segnata da una serie di infortuni è costretta dopo neanche sei minuti ad un cambio: fuori Cristante, vittima di un problema inguinale, e dentro Javier Pastore. La Samp si dimostra molto compatta e ben equilibrata con i trequartisti giallorossi che non riescono a trovare spazio tra le linee di difesa e centrocampo avversarsie. La formazione di Fonseca infatti riesce ad avvicinarsi dalle parti di Audero solo al 29′ con una serie di cambi di campo ma poi Kolarov dosa male l’ultimo cross al centro dell’area e una delle poche azioni pericolose sfuma. La migliore palla gol della partita è all’80’ con Pastore che da fuori area calcia un sinistro velenoso che costringe Audero ad una parata in angolo impegnativa. All’86 Roma in dieci per un rosso a Kluivert per doppia ammonizione e la Samp alza il ritmo tentando il colpaccio con Bonazzoli con un tiro forte e teso che impegna Lopez in angolo. La squadra di Ranieri esce a testa alta, la Roma deve soprattutto risolvere il problema numero uno: quello dei troppi infortuni che stanno segnando la stagione.

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As Roma sull’orlo del fallimento, rosso in bilancio per 126 milioni di euro

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Quasi cento milioni di perdite in piu’ in appena un anno. Nell’era della pandemia, i conti della Roma non tornano, continuano anzi a peggiorare anche a causa dell’emergenza coronavirus. E in attesa di un nuovo proprietario (la trattativa col Gruppo Friedkin si e’ arenata sulla valutazione del club post-coronavirus) o di un socio in grado di affiancare Pallotta, tocca ancora al businessman di Boston cercare di tamponare l’emorragia in atto. Dalla relazione illustrativa del consiglio d’amministrazione sulla situazione patrimoniale e finanziaria della societa’ al 31 marzo 2020 emerge infatti un risultato economico relativo ai primi nove mesi dell’esercizio 2019-20 negativo per 126,4 milioni di euro rispetto alla perdita di 29,5 milioni di euro dei primi nove mesi del precedente esercizio. Vista la situazione Pallotta ha confermato il proprio impegno a fornire al club il supporto finanziario necessario per far fronte alle proprie obbligazioni di pagamento almeno fino a dicembre. Nei giorni scorsi e’ stata quindi perfezionata un’operazione volta a supportare il fabbisogno finanziario della societa’ giallorossa, avente ad oggetto una compravendita di crediti futuri per un valore complessivo di massimo 30 milioni di milioni. Non saranno sufficienti a ripianare il conto economico (al 30 giugno sara’ ancora piu’ alto il passivo di bilancio), ma intanto daranno un po’ di ossigeno dalle parti di Trigoria. Ad aggravare il deficit ed il conseguente deterioramento patrimoniale hanno contribuito, in particolare, la partecipazione all’Europa League che ha generato proventi significativamente inferiori rispetto alla Champions, nonche’ la diffusione del Covid-19 che ha impedito alla Roma di completare operazioni di trasferimento (nello specifico quella Javier Pastore in Cina) durante la finestra invernale verso i paesi gia’ in quel momento colpiti dal coronavirus. Per coprire il proprio fabbisogno finanziario, d’altronde, la Roma fa esplicito riferimento alla cessione di “asset aziendali disponibili”, ovvero i calciatori. Non a caso in questo periodo sono tornate a circolare voci di mercato riguardanti possibili operazioni con la Juventus. La scorsa estate l’asse tra le due societa’ frutto’ generose plusvalenze grazie allo scambio tra Luca Pellegrini e Leonardo Spinazzola, mentre quest’anno i nomi che circolano in uscita sono quelli di Zaniolo, Under e Pellegrini. In sostanza i migliori giovani in rosa, tanto che la tifoseria si e’ gia’ fatta sentire con un paio di striscioni indirizzati a proprieta’ e dirigenza (“Pallotta, Baldini e Baldissoni…la Roma non si risana con le cessioni!” e “Se non sei in grado di tutelare i nostri campioni vai fuori dai co…! Pallotta go home!”). Un altro modo per aggiustare i conti ed evitare dolorose cessioni sarebbe quello di immettere risorse da nuovi investitori. Al momento, pero’, la trattativa tra Pallotta e Friedkin per il passaggio di mano del club sembra tramontata, mentre le voci riguardanti un potenziale interessamento dell’ex patron del Bordeaux, DaGrosa, hanno perso consistenza.

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Diritti Tv, Aurelio De Laurentis contro Sky: ora basta, se non paga niente partite di campionato

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La Lega di Serie A e Sky sono ai ferri corti. Il “comportamento arrogante” (così lo definiscono molti presidenti di club della serie A)  della tv a pagamento americana (gruppo Comcast) è ormai indigesto a quasi tutti i presidenti di club che vivono giorni difficili post emergenza sanitaria. La ripresa del campionato non ha riportato il sorriso perchè se è vero che Dazn e Img hanno fatto sapere che onoreranno i loro debiti, Sky continua  pretendere uno sconto sostanzioso sull’assegno dell’ultima rata che non hanno pagato. E che non pagheranno se non avranno lo sconto. Dunque non c’è trattativa, perchè non c’è da parte di Sky alcuna volontà di pagare ma di imporre una riduzione unilaterale dei costi contrattati e firmati in sede di vendita dei diritti tv. Il Covid 19 è stato un problema serio per tutti. Anche per le società di serie A. Per questo motivo si va in Tribunale. Chi è davvero incazzato è il presidente che ha nomea di guerrafondaio ma che è invece quello più pacato, riflessivo e certamente diplomatico nei rapporti d’affari. Non è per caso uno dei manager più oculato e di successo nel campo del cinema, dell’arte e degli spettacoli in genere. Compreso il calcio, che calca dopo oltre un decennio alla guida del Napoli, una piazza non facile benchè appassionata. A guidare i club di Serie A c’è Aurelio De Laurentiis, il presidente del Napoli, che fin da subito, insieme a Lotito, ha deciso che il duello con l’emittente satellitare s’ha da fare. Secondo De Laurentiis le ingiunzioni per il mancato pagamento dell’ultima rata dei diritti tv sarebbero dovute partire subito. Anche per poter avviare procedure per il recupero dei crediti vantati in assenza di accordi. La Lega si è rivolta al tribunale, ma da Sky non è mai arrivato alcun bonifico. Dunque significa che in contratto sinallagmatico (cioè a prestazioni corrispettive ovvero tu mi dai una cosa a me e io ne do una a te), c’è chi non  rispetta i patti siglati illo tempore. Nel contratto di vendita dei diritti tv nulla è contemplato in caso di pandemia. E allora se Sky dovesse continuare in questo comportamento, secondo Aurelio De Laurentiis, potrebbe anche essere il caso di togliergli il segnale. Impedirle di trasmettere le partite.

La battaglia dei diritti Tv. Le immagini della regia di Sky Sport, nella fattispecie vediamo all’opera il bravissimo Angelo Carosi

Una possibilità considerata esperibile, anche se limitatamente alle ultime 6 gare di Serie A. Perchè le ultime sei e non subito? Perchè Sky potrebbe passare dalla parte della ragione già che avrebbe pagato con i versamenti già effettuati  circa l’80% degli incontri del campionato. Ad oggi, a bocce ferme, con il covid 19 che fa fermato tutto, gli incontrati già disputati sono circa il 68%.  Qualora dovesse prevalerere la richiesta di De Laurentiis di andare a carrarmato su Sky, allo scontro frontale, potrebbe compromettersi il rapporto tra la Lega di Serie A e la Tv a pagamento americana. Il patron del Napoli ha parlato durante l’Assemblea di Lega di ieri, dalla quale sono emerse preoccupazioni per il prossimo bando dopo la decisione di giovedì del Consiglio di stato, che ha ripristinato il divieto, per Sky, di acquisire contenuti in esclusiva per internet. La Serie A potrebbe perdere valore con conseguenti entrate minori per i club. Insomma situazione molto difficile.

Maximo Ibarra. Nuovo Ceo di Sky Italia

Mercoledì prossimo, il 10 giugno, alle 16, presso il ministero dello Sporto, il responsabile del dicastero, Vincenzo Spadafora, incontrerà l’amministratore delegato di Sky Maximo Ibarra. Con il colombiano, uomo forte della tv americana, si discuterà della messa in onda in chiaro di alcune partite, o della cosiddetta ‘Diretta Gol’, alla ripresa del campionato. Spadafora non ne fa una questione di bandiera ma vuole far capire a Ibarra che la corsa di Sky pancia a terra contro il Governo Conte e contro i club di serie A porta ad un redde rationem che non è piacevole per chi in Italia, quanto a pay tv, agisce in regime di quasi monopolio. Ci sono ragioni sanitarie, di prevenzione del rischio contagio (per i calciatori e per tutti i lavoratori del settore) che il Governo tiene in massima considerazione. Se Sky dovesse infischiarsene e dovesse bussare a soldi col Governo, allora la partita di farebbe dura.

Il ministro dello Sport. Vincenzo Spadafora da tempo sta provando a riportare Sky a più miti consigli 

Per ora Spadafora agisce con quella che gl inglese definisce pazienza e moral suasion. Ma, come ha più volte detto, se Sky finge di non sentire da quell’orecchio (la prevenzione sanitaria), allora “non è escluso a anche un intervento normativa”. Un ministro fa gli interessi della collettività non di categorie singole. E Sky è rimasta sola. Sì, certo, a Sky sono da tempo in azione gl sherpa, c’è tutto il cucuzzaro dell’apparato lobbistico che prova a diminuire il danno, ma i rapporti tra Sky e tutto il resto del mondo del calcio e del Governo sono ai minimi termini. Colpa anche di un management italiano che i nuovi proprietari americani entro settembre “decapiteranno” quasi per intero.

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Il Brescia licenzia Balotelli

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E’ finita, come purtroppo troppo spesso accade, nel peggiore dei modi, tra il Brescia e Mario Balotelli. La società  di Massimo Cellino ha inviato al giocatore la lettera per chiedere la rescissione unilaterale del contratto. Lo strappo decisivo e’ arrivato con la mossa dell’attaccante di presentare un certificato medico con la diagnosi di gastroenterite per la quale non si e’ presentato agli ultimi allenamenti dopo settimane di grande tensione con la societa’. Il campione, almeno quando gioca lo é,  non si e’ presentato ai due allenamenti che erano stati predisposti per lui e lo stesso avrebbe fatto per tutta la settimana. La versione di Balotelli e’ che il club e’ stato informato di una sua indisposizione gastrointestinale. Un’indisposizione della quale, pero’, la societa’ fa sapere indirettamente di non essere al corrente visto che agli orari prestabiliti per gli allenamenti del Brescia, preparatori atletici e fisioterapista dedicati sono regolarmente presenti al campo. Appare questo come l’ultimo atto della storia tra Mario e il Brescia che ha ultimati il dossier su Balo e ora lo licenzia.

 

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