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Calcio in lutto per la scomparsa di Gigi Simoni, l’allenatore gentile

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Stava lottando per la vita dal giugno scorso quando venne colpito da un ictus ma non ce l’ha fatta Gigi Simoni, 81 anni, ex allenatore di Inter, Napoli, Lazio e Genoa. Il mondo del calcio è in lutto e piange un galantuomo d’altri tempi. Simoni -che con i nerazzurri vinse la Coppa Uefa nella stagione ’97/98-   fu il primo ad allenare il Fenomeno Ronaldo. Dopo l’ictus era stato ricoverato ma a marzo di quest’anno era tornato a casa perché così sarebbe stato meno esposto al coronavirus ma le sue condizioni si sono aggravate e Simoni è stato nuovamente ricoverato pochi giorni fa ma stavolta non ce l’ha fatta. Nel mondo del calcio ha lasciato un’impronta di gentilezza e rettitudine, fatto raro di questi tempi.

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Infarto. è morto così a 21 anni l’ex Primavera Roma Bouasse Perfection

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La Roma piange la scomparsa dell’ex calciatore della Primavera Joseph Bouasse Perfection e si stringe ai suoi cari in questo momento di grande dolore. Sul suo profilo giallorosso il club giallorosso rende omaggio al 21enne centrocampista di origine camerunense prematuramente scomparso. Bouasse Perfection e’ scomparso la scorsa notte a seguito di un arresto cardiaco. Il centrocampista arrivato in Italia come migrante e accolto dall’associazione sportiva dilettantistica ‘Liberi Nantes’ e’ stato l’ultimo acquisto di Walter Sabatini prima che rassegnasse le dimissioni come diesse dei giallorossi. Attualmente era sotto contratto con la squadra romena del Cluj.

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Serie A, si torna a giocare il 13 o 20 giugno ma il ministro Spadafora vuole i gol in chiaro in tv

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Il calcio va di corsa, il protocollo per la ripresa delle partite e’ stato inviato al Governo con un giorno di anticipo. Se e quando (13 o 20 giugno) la Serie A ricomincera’ a giocare si decidera’ giovedi’, quando il ministro dello Sport ricevera’ i vertici di Lega e Federcalcio.

“Giovedi’ prossimo decideremo insieme se e quando riprendere:le date sono 13 o 20 giugno” ha confermato Vincenzo Spadafora, che ha aperto un altro fronte, con Sky, auspicando che trasmetta in chiaro la ‘diretta gol’, come fa in Germania.

“Dovremmo assolutamente pensarci anche in Italia, evitera’ assembramenti in luoghi pubblici e bar – ha chiarito Spadafora -. Sono disponibile a mettere nello stesso provvedimento per la riapertura del campionato anche le norme per arrivare anche in Italia ad avere il rispetto verso tifosi e appassionati, consentendo di vedere la diretta gol a chi non e’ abbonato”. Non mancano le difficolta’, anche perche’ parte delle gare e’ di Dazn e in alcune finestre potrebbe esserci un solo match. Intanto Spadafora ha ricevuto dalla Figc il protocollo per le partite, su cui si esprimera’ il Comitato tecnico scientifico. “Il documento richiama quanto attualmente gia’ previsto dal protocollo allenamenti” sul principio per cui un caso di positivita’ comporta la quarantena di 14 giorni per l’intero gruppo squadra. Lo prevedono i decreti, pero’ Lega e Figc sperano che nelle prossime settimane un miglioramento della curva dei contagi porti il Governo a rivedere la previsione normativa. Senza l’auspicato aggiornamento, si annuncia un’impresa portare a termine 12 giornate e mezza residue. Al momento il tampone e’ previsto ogni 4 giorni, il test sierologico ogni 14, ma per iniziare a giocare il calendario dei controlli andra’ adeguato per non effettuarli nella giornata della partita.

Non e’ escluso che vengano adottati test rapidi, in grado di fornire risultati in pochi minuti, se verranno validati dal ministero della Salute. La curva epidemiologica e’ cruciale anche per capire se e quando si apriranno i viaggi fra le regioni. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Lombardia: in caso di chiusura, saranno necessarie delle deroghe per le squadre. A fianco al protocollo medico elaborato dalla commissione medico scientifica federale, c’e’ quello organizzativo della Lega. Le squadre in strada si muoveranno in corteo, con almeno due pullman e altri mezzi, per mantenere le distanze, e arriveranno scaglionate allo stadio, dopo gli arbitri. Non attraverseranno insieme il tunnel degli spogliatoi, non si stringeranno le mani ne’ saranno accompagnati dai bambini in campo, dove sono vietate mascotte e foto di squadra. Proibito anche avvicinarsi a meno di un metro e mezzo dagli arbitri. Nello stadio sono concesse massimo 300 persone. Verranno allestiti spogliatoi diversi per titolari e riserve, che si accomoderanno su panchine ampliate utilizzando parti della tribuna. Intorno al campo ci saranno solo 4 raccattapalle, in tribuna stampa massimo 10 giornalisti piu’ altrettanto personale per le emittenti tv. In conferenza stampa avranno accesso solo le tv titolari dei diritti, le domande degli altri giornalisti saranno raccolte tramite Whatsapp dagli uffici comunicazione dei club. In Lega sanno che il calcio professionistico sara’ sotto l’esame dell’opinione pubblica, e per questo si chiede a tutti una “condotta esemplare per misure igieniche e di isolamento”.

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Coronavirus, uno studio: 41 morti a causa di Liverpool-Atletico

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La decisione di far disputare la partita di Champions League tra Liverpool e tletico Madrid, l’11 marzo scorso, potrebbe aver “portato a 41 morti in piu'” a causa del coronavirus. E’ quanto emerso da uno studio di Edge Health, un organismo che analizza i dati per il servizio sanitario nazionale britannico, pubblicato dal Times. Al match, l’ultimo giocato in Inghilterra prima del blocco a causa della pandemia, hanno assistito 52.000 spettatori ad Anfield Road, tremila dei quali provenienti dalla Spagna. Edge Health stima che all’incontro siano “collegati 41 morti supplementari” negli ospedali vicini tra i 25 e 35 giorni dopo, mentre secondo l’Imperial College di Londra e l’Universita’ di Oxford la Spagna aveva allora circa 640.000 casi di coronavirus positivi rispetto ai 100.000 in Gran Bretagna. “Se le persone hanno contratto il coronavirus come risultato diretto di un evento sportivo che crediamo non avrebbe dovuto aver luogo, beh, e’ ;;scandaloso”, ha detto alla Bbc Steve Rotheram, sindaco dell’area metropolitana di Liverpool. “Bisogna approfondire per scoprire se alcune di queste infezioni sono dovute direttamente ai fan dell’Atletico. C’erano città spagnole già investite dal coronavirus e Madrid era una di quelle”.

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