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Cronache

Bus esce di strada e prende fuoco: almeno 30 morti

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Almeno 30 persone sono decedute quando un autobus affollato è uscito di strada e si è incendiato vicino a Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo, secondo quanto riferito da un funzionario locale. “L’attuale bilancio è di 30 morti, altri 18 hanno ustioni di terzo grado”, ha detto il portavoce della Croce Rossa David Nsiala ad AFP.”Stiamo continuando il lavoro di identificazione dei corpi”, ha aggiunto Nsiala, che gestisce la Croce Rossa nel territorio di Mbanzea-Ngungu, a sud-ovest di Kinshasa. L’autobus, carico di persone e merci, stava viaggiando da Lufu a Kinshasa quando i suoi freni si sono rotti, ha detto ad AFP Didier Nsimba, vicedirettore del territorio di Mbanza-Ngungu.L’incidente è avvenuto verso l’una del mattino, ha aggiunto.Un passeggero ferito ha detto che più di 100 persone erano nel veicolo in quel momento. Molti corpi sono bruciati e irriconoscibili, ha aggiunto. Mbanza-Ngungu si trova a circa 150 chilometri da Kinshasa sull’autostrada 1, una strada con una triste reputazione per quanto riguarda gli incidenti mortali.

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Cronache

In Italia gli apolidi sono 732, ma 15 mila “invisibili”

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In Italia sono 732 gli apolidi riconosciuti ma la stima delle presenze reali, proprio per la difficoltà di individuarli, oscilla tra le 3000 e le 15 mila persone, provenienti per lo più dalla ex Jugoslavia e arrivate nel nostro Paese quando erano molto giovani oppure nate qui. Ma soprattutto ci vuole tantissimo tempo per ottenere questo status in Italia: è il caso di Dari, 28 anni, che l’ha avuto dopo ben 13 anni di attesa. E’ quanto emerge dal nuovo report dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) dal titolo “L’impatto dell’apolidia sull’accesso ai diritti umani in Italia, Portogallo e Spagna”. In Portogallo sono 553 le persone riconosciute, molte delle quali originarie delle ex colonie, nate e cresciute in Portogallo. In Spagna tra il 2001 ed il 2016 sono state 3.594 le persone riconosciute apolidi, solitamente di origine Saharawi, migrate nel paese. Si tratta di una condizione, denuncia l’Unhcr, che viola i diritti umani e riguarda almeno 3,9 milioni apolidi noti nel mondo, ma si stima che il numero reale sia molto piu’ elevato, attorno ai 10 milioni, anche perchè le statistiche sull’apolidia sono disponibili solo per un terzo degli Stati a livello globale. Sono persone che non hanno accesso ai diritti fondamentali: non possono andare a scuola, essere visitati da un medico, avere un lavoro, aprire un conto in banca, comprare una casa e nemmeno sposarsi.

Questo perche’ l’apolide non viene considerato cittadino da nessuno Stato e, di conseguenza, non viene riconosciuto il diritto fondamentale alla nazionalita’, ne’ assicurato il godimento dei diritti ad essa correlati contribuendo cosi’ a rendere invisibili individui e intere comunita’ e a emarginarli dal resto della societa’. Queste difficolta’ emergono nel Report realizzato dall’Ufficio Regionale dell’Unhcr per il Sud Europa che sara’ presentato nel pomeriggio alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma nell’ambito di un’iniziativa aperta al pubblico per il quinto anniversario della campagna globale #IBelong dell’Unhcr che si pone l’obiettivo di porre fine all’apolidia entro il 2024. “Le persone apolidi non chiedono altro che gli stessi diritti di cui godono tutti i cittadini – commenta Roland Schilling, Rappresentante Regionale Unhcr per il Sud Europa – Eppure spesso sono vittime di una discriminazione radicata e della negazione sistematica dei propri diritti. E noi come Unhcr abbiamo il mandato conferitoci dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di proteggerle”. Unhcr raccomanda all’Italia che le procedure di riconoscimento dello status di apolidia “siano piu’ accessibili, efficaci e rapide” e che le persone apolidi possano essere riconosciute cittadini italiani alla nascita visto che “di fatto la legge italiana gia’ prevede questo diritto” ma nella prassi ciò non accade.

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Meno incidenti stradali, meno morti, meno feriti ma più sospensioni di patenti a Napoli

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Crescono del 28,6% le sospensioni delle patenti a Napoli e provincia nel 2018 per violazione del limite di velocità, del 23,7% per aver guidato dopo aver assunto alcolici, del 33,3% per aver assunto sostanze stupefacenti. Questi dati allarmanti sono stati resi noti nel corso della Conferenza provinciale permanente sugli incidenti stradali a Napoli e provincia. C’erano i rappresentanti delle Forze di Polizia territoriali, unitamente a quelli delle Polizie municipali e della locale Motorizzazione civile. La variazione regionale della Campania, rispetto al 2017, ha fatto registrare un decremento sia per quanto concerne gli incidenti (-1,4%), sia dei morti (-1,3%) e dei feriti (-1,6%). Nell’area metropolitana, rispetto al 2017, la percentuale degli incidenti è diminuita dell’- 1,6 %, quella dei morti del – 7,37 % ; solo quella dei feriti ha fatto registrare un minimo incremento (0,6%). Il sensibile decremento di mortalità si è registrato nei Comuni di: Giugliano, Pozzuoli, Castellammare di Stabia, Nola, Torre Annunziata, Somma Vesuviana, Marigliano, Ercolano, Caivano, Sant’Agnello, Sant’Antimo, Piano di Sorrento, Pompei, Sorrento, Agerola e Liveri. A Napoli si è registrato il dato in controtendenza, riferito alla mortalità, con 32 vittime della strada nel 2018 rispetto alle 25 del 2017 (+28%) e al numero di feriti, incrementati dell’1,28%. Grazie all’attività di coordinamento della Prefettura svolta nei confronti degli Enti locali, l’impegno finanziario dei Comuni dell’Area metropolitana relativi alla manutenzione delle strade, all’acquisto di automezzi e al potenziamento della segnaletica stradale e’ stato maggiore (+11,21%) rispetto all’anno 2017; impegnati euro 9.796.250,00 nell’anno 2018, rispetto ad euro 8.808.134,00 dell’anno 2017.

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Maltempo imperversa in tutta Italia: allagata la Basilica di San Marco, neve al Nord, mareggiate e vento forte al Sud, difficili i collegamenti marittimi

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Il maltempo sta flagellando l’Italia intera, da Nord a Sud, isole comprese. Mareggiate che rendono difficoltosi se non impossibili i collegamenti con le isole, forte vento di scirocco che ha costretto vigili del fuoco a rispondere a centinaia e centinaia di chiamate, temporali violenti che si alternano a momento in cui sembra di essere ritornati all’estate. Al Nord c’è neve abbondante sopra gli 800 metri, a Cortina già si scia; a Venezia l’acqua alta ha allagato non solo piazza San Marco ma anche la Basilica, fatto questo che è accaduto soltanto sei volte negli ultimi dodici secoli.

Disagi un po’ dovunque, mitigati soltanto dal sole che ogni tanto fa capolino tra e nuvole. Ma a Matera la situazione è davvero pesante: fini di acque e fango si sono riversati lungo le stradine, tanti i disagi. In Puglia il vento soffia anche a 150 km all’ora. A Napoli fermi gli aliscafi per le isole a causa del forte vento di scirocco. Anche in Sicilia forti nubifragi e mareggiate, allagate le zone di campagna all’interno.

In buona parte del Paese le scuole di ogni ordine e grado sono rimaste chiuse, al Sud si attendono mareggiate con onde di oltre 7 metri. In Campania la Protezione civile ha prolungato l’allerta fino a mercoledì pomeriggio.

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