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Boris Johnson ha usato Brexit per alimentare l’illusione di riportare l’Inghilterra ad essere come una volta

Sal Sparace

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Giovedì 20 Febbario la polizia inglese si è precipitata nella moschea di Regent’s Park dopo che un uomo sulla sessantina è stato trovato con ferite multiple da pugnalata. Secondo l”ufficio per le statistiche nazionali nel 2019 i crimini commessi con coltelli, soprattutto a Londra, ha raggiunto livelli record. Più di 15.000 aggressioni con coltelli all’anno. Si tratta di attacchi di tipo religioso o per spacci di droga per tenere la piazza. A Londra una volta ci si sentiva sicuri un tempo, ma ora che cosa è successo?

Tra i giovani inglesi, dove il cristianesimo non ha più un grande appeal, i musulmani sono ancora capaci di creare una forte aggregazione. Alcuni di questi musulmani, però, sono molto attratti dalla ideologia violenta che promana dal fantomatico Isis e non fanno nulla per nasconderlo. Per questo motivo, e per altri ancora, è nato una forte avversione, talvolta odio per i musulmani in generale.  Gli accoltellamenti per droga si verificano tra i giovani dai 15 ai 22 anni. Il governo britannico negli ultimi anni ha perso di vista questi ragazzi che in molte aeree dell’Inghilterra non trovano nulla d’interessante da fare. Nelle chiese non ci va quasi nessuno a parte gli anziani e pochi che credono che Dio esista. Ma quello che mi stupisce di piu è che negli ultimi 5 anni c’è stato un grosso cambiamento e una grossa perdita di ideali e valori a cui credere. Ma vorrei fare un passo indietro e partire da Liverpool.

Avevo sentito alla radio le canzoni dei Beatles molte volte ed in periodi diversi della mia vita e mi piacevano alcune canzoni. Un giorno la vita mi portò molto vicino alla loro storia. La mia ex moglie non solo era di Liverpool ma aveva vissuto e abitato vicino a Ringo e ‪John Lennon. Quest’ultimo aveva addirittura cercato di uscire con sua madre che per timidezza aveva sempre rifiutato. Ho conosciuto cosi Liverpool ed ho visto le case di Paul, John e Ringo. Ho visto l’orfanotrofio dove Lennon andava a spiare le ragazze e poi scrivere Strawberry Fields. Ho conosciuto il tessuto sociale di Merseyside. Neanche la mia ex moglie aveva avuto una bella storia da adolescente da raccontare e mi rendevo conto, conoscendo meglio la città, che di storie pesanti ce ne erano tante.

Ma in quei tempi esistevono le lotte politiche di ‪John Lennon, i suoi sogni ed infine la canzone ‘Imagine’ dove ora si capisce pure meglio che le religioni dividono. Adesso qui a Londra la violenza piuttosto che essere condannata, in certi strati della società, è diventata qualcosa di cui vantarsi. In alcune cittadine inglesi dove vivono molti asiatici, come ad esempio Southall, nelle quali si poteva camminare per strada fino all’alba senza problemi, ora sono diventati villaggi molto pericolosi.

Per questi e moltissimi altri motivi Boris Johnson con la Brexit ha creato forse anche l’illusione che Londra e l’Inghilterra possano ritornare ad essere quello che erano una volta. Molti ci sono caduti in questa illusione. È successo anche a me che oramai, dopo 30 anni a Londra mi sento londinese, avendo figli giovani  inglesi e sono dunque anche io molto preoccupato per quello che vedo e per quello che accade in certe realtà. Nessuno tra i giovani crede piu a John Lennon. E la musica trap parla di come si collezionano punti in base a quanti colpi di coltello infliggi altro nemico o quante zone del corpo riesci a ferire.  Eppure, nonostante tutto questo, Londra è sempre la città dei sogni. Con la Brexit, chi vive qui da tanti anni, ha anche questa speranza che le cose cambino.

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Johnson in ospedale perchè il coronavirus l’ha debilitato, il suo staff: ha solo fatto dei test

Sal Sparace

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Il premier britannico Boris Johnson, risultato positivo al coronavirus una decina di giorni fa, avrebbe lasciato la sua residenza al numero 10 di Downing Street per andare in ospedale causa problemi respiratori. La notizia non è ufficiale, anzi viene smentita. Dicono che sia sì entrato in ospedale ma solo per fare dei test. E questo dopo che nel corso della  giornata, prima del discorso della Regina ai Sudditi, è trapelato che  “Johnson ha ancora la febbre” ma “è in buono spirito” e ha “saldamente nelle mani il timone” del governo Tory dall’alloggio di Downing Street in cui resta auto-isolato. Era questa la notizia che ufficialmente forniva ai media il ministro della Sanità, Matt Hancock, a sua volta infettato nei giorni scorsi, ma uscito dall’isolamento dopo una settimana, in un’intervista al talk-show politico domenicale di Sky News. Le rassicurazioni di Hancock sono arrivate dopo gli allarmi apparsi su giornali come ‘I’ sull’ipotesi – avanzata da alcuni medici sulla base delle immagini degli ultimi video dello stesso premier – che Johnson possa dover rinunciare temporaneamente anche al lavoro a distanza e alla guida del governo visto che i sintomi, tosse e “febbre alta” secondo alcuni media, non calano. Nella tarda serata, però, arrivano le prime ammissioni ufficiali sullo stato di salute del premier.  “Su consiglio del suo medico, il primo ministro è entrato stasera in ospedale per sottoporsi a esami”, ha annunciato una portavoce di Downing Street. “Questa – ha assicurato – è una misura precauzionale poichè il primo ministro continua ad avere sintomi persistenti da coronavirus 10 giorni dopo essere stato testato positivo”. Boris Johnson, ha aggiunto la portavoce, “ringrazia il personale dell’Nhs (il servizio sanitario nazionale britannico) per l’incredibile duro lavoro che sta svolgendo e sollecita la popolazione a continuare a seguire la raccomandazione del governo di stare in casa, proteggere l’Nhs e salvare vite” umane.

 

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“Sarà una Pearl Harbor”, Trump schiera l’esercito a New York

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“Sara’ una nuova Pearl Harbor, un nuovo 11 settembre”. Non usa giri di parole il capo della sanita’ pubblica americana Jerome Adams che, nel weekend piu’ nero da quando in America e’ esplosa la pandemia, conferma che la settimana in arrivo sara’ la piu’ dura, la piu’ triste. Sette giorni, forse piu’, in cui gli americani assisteranno ad una drammatica escalation dei contagi e delle vittime da coronavirus. Un’accelerazione che di fatto e’ gia’ cominciata, con oltre 3.000 morti tra venerdi’ e domenica (che portano il bilancio complessivo a oltre 9.000) e almeno 322.000 casi accertati di pazienti positivi: piu’ del doppio di Spagna e Italia, quattro volte la Cina. Che la situazione sia tutt’altro che sotto controllo ormai non lo nega nemmeno Donald Trump che, alla vigilia della domenica delle Palme, ha detto alla nazione di aspettarsi “molte vittime” nelle prossime settimane e di preparasi a una Pasqua in casa: “Io vedro’ la messa dal mio laptop”, ha detto. “Stiamo lottando per tenere a freno i contagi, ma dire che la situazione e’ sotto controllo sarebbe dire il falso”, ha ammesso Anthony Fauci, il superesperto della task force anticoronavirus della Casa Bianca troppe volte rimasto inascoltato da parte del tycoon. Solo dopo la prossima settimana o forse un po’ di piu’, ha spiegato il virologo, la curva dei contagi potrebbe “appiattirsi”, raggiungere il picco, ma non ancora piegarsi. A preoccupare c’e’ sempre New York, che registra circa la meta’ dei casi e dei morti dell’intero Paese e dove Trump, raccogliendo in parte l’appello del sindaco Bill de Blasio, ha deciso di schierare l’esercito. Son oltre mille i soldati inviati dal Pentagono, personale militare anche specializzato che verra’ impiegato li’ dove nella Grande Mela c’e’ piu’ bisogno, dagli ospedali ai servizi sociali per aiutare la popolazione piu’ debole e in difficolta’.

Ma nelle ultime ore sale il timore per quello che sta accadendo in molte aree del Paese, con lo svilupparsi di nuovi violenti focolai, anche nel District of Columbia dove si trova la capitale federale Washington. E poi la Pennsylvania il Colorado, tutte situazioni esplosive che vanno ad aggiungersi agli ‘hot spot’ gia’ consolidati di New Orleans, di Chicago, di Detroit e di tutta la California, da Los Angeles a San Francisco. Nonostante cio’, in America non esiste un vero e proprio lockdown, con il modello Italia e Spagna finora mai preso in considerazione. E con l’ordine di stare a casa limitato a una parte del Paese e che varia da Stato a Stato, con una risposta a macchia di leopardo criticata da medici e scienziati. Sulle origini della pandemia in Usa, poi, si addensano le ombre di una situazione mal gestita fin dall’inizio, nonostante l’immediato blocco dei voli dalla Cina piu’ volte evocato dal presidente americano. Da quando l’emergenza coronavirus e’ esplosa almeno 430.000 persone sarebbero giunte negli Usa su voli diretti dalla Cina, 40.000 negli ultimi 2 mesi, dopo che Washington ha varato la stretta sui viaggi. Lo riporta il New York Times, secondo cui i passeggeri sono di nazionalita’ diverse e sbarcati a Los Angeles, San Francisco, New York, Newark Chicago, Seattle e Detroit. In migliaia sono arrivati da Wuhan e molti voli sono continuati fino alla scorsa settimana da Pechino a Los Angeles, San Francisco e New York, con passeggeri esenti dal divieto di ingresso negli Usa.

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Il nuovo leader laburista Sir Keir Starmer è subito partito all’attacco di Boris Johnson

Sal Sparace

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Approfittando della debolezza politica ed anche fisica del primo ministro Boris Johnson che continua ad essere in auto-isolamento a Downing Street per il Covid19, Sir Keir Starmer ha dichiarato al consueto programma domenicale della BBC di Andrew Marr. ”I lavoratori chiave (infermieri e dottori principalmenete) sono stati “trascurati e sottopagati” e ci sarà una “resa dei conti” dopo la crisi del coronavirus.”Erano gli ultimi e ora devranno essere i primi”. Ha inoltre affermato che un altro decennio di austerità sarebbe un errore, dicendo che era “inevitabile” che i ricchi avrebbero dovuto pagare di più. Il 57enne successore di Jeremy Corbyn ha poi aggiunto: “Quello che non possiamo fare è tornare ai nostri affari come al solito, ora sappiamo chi sono i lavoratori chiave, sono stati spesso trascurati, sottopagati e deve esserci un cambiamento”.

Ha detto che il finanziamento del sistema sanitario britannico doveva gia’ essere stato valutato in passato e “dobbiamo pensare a come reimmaginiamo l’economia”. “Penso che sia inevitabile che dobbiamo chiedere a coloro che hanno di più di pagare di più”. “Quando supereremo la crisi del coronavirus ci sarà una resa dei conti, dovremo fare le cose diversamente”. In un articolo del Sunday Times, Sir Keir ha affermato che la mancata fornitura di dispositivi di protezione per i lavoratori in prima linea ed i ritardi nei test sono stati “gravi errori” del governo.

“Il Partito Laburista da me guidato farà la sua parte per offrire soluzioni”.

“Parleremo anche per coloro che sono stati ignorati; e dove vediamo errori abbiamo il dovere di esporli per garantire che vengano corretti il più presto possibile”.

Ha anche affermato che il Regno Unito ora deve essere pronto a “proteggere l’intera popolazione” dal coronavirus non appena sarà disponibile un vaccino. “Ciò significa costruire centri di vaccinazione nelle città di tutto il paese, collaborare con i leader mondiali per garantire l’approvvigionamento globale e garantire che i lavoratori chiave e i più vulnerabili siano questa volta in prima fila”. Si ha l’impressione, quindi, che sotto la sua guida, i laburisti forniranno un’opposizione forte da far sperare di nuovo al popolo laburista di diventare il futuro partito che guiderà il governo..

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