Collegati con noi

Economia

Boom di richieste di limoni, prezzo anche raddoppiato: per Coldiretti occorre salvaguardare le produzioni agricole

Avatar

Pubblicato

del

Con lo scoppio dell’emergenza coronavirus è boom di richieste di limoni in Europa e nel resto del mondo con la produzione insufficiente che ha fatto quasi raddoppiare i prezzi. Si va dal 30 per cento in più della Sicilia al raddoppio del prezzo dei limoni di Amalfi sulla pianta. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia che a spingere le quotazioni è l’incremento della domanda mondiale come disinfettante naturale.

Le esportazioni di limoni – sottolinea la Coldiretti – sono sottoposte addirittura a controllo preventivo al pari di mascherine, ventilatori polmonari e altro materiale sanitario in Turchia dove l’agrume è impiegato in modo massiccio nella produzione di disinfettanti a base alcolica nelle abitazioni private e nei locali pubblici, con una conseguente impennata dei prezzi. Anche in Spagna che è il primo produttore di limoni dell’Unione Europa la domanda è aumentata enormemente mentre la produzione – precisa la Coldiretti – è risultata limitata per motivi climatici ed i prezzi sono schizzati.

L’Italia è il secondo produttore europeo dopo la Spagna con una superficie coltivata di poco più di 25.000 ettari dalla quale si sono ottenuti circa 3,8 milioni di quintali nel 2019, in calo del 14%, secondo l’analisi della Coldiretti. La regione maggiormente interessata dalla coltura è la Sicilia, dove si ottiene più dell’87% del raccolto nazionale ed a seguire la Campania e la Basilicata. Una produzione che non è sufficiente a soddisfare i consumi nazionali con 1,2 milioni di quintali di importazioni e 0,48 milioni di quintali di esportazioni nel 2019.

La produzione nazionale di limoni era notevole in passato, ma negli ultimi decenni si è persa oltre la metà della superficie coltivata, a causa soprattutto – sottolinea la Coldiretti – dei bassi compensi riconosciuti agli agricoltori al di sotto dei costi di produzioni. I limoni italiani peraltro sono di migliore qualità e, a seconda del tipo, si trovano tutto l’anno: limoni “primofiore” tra la fine di settembre e la fine di novembre, limoni “invernali” tra dicembre ed aprile, limoni “bianchetti” tra aprile e maggio e limoni “verdelli” tra giugno e inizio settembre. Particolarmente rilevante – riferisce la Coldiretti – è il gruppo dei limoni con riconoscimento comunitario, sono ben 6 i limoni IGP: Costa d’Amalfi, Rocca Imperiale, Siracusa, Sorrento, Femminello del Gargano, Interdonato di Messina.

L’emergenza coronavirus e l’aumento esplosivo della richiesta mondiale si è fatto sentire anche in Italia con aumenti delle richieste del 30% in Sicilia. In Campania – riferisce la Coldiretti – per i limoni IGP di Amalfi salgono le richieste, ma c’è il 50% di produzione in meno ed il prezzo sulla pianta è quasi raddoppiato e oscilla fra 1,20 e 1,50 euro al chilo contro circa 0,60 dello stesso periodo dello scorso anno mentre in Calabria nell’alto Jonio a partire dalla piana di Sibari è caccia ai limoni con un aumento delle quotazioni fra il 10 e il 15%.

Il caso eclatante dei limoni – sostiene la Coldiretti – è la punta dell’iceberg dello sconvolgimento in atto sul mercato agroalimentare mondiale dove si riducono i commerci con fluttuazioni violente dei prezzi e carenze per alcune categorie di prodotto. Infatti un numero crescente di Paesi cerca di garantire prima di tutto l’approvvigionamento della propria popolazione con la Russia che ha deciso di trattenere per uso interno parte della produzione di grano dopo essere diventata il maggior esportatore del mondo ed il Kazakistan che ne ha addirittura vietato le esportazioni mentre il Vietnam ha temporaneamente sospeso i nuovi contratti di esportazione di riso, il cereale piu’ consumato nel mondo. Una nuova centralità per l’agricoltura con anche la riscoperta di nuove funzionalità  come l’impiego in Italia dei trattori per la sanificazione delle strade o la possibilità – suggerita dalla Coldiretti – di utilizzare le eccedenze di vini generici per ottenere alcol disinfettante per usi sanitari da utilizzare nelle trincee della guerra al virus da nord a sud del Paese dove gli acquisti di alcol denaturato praticamente triplicati (179%)

Gli effetti della pandemia hanno fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dalla produzione agricola per l’alimentazione, l’ambiente e la salute dei cittadini” conclude il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che in uno scenario di questo tipo “l’Italia in futuro potrà trarre beneficio dalla sua tradizione rurale ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il patrimonio agroalimentare nazionale in una situazione in cui l’ultima generazione è stata responsabile della perdita di ¼ delle terre fertile nella Penisola per colpa  all’urbanizzazione e all’abbandono forzato”.

Advertisement

Economia

La rabbia dei sindacati su Mittal e l’attacco di Patuanelli: gli indiani violano i patti

Avatar

Pubblicato

del

Monta la rabbia dei sindacati contro Arcelor Mittal dopo le anticipazioni del piano lacrime e sangue per l’Ilva, che prevede circa 5.000 esuberi, e si sollecita quindi un intervento del governo. E il ministro dello sviluppo economico Patuanelli attacca la multinazionale: “questo piano non rispetta l’accordo del 4 marzo” e convoca proprio i sindacati per il 9 giugno anche se alla riunione, in videoconferenza, non sara’ presente l’azienda. “Da settembre Mittal ha detto che prima c’era un problema per l’acciaio in generale, poi ha usato la scusa dello scudo penale ed oggi invece dice che il Covid avra’ un effetto per ben tre anni sul mercato dell’acciaio.

Io credo, invece, che bisogna ripartire dall’accordo del 4 marzo e continuare su quella strada”, ha sottolineato il ministro, ribadendo che a Taranto il governo vuole “coniugare ambiente e lavoro” perche’ “riteniamo che sia compatibile e pensabile un impianto moderno nuovo, all’avanguardia che diventi il fiore all’occhiello dell’Europa per la produzione d’acciaio da ciclo integrato”. Pertanto “noi ci crediamo, vogliamo capire anche se la controparte ci crede” , ha affermato Patuanelli. E i sindacati vanno giu’ duri contro il colosso franco-indiano. “ArcelorMittal, con l’ennesimo ricatto, chiede due miliardi di euro al governo italiano e contemporaneamente licenzia 3.300 dipendenti, straccia l’accordo del 2018 sul rientro a lavoro dei 1.700 di Ilva Amministrazione straordinaria, mette a forte rischio gran parte dei 7mila dell’indotto e l’intera siderurgia italiana. Non si deve permettere alla multinazionale di mettere per strada migliaia lavoratori e in ginocchio intere comunita’, causando un disastro ambientale, occupazionale ed economico senza precedenti”, tuona il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, sollecitando la “cacciata” del colosso franco-indiano dall’Italia.

“Non accettiamo alcun licenziamento, anche se a Novi paradossalmente fossero zero”, afferma Federico Porrata, rsu Fiom Cgil dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure (Alessandria), sottolineando che “ci riserviamo iniziative sul territorio e con gli altri siti”. L’opposizione, invece, attacca a testa bassa il governo su come ha gestito l’intero dossier. “L’altra faccia della medaglia” di questa storia “ci racconta di un governo inadeguato a gestire una vertenza di questo tipo, di un ministro per lo Sviluppo economico assente, di un esecutivo senza una visione strategica sulla siderurgia e sulla politica industriale”, incalza il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini. Secondo il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, la politica si e’ fatta sottomettere. “I manager indiani sono brutti e cattivi, volevano le quote di acciaio e poi chiudere? In realta’ fanno quello che hanno sempre fatto, sono stati i decisori politici italiani ad essere ingenui e a farsi soggiogare, per usare un temine educato, portando cosi’ la citta’ di Taranto a non avere bonifiche e giustizia non chiedendo il danno ambientale, a subire un’emergenza sanitaria causata dall’inquinamento”, accusa Bonelli. Intanto, secondo quanto si apprende, al momento non risultano presso le banche richieste di prestito garantito per Ilva/Arcelor Mittal, tantomeno in Sace. Inoltre bisogna vedere se i requisiti del Decreto Liquidita’ sono compatibili.

Continua a leggere

Economia

Diritti tv, divieto a Sky di avere più tutta la Serie A: il Consiglio di Stato “chiude” di fatto Now Tv

Avatar

Pubblicato

del

I match potranno andare in streaming anche su altre piattaforme ed emittenti. Così ha deciso il Consiglio di Stato, che ripristina il parere con cui l’Antitrust aveva di fatto censurato Sky per un abuso di posizione dominante. Per intenderci, Now Tv, la piattaforma streaming di proprietà di Comcast che a prezzi ridotti produce un ottimo flusso di cassa in una azienda , Sky Italia, che fa acqua da tutte le parti, subisce una forte battuta di arresto. Non subito però.

Dal 2021 Sky non potrà più avere tutta la Serie A su tutte le piattaforme. Una  situazione di monopolio di fatto che questa sentenza del Consiglio di Stato che riforma quella del Tar almeno su internet fa cessare. Per intenderci, Now Tv, la piattaforma streaming non avrà più come piatto forte il calcio. Non nelle proporzioni di oggi. Ma si sa, il mercato dei diritti tv del calcio, dopo la pandemia, non sarà più lo stesso in Europa. In Italia, poi, la vertenza Lega di Serie A é Sky rischia di andare molto per le lunghe in tribunale. La vicenda nasce nel 2018, dall’acquisizione da parte di Sky di R2, la piattaforma di Mediaset Premium per il digitale terrestre pagata quasi 2 miliardi. Un accordo saltato un anno dopo per volere delle parti, ma intanto il Garante l’aveva già messo sotto investigazione. L’Agcom aveva imposto “il divieto per il Gruppo Sky di stipulare nuovi contratti con clausole di esclusiva per la piattaforma internet”. Che cosa significa? Che online, la Serie A, non potrà più essere soltanto su Sky. Questo per ripristinare almeno una parvenza di concorrenza, mancata nell’ultima asta finita alla coppia Sky–Dazn. Sky aveva vinto il ricorso al Tar ma il Consiglio di Stato ha ripristinato il buon lavoro dell’Agcm.

E allora a partire dal campionato 2021/2022 probabilmente non ci sarà più Now Tv, in quanto Sky non potrà comprare i diritti in esclusiva per internet. Se vorrà, Sky, potrà offrire piú o meno lo stesso servizio con SkyGo, ma gratis per i suoi abbonati. Oppure potrà caricare ulteriori costi.  Ma c’è un aspetto più che altro simbolico da tenere in conto. Con questa sentenza si stabilisce che almeno sul web, on line, Sky non é monopolista.

 

Continua a leggere

Economia

Superbonus anche per la seconda casa, e si punta anche agli incentivi auto

Avatar

Pubblicato

del

Un superbonus esteso il piu’ possibile, a seconde case, alberghi, e fino al 2022 sembra gia’ quasi una certezza. Ma e’ l’unica di fronte al diluvio di emendamenti piovuti sul decreto Rilancio, circa 8mila, che da qui a martedi’ andranno ridotti intanto a 1.200, selezionando le proposte piu’ significative su cui concentrare i lavori. Anche cosi’ resterebbe una mole mai vista di emendamenti da votare in commissione, tanto che, almeno la maggioranza, gia’ si e’ messa al lavoro per scremare le richieste e, possibilmente, trovare dei punti di caduta comuni: ma sugli incentivi per le auto per il momento si viaggia divisi mentre, un po’ a sorpresa, si apre anche un nuovo fronte, quello dell’Irap. Il no di Leu a un taglio generalizzato era noto, ma anche nel Pd emerge qualche dubbio, tanto che una richiesta di intervento mirato porta la firma del vicesegretario, Andrea Orlando. La proposta – che fa subito storcere il naso a Iv – e’ quella di legare lo stop alla rata di giugno dell’imposta a un calo di almeno un terzo del fatturato e di ‘girare’ le risorse risparmiate al ristoro a fondo perduto per le Pmi. Mentre i partiti litigano, i sindacati scrivono al premier Giuseppe Conte allarmati per il rischio di una epidemia di posti di lavoro, dopo quella sanitaria, e chiedono di prorogare il blocco dei licenziamenti e di prolungare gli ammortizzatori Covid e i sostegni al reddito. Molti anche gli emendamenti parlamentari su questi temi che si scontreranno, pero’, con risorse per le modifiche limitate ad appena 800 milioni, divisi tra Camera e Senato. Le richieste, peraltro, sono tantissime e sui temi piu’ vari, dai fondi per le scuole paritarie a quelli per il bonus bici, alla riduzione dell’Iva sui prodotti per l’infanzia (un classico di ogni manovra) fino al rafforzamento del tax credit per le vacanze che dalla Lega a Italia Viva si vorrebbe portare fino a 1000 euro, togliendo il limite Isee. In molti vorrebbero che parte di questi fondi andassero a un bonus per chi compra un euro 6, pensato per aiutare gli autosaloni a smaltire gli stock invenduti, ma anche qui, in maggioranza non c’e’ una linea unica. Pd, Iv e Leu questa volta compatti chiedono di introdurre un bonus fino a 4mila euro per chi rottama un’auto vecchia di almeno 10 anni e la sostituisce con una comunque a piu’ basse emissioni. Ma c’e’ il muro M5S alzato dai parlamentari, contrarissimi a qualsiasi tipo di incentivo che non sia per le ecologiche ibride ed elettriche. La pattuglia di governo del Movimento, pero’, e’ piu’ possibilista, a partire dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. La filiera “va sostenuta”, dice, lasciando pero’ al “dibattito parlamentare” il compito di individuare la soluzione. Se resta “imprescindibile” l’obiettivo di abbattere le emissioni, data “l’eccezionalita’ del momento” vanno prese in considerazione tutte le necessita’, compresa quella di “incentivare la vendita di un grandissimo parco macchine prodotto ma non venduto a piazzale”. La chiave per uscire dall’impasse potrebbe stare in alcuni emendamenti bipartisan presentati da Lega, Fdi e Fi, ma anche da Iv e da qualche deputato M5S, che puntano ad ampliare l’attuale ecobonus per ibride ed elettriche, modulando lo sconto in base alle emissioni. Piu’ semplice sembrerebbe invece il restyling del superbonus al 110%, chiesto da tutti i partiti: la sua estensione ha gia’ il benestare del suo ideatore, il sottosegretario Riccardo Fraccaro, e ora dovra’ ‘solo’ lo scoglio delle coperture.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto