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Bioeconomia quale motore dello sviluppo sostenibile: il confronto a Napoli

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Un confronto tra le migliori pratiche europee per incentivare la cooperazione internazionale per creare innovative filiere bio based: al centro congressi della Federico II di Napoli va in scena IFIB– International Forum on Industrial Biotechnology and Bioeconomy, una delle maggiori manifestazioni europee sulla bioeconomia circolare che segue un workshop sull’argomento.

In uno scenario economico mondiale sempre più complesso e incerto, la sostenibilità assume via via un ruolo centrale per affrontare le sfide del futuro. La bioeconomia, in questo senso, gioca un ruolo chiave, proponendo un utilizzo intelligente di risorse rinnovabili di origine biologica, in una logica circolare che non tolga risorse agli utilizzi primari – vedi l’alimentazione, ad esempio – ma massimizzi le opportunità di riutilizzo attraverso l’innovazione tecnologica e il cambiamento dei comportamenti di tutti gli attori: imprese, istituzioni e singoli cittadini. L’Europa considera la bioeconomia uno dei motori dello sviluppo sostenibile cui si deve un valore della produzione annuale di circa 2.000 miliardi di euro e l’occupazione di 18 milioni di addetti (The Bioeconomy Strategy – EC).  

Sulla base di queste premesse il Cluster Lombardo della Chimica Verde – LGCA, coordinatore del Pilot “Bio-economy – Interregional cooperation on innovative use of non-food Biomass” di Vanguard1, vuole promuovere un’occasione di confronto tra i referenti delle migliori esperienze europee, nuovi potenziali partner e ventur capitalist a livello internazionale. Al centro dei lavori esempi industriali d’avanguardia per lo sviluppo di programmi educativi, infrastrutture e modelli per diffondere il paradigma biobased e sviluppare filiere sempre più green. Quale impatto hanno le industrie biobased sul mercato e come possono proporre prodotti di largo consumo più sostenibili e biocompatibili? Lo racconteranno i leader europei di questo settore comeVITO, Biobased Delta, Novamont che fanno della bioeconomia la chiave del loro successo.

Lo sviluppo di modelli industriali sostenibili e circolari si basa su un nuovo paradigma produttivo e di consumo, in grado di trasformare i rifiuti in risorse ad alto valore aggiunto– afferma Diego Bosco, Presidente del Cluster LGCA – e per fare sì che essi diventino realtà, abbiamo bisogno di tecnologie, processi, servizi e modelli imprenditoriali creativi che plasmino il futuro della nostra economia e della nostra società. Mettere a sistema competenze leader del settore della bioeconomia ed investitori è la chiave per accelerare il cambiamento e favorire l’immissione sul mercato di prodotti e servizi biobased competitivi e sostenibili. Questo workshop si inserisce tra le numerose iniziative coordinate dal LGCA a livello nazionale ed europeo con lo scopo di dare impulso alla ricerca e all’innovazione come fattori determinanti verso questa transizione”.

 

 

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Ischia, incontro ravvicinato con un grosso capodoglio

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Un incontro ravvicinato con un grosso capodoglio: è accaduto a Ischia, durante una battuta di pesca. Il grosso animale non sembra particolarmente spaventato, magari lo erano di più gli occupanti della barca dalla quale è stato avvistato. In questa breve, bella sequenza video di Raffaele Itri sembra da solo anche se, con ogni probabilità, difendeva i suoi piccoli nelle acque dell’isola.

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Catturavano cinghiali e li chiudevano in un recinto: sono stati denunciati

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Sedici esemplari di cinghiale tenuti in un’area appositamente recintata:li hanno scovati i carabinieri della Forestale di Sant’Agata de’ Goti ed Airola nel corso di un’operazione finalizzata al contrasto degli illeciti venatori.

Gli animali erano nel territorio del comune di Moiano, Benevento e nell’appezzamento di terreno recintato c’erano anche 2 gabbie comunemente utilizzate per la cattura degli ungulati. Terreno e attrezzi sono stati prontamente sottoposti a sequestro penale, mentre, grazie alla collaborazione di personale ASL fatto intervenire sul posto, è stato operato il sequestro sanitario dei capi di selvaggina. A carico del proprietario del fondo è scattata la denuncia a piede libero per il l’illecita detenzione di animali pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica, nonché per l’utilizzo di mezzi di caccia non consentiti.

L’attività di controllo condotta dai carabinieri forestali sulla caccia è finalizzata a scongiurare che tale pratica sia svolta in violazione delle leggi che tutelano il benessere degli animali e l’equilibrio ecologico tra uomo e natura.

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Un abito fatto con vecchi scontrini, così Mario Celentano si aggiudica il contest #roadtogreen

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Un abito alla moda ricavato da vecchi scontrini e ricevute fiscali: a Mario Celentano è valso il premio quale vincitore del contest #roadtogreen che unisce design e sostenibilità. Un progetto originale e creativo, il suo, presentato con grande passione grazie al quale il 21enne della provincia di Napoli si è aggiudicato l’edizione 2019 del contest e due menzioni speciali. Il contest ha l’obiettivo di stimolare le menti creative nel pensare a soluzioni che possano rendere il futuro più sostenibile.
La cerimonia di premiazione del contest organizzato dall’Associazione per la sostenibilità ambientale, Road to green 2020, in collaborazione con l’Accademia del Lusso di Roma, si è tenuta nella Capitale. Il contest ha l’obiettivo di stimolare le menti creative nel pensare a soluzioni che possano rendere il futuro più sostenibile.

Molti i progetti pervenuti al vaglio della giuria, che, come hanno affermato Barbara Molinario, Presidente di Road to green 2020, e Laura Gramigna, Direttrice dell’Accademia del Lusso di Roma, ha faticato a dover selezionare una sola proposta, ma alla fine è stata espressa una preferenza unanime per il lavoro presentato dal giovane creativo Mario Celentano, “Disposofobia”, ovvero, un’idea di outfit, indossato da lui stesso, e di creazioni moda, partendo da scontrini e ricevute fiscali.
L’idea dalla quale è partito il giovane Celentano è quella che oggi la società tutta sia affetta da una forma di disposofobia, la tendenza compulsiva ad accumulare oggetti materiali di cui non abbiamo bisogno e che talvolta, addirittura, possono essere anche nocivi. Una collezione moda che vuole essere un urlo contro il consumismo. Una provocazione che punta ad accendere l’attenzione sul tema e per sensibilizzare sulla questione dell’impatto ambientale che l’industria del fashion comporta ogni anno.

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