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Ben Harper e i suoi The Innocent Criminals hanno chiuso il 40/mo Pistoia Blues

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E’ iniziata sulle note di The Will to live l’ultima serata del Pistoia Blues, il festival che ha portato sul palco allestito in piazza Duomo nomi come Robben Ford, Eric Gales e Noel Gallagher. A un pezzo da novanta della musica internazionale come Ben Harper con i suoi The Innocent Criminals e’ stato affidato il compito di mettere il sigillo sulla quarantesima edizione della rassegna musicale toscana. L’artista statunitense, salito sul palco alle 21.30 con l’inseparabile cappello, senza dire una parola ha iniziato un assolo di chitarra che e’ bastato per scaldare la piazza dei 5000 di Pistoia. Regalando poi un intenso concerto durato circa due ore e 18 canzoni, non solo brani della sua carriera, ma anche cover come Whipping boy di Chris Darrow, Them Changes di Buddy Miles e Superstition di Steve Wonder arrangiate con l’inconfondibile stile dei suoi The Innocent Criminals. Ben Harper ha portato in Toscana un vero e proprio ‘best of’ della sua carriera, in cui le parole delle canzoni hanno spesso lasciato spazio alle immense performance dei musicisti.

Dopo il tour solista in acustico e quello dal sapore fortemente blues fatto a braccetto con il leggendario Charlie Musselwhite, Harper e’ tornato sul palco con la sua portentosa band, composta da Leon Mobley (percussioni), Juan Nelson (basso), Oliver Charles (batteria) e Jason Mozersky (chitarra) che lo sta accompagnando in un vero e proprio mini-tour tutto italiano. Dopo Grugliasco (Torino), la star californiana si e’ esibita a Ravenna prima di approdare in Toscana; Roma, Chieti, Mantova e Milano le prossime tappe. Dopo aver rotto il ghiaccio con un ‘thanks great Pistoia Blues’ Ben Harper ha suonato Burn one down, brano del 1995 e un pezzo di storia della sua carriera, in cui ha lasciato il palco alle percussioni di Mobley che ha regalato ai fan un’esecuzione entusiasmante. Avanti poi con pezzi come Fight for your mind, Please bleed e l’attesissima Diamons on the Side. Molti i brani arrangiati in chiave rock, reggae e funk, ma non sono mancati i momenti intimi. Messa da parte per un attimo la band, Harper ha riempito da solo, con l’intensita’ della voce e la potenza della chitarra, il palco di piazza Duomo intonando Walk away e Deeper and deeper. Durante lo show la band ha interagito spesso con il pubblico e ha ‘giocato’ con gli strumenti e il sovrapporsi delle voci in un puzzle unico e coinvolgente. E tra gli ingredienti di ieri per una serata indimenticabile anche una proposta di matrimonio che e’ riuscita a commuovere Harper: l’artista ha tolto la fascia decorativa del suo cappello per regalarla ai promessi sposi in prima fila.

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Eventi Live

Edoardo Bennato ha scelto: Maria Elena Boschi è la fatina giusta per il mio musical Pinocchio

Edoardo Bennato

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Musica

Gigi D’Alessio torna con “Noi Due”, un album con molti duetti: spazzati via anni di razzismo culturale e ghettizzazioni

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Gigi D’Alessio è felice. Esce “Noi due”, il suo nuovo album. La data prevista è venerdì 18 ottobre. Un disco nuovo dopo 27 anni di carriera e 26 milioni di dischi già venduti”. Questo lavoro discografico è però una novità assoluta. Molti artisti italiani entrano nel suo mondo. Nel disco, infatti, ci sono i duetti con Fiorella Mannoia, Giusy Ferreri e gli esponenti del rap Guè Pequeno, Emis Killa e Luchè. Il tutto, “rimodernando le mie sonorità”. Il tutto, senza snaturarsi ma cimentandosi in autentiche sfide. La prima, quella con Fiorella Mannoia: “Lessi un’intervista nella quale diceva che aveva sempre cantato brani di grandi cantautori, ma se pure le avessero portato una bella canzone D’Alessio l’avrebbe eseguita. L’ho presa come sfida. Ho scritto ‘L’ammore’ in macchina fra Roma e Milano. Sono andato da Fiorella, gliel’ho fatta sentire e si è commossa. A quel punto ho voluto anche cantarla con lei”. Con il mondo del rap, invece, la sfida è stata di un altro tipo: “Volevo far entrare i rapper nel mio mondo. L’esperimento è stato aprirmi per farli entrare. Io sono sempre stato molto aperto alle collaborazioni, ma era più facile all’estero perchè in Italia dovevo combattere un pregiudizio nell’ambiente. Con questo disco, finalmente, riesco ad aprirmi al mondo. E’ sempre stato più semplice all’estero, per questo per me questo album è una dimostrazione di affetto dei miei colleghi italiani. E’ la prima volta che posso permettermi di dire: hai visto quante persone hanno cantato con me?”.

La domanda che tutti gli fanno è scontata, quasi banale: perchè nell’album non c’è Anna Tatangelo, sua compagna nella vita? “Altrimenti ce la cantiamo e ce la suoniamo sempre noi. Rischi di diventare come Al Bano e Romina. Noi non siamo nati come coppia nella musica. Se ti vedono sempre insieme rischi di diventare un duo e non vogliamo”. Anche per evitare un altro pregiudizio, visto che tanti già D’Alessio ne ha subiti in passato: “Se nasci da Roma in su sei un cantautore, se nasci a Napoli sei neomelodico. È razzismo culturale, è ghettizzare quel mondo. Venti anni fa a Sanremo fu quasi uno scandalo una mia frase in napoletano in ‘Non dirgli mai’. Me la volevano far togliere, ma poi in diretta la cantai lo stesso. E ora, dopo 20 anni, mi chiedono perchè non canto di più in napoletano. Sono contento che la lingua sia stata sdoganata anche nella musica pop”. Tanto che i concerti di Gigi D’Alessio con Nino D’Angelo ‘Figli di un re minore’ sono stati un tale successo da portare a tre repliche: Napoli il 26 dicembre, Milano il 20 gennaio e Roma il 24 gennaio. In attesa, dal 29 novembre il cantautore sarà su Rai1 per tre settimane con il programma, insieme a Vanessa Incontrada, ‘Vent’anni che siamo italiani’.

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Niccolò Fabi: ho girato in tondo, ora torno alla musica

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“Ho provato a fare un altro tipo di canzoni, semplicemente belle ma senza tanti pensieri. Poi ho capito che non era quello che volevo fare”. Comincia a raccontarlo in questo modo, Niccolo’ Fabi, il nuovo album ‘Tradizione e tradimento’, in uscita domani e che riporta in scena il cantautore romano a tre anni e mezzo dal disco precedente. “Pensavo che un album come ‘Una somma di piccole cose’ – ha detto Fabi a proposito dell’ultimo lavoro da studio dato alle stampe – avesse chiuso un cerchio. Ho preso le distanze dalla musica per un anno, lasciando la chitarra chiusa nel suo fodero e dedicandomi a tutto quello che per me puo’ essere extra musicale”.

L’esigenza di scrivere, a quanto pare, e’ pero’ stata piu’ insistente e la penna di Fabi ha ricominciato a scrivere, anche se le intenzioni iniziali sul nuovo album erano ben diverse da quelle poi adottate. “L’idea era di staccarmi da quanto fatto in precedenza – ha spiegato la voce delle nuove ‘Scotta’, ‘Amori con le ali’ e ‘Prima della tempesta’ – dedicandomi anche a sonorita’ elettroniche. Ci ho provato davvero, ma il risultato non e’ stato quello che mi ero aspettato. Ho deciso quindi di ricominciare da capo e alla fine sono uscite le canzoni di questo album”. Le tracce in scaletta sono un totale di nove e Fabi le ha prodotte artisticamente assieme a Roberto Angelini e Pier Cortese, storici amici del cantautore, nonche’ compagni di viaggio musicale e spesso di palcoscenico.

“Spesso le cose che davvero vogliamo le abbiamo gia’ in tasca – ha commentato Fabi – ma per accorgercene ce ne dobbiamo allontanare. Io l’ho fatto e alla fine ho girato in tondo fino a tornare dal punto da cui sono partito. Non ho doti musicali particolari e se mi mettessi a fare qualcosa che non mi appartiene sarei uno dei tanti. Nel mio modo di fare canzoni, magari, ho invece qualcosa di speciale da dire e raccontare”. Con quello che il cantautore definisce “un disco piu’ estroverso del solito, ma a modo mio”, Fabi tornera’ anche ad esibirsi dal vivo per un tour teatrale, in programma dal prossimo mese di novembre e con data zero a La citta’ del teatro di Cascina (Pisa). Poi sara’ la volta dei teatri di alcune delle principali citta’ italiane, tra le quali Ravenna, Milano e Vicenza i cui biglietti sono gia’ andati esauriti. “Continuano a piacermi le canzoni sussurrate – ha detto Fabi – perche’ spesso i messaggi piu’ forti non sono quelli che vengono urlati, ma quelli che necessitano di essere ascoltati da vicino, detti all’orecchio”.

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