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Battaglia sul turismo, il premier austriaco Kurz: non riapriamo a Italia

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Alla battaglia contro ilcoronavirus comincia ad aggiungersi anche quella contro il tempo: il timore di veder andare in fumo la maggior parte dei ricavi legati alla stagione turistica estiva sta facendo salire la tensione fra i Paesi europei. Da una parte c’e’ chi vuole un vero coordinamento delle misure e dall’altra, invece, chi preferisce cominciare dagli accordi bilaterali fra le capitali. Con un pressing sempre piu’ insistente da parte degli operatori del settore e dei trasporti, che chiedono di consentire alle persone di tornare a viaggiare in sicurezza il prima possibile. A lanciare la prima critica verso le riaperture delle frontiere annunciate da Italia e Spagna e’ stato in mattinata il segretario di Stato del ministro degli Affari esteri francese, che ha chiesto un maggiore “coordinamento” delle decisioni a livello europeo. L’affondo piu’ diretto e’ pero’ arrivato dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che ha definito “irresponsabile, alla luce dei dati epidemiologici” la possibile riapertura dei confini con l’Italia. La riunione in videoconferenza dei ministri europei del turismo e’ stata l’occasione per cercare di fare il punto sulla situazione e promuovere il coordinamento tanto invocato. Il ministro Franceschini ha parlato della necessita’ di “un ambizioso Piano d’azione europeo a supporto del settore turistico”, perche’ “l’impatto negativo” della crisi causata dalla pandemia “e’ tale che nessun Paese puo’ pensare di farcela da solo”. Ma se c’e’ stata unita’ d’intenti attorno alla richiesta che il settore turistico sia fra quelli messi al centro del piano di ripresa dell’Unione europea, l’apertura delle frontiere continua a generare malumori. Da piu’ parti si e’ evocato il 15 giugno come la data che potrebbe segnare l’inizio del graduale ritorno alla libera circolazione in Europa. Una spinta in questo senso e’ arrivata dalla Grecia, che ha annunciato l’apertura ufficiale della sua stagione turistica entro meta’ giugno, mentre tornera’ ad accogliere progressivamente i voli internazionali dal primo luglio. Tuttavia, l’incontro di oggi pomeriggio fra i ministri degli Esteri di dieci Paesi – fra cui Francia e Germania – testimonia che i negoziati vanno avanti su binari paralleli. Al termine del Consiglio turismo e’ stato lo stesso ministro croato, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, a dichiarare: “Piu’ possiamo fare insieme meglio e’, tuttavia se c’e’ la possibilita’ di fare accordi bilaterali, specialmente fra i Paesi con simili situazioni epidemiologiche, allora dovremo farlo per velocizzare la ripresa del settore turistico”. Intanto, continua il pressing degli operatori del settore e dei trasporti, le cui associazioni di categoria europee hanno lanciato un appello per salvare la stagione estiva, “sopprimere le restrizioni ai viaggi in maniera coordinata” ed evitare misure come la quarantena obbligatoria, che potrebbero scoraggiare i turisti dal prendere in mano la valigia.

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Casa Bianca blindata anche dalla Guardia Nazionale, si temono proteste ancora più violente

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Quattro agenti arrestati per la morte di George Floyd, l’afroamericano morto soffocato da un agente di polizia, aveva il covid-19 ma era asintomatico. E’ uno dei tanti dettagli che emerge dall’autopsia ufficiale. I tafferugli negli Usa proseguono. Il coprifuoco in molte città non basta a fermare le proteste. La Casa Bianca è blindata dalla polizia militare e dalle forze dell’ordine di varie agenzie federali mentre migliaia di persone si sono radunate nella capitale per protestare contro la morte di George Floyd. Un dirigente del Pentagono ha riferito che ci sono almeno 2200 uomini della Guardia nazionale. Il cordone di sicurezza forma un anello intorno al perimetro del parco Lafayette, di fronte alla Casa Bianca. Il coprifuoco scatta alle 23 (le 5 in Italia). In precedenza centinaia di dimostranti si erano stesi a terra lungo Pennsylvania Avenue ripetendo “non posso respirare”, la frase pronunciata da Floyd prima di morire soffocato da un poliziotto.

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Rivolte negli Usa, un altro giovane ucciso dalla polizia: a San Francisco agente spara ad un ragazzo che saccheggiava

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L’agente che ha ucciso un giovane a San Francisco lunedi’ nelle proteste per la morte di George Floyd aveva scambiato il suo martello per una pistola. Lo ha riferito la polizia. Quando una pattuglia e’ intervenuta per un saccheggio in un supermercato, Sean Monterrosa, un 22enne residente nella citta’ californiana, si era inginocchiato a terra tenendo le mani sulla vita, vicino ad un martello nella tasca della sua felpa. Un agente, pensando si trattasse di un’arma, ha esploso cinque colpi e ha ucciso il giovane. Ora il poliziotto e’ stato sospeso in attesa dei risultati dell’indagine.

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L’Austria non riapre i confini all’Italia per turismo, tensione Roma-Vienna

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L’Austria chiude all’Italia con un nuovo schiaffo che la esclude, per il momento, dall’elenco di sette Paesi confinanti ai quali il cancelliere Sebastian Kurz riapre invece i confini. Una decisione che ha provocato la dura reazione da parte del premier Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e fa salire la tensione tra Roma e Vienna, mentre l’Unione europea invita a evitare discriminazioni in base alla nazionalita’. I cittadini di Germania, Svizzera, Liechtenstein, Slovenia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca sono liberi di viaggiare senza controlli “come prima del coronavirus”, ha annunciato il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg per il quale “i dati non lo consentono invece con l’Italia”. Affermazione appena temperata dalla precisazione che “non e’ una decisione contro l’Italia” e che il governo austriaco effettuera’ una nuova valutazione la prossima settimana perche’ “l’obiettivo resta la riapertura appena i dati lo consentiranno”. “Sono decisioni discriminatorie che non ritengo accettabili”, e’ stata la risposta secca del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che si e’ chiesto se l’Italia paradossalmente si trovi a “pagare il prezzo di una grande trasparenza” mostrata sulla pandemia. “Gli individualismi violano lo spirito comunitario e danneggiano l’Europa e il mercato unico”, la reazione a caldo del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, fiducioso, comunque, in una prossima evoluzione positiva. Il titolare della Farnesina ha infatti sentito nel pomeriggio l’omologo austriaco registrando “la disponibilita’ a far confrontare i nostri ministeri della Salute sui dati epidemiologici”, che per l’Italia sono “migliori” di altre aree d’Europa. La decisione di Vienna insomma, ha riferito Di Maio, “non e’ definitiva”. All’attacco le opposizioni, dai deputati della Lega del Trentino Alto Adige all’Udc a Forza Italia, che denunciano debolezza da parte dell’esecutivo e chiedono reazioni piu’ decise.

Premier Austriaco. Sebastian Kurz

Dall’Unione europea e’ arrivata invece una salomonica dichiarazione che si astiene dall’entrare nel merito delle “misure prese dai singoli Stati” ma ricorda, in base alle proprie linee guida, “il principio molto importante della non discriminazione basato sulla nazionalita’”. Si rafforza invece la partnership tra Italia e Francia dopo il bilaterale a Roma tra Di Maio e il collega Jean-Yves Le Drian. Se l’Italia si sta rialzando “lo dobbiamo anche all’aiuto dei nostri amici e tra questi c’e’ la Francia”, e’ stato il ringraziamento del titolare della Farnesina ai cugini d’Oltralpe che hanno i confini interni dell’area Schengen aperti, compresi quindi quelli con l’Italia. Sottolineando che Roma ha scelto oggi di riaprire le frontiere e che servono “regole uniformi” per garantire viaggi sicuri ai cittadini europei, Di Maio ha voluto calcare sul fatto che “ci aspettiamo reciprocita’ da tutti gli altri Paesi”. Un messaggio all’Austria, rafforzato dal “rammarico” per le chiusure da parte di alcuni Paesi, tra cui ovviamente “non c’e’ la Francia”. Cortesia restituita da Le Drian: “L’Italia mi mancava e sono venuto appena ha aperto”. La Germania, intanto, ha deciso di eliminare dal 15 giugno lo sconsiglio sui viaggi verso i Paesi europei che sara’ sostituito da avvisi per i 26 Paesi partner dell’Ue, per i Paesi associati dell’area Schengen, Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, e per la Gran Bretagna. Il ministro degli Esteri Heiko Maas ha precisato che la misura entra effettivamente in vigore per tutti i Paesi che permettono l’ingresso ai concittadini europei e non lo limitano a causa della pandemia. Un via libera, quindi, anche da e per l’Italia. Di Maio, con un’offensiva diplomatica porte aperte, sara’ venerdi’ proprio in Germania, sabato in Slovenia e martedi’ in Grecia per dire che “l’Italia e’ pronta ad accogliere turisti stranieri, in sicurezza e con la massima trasparenza dei dati”. Appuntamento il 15 giugno anche per il Belgio. La premier Sophie Wilmes ha annunciato la riapertura delle frontiere ai Paesi dell’area Schengen al termine della riunione del Consiglio nazionale di sicurezza. Ad aprire le braccia invece al ritorno degli italiani e’ stato il premier britannico Boris Johnson: “Come back, siete tutti benvenuti”, ha detto, in italiano, nella conferenza stampa a Downing Street, rivolgendosi a quanti in questi mesi si sono dovuti allontanare dal Regno a causa della pandemia e degli effetti del lockdown. Johnson ha tuttavia ribadito che, almeno dall’8 al 29 giugno, tutti coloro che arriveranno o rientreranno dall’estero, italiani inclusi, “dovranno osservare una quarantena” di due settimane. “Capisco che e’ un’imposizione”, ha ammesso il premier, ma occorre venire a capo dell’epidemia e allontanare ora il rischio di “re-importare il virus”.(

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