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Cronache

Baby rapinatore ucciso dal carabiniere, il complice 17enne resta in carcere: convalidato il fermo e trasferito in cella

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F.D.C., 17 anni, complice di Ugo Russo, il 15enne rimasto ucciso nella rapina in via generale Orsini, a ridotto del lungomare di Napoli, resta in carcere. In sede di convalida del fermo il gip ha ritenuto che ci fossero validi motivi per imporre al restrizione della libertà personale al 17enne incriminato con il reato di concorso in tentata rapina e di ricettazione della targa del mezzo usato. Dinanzi al gip del Tribunale per i Minori di Napoli F.D.C. ha ribadito la confessione al magistrato inquirente, il pm Francesco Cerullo. Ha dato la sua versione sulla rapina, la fuga e la costituzione in caserma. Ha ripetuto, di fatto, quando già detto al pm, e cioè che è un piccolo balordo perditempo.

Ugo Russo. Il ragazzo rimasto ucciso nel corso di una rapina

Parla il rapinatore complice del baby criminale ucciso dal carabiniere: tentammo la rapina perchè ci servivano soldi per andare a ballare

“Sono iscritto a scuola, ma non frequento. Passo tutto il mio tempo in strada, tra i Quartieri e il Pallonetto, abbiamo fatto una rapina, perché ci servivano i soldi per andare a ballare”. Questo è il sunto delle parole di F.D.C. al Gip che è stato già portato una struttura di correzione per minori, data l’età: 17 anni. Questo ragazzo, difeso dal penalista Mario Bruno, ha ammesso ancor una volta di essere complice di Russo nel tentativo di rapina finto nel sangue. Ed ha confessato le modalità della rapina finita nel sangue. Ha negato ancor una volta di aver fatto quella notte altre rapine prima di provarci col carabiniere. Ma non ha saputo spiegare che cosa ci facesse altra refurtiva in tasca al ragazzo morto: un rolex e una catena d’oro.

Gli inquirenti che hanno  fermato il 17enne  ritenevano che ci fosse il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga. Rischio dedotto dal comportamento del giovane dopo la morte del complice. Dopo il primo interrogatorio-confessione ai carabinieri è scappato dalla nonna e per molte ore di domenica mattina, almeno fino alle 13 è stato irreperibile. I parenti potrebbero aver cercato di proteggerlo, di tenerlo al riparo da nuove indagini, dopo aver fornito una primissima confessione in merito alla rapina in cui era rimasto vittima l’amico.

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Cronache

Pedofilia: abusa per anni dei tre figli, arrestato

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 Un 51enne e’ stato arrestato dai carabinieri nel Trapanese con l’accusa di avere commesso ripetuti abusi su tre dei suoi quattro figli, che hanno meno di 14 anni. Nei suoi confronti il Gip di Marsala ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale continuata. Dall’indagine, avviata nel giugno 2018 a seguito di alcune segnalazione arrivate ai carabinieri della Procura, e’ emerso che l’uomo avrebbe abusato dei tre figli sin dal 2012. Due anni fa, dopo i primi accertamenti, i quattro minorenni furono trasferiti in una comunita’ protetta e segreta. Intanto, gli inquirenti stanno valutando anche eventuali responsabilita’ della madre dei bambini. L’indagine, sottolineano gli investigatori, ha portato “alla luce l’estrema condizione di disagio morale, sociale ed economico del nucleo familiare”.

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Cronache

Sfasciarono l’ospedale Covid di Boscoreale e minacciarono i sanitari per far curare il loro congiunto sparato, due arresti dei carabinieri

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I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno  arrestati il 41enne  Giovanni Ippolito e il 39enne  Nunzio Acunzo, gravemente indiziati dei danneggiamenti al pronto soccorso dell’ospedale Covid di Boscoreale (NA) e delle minacce subite da quel personale sanitario lo scorso 6 maggio, in occasione del ferimento con colpi d’arma da fuoco del 50enne Giuseppe Carpentieri, elemento di spicco del clan Gionta.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha consentito di accertare che i due soggetti, rispettivamente fratellastro e nipote acquisito di Giuseppe Carpentieri, lo avevano condotto con le proprie macchine all’Ospedale COVID di Boscotrecase, dove, incuranti della temporanea destinazione esclusiva del nosocomio alla cura della malattia infettiva, avevano minacciato il personale sanitario e danneggiato i locali del pronto soccorso pretendendo le immediate cure per il loro familiare.

In tale ambito, l’esame delle immagini di videosorveglianza ha permesso la ricostruzione non solo del loro comportamento violento, consistito nella forzatura della transenna della rampa d’accesso e della porta scorrevole del Pronto Soccorso nonchè nel danneggiamento dei locali, ma di una strategia intimidatoria per costringere i sanitari ad un immediato soccorso del Carpentieri (successivamente condotto in altro ospedale con ambulanza).

Nella circostanza, non può inoltre sottacersi, in un periodo di piena emergenza epidemiologica, la gravità di un comportamento che ha interrotto e limitato le capacità operative di un presidio pubblico funzionalmente deputato alla gestione dei casi COVID. I due indagati sono stati arrestati e sottoposti al regime di arresti domiciliari presso le loro abitazioni.

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Fucile ad aria compressa e balestra detenuti illegalmente, una denuncia nel Casertano

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Nel corso della notte, in Santa Maria A Vico (Ce), i carabinieri della locale stazione  hanno deferito in stato di libertà un 55enne del posto ritenuto responsabile di detenzione abusiva di armi. I militari dell’Arma, a seguito di perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto e sequestrato un fucile ad aria compressa, marca  “ liber ” , calibro 4,5, privo di punzonatura e munito di ottica di precisione e relativi piombini. Presso la stessa abitazione i carabinieri hanno poi rinvenuto e sequestrato anche una balestra ad arco con impugnatura a pistola  priva di punzonatura.

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