Collegati con noi

Cronache

Aveva in casa gioielli Lollobrigida, arrestato operaio

Avatar

Pubblicato

del

Quando i poliziotti hanno trovato in un armadio nel salotto della sua abitazione un borsone con dentro svariate medaglie e francobolli che raffiguravano l’attrice Gina Lollobrigida, oltre a gioielli, orologi e penne ha provato a giustificarsi: “Me li ha regalati lei”. Ma la sua versione non ha convinto gli investigatori. L’uomo, un operaio romeno di 33 anni che aveva effettuato recentemente dei lavori di ristrutturazione in casa della nota attrice, e’ stato arrestato per furto e per detenzione illegale di arma da fuoco. In un altro armadio gli agenti hanno anche scoperto una pistola calibro 7,65 priva del caricatore ma funzionante, non censita in banca dati. Tutto e’ nato ieri mattina quando la polizia e’ intervenuta in un’abitazione in zona Spinaceto, nel quadrante sud di Roma, per una lite in famiglia. A dare l’allarme era stata una ragazza che ha chiesto aiuto perche’ stava litigando furiosamente con la madre e il suo compagno, e ha detto di temere per la sua incolumita’. All’arrivo della polizia la giovane, che li aspettava in strada, ha raccontato di aver avuto paura perche’ il compagno della madre era in possesso di tre pistole. Entrati nell’appartamento l’uomo ha mostrato ai poliziotti due repliche di pistole (un revolver e una semiautomatica) entrambe con la canna occlusa.

Mancando all’appello la terza arma di cui la ragazza aveva parlato poco prima, i poliziotti hanno perquisito l’abitazione e cosi’ in un armadio hanno trovato una pistola calibro 7,65, priva del caricatore ma funzionante e non censita in banca dati mentre in un altro c’era un borsone con dentro svariate medaglie con raffigurazioni sacre che riportavano il nome della nota attrice, un set di francobolli con la sua raffigurazione, orologi, penne d’argento, collane, monete emesse dalla Repubblica di San Marino e un binocolo di grosse dimensioni. Interrogato sulla provenienza di quegli oggetti, il 33enne ha riferito di aver effettuato dei lavori a casa della Lollobrigida e di averli ricevuti in dono. Ma l’attrice, confermando di conoscerlo perche’ aveva lavorato nella sua abitazione da settembre a marzo per una ristrutturazione, ha negato di avergli regalato quelle cose. Gina Lollobrigida avrebbe riconosciuto come proprio tutto il materiale ritrovato – tranne la pistola – spiegando di non aver sporto denuncia in quanto fino a quel momento non si era accorta che quegli oggetti mancassero in casa. Gli oggetti provento del furto le sono stati restituiti mentre il 33enne e’ stato portato nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorita’ Giudiziaria.

Advertisement

Cronache

Estorsioni e riciclaggio, arrestati l’ex senatore De Gregorio e altre 8 persone

amministratore

Pubblicato

del

C’e’ anche l’ex senatore Sergio De Gregorio tra gli arrestati nell’operazione della Squadra mobile di Roma su un presunto giro di estorsioni e riciclaggio. Le indagini sono della Squadra Mobile e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Si tratta di una inchiesta su alcune societa’ create per riciclare denaro e commettere estorsioni contro locali del centro della capitale. Agenti della Prima Sezione Criminalita’ Organizzata stanno eseguendo nove provvedimenti cautelari, emessi dal gip, a carico di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso, dei reati di estorsione, riciclaggio ed autoriciclaggio. Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo delle quote sociali, dei conti correnti e del complesso aziendale che fanno parte del patrimonio aziendale di alcune societa’ e un sequestro di circa 480 mila euro.

Continua a leggere

Cronache

La Mafia a Belpasso, il boss comandava dal carcere: venti arresti e una inchiesta interessante ancora coperta

Avatar

Pubblicato

del

Dal carcere l’ergastolano boss Pietro Puglisi, genero dello storico capomafia deceduto Giuseppe Pulvirenti, detto ‘U Mappassotu’, prima di essere posto al 41 bis, dava ordini sulla gestione del clan che aveva la sua base a Belpasso, una volta Malupasso, come e’ stata denominata l’operazione, ma che si estendeva a diversi vicini paesi etnei. E’ quanto emerge dall’operazione in corso dei carabinieri del comando provinciale di Catania che, su delega della Procura Distrettuale etnea, stanno eseguendo su tutto il territorio nazionale un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip nei confronti di 20 persone. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, estorsione, ricettazione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. L’organizzazione colpita dall’operazione e’ legata a Cosa nostra catanese rappresentata dalla cosca Santapaola-Ercolano ed era guidata dalla ‘famiglia’ di Pietro Puglisi.

La Dia ha eseguito un decreto di sequestro beni per un valore di circa 300 mila euro nei confronti dell’imprenditore di Castelvetrano (Tp) Carlo Cattaneo, 35 anni, attivo nel settore dei giochi e delle scommesse, ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro. Il provvedimento e’ stato emesso dalla Sezione Penale e Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani, su proposta avanzata congiuntamente dal Direttore della Dia, Giuseppe Governale e dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. L’attivita’ si basa sulle indagini dell’operazione “Anno Zero”, del 2018, quando furono eseguiti provvedimenti di fermo e decreti di sequestro della Dda di Palermo nei confronti di numerosi affiliati a famiglie mafiose del mandamento di Castelvetrano, fra i quali lo stesso Carlo Cattaneo e Rosario Allegra, morto un anno fa, cognato di Matteo Messina Denaro per averne sposato la sorella Giovanna. Le indagini, suffragate dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, avrebbero confermato l’espansione, nella Sicilia occidentale, delle agenzie di scommesse affiliate a siti di gioco on line sponsorizzati da Cattaneo, dovuta proprio alla vicinanza con il boss latitante. Rapporti d’affari erano stati avviati, fra il 2012 e il 2013, su iniziativa di Francesco Guttadauro, condannato per associazione mafiosa, nonche’ nipote prediletto di Matteo Messina Denaro. Dopo l’arresto di quest’ultimo, nel dicembre 2013, sarebbe stato Rosario Allegra a riscuotere da Cattaneo periodiche somme di denaro, utilizzate sia per il sostentamento dei familiari del latitante, sia per quello dell’organizzazione mafiosa.

Continua a leggere

Cronache

Gli Schuetzen “spostano” il confine italiano a sud e parlano di secessione

Avatar

Pubblicato

del

Gli Schuetzen altoatesini la scorsa notte hanno messo dei cartelli lungo i confini provinciali con la scritta “Verrueckt nach Sueden” che ha un doppio significato, ovvero “pazzo per il sud”, ma anche “spostato a sud” (in riferimento al confine, ndr). Sui valichi “a nord per comunicare che il confine è stato spostato a sud, mentre a sud il nuovo confine di Stato è stato inoltre segnato con una striscia adesiva rosso-bianco-verde”, scrivono i Cappelli piumati in una nota.  Per la “performance”, come la definiscono gli Schuetzen, popolo tanto appariscente quanto mitologico quanto i padani dell’era Bossi, è stato scelto il 2 giugno non a caso. I cartelli sono stati posizionati su 25 passi e strade.

Il comandante. Juergen Wirth Anderlan (a sinistra)

Secondo il comandante Juergen Wirth Anderlan (lo chiamano comandante, come se fosse a capo di un esercito), “il sud ha da sempre un certo fascino, alcuni ne sono pazzi. Se però questo sud appartiene a uno Stato con una mentalità a grandi linee estranea, la situazione cambia”. “Gli ultimi tre mesi probabilmente hanno aperto gli occhi anche a chi era ancora indeciso. Restrizioni, caos e piu’ vittime che in altri Stati. L’Italia non fa bene all’Alto Adige. L’Italia è un danno per tutte le persone che ci vivono”, afferma Wirth Anderlan.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto