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Attacco Halle, una vittima a terra a 30 metri dalla sinagoga

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La notizia arriva dalla Germania. Una sparatoria davanti nei pressi di una sinagoga di Halle in cui sarebbero morte due persone  nel giorno del Yom Kippur, la ricorrenza religiosa ebraica che celebra il giorno dell’espiazione e che quest’anno cade tra ieri sera e stasera.  “Secondo prime informazioni ad Halle sono state uccise due persone. Sono stati esplosi diversi colpi. I presunti autori sono in fuga con un automezzo”: lo ha scritto su Twitter la polizia di Halle esortando la “popolazione a rimanere nelle proprie abitazioni”. La sparatoria a Halle, nell’est della Germania – secondo quanto riporta il sito del quotidiano tedesco Bild – e’ avvenuta “davanti alla sinagoga” del quartiere Paulus. Una delle vittime degli spari di Halle “giace, coperta, di fronte a una sinagoga del centro della citta’”: lo scrive l’agenzia Dpa precisando che il corpo, coperto da un telo blu’, è a “circa 30 metri” dal luogo di culto. Gli assalitori avrebbero “cercato di entrare” nella sinagoga, scrive il sito del settimanale Der Spiegel sintetizzando dichiarazioni del presidente della Comunità ebraica di Halle, Max Privorotzki. “Al momento ci sono tra le 70 e le 80 persone nella sinagoga”, ha detto Privorotzki.

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Il ‘codice verde’, la chiave per riaprire la Cina

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Azzerati i nuovi contagi interni del Covid-19, la Cina affida la riapertura al suo ‘Health qr code’, mettendo in campo tutta la tecnologia che spazia dai big data all’intelligenza artificiale e al riconoscimento facciale. Per avere un controllo rafforzato sulla tracciabilita’ del nuovo coronavirus, le autorita’ di Pechino hanno messo a punto, partendo dalla provincia dell’Hubei e dal suo capoluogo Wuhan, il focolaio della pandemia, un complesso sistema che, grazie a una app via AliPay o WeChat assegna a ogni residente un colore sul suo stato di salute, previa scannerizzazione del documento di riconoscimento. Il rosso, naturalmente, vale un caso confermato di infezione da sottoporre a immediato trattamento medico, il giallo certifica un contatto ravvicinato con un caso di contagio (quindi obbligo di quarantena e divieto di viaggiare), mentre il verde certifica l’assenza di rischi e quindi la possibilita’ di effettuare spostamenti. I timori principali della leadership del Partito comunista sono legati all’imprevedibilita’ degli asintomatici e all’ondata dei contagi di ritorno. “La guerra di popolo” al coronavirus, come l’ha chiamata il presidente Xi Jinping, e’ stata per il momento vinta, ma la insidie che restano sono numerose. La Cina ha registrato sabato 45 nuovi casi di contagio di cui 44 importati e uno nella provincia dell’Henan. Secondo la Commissione sanitaria nazionale (Nhc), le infezioni di ritorno sono salite a 693. Mentre l’Hubei e Wuhan, aree a “nuove infezioni azzerate”, si avviano alla progressiva apertura, il bilancio dei decessi nazionale e’ salito a 3.300 (+5 casi, tutti nell’ Hubei), mentre i contagi totali si sono portati a 81.439, di cui 2.691 sotto trattamento medico e 75.448 guariti. Se il codice e’ necessario per poter viaggiare, la visita alla prima sezione della Grande Muraglia, quella popolare di Badaling appena riaperta dopo la chiusura del 25 gennaio, comporta ugualmente il possesso del ‘green code’ per l’acquisto del biglietto e l’accesso a un simbolo con flussi consentiti pari al 30% di quelli tradizionali. Proprio in serata, il Global Times ha confermato il caso di coronavirus di una persona dell’Hubei spostatasi nella provincia del Gansu una settimana fa: malgrado fosse in possesso del codice verde, e’ stato classificato come un asintomatico sfuggito alle maglie dei controlli. E sempre il Gansu ha avuto in giornata anche un’infezione importata dalla Gran Bretagna. Insomma, le due tipologie piu’ temute che mettono a rischio la vittoria finora centrata contro il coronavirus.

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Dramma Spagna, quasi 6mila morti e oltre 70mila contagiati da covid19

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 In Spagna le persone decedute per il coronavirus sono diventate 5.694, mentre il totale dei contagiati e’ salito a 72.248 e quello delle guarigioni a 12.285, secondo le cifre aggiornate del quotidiano El Pais. La maggiore concentrazione di casi, scrive il giornale spagnolo, si ha a Madrid, con 2.757 morti e 21.520 contagi, seguita dalla Catalogna (1.226 morti, 15.026 casi). Terza per morti e’ la regione di Castiglia-La Mancha (448 decessi) mentre per contagi al terzo posto c’e’ il Paese Basco (5.136 casi). Ieri la Spagna ha subito un balzo record di 832 morti in sole 24 ore.

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Ursula Von der Leyen: Si elabora un piano di ricostruzione per l’Italia

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 “L’obiettivo dell’Europa è sempre stato l’avvicinamento delle condizioni economiche” dei paesi membri. Lo dice la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, in un’intervista alla Dpa. “L’Italia non e’ colpevole della crisi esplosa col Coronavirus e viene colpita economicamente in modo molto pesante – afferma – e le imprese vanno salvate”. “Per questo, come Commissione, abbiamo ricevuto il mandato dal Consiglio di elaborare un piano di ricostruzione. Questo e’ il binario sul quale stiamo lavorando”, conclude.

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