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Attacco ai militari italiani in Iraq, l’Isis rivendica l’attentato

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Torniamo a parlare delle forze speciali italiani in Iraq che addestrando i commandos dei Peshmerga e combattono in prima linea contro Isis. La notte tra sabato e domenica, quando un team misto italo-curdo è partito per un blitz ad oltre cento chilometri a sud di Kirkuk, oltre agli italiani sono rimasti feriti anche due curdi. L’Isis ha oggi rivendicato: “Abbiamo colpito apostati e crociati”. Minacce che non spostano la linea dell’Italia, ribadita oggi durante il Consiglio supremo di Difesa, con il presidente Mattarella, il Governo, i vertici militari. “Il recente attacco al nostro contingente in Iraq conferma che il terrorismo transnazionale resta la principale minaccia per l’Italia e per tutta la Comunità Internazionale. E’ necessario continuare a garantire la nostra presenza nelle principali aree di instabilita’ e contribuire con decisione alle strategie tese a sviluppare un efficace sistema di contrasto comune al fenomeno” La missione dell’altra notte era una missione ‘riservata’, come lo sono tutte quelle della Task force 44, l’unità delle forze speciali italiane basata a Suleymania, inserita nella Coalizione internazionale a comando Usa.

Quello che si sa e’ che l’attentato e’ avvenuto nell’area di Kifri, una zona oggetto di una forte recrudescenza degli attacchi dell’Isis e presa recentemente di mira da uno ‘strike’ aereo della Coalizione. L’attentato, portato con un Ied, un ordigno esplosivo improvvisato, e’ avvenuto sulla via del ritorno, mentre il team misto era in parte a bordo dei mezzi e in parte a piedi. Oltre a cinque militari italiani – due para’ del 9/o reggimento d’assalto Col Moschin dell’Esercito e tre uomini del Goi, il gruppo operativo incursori della Marina – sono rimasti feriti anche due Peshmerga della Special Tactic Unit, le forze speciali che i nostri commandos stanno, appunto, “addestrando”. L’azione e’ stata rivendicata dall’Isis che, secondo report dell’intelligence, solo in quindici giorni ha portato a termine in quell’area 34 attacchi. “Con il favore di Dio, l’esercito del Califfato ha preso di mira un veicolo 4×4 che trasportava membri della coalizione internazionale crociata e dell’antiterrorismo dei Peshmerga, nella zona di Qarajai, a nord della zona di Kafri, con l’esplosione di un ordigno. Questo ha causato la distruzione del veicolo e il ferimento di 4 crociati e di 4 apostati”.

La rivendicazione e’ ora al vaglio dei pm della procura di Roma, che indagano per attentato con finalita’ di terrorismo e lesioni gravissime. Gli inquirenti hanno fatto oggi un primo vertice con gli investigatori del Ros per fare un punto sulla dinamica dell’attentato. Il riserbo e’ strettissimo anche per non esporre a ulteriore rischio l’aliquota di forze speciali italiane che si trova ancora in zona. Intanto, sono tornati in sala operatoria, in un ospedale militare da campo di Baghdad, due dei cinque italiani feriti: le loro condizioni vengono definite “stabili”, anche se tuttora gravi, specie per l’incursore che in seguito all’esplosione ha avuto un’importante emorragia interna. Altri due hanno riportato, rispettivamente, l’amputazione parziale di un piede e di parte delle gambe; gli ultimi due non sono invece seriamente feriti. “Siamo pronti in qualsiasi momento: aspettiamo che le loro condizioni si stabilizzino per il rimpatrio”, dicono alla Difesa, senza pero’ azzardare previsioni sui tempi. Un ritorno a casa che i familiari e i colleghi dei cinque incursori vivono con con un’attesa carica di apprensione.

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Morto il nipote di Elvis Presley, probabile suicidio

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Benjamin Keough, 27 anni, figlio di Lisa Marie Presley e nipote di Elvis Presley, e’ morto in seguito ad un apparente suicidio con arma da fuoco a Calabasas, nella contea di Los Angeles. Lo riferisce Tmz, che ha avuto conferma della notizia dal manager della madre. Anche il giovane era musicista, come il nonno, la madre e il padre Danny, ma aveva sempre tenuto un basso profilo. Piu’ nota la sorella, l’attrice Riley Keough, che ha partecipato a numerosi film indipendenti e horror, incluso ‘The lodge’ nel 2019.

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Coronavirus, al matrimonio decine di invitati contagiati: morti i genitori degli sposi

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La storia arriva dall’Iran. Ed è una storia tragica i cui tempi vengono dettati dal Coronavirus, epidemia non ancora sotto controllo nel Paese del golfo persico. Alla festa di matrimonio decine di invitati sono stati contagiati e sono poi morti i genitori  di entrambi gli sposi. Morti dopo essere stati contagiati dal Covid19 durante una festa di matrimonio a Urmia, nell’ovest dell’Iran. A rendere nota la vicenda è stato il rettore dell’università di Scienze mediche della città, Javad Aghazadeh. Lo scienziato rettore, citato dall’agenzia ufficiale di Stato Irna, ha aggiunto che decine di altri invitati sono risultati positivi al test del nuovo coronavirus. Mercoledì scorso le autorità iraniane sono tornate a vietare le cerimonie per i matrimoni e i funerali dopo una recrudescenza nella diffusione del virus, che fino ad ora ha provocato quasi 13.000 morti nel Paese. Almeno stando alle cifre ufficiali.

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Ragazzo di 17 anni dilaniato da uno squalo mentre faceva il surf

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Un po’ come nei film di Steven Spielberg che hanno terrorizzato una generazione intero. Solo che non è fiction ma realtà, Uno squalo ha attaccato un ragazzo mentre faceva surf e lo ha ucciso. Nulla da fare per il 17enne, morto in seguito alle ferite. Il dramma è avvenuto, come spesso succede, in Australia a Coffs Harbour, presso la Wooli Beach, sulla costa nord del Nuovo Galles. Tutto è accaduto alle 14.30 (ora australiana) di venerdì. “Sembrava una scena di un film dell’orrore”, hanno commentato i testimoni, mentre la polizia recuperava il corpo del giovane dilaniato dalle ferite inferte dai denti della bestia. Il ragazzo ha subito gravi lesioni alle gambe e nonostante i soccorsi siano stati immediati, è morto sulla spiaggia. A dare la notizie, i principali quotidiani australiani. Enormi segni di morso sono stati riscontrati anche sulla tavola (si parla anche di un pezzo di fibra di vetro divelto) della vittima. Le spiagge della costa tra Wooli, Diggers Camp e Minnie Water sono state chiuse dalle autorità. Non si tratta, va detto, di un caso isolato. Quest’ultimo attacco mortale arriva dopo che un surfista di 60 anni è morto lo scorso 7 giugno dopo essere stato morso a una gamba da uno squalo di tre metri a Salt Beach vicino a Kingscliff.

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