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Cronache

Arrestato dai carabinieri del Nas un dipendente dell’ospedale Perrino di Brindisi. aveva trafugato una mole enorme di mascherine, guanti, amuchina e altri prodotti

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I carabinieri del N.A.S di Taranto, nella serata di ieri, all’Ospedale Perrino di Brindisi hanno arrestato in flagranza di reato, un assistente tecnico del U.O.C. di Nefrologia e Dialisi, dipendente della ASL di Brindisi, perché ritenuto responsabile del reato di peculato art.314 c.p.  

I militari hanno sorpreso il dipendente della ASL, nel mentre si appropriava indebitamente di farmaci, materiale sanitario, presidi medico chirurgici. Infatti, sono stati rinvenuti all’interno della sua autovettura, il seguente materiale sanitario di provenienza ospedaliera, che aveva appena trafugato:

  • una confezione di mascherine chirurgiche monouso senza fibra di vetro nel numero di 50 pezzi;
  • una confezione da 200 pezzi di guanti in nitrile;
  • una confezione di “amuchina med” flacone da 500 ml riportante le indicazioni “confezione ospedaliera”;
  • una confezione del farmaco “sodio cloruro iniettabile” da 250 ml;
  • diverse confezioni di dispositivi medici del tipo ago cannula, garze idrofile sterili;
  • una confezione del farmaco anestetico “propofol kabi”;

Veniva quindi effettuata una perquisizione presso il domicilio dell’indagato, dove veniva rinvenuto il seguente materiale sanitario:

  • nr. 26 mascherine chirurgiche monouso prive di imballaggio;
  • nr. 1 flacone da 1000 ml di “neomedil 0,25%+70%” soluzione cutanea;
  • nr. 1 flacone da 500 ml di “demosept”;
  • nr. 1 flacone da 250 ml del farmaco “sodio cloruro”;
  • nr. 2 confezioni da 50 mascherine chirurgiche monouso;
  • nr. 1 confezione di 200 guanti monouso in nitrile; 
  • nr. 11 presidi per medicazione adesiva.

In relazione a quanto accertato, attesa la qualità di pubblico ufficiale rivestita dall’assistente tecnico di dialisi presso la ASL di Brindisi – U.O.C. di nefrologia e dialisi,  e ritenuta la gravità dell’evento, verificatosi nell’attuale contesto di particolare rilevanza sociale quale è l’emergenza da infezione COVID-19 che ha reso in questo momento storico di importanza vitale la disponibilità presso le strutture ospedaliere dei presidi medici suddetti, lo stesso è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari presso il proprio domicilio.  Attesa la situazione emergenziale e l’indisponibilità del materiale sanitario già da tempo contingentato, il magistrato di turno ha disposto l’immediata restituzione di quanto sottratto al Direttore Sanitario dell’Ospedale Civile “Antonio Perrino” di Brindisi.

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Pedofilia: abusa per anni dei tre figli, arrestato

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 Un 51enne e’ stato arrestato dai carabinieri nel Trapanese con l’accusa di avere commesso ripetuti abusi su tre dei suoi quattro figli, che hanno meno di 14 anni. Nei suoi confronti il Gip di Marsala ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale continuata. Dall’indagine, avviata nel giugno 2018 a seguito di alcune segnalazione arrivate ai carabinieri della Procura, e’ emerso che l’uomo avrebbe abusato dei tre figli sin dal 2012. Due anni fa, dopo i primi accertamenti, i quattro minorenni furono trasferiti in una comunita’ protetta e segreta. Intanto, gli inquirenti stanno valutando anche eventuali responsabilita’ della madre dei bambini. L’indagine, sottolineano gli investigatori, ha portato “alla luce l’estrema condizione di disagio morale, sociale ed economico del nucleo familiare”.

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Sfasciarono l’ospedale Covid di Boscoreale e minacciarono i sanitari per far curare il loro congiunto sparato, due arresti dei carabinieri

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I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno  arrestati il 41enne  Giovanni Ippolito e il 39enne  Nunzio Acunzo, gravemente indiziati dei danneggiamenti al pronto soccorso dell’ospedale Covid di Boscoreale (NA) e delle minacce subite da quel personale sanitario lo scorso 6 maggio, in occasione del ferimento con colpi d’arma da fuoco del 50enne Giuseppe Carpentieri, elemento di spicco del clan Gionta.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha consentito di accertare che i due soggetti, rispettivamente fratellastro e nipote acquisito di Giuseppe Carpentieri, lo avevano condotto con le proprie macchine all’Ospedale COVID di Boscotrecase, dove, incuranti della temporanea destinazione esclusiva del nosocomio alla cura della malattia infettiva, avevano minacciato il personale sanitario e danneggiato i locali del pronto soccorso pretendendo le immediate cure per il loro familiare.

In tale ambito, l’esame delle immagini di videosorveglianza ha permesso la ricostruzione non solo del loro comportamento violento, consistito nella forzatura della transenna della rampa d’accesso e della porta scorrevole del Pronto Soccorso nonchè nel danneggiamento dei locali, ma di una strategia intimidatoria per costringere i sanitari ad un immediato soccorso del Carpentieri (successivamente condotto in altro ospedale con ambulanza).

Nella circostanza, non può inoltre sottacersi, in un periodo di piena emergenza epidemiologica, la gravità di un comportamento che ha interrotto e limitato le capacità operative di un presidio pubblico funzionalmente deputato alla gestione dei casi COVID. I due indagati sono stati arrestati e sottoposti al regime di arresti domiciliari presso le loro abitazioni.

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Fucile ad aria compressa e balestra detenuti illegalmente, una denuncia nel Casertano

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Nel corso della notte, in Santa Maria A Vico (Ce), i carabinieri della locale stazione  hanno deferito in stato di libertà un 55enne del posto ritenuto responsabile di detenzione abusiva di armi. I militari dell’Arma, a seguito di perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto e sequestrato un fucile ad aria compressa, marca  “ liber ” , calibro 4,5, privo di punzonatura e munito di ottica di precisione e relativi piombini. Presso la stessa abitazione i carabinieri hanno poi rinvenuto e sequestrato anche una balestra ad arco con impugnatura a pistola  priva di punzonatura.

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