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Appuntamento con il presidente del Cio Bach? Il ministro dello Sport Spadafora fulmina il capo del Coni Malagò

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Un appuntamento con Bach provoca un corto circuito tra il presidente del Coni, Giovanni Malago’, e il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora. Di un incontro con il n.1 del Cio per parlare di Milano-Cortina 2026 e soprattutto chiarire la vicenda della riforma voluta dal governo e criticata da Losanna si parla da tempo, stamattina Malago’ ha indicato nell’8 novembre una “data possibile”, provocando prima la risposta sorpresa del ministro e poi una vera e propria precisazione piccata: “Non mi faccio prendere appuntamenti da nessuno, se mi arriva un invito rispondo io”. Un botta e risposta che arriva nei giorni delle divisioni, anche interne al consiglio nazionale del Coni (riunione infuocata quella di oggi), sul ruolo di Sport e Salute: non e’ bastata la precisazione di Malago’ (“io avevo detto compatibilmente con l’agenda del ministro”), la lunga giornata si e’ chiusa con un incontro a quattr’occhi tra i due protagonisti di cui ha fatto la sintesi il ministro: “Di quella data io non sapevo niente. Non e’ che il Cio’ mi convoca, e’ un incontro cordiale che si terra’ e al quale rispondero’ volentieri. Io non voglio ledere l’autonomia di nessuno come non voglio che nessuno leda l’autonomia del governo italiano”. Spadafora, che aveva visto Bach a Doha per i mondiali di Atletica, sull’appuntamento di novembre aveva subito chiarito: “Non so nulla, quel giorno ho gia’ impegni precedentemente assunti. Nessuno prende appuntamenti per conto mio: sono un rappresentante del governo italiano. Nessuno mi ha invitato, e semmai mi arrivasse l’invito decido io di rispondere”. L’auspicio, lascia intendere, sarebbe quello di vedere Bach in Italia: “Ha ragione il ministro – osserva poi Malago’ – era una ipotesi. Se il ministro non puo’ troveranno un’altra data le rispettive agende”, precisando pero’ che “per quanto ne sappia nell’agenda di Bach non e’ previsto venire in Italia per lungo tempo”. Il presidente del Coni conclude dicendo “C’e’ stato un equivoco, semplicemente ho fatto da segretario, valuteranno loro. Il ministro decidera’ come, dove e quando incontrare Bach”. Sullo sfondo, il clima pesante di Giunta e Consiglio del Coni che ha resto la giornata convulsa quando e’ emersa una mozione di Franco Chimenti contro le relazioni istituzionali tra Assofederazioni e Sport e Salute riguardo i contributi governativi alle federazioni. Mozione approvata con il voto contrario di 7 presidenti, quello di Assofederazioni Matteoli, Angelo Binaghi (Fit), Paolo Barelli (Fin), Renato Di Rocco (Fci), Gianni Petrucci (Fip), Pasquale Loria (Figh), Felice Buglione (Fidasc), Andrea Marcon (Fibs) e Renato Di Napoli (Fitet). “Non e’ vero che abbiamo parlato di contributi”, rivendicano i contrari, ma Malago’ ha esibito un documento in cui Sport e Salute ammette tra le righe: “E’ stata avviata la discussione sui criteri di assegnazione dei contributi pubblici”. In mattinata dalla giunta e’ arrivata l’indicazione di utilizzare i vecchi criteri di ripartizione sui 60 milioni extra prodotti dal Coni attraverso l’autofinanziamento previsto dalla legge, soldi che le stesse federazioni dovranno utilizzare tassativamente entro il 2019.

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La Spagna infuriata con Gasperini l’untore, chiesto l’intervento dell’Uefa

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La Spagna tuona contro Gian Piero Gasperini. I sintomi da Coronavirus avvertiti a ridosso della gara di Champions League giocata a porte chiuse lo scorso 10 marzo al Mestalla e rivelati solo domenica – a quasi tre mesi di distanza – scatenano le proteste delle autorita’ locali e dello stesso Valencia che ora invita la Uefa a prendere “provvedimenti drastici per un comportamento ritenuto “poco responsabile”. Il massimo organismo continentale, al momento, tergiversa: non conferma la richiesta degli spagnoli e l’apertura di un fascicolo disciplinare. L’Atalanta – che non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul tema – si rifiuta di commentare semplici indiscrezioni di stampa in attesa di eventuali sviluppi. Al netto della superficialita’ dell’atteggiamento, considerare Gasperini alla stregua di un untore e’ ingeneroso: l’Atalanta a Valencia mantenne un profilo blindato – tanto che Gomez se la prese con i giornalisti che lo presero d’assalto all’uscita dell’aeroporto – e i 9 positivi tra gli spagnoli vennero scoperti appena 5 giorni dopo la gara di ritorno. Il caso si sposta in un lampo anche sul piano politico. In difesa del tecnico si schiera il deputato bergamasco della Lega, Daniele Belotti: “In Spagna hanno perso la ragione. Gasperini ha detto che si sentiva strano, ma non aveva la febbre, e gli sono saltati addosso. Ma se e’ irresponsabile Gasperini, come si possono definire il ministro spagnolo della Sanita’ e le scandalizzate autorita’ locali che, pur essendo imminente il rischio di epidemia, hanno consentito che centinaia di tifosi locali si radunassero all’esterno dello stadio con la partita a porte chiuse e hanno autorizzato le Fallas con decine di migliaia di persone accalcate?”. Necessario un passo indietro per ricapitolare una storia maledetta. La gara di andata del 19 febbraio – con i 45mila spettatori assiepati a San Siro, ignari del paziente uno di Codogno – e’ considerata una bomba biologica: ha probabilmente permesso al Covid-19 di diffondersi in maniera profonda nella provincia di Bergamo e contagiato diversi tifosi del Valencia. Quella di ritorno invece, vietata al pubblico, era stata teatro di una folle iniziativa dei tifosi spagnoli che si erano ritrovati a migliaia per le strade attorno allo stadio per accogliere il pullman della squadra e dare ai giocatori la spinta per una rimonta mai avvenuta. L’Atalanta per qualche ora si era goduta la gioia per uno storico risultato dedicato proprio alla citta’ di Bergamo prima di ripiombare nell’incubo di una zona martoriata e della lunga positivita’ di Sportiello. Ora gli strascichi polemici.

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Casa Bianca blindata anche dalla Guardia Nazionale, si temono proteste ancora più violente

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Quattro agenti arrestati per la morte di George Floyd, l’afroamericano morto soffocato da un agente di polizia, aveva il covid-19 ma era asintomatico. E’ uno dei tanti dettagli che emerge dall’autopsia ufficiale. I tafferugli negli Usa proseguono. Il coprifuoco in molte città non basta a fermare le proteste. La Casa Bianca è blindata dalla polizia militare e dalle forze dell’ordine di varie agenzie federali mentre migliaia di persone si sono radunate nella capitale per protestare contro la morte di George Floyd. Un dirigente del Pentagono ha riferito che ci sono almeno 2200 uomini della Guardia nazionale. Il cordone di sicurezza forma un anello intorno al perimetro del parco Lafayette, di fronte alla Casa Bianca. Il coprifuoco scatta alle 23 (le 5 in Italia). In precedenza centinaia di dimostranti si erano stesi a terra lungo Pennsylvania Avenue ripetendo “non posso respirare”, la frase pronunciata da Floyd prima di morire soffocato da un poliziotto.

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Rivolte negli Usa, un altro giovane ucciso dalla polizia: a San Francisco agente spara ad un ragazzo che saccheggiava

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L’agente che ha ucciso un giovane a San Francisco lunedi’ nelle proteste per la morte di George Floyd aveva scambiato il suo martello per una pistola. Lo ha riferito la polizia. Quando una pattuglia e’ intervenuta per un saccheggio in un supermercato, Sean Monterrosa, un 22enne residente nella citta’ californiana, si era inginocchiato a terra tenendo le mani sulla vita, vicino ad un martello nella tasca della sua felpa. Un agente, pensando si trattasse di un’arma, ha esploso cinque colpi e ha ucciso il giovane. Ora il poliziotto e’ stato sospeso in attesa dei risultati dell’indagine.

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