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Anche il governo Conte ha un Piano per il Sud, ma in copertina ci mette il Castello di Duino e il mare di Trieste

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Un piano per il Sud è un progetto per l’Italia. Il Sud non è una palla al piede ma una risorsa per il Paese. Se riparte il Sud riparte il Paese. Di slogan come questi ne leggiamo da 30 anni. Come da trent’anni leggiamo di maxi investimenti miliardari per il Sud. Nessun Governo si è sottratto da questa promessa mai mantenuta. Anche il secondo Governo Conte, come il primo, ci ripresenta un piano per il Sud. E oltre allo slogan trito e ritrito c’è da segnalare una cosa che rende ancor meno digeribili questi piani. L’immagine scelta per le slides che spiegavano il cosiddetto piano per il Sud presentato a Gioia Tauro dal premier Conte è il mare di Trieste ed il Castello di Duino-Aurisina, in provincia di Trieste, non il castello Aragonese di Ischia. Assolto questo compito, cioè quello di riferirvi che anche Conte ha un piano per il Sud, siccome non  abbiamo alcun pregiudizio per nessuno, passiamo ora in rassegna ad illustrarvi questo Piano, così come l’ha spiegato il presidente Conte.

Per Conte è un piano decennale fatto pensando ai giovani, per sconfiggere l’idea di un Paese a due velocità e per creare l’Italia del futuro. Il premier Giuseppe Conte ed il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano scelgono Gioia Tauro per presentare – accompagnati dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina – il piano sud 2030, un progetto di sviluppo da 123 miliardi in dieci anni (fino ad oggi erano sempre piani di 100 miliardi di euro, ora ce ne sono 23 in più), che, nelle intenzioni del Governo, dovrà sanare il decennale deficit che divide Nord e Sud. Un piano, dice il premier davanti a studenti e docenti dell’Istituto tecnico Severi, per dire “mai più rassegnazione, mai più disagio, mai piu’ causa persa”. “Non vogliamo piu’ narrazioni tossiche per il sud – rimarca Conte – le vogliano esiliare e mandare via. Il Sud deve diventare sinonimo di eccellenza”. Anche perche’, evidenzia, “il rilancio del Sud e’ anche il rilancio del Nord”.
Il premier invita quindi tutti a ricordare la giornata di oggi, San Valentino del 2020. Perche’, spiega, e’ la data in cui “abbiamo aperto il cantiere dell’Italia del futuro e posto le basi per asfaltare la strada del riscatto”. Un piano consistente che prevede 33 miliardi di investimenti in opere appaltabili gia’ entro il 2012 per le infrastrutture. Ed e’ questo uno dei settori fondamentali per riallineare nord e sud perche’, dice Conte, il rilancio del Sud “non puo’ non passare dal miglioramento delle infrastrutture, ferroviarie e stradali”. In questo contesto rientra anche il lavoro del Governo per portare a quattro ore il tempo di percorrenza dei treni da Roma a Reggio Calabria, le stesse della tratta Roma-Torino. Un obiettivo raggiungibile, ricorda Conte, con i 3 miliardi di euro stanziati per il progetto di alta capacita’. E poi i trasporti aerei. La crisi del settore “e’ una delle maggiori sfide del Governo”, afferma il premier, che auspica “una competizione del sistema” per giungere ad una riduzione dei costi per i passeggeri. Senza dimenticare, comunque, la necessita’ di mantenere gli asset della compagnia di bandiera perche’ c’e’ bisogno “del presidio di una compagnia di bandiera” per garantire i trasporti in tutte le regioni. Conte rivendica poi al suo Governo di avere mantenuto l’impegno preso con gli italiani al momento di chiedere la fiducia: rilanciare il sud. Impegno mantenuto col piano con cui, sottolinea, “siamo qui per piantare le radici delle nostre idee e del nostro progetto ed e’ la prima volta che un Governo progetta un impegno decennale per il sud”.
Ed e’ questa, prosegue, “la politica che ci piace, che offre un lavoro di squadra, un lavoro operoso ed un impegno sincero ed autentico che non si fa distrarre dalle polemiche”. Parole che sembrano rivolte alle fibrillazioni degli ultimi giorni con il leader di Italia Viva Matteo Renzi, il cui nome – quando viene evocato dai giornalisti con domande di taglio politico – provocano la reazione di una docente che afferma: “basta con Renzi, parliamo dei problemi del sud”.
Ma oggi Conte non vuole parlare di polemiche. A buttare acqua sul fuoco dell’ironia social per una foto inserita nelle slide di presentazione del piano che raffigura una veduta di Duino, comune in Friuli-Venezia Giulia, ci pensa Provenzano: “tutto il senso del piano e’ che si tratta di un progetto per l’Italia. Di tutto il lavoro vi interessa solo una figura? Va bene: leggete almeno il testo della slide, pero'”. Conte, invece, preferisce rassicurare qualcuno che, scetticamente, gli chiede se le coperture per attuare il piano ci sono. “Sulle risorse sono tranquillo, le abbiamo, cospicue” conclude prima di concedersi ai selfie con gli studenti. E se Conte è tranquillo, figurarsi se non lo è chi nasce, cresce, vive e vuole restare al Sud, un pezzo del Paese che prima dell’Unificazione cresceva ed era ricco più delle regioni più ricche del Nord europa ed oggi invece sono più o meno ai livelli di ricchezza dei paesi del corno d’Africa.

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Giorgia Meloni: vedo in Conte più volontà di collaborare con opposizioni

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“Finora” gli incontri fra il premier Conte e i leader dell’opposizione “sono stati una cosa piu’ di forma che di sostanza, molto raramente le proposte che abbiamo formulato sono state considerato. Oggi mi e’ parso di vedere in Conte e nei ministri una maggiore volonta’ di collaborazione, che pero’ e’ da verificare nei prossimi giorni”. Lo ha detto la leader di Fdi, Giorgia Meloni, durante la registrazione di Fuori dal Coro, in onda stasera su Rete 4.

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Politica

L’avvocato Pisani parla di giustizia, burocrazia, politica, Salvini, Conte, Europa, nazionalizzazioni e altro ancora

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Dall’avvocato Angelo Pisani, presidente della associazione “NoiConsumatori”, riceviamo e pubblichiamo

In Italia dove non domina la giustizia ma la burocrazia e la politica del diritto e dove manca anche l’onestà intellettuale e la logica, a tutti i costi si tenta ogni giorno di disarmare gli avvocati per nascondere e far dimenticare le gravi responsabilità di chi ha il compito e viene profumatamente pagato per difenderci e tutelare la salute pubblica e la sopravvivenza degli italiani .
Come si è sempre detto, e purtroppo vergognosamente persiste, la legge si applica per i nemici e gli sconosciuti, ma si interpreta e rimanda per gli amici.
Chi non ricorda come a fine alleanza con gli attuali governanti giallorossi, l’ex ministro degli interni Matteo Salvini (tanto odiato e/o tanto acclamato per aver lasciato alcuni migranti qualche giorno su nave ong, oggi in cantiere, in mezzo al mare causando un ritardo allo sbarco) è stato chiamato rispondere addirittura di sequestro di persona?

Se la legge fosse uguale per tutti e non si vivesse sotto la politica del diritto, per la stessa ragione, un ritardo dell’istituzione politica nella reale informazione alla popolazione e nella predisposizione delle misure contro l’emergenza, nell’acquisto dei dispositivi di protezione e nell’emanazione dei divieti di circolazione dovrebbe almeno essere oggetto di un giudizio”.
Omissioni ed inadempimenti, confusioni e contraddizioni hanno già provocato migliaia di vittime (sicuramente in parte salvabili) e il fallimento totale del sistema paese Italia con il conseguente arricchimento delle banche e dei partner cinesi della politica italiana.
Tuttavia Conte più di una volta ha affermato che rifarebbe tutto quel che ha fatto: rimanderebbe il personale sanitario in prima linea sprovvisto di mezzi e indicazioni precauzionali, continuerebbe a lasciare senza assistenza e chiusi in casa milioni di italiani.
In caso di errori, di sottovalutazioni o ritardi, sbagliate previsioni imputabili alla politica ed ai suoi super consulenti, sostenere di voler ripetere ciò che si è fatto (purtroppo per noi male) equivale in termini giuridici a dimostrare di non avere alcun pentimento per l’accaduto e anzi di essere predisposto alla reiterazione del reato.
A noi il compito di salvare il salvabile premiando la meritocrazia , sostituendo il rispetto delle regole ed i principi di diritto alla politica del diritto e chiudendo una volta per tutte le bocche voraci di banche, usurai e mafie che come sciacalli attendono di lucrare su ogni emergenza mentre i cittadini deboli restano chiusi in casa in attesa che il grande manovratore spenga la loro vita succhiandogli di il sangue !
I vari governi (in ultimo anche i 5stelle)quando hanno dovuto versare miliardi per salvare le banche non hanno perso tempo, invece per salvare i cittadini dall’epidemia e dalla difficoltà economica stanno alzando la muraglia della burocrazia oltre al linguaggio politichese.

Senza un decreto che obblighi i sistemi finanziari e le banche ad una vera sospensione senza ulteriori interessi e spese, il governo è come se autorizzasse le banche a prendersi altri soldi dai poveri malcapitati. Lo Stato tratta i poveri cittadini come polli da spennare per poi arrostire e sbranare.
Si corre in banca per chiedere clemenza , aiuto , sospensione addebiti, ma se non firmi e non accetti di pagare altri interessi e spese fino ai prossimi 30 anni non ti sospendono nulla, ti minacciano e terrorizzano di segnalazione in crif e di protesti titoli trattenuti in garanzia .
Ecco come restano aperte le banche grazie ai decreti di Conte e come le bocche dei poteri forti sbraneranno tutti noi mentre ci svendono e ci spengono piano piano con un decreto al giorno .
Il problema non sarà di facile soluzione, ma non devono pagare sempre e solo i cittadini, il cosiddetto governo deve finirla di farsi scudo con l’odiosa burocrazia e strategia del rinvio, ma deve garantire e far anticipare alle banche con un semplice pin ogni aiuto ed indennizzo per gli italiani . Lo Stato deve assicurare ai cittadini bisognosi un reddito di quarantena/emergenza ed agli imprenditori un bonus per mantenere in vita le aziende onde poter ripartire e non salutarle, deve organizzare una indispensabile amnistia fiscale e blocco dei protesti e sospendere segnalazioni in crif /protesti almeno per un anno da quando l’Italia ricomincerà a respirare .
Purtroppo esiste solo globalizzazione dei consumi e dei trasporti ma non c’è alcuna organizzazione e gestione mondiale , né tanto meno Europea , che sarebbe obbligatoria, della emergenza corona virus e strategia di tutela sanitaria ed economica.

Per salvare l’Italia dobbiamo, pretendere e convivere in un’altra comunità europea, senza impoverirci ed indebitarci ancor di più, liberarci dall’invidia e odio tedesco che ci vorrebbero schiavi .
Quanto prima si deve riorganizzare e nazionalizzare il sistema bancario , abrogare la ratifica dei trattati di Maastricht e di Lisbona, nonché la ratifica avvenuta con legge 23 marzo 1947 numero 132 della partecipazione al Fondo monetario Internazionale e alla Banca Mondiale e infine procedere all’abrogazione della ratifica del trattato di commercio Wto avvenuta con legge 29 dicembre 1994, numero 747.
Se si vuole salvare l’Italia occorre dignità e coraggio di riconquistare la nostra sovranità monetaria presupposto necessario per eliminare il debito pubblico con tutte le sue conseguenze e ganasce che hanno bloccato l’Italia .
Tra l’altro occorre una commissione straordinaria per analizzare questo debito, che in gran parte è un debito ingiusto perché provocato da speculazioni finanziarie in danno del nostro paese.
Solo in un nuovo quadro sarà possibile nazionalizzare l’intero patrimonio pubblico del popolo italiano che è stato dissipato con le privatizzazioni e svenduto a singoli faccendieri privati e fameliche multinazionali tedesche o francesi.

La riscossa del paese Italia, nel tragico momento storico, è previsto ed imposto dalla nostra Costituzione da sempre tradita dalla malapolitica e, particolarmente dagli articoli 1 (sovranità popolare), 2 (diritti inviolabili dell’uomo), 3 (eguaglianza economica e sociale), 41 (divieto di contratti contrari all’utilità pubblica), 42 (obbligo del proprietario di assicurare la funzione pubblica della proprietà), 43 (necessità di porre in mano pubblica i servizi pubblici essenziali e le fonti di energia). Quindi in Italia bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire con una banca nazionale senza essere più ostaggio di potenze straniere che hanno sfruttato la Comunità Europea senza alcuna solidarietà e collaborazione con gli altri fondatori.

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Politica

Capolavoro della Lamorgese, la circolare sul bimbo a passeggio in tempi di epidemia l’hanno cassata tutti i presidenti di Regione

Quello che ha fatto la ministra Luciana Lamorgese è un capolavoro. La circolare sul bimbo a passeggio in tempi di epidemia è stata cassata da tutti i presidenti di Regione. E così qualcuno dice di rimpiangere persino Matteo Salvini che al Viminale ci andava poco o nulla e le circolari non le scriveva perchè ordinava tutto via Facebook o Twitter. Ma vediamo nel dettaglio i danni devastanti fatti dal Viminale in un momento topico per l’epidemia in atto in Italia…

Paolo Chiariello

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La circolare interpretativa con cui il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese interpreta se stessa è stata devastante sotto il profilo della comunicazione pubblica. Nemmeno un prefetto di prima nomina mandato ad Isernia (con rispetto ovviamente per questa piccola e graziosa cittadina) avrebbe commesso un errore così grave. Persino quel pittoresco sindaco dello Stretto accusato di vilipendio sembra un politico accorto nelle sue pubbliche e chiassose esternazioni per indurre i suoi concittadini a rispettare le misure di distanziamento sociale. Questa Circolare del Viminale che interpreta il nulla, scritta senza parlare con i presidenti di Regione, se non uno ad uno almeno con il coordinatore dei presidenti di Regione, ha solo creato sconcerto, indotto qualche imbecille al rilassamento e qualche ebete a pensare che fosse tutto finito e che fare la passeggiata col bambino è possibile in tempo di pandemia. Gli italiani hanno bisogno di serenità e regole certe. Regole che vanno scritte, sanzioni che vanno comminate con autorevolezza quando non vengono rispettate. Dunque basta con queste interpretazioni di se stessi.  Il ministro Lamorgese scrivesse circolari chiare, non papielli che puzzano di tanfo in burocratese che dicono tutto e il contrario di tutto. Con questa Circolare (scritta dal ministro o dal suo Capo di Gabinetto) è stato solo stabilito che certi atti ministeriali importanti valgono quasi nulla per il modo in cui vengono concepiti  e per l’assenza di concertazione con altre istituzioni che devono “digerirle”. A che cosa è servita dunque la circolare interpretativa del Viminale? A far dire alla Regione Lombardia, alla Regione Campania, alla Regione Sicilia, alla Regione Emilia Romagna, alla federazione dei medici pediatri e non so a quanti sindaci e quanti altri presidenti di Regione d’Italia che la circolare del Viminale vale e può essere fatta osservare, se vorranno osservarla, forse nel Palazzo del Viminale. Di sicuro non ha alcuna validità manco a Roma già che anche la sindaca Virginia Raggi ha detto che i romani devono restare chiusi in casa.

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